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Incentivi GPL e metano: fino a 800 euro per convertire l’auto

Incentivi GPL e metano: fino a 800 euro per convertire l’auto

Gli incentivi GPL e metano permettono di ottenere fino a 800 euro di contributo per trasformare un’auto attraverso l’installazione di un nuovo impianto a gas. Le prenotazioni sono partite il 29 luglio 2026 e la procedura, per l’automobilista, è particolarmente semplice: non bisogna presentare direttamente la domanda, perché della pratica si occupa l’officina accreditata.

Il contributo previsto è pari a 400 euro per la conversione a GPL e 800 euro per quella a metano. L’agevolazione viene riconosciuta sotto forma di sconto sul prezzo dell’installazione, compatibilmente con la disponibilità delle risorse. Una misura interessante soprattutto per chi possiede un’auto ancora efficiente e non intende sostituirla. Il retrofit può infatti rappresentare una strada alternativa alla rottamazione, riducendo i costi di utilizzo senza obbligare l’automobilista ad affrontare la spesa necessaria per acquistare una vettura nuova.

 

Chi può chiedere gli incentivi GPL e metano

L’agevolazione è destinata alle persone fisiche e giuridiche che installano un nuovo sistema di alimentazione a GPL o metano su un veicolo di categoria M1, quindi sostanzialmente un’automobile, omologato in una classe ambientale non inferiore a Euro 3. Sono invece escluse le persone giuridiche che svolgono attività di commercio di autoveicoli M1. C’è inoltre un requisito fondamentale: al momento dell’intervento l’automobile non deve essere già omologata GPL, metano o con doppia alimentazione. Anche l’impianto deve rispettare condizioni precise. Deve essere nuovo di fabbrica e completo di tutti i componenti necessari.

 

Quanto vale il bonus per convertire l’auto

La cifra cambia in funzione del carburante scelto. Per un impianto GPL il contributo è di 400 euro, mentre chi sceglie il metano può ottenere 800 euro. «Il contributo varia a seconda della tipologia di impianto. Per gli impianti ad alimentazione a GPL l’incentivo è pari a 400 euro, mentre per quelli ad alimentazione a metano è di 800 euro», spiegano da Ecomotive Solutions, società del Gruppo Holdim specializzata nei sistemi di alimentazione a gas.

Il vantaggio è immediatamente percepibile perché non si tratta di un rimborso che l’automobilista deve recuperare successivamente attraverso una procedura autonoma.

 

Come fare domanda: pensa a tutto l’officina

Per accedere all’incentivo retrofit GPL e metano, l’automobilista deve rivolgersi a un’officina di installazione accreditata. È l’installatore a verificare la disponibilità delle risorse e a occuparsi degli aspetti burocratici. Il contributo viene quindi riconosciuto come sconto diretto in fattura. Il meccanismo semplifica sensibilmente l’accesso alla misura e riduce il rischio che una procedura amministrativa complessa possa scoraggiare gli automobilisti interessati. Il fondo resta comunque disponibile fino all’esaurimento delle risorse, elemento da tenere presente per chi sta valutando la trasformazione.

 

Quanti soldi sono disponibili

La misura ha un orizzonte temporale piuttosto lungo e sarà operativa fino al 31 marzo 2030. Le risorse indicate ammontano a 4 milioni di euro per il 2026, ai quali seguiranno 5 milioni per ciascuno degli anni 2027, 2028 e 2029. Per il 2030 è previsto un ulteriore milione. Nel complesso si tratta quindi di una misura pensata per accompagnare il retrofit per diversi anni e non soltanto come intervento occasionale. È anche un approccio interessante perché incentiva una forma di transizione che non passa necessariamente dalla sostituzione integrale dell’automobile.

 

GPL e metano, in Italia circolano oltre 4 milioni di auto

Il mercato italiano ha una lunga tradizione nell’utilizzo dei carburanti gassosi. Secondo i dati riportati nell’Annuario statistico ACI 2026, alla fine del 2025 nel nostro Paese circolavano 3.257.734 autovetture benzina-GPL e altre 899.801 benzina-metano. Complessivamente significa oltre quattro milioni di automobili a doppia alimentazione.

Una diffusione che si spiega soprattutto con l’attenzione degli automobilisti italiani ai costi di gestione. In particolare il GPL ha conservato negli anni un ruolo importante tra chi percorre molti chilometri e cerca di contenere la spesa alla pompa.

 

Quanto si può risparmiare passando al gas

L’aspetto economico resta inevitabilmente uno degli argomenti principali. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio studi di Ecomotive Solutions, la doppia alimentazione benzina-GPL oppure benzina-metano può portare a un risparmio superiore anche al 40% sul costo del carburante. La convenienza effettiva dipende naturalmente dal modello, dai consumi, dai chilometri percorsi, dai prezzi dei carburanti e dal funzionamento dello specifico impianto.

Va inoltre considerata la presenza di un consumo residuo di benzina. Ecomotive Solutions indica valori che possono andare indicativamente dal 7% fino al 20%, a seconda della vettura e del sistema utilizzato. Per chi percorre molti chilometri ogni anno, tuttavia, il risparmio può consentire di ammortizzare progressivamente anche il costo iniziale della trasformazione.

 

Convertire l’auto invece di rottamarla

La parte probabilmente più interessante della misura riguarda però un principio spesso trascurato quando si parla di transizione del parco circolante. Un’auto già prodotta, ancora efficiente e correttamente mantenuta non deve necessariamente essere sostituita per ridurne i costi e l’impatto ambientale. l retrofit permette di intervenire sul mezzo esistente, prolungandone la vita utile. Per molte famiglie può rappresentare una soluzione economicamente più accessibile rispetto all’acquisto di una nuova automobile.

È un elemento importante soprattutto in Italia, dove l’età media del parco circolante resta elevata e sostituire rapidamente milioni di vetture richiederebbe uno sforzo economico enorme da parte degli automobilisti. La decarbonizzazione dell’automotive, quindi, può passare anche attraverso soluzioni diverse. Non soltanto auto nuove ed elettriche, ma anche tecnologie capaci di migliorare ciò che già circola sulle nostre strade.

 

Il ruolo del biometano nella decarbonizzazione

La prospettiva diventa ancora più interessante guardando al biometano. Il gas ottenuto da scarti agricoli, rifiuti e altre matrici organiche può progressivamente sostituire una parte del gas di origine fossile e utilizzare infrastrutture già esistenti. In questo modo una tecnologia conosciuta da decenni può evolversi insieme ai nuovi carburanti rinnovabili.

Ecomotive Solutions sottolinea inoltre come i sistemi a gas siano stati progressivamente adattati all’evoluzione dei motori, arrivando anche alle applicazioni abbinate alle motorizzazioni ibride elettriche. È una dimostrazione di come la transizione energetica dell’automobile non debba necessariamente tradursi nell’eliminazione immediata di tutte le tecnologie precedenti. In alcuni casi, far evolvere il parco esistente può rappresentare una soluzione pragmatica, economicamente sostenibile e soprattutto accessibile a una fascia molto più ampia di automobilisti.

 


Foto da ufficio stampa Ecomotive Solutions