di Gianluca Di Loreto, partner di Bain & Company
Il settore dell’auto si trova a fronteggiare (e digerire…) due dati di fatto: 1) la produzione globale non crescerà in modo significativo ancora per diversi anni, proiettando quindi una sostanziale stabilità (stagnazione) 2) l’Occidente è destinato a una decrescita (infelice). Questo significa che la geo-politica, e la geo-economia, del settore auto si devono riassestare. In sintesi: l’auto non segue più il PIL globale; siamo in una fase di disaccoppiamento tra le due variabili, che non è un buon segnale.
A questo si aggiungono due fattori utili per i giocatori europei. Da una parte uno sbilanciamento importante dei Costruttori tedeschi sul mercato cinese , che è e sarà in forte rallentamento. Dall’altra la ancora troppo bassa saturazione degli impianti produttivi, ormai occupati per meno del 60%. In questo contesto il Cliente italiano non rinuncia all’utilizzo dell’auto, che rimane il mezzo di mobilità principale per l’80% del campione intervistato, con un forte balzo in avanti (+8 punti) rispetto al 2023.

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