L’auto resta il mezzo più utilizzato per muoversi anche in città e, proprio per questo, la sosta rappresenta una leva fondamentale per orientare gli spostamenti verso modelli più sostenibili. Una sfida particolarmente rilevante per l’Italia, Paese con uno dei più elevati tassi di motorizzazione in Europa. Lo studio dell’Osservatorio AIPARK analizza costi, differenze e modalità di gestione della sosta urbana, evidenziandone il ruolo nel costruire città più efficienti e vivibili.
Confronto internazionale
Sono i Paesi Bassi a registrare le tariffe medie orarie della sosta più elevate in Europa, con 4,10 €, seguiti da Norvegia (4,00 €), Danimarca (3,40 €), Germania (2,60 €), Francia (2,10 €) e Finlandia (2,00 €). Poi Svezia (1,90 €), Belgio (1,80 €), Slovenia (1,70 €), Austria (1,60 €) e Spagna (1,52 €). In questi Paesi, tuttavia, il costo della sosta non è solo una voce economica, ma uno strumento per orientare la mobilità: Amsterdam applica tariffe differenziate per zona, da 1,70 a 7,50 €/ora, Barcellona da 1,50 a 4,00 €/ora, mentre Zurigo modula gli importi in base alla durata della permanenza, da circa 2 CHF fino a oltre 5 CHF. Modelli integrati con trasporto pubblico, ciclabilità e servizi condivisi per favorire scelte di mobilità più sostenibili.
E in Italia? Solo alcune città, come Bologna e Milano, risultano più vicine a questi modelli.
Per il resto, il sistema tariffario italiano si mantiene generalmente prudente, con una tariffa oraria media di 1,50 €, che colloca il Paese al 13° posto in Europa, nonostante l’Italia si trovi al 3° posto per rapporto tra auto e abitanti. A fronte di un incremento del 257% del prezzo della benzina e del 278% delle tariffe del trasporto pubblico negli ultimi 32 anni, in molti contesti le tariffe della sosta hanno registrato variazioni molto più contenute, rimanendo spesso invariate e, in alcuni casi, diminuendo.
Il sistema tariffario italiano
Un primo elemento di differenziazione riguarda la distribuzione territoriale: nelle aree a maggiore domanda, il costo della prima ora di sosta è in media pari a 1,81 € nel Nord, contro 1,25 € al Sud e 1,11 € nelle Isole. Su un campione di 53 citta emerge poi che le tariffe on street più elevate si registrano nei
centri di dimensione intermedia (200.000–500.000 abitanti), con una media di circa 2,03 €/ora, rispetto a 0,73 €/ora nelle città sotto i 50 mila abitanti.
Un’ulteriore analisi evidenzia una correlazione tra tariffe della sosta e reddito medio: si passa da circa 2,60 €/ora nelle città con reddito superiore a 30.000 euro a circa 0,95 €/ora in quelle sotto i 20.000 euro. Infine, la durata operativa degli stalli blu nelle città italiane è mediamente di circa 11 ore e 12 minuti al giorno, un’estensione che riflette ancora modelli tradizionali di gestione della mobilità e che appare poco coerente con l’attuale esigenza di maggiore dinamicità e di un più equilibrato rapporto tra sosta, trasporto pubblico e mobilità sostenibile.
Sosta urbana e differenze varie nelle città
Nelle zone ad alta intensità Bologna registra la tariffa media più elevata, pari a 3,9 €/ora, seguita da Bolzano, Firenze e Milano con 3,0 €/ora. Via via Torino (2,8 €/ora), Pisa (2,5 €/ora), Brescia (2,4 €/ora), Bergamo (2,2 €/ora). Le prime città del Centro-Sud sono Napoli, Bari, Salerno e Catanzaro co 2,0 €/ora. Sotto la media nazionale troviamo città come Cagliari, Marsala, Pescara, Reggio Calabria, Taranto, Catania, Potenza.
Uno strumento per città più sostenibili
Se progettata in modo dinamico e coerente con le caratteristiche del territorio, la tariffazione della sosta può diventare una leva strategica per orientare la mobilità verso modelli più sostenibili,
favorendo una migliore rotazione degli stalli, l’utilizzo di alternative all’auto privata e una gestione più consapevole dello spazio urbano. Per essere realmente efficace deve superare logiche uniformi, adattarsi ai diversi livelli di domanda e integrarsi con gli altri strumenti di mobilità, come trasporto pubblico, park & ride, ZTL e servizi di mobilità alternativa.
Un ruolo altrettanto importante è svolto dal reinvestimento dei proventi della sosta nel miglioramento della qualità urbana, nella sicurezza e nell’efficienza dei servizi, insieme a una comunicazione chiara e trasparente verso cittadini e utenti e a un costante monitoraggio degli effetti prodotti. Infine, è essenziale garantire un corretto equilibrio tra i costi della sosta su strada e quelli dei parcheggi in struttura, affinché questi ultimi possano svolgere pienamente la loro funzione di supporto alla mobilità urbana.
“La tariffazione della sosta – conclude Proto Tilocca, che ha curato lo studio dell’Osservatorio AIPARK – se applicata in maniera strategica, si configura quindi come uno strumento di pianificazione urbana in grado di generare benefici concreti sulla sostenibilità: riduzione del traffico privato, minori emissioni e rumore, maggiore disponibilità di spazio per pedoni, biciclette, verde e funzioni sociali, e una più efficiente organizzazione della mobilità cittadina”.