Marcello Di Caterina, Vicepresidente e Direttore Generale di ALIS
Via libera della Commissione europea agli aiuti per l’autotrasporto italiano. Bruxelles ha approvato il regime da 300 milioni di euro destinato alle imprese maggiormente colpite dall’aumento dei prezzi dei carburanti provocato dalla crisi in Medio Oriente.
Una misura che arriva in un momento particolarmente delicato per il settore e che viene accolta con favore da ALIS, l’Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile. Il provvedimento consentirà alle aziende interessate di beneficiare di un credito d’imposta capace di coprire fino al 70% dei maggiori costi sostenuti per il carburante acquistato tra marzo e giugno 2026. Il credito potrà essere utilizzato entro il 31 dicembre 2026.
Un fondo da 300 milioni per sostenere le imprese
L’intervento italiano è stato autorizzato nell’ambito del Middle East Temporary State Aid Framework, METSAF, il quadro temporaneo europeo sugli aiuti di Stato collegato alla crisi in Medio Oriente. Il principio alla base della misura è quello di compensare almeno in parte uno degli effetti che più rapidamente si trasferiscono sui bilanci delle aziende di trasporto: l’aumento del costo dell’energia e, in particolare, del carburante.
Per un settore nel quale il gasolio continua a rappresentare una voce di spesa determinante, variazioni improvvise dei prezzi possono incidere direttamente sui margini operativi e sulla competitività delle imprese. Da qui la necessità di strumenti straordinari capaci di intervenire nelle fasi più critiche.
Credito d’imposta fino al 70% dei maggiori costi
Il regime approvato dalla Commissione europea punta proprio a ridurre l’impatto degli incrementi registrati nei mesi più difficili. Le aziende potranno ottenere un credito d’imposta che coprirà fino al 70% dell’aumento dei costi per il carburante sostenuto nel periodo compreso tra marzo e giugno 2026. La misura dovrà ora entrare rapidamente nella fase attuativa, perché l’efficacia dell’intervento dipenderà anche dalla velocità con cui le imprese riusciranno effettivamente ad accedere alle risorse.
In un comparto caratterizzato da costi quotidiani elevati e da margini spesso ridotti, la tempistica può infatti diventare quasi importante quanto l’entità stessa del sostegno.
Di Caterina: «Un segnale concreto di attenzione»
ALIS ha espresso soddisfazione per la decisione arrivata da Bruxelles. «Accogliamo con grande soddisfazione questa decisione della Commissione europea, che rappresenta un segnale concreto di attenzione verso un settore essenziale per il sistema produttivo e logistico del Paese, duramente colpito dalle conseguenze economiche della crisi in Medio Oriente», ha dichiarato Marcello Di Caterina, Vicepresidente e Direttore Generale di ALIS.
Di Caterina ha sottolineato anche la necessità di ricorrere a strumenti eccezionali quando le condizioni del mercato vengono alterate da eventi esterni difficilmente prevedibili. «L’approvazione di questo regime di aiuti conferma l’importanza di adottare strumenti straordinari in presenza di situazioni eccezionali, consentendo alle imprese di affrontare l’incremento dei costi energetici senza compromettere la propria competitività».
Ora la partita si sposta sull’attuazione
Il passaggio europeo rappresenta quindi una tappa fondamentale, ma non chiude il dossier. La vera efficacia del provvedimento verrà misurata sulla capacità di trasformare rapidamente l’autorizzazione in un sostegno concretamente utilizzabile dalle aziende. «Auspichiamo ora una rapida attuazione della misura, affinché le risorse possano essere rese disponibili in tempi brevi e contribuire concretamente a sostenere la continuità operativa delle aziende e l’efficienza dell’intera filiera logistica italiana», ha aggiunto Di Caterina.
Una richiesta comprensibile considerando il ruolo dell’autotrasporto all’interno dell’economia nazionale. Gran parte delle merci continua infatti a muoversi su strada e qualsiasi aumento strutturale dei costi rischia inevitabilmente di trasferirsi lungo tutta la catena logistica.
Difendere l’autotrasporto significa sostenere l’intera filiera
Il tema va quindi oltre le singole imprese. L’autotrasporto rappresenta uno degli snodi principali attraverso cui passano industria, distribuzione e commercio. Quando i costi aumentano in modo improvviso, le conseguenze non rimangono confinate alle aziende di trasporto, ma possono propagarsi rapidamente lungo l’intera filiera. Per questo il sostegno al settore non può essere letto semplicemente come un aiuto a una singola categoria, ma come uno strumento per mantenere efficiente un’infrastruttura economica essenziale.
La transizione energetica resta naturalmente un obiettivo centrale, ma deve procedere insieme alla sostenibilità economica delle imprese. Pretendere investimenti, rinnovo delle flotte e tecnologie più efficienti, mentre i costi operativi aumentano senza controllo, rischierebbe di indebolire proprio quelle aziende chiamate a sostenere il cambiamento.
Il costo dell’energia resta una delle grandi sfide
La crisi in Medio Oriente ha riportato ancora una volta al centro il tema della vulnerabilità energetica del trasporto. Per le imprese dell’autotrasporto, il prezzo del carburante non è una variabile secondaria, ma una componente fondamentale del costo del servizio. Anche variazioni relativamente contenute possono diventare rilevanti quando vengono moltiplicate per migliaia di chilometri e per intere flotte. Il regime da 300 milioni di euro autorizzato dalla Commissione europea rappresenta quindi una risposta immediata a una situazione straordinaria.
Ma il tema di fondo resta aperto: accompagnare il settore verso tecnologie più efficienti senza mettere a rischio la competitività delle aziende. Perché senza un autotrasporto economicamente sostenibile, anche la logistica e il sistema produttivo italiano diventano più fragili.

L’obbligo UE dell’auto elettrica: peccato che mancavano tutti i presupposti