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Auto usate: incidentate e il contachilometri manomesso

Auto usate: incidentate e il contachilometri manomesso

Nel mercato italiano delle auto usate, i veicoli che hanno subito incidenti presentano un rischio molto più elevato di avere il contachilometri manomesso. È quanto emerge da uno studio di carVertical, società leader nella raccolta di dati per il settore automobilistico, che mette in luce una stretta correlazione tra precedenti danni e frodi sul chilometraggio.

 

Una quota significativa delle auto usate in vendita ha infatti subito danni nel corso della propria vita. Secondo gli esperti del settore, alcuni venditori senza scrupoli riparano questi veicoli utilizzando ricambi economici e non originali, con possibili conseguenze sull’affidabilità nel tempo. Per aumentarne ulteriormente il valore di mercato, in molti casi viene anche alterato il contachilometri.

 

Dopo aver analizzato tutti i veicoli controllati da carVertical in Italia nel 2025, lo studio ha rilevato che le auto danneggiate hanno una probabilità 3,3 volte maggiore di avere il contachilometri manomesso rispetto a quelle che non risultano essere mai state incidentate.

 

In Italia, il 6,3% delle auto incidentate presentava un chilometraggio alterato, rispetto all’1,9% dei veicoli non incidentati. La maggior parte degli acquirenti preferisce auto con un chilometraggio più basso, ritenendole generalmente meno usurate e in condizioni migliori. Proprio per questo, la manomissione del contachilometri continua a essere una delle pratiche fraudolente più diffuse per aumentare artificialmente il valore di un veicolo e facilitarne la vendita.

 

“I rivenditori puntano a massimizzare il valore dell’auto e a renderla il più possibile appetibile agli occhi degli acquirenti. Dopo la riparazione di un veicolo incidentato, la manipolazione del chilometraggio può essere utilizzata per migliorarne l’attrattiva e aumentare artificialmente il margine di profitto. Questa pratica è particolarmente frequente nel caso delle auto importate”, afferma Matas Buzelis, esperto del settore automobilistico di carVertical.

 

Osservando i dati dalla prospettiva opposta emerge lo stesso fenomeno: i veicoli con chilometraggio alterato hanno più probabilità di aver subito danni in passato. In altre parole, la frode sul contachilometri e i difetti nascosti vanno spesso di pari passo. Secondo i dati di carVertical, in Italia il 30,9% delle auto con chilometraggio manomesso aveva precedenti di danni, contro l’11,5% dei veicoli con chilometraggio originale: una differenza del 19,4%.

 

Questa combinazione rende gli acquirenti di auto usate particolarmente esposti al rischio di pagare un prezzo superiore al reale valore del veicolo. A parità di modello, infatti, un’auto con una storia di incidenti può valere sensibilmente meno rispetto a una che non ha subito danni. Un basso chilometraggio e un passato apparentemente “pulito” aumentano invece l’attrattiva del mezzo, rendendo questo tipo di frode ancora molto diffuso nel mercato dell’usato.

 

La correlazione tra danni pregressi e chilometraggio manomesso non riguarda solo l’Italia. I dati di carVertical mostrano che, in tutti i paesi analizzati, il 61% delle auto con chilometraggio manipolato presenta segni di danni, mentre solo il 47,8% delle auto con chilometraggio autentico era stato danneggiato: una differenza del 13,2%.

 

“Vendere un’auto che ha subito danni presentandola con un chilometraggio inferiore a quello reale non solo ne aumenta artificialmente il valore, ma induce anche l’acquirente a credere che il veicolo sia meno usurato di quanto sia in realtà. Le conseguenze possono essere significative: programmare correttamente la manutenzione diventa più difficile, i componenti soggetti a usura possono guastarsi prima del previsto e riparazioni eseguite in passato con ricambi di bassa qualità possono tradursi in ulteriori costi per il nuovo proprietario”, conclude Buzelis.

 


Foto da ufficio stampa carVertical