
Quanto mi accingo a scrivere è stato in buona parte sviluppato nel confronto-video del “Terzetto”, di cui faccio parte, in questa stessa pagina. Ma è doveroso sottolineare alcuni punti chiave sulla lungimiranza che noi di #FORUMAutoMotive abbiamo avuto, senza la minima deviazione, su quanto sta accadendo. Da sempre, fin da quando a Bruxelles eco-talebani e “gretini” in testa, ma anche politici di casa nostra, hanno iniziato una massiccia operazione di lavaggio del cervello abilmente colorata di verde. E la soluzione per salvare tutti e tutto? L’auto elettrica, senza se e senza ma.
Tesi subito sposata dai decisori UE senza che i vertici dei gruppi automobilistici (eccetto Toyota con il suo numero uno Akio Toyoda) osassero fare obiezioni. Troppo bello e chissà che entusiasmo – avranno pensato – sarà manifestato dai clienti, pronti a correre in concessionaria, a patto che i vari Paesi varassero congrui incentivi, sia ben inteso.
Invece, sta succedendo il contrario, quello che noi da anni ripetiamo convinti, subendo critiche, scherni e – ahinoi – inficiando anche amicizie a vari livelli. E adesso che i nodi sono venuti al pettine? Recitare un mea culpa è troppo imbarazzante? Perché c’è chi continua a insistere su un cavallo ormai perdente?
Imporre scelte da parte di certa politica e poi darsi a gambe levate, vista l’aria ormai cambiata: ecco cosa sta accadendo. Più visti o sentiti, su questi temi, i vari Frans Timmermans, Greta Thunberg, ecc. Meglio stare alla larga e cercare di farsi dimenticare.
E i capi azienda rimasti “ipnotizzati”? Non bastano i numerosi dietrofront rispetto a piani che, a distanza, si sono rivelati impossibili da perseguire. E i mega investimenti annunciati a rischio di flop?
Resta da scoprire chi ha beneficiato e sta beneficiando di quanto sta accadendo. Prima o poi i manovratori occulti usciranno allo scoperto. E basta incolpare sempre di tutto i cinesi, la mancanza di colonnine, i prezzi troppo alti delle auto elettriche (ci sarà spazio anche per loro, ma non in esclusiva). Le risposte stanno arrivando proprio dal mercato, da quei consumatori messi incautamente in secondo piano.

