di Benjamin Krieger, Segretario generale del CLEPA
Questa non è solo una questione industriale, ma anche sociale. Con il rallentamento o la chiusura delle fabbriche, intere comunità rischiano di perdere posti di lavoro stabili, manodopera qualificata e un’economia consolidata. Il tessuto industriale europeo, duramente conquistato, si sta sfaldando. Senza un’azione urgente per ridurre il rischio degli investimenti e liberare l’innovazione industriale, il prezzo non sarà solo economico, ma si pagherà in termini di mezzi di sussistenza, coesione frammentata e resilienza a lungo termine indebolita.
Elevati costi energetici
Nonostante il calo rispetto al picco del 2022, i prezzi dell’energia in Europa rimangono ben al di sopra dei livelli pre-COVID e significativamente più alti rispetto alle regioni concorrenti. I prezzi dell’elettricità industriale in Europa sono ancora il doppio rispetto agli Stati Uniti e il 90% più cari rispetto alla Cina, il che continua a erodere la competitività dei produttori europei, in particolare nei settori ad alta intensità energetica come l’automotive e i macchinari industriali.
Il divario è ancora più marcato per il gas naturale: nel 2025, i prezzi del gas industriale negli Stati Uniti saranno inferiori di un quarto a quelli dell’UE. Sebbene la Cina faccia maggiore affidamento sul carbone rispetto al gas, i suoi costi energetici complessivi rimangono notevolmente inferiori, rafforzando il vantaggio di costo di cui godono i produttori extra-UE.
Cina in testa nella corsa ai veicoli elettrici grazie ai plug-in
Tra il 2020 e il 2023, il mercato cinese dei veicoli elettrici è cresciuto di oltre 9,3 milioni di unità, più di tre volte l’espansione registrata nell’UE. Partendo da livelli di produzione simili nel 2020 (circa 1,6 milioni di unità), le due regioni hanno da allora intrapreso percorsi nettamente divergenti. La rapida crescita della Cina è stata alimentata sia dai veicoli elettrici a batteria (BEV) che da un’impennata dei veicoli elettrici ibridi plug-in (PHEV), diventati un pilastro della strategia cinese per i veicoli a nuova energia. Entro il 2030, si prevede che i PHEV rappresenteranno circa un terzo della produzione cinese di veicoli elettrici. Al contrario, l’Europa ha adottato un approccio più mirato nei confronti dei veicoli elettrici a batteria (BEV): si prevede che i veicoli ibridi plug-in rappresenteranno solo il 10% della produzione di veicoli elettrici entro il 2030, evidenziando un approccio più ristretto all’elettrificazione.
L’UE perde slancio negli investimenti
Gli investimenti diretti esteri (IDE) nell’UE da Paesi extra-UE sono crollati dal picco raggiunto nel 2022, precipitando da oltre 7,7 miliardi di euro a soli 218 milioni di euro nella prima metà del 2025. Questo drastico calo segnala una crescente cautela degli investitori, alimentata dalla persistente incertezza sulla traiettoria economica, sul contesto normativo e sulla direzione della politica industriale dell’Europa. La Cina si è confermata l’investitore extra-UE più attivo, con un contributo di quasi 194 milioni di euro nel 2025, una cifra che evidenzia, anziché compensare, il crollo più ampio degli IDE. Negli ultimi anni, la Cina ha costantemente dominato gli afflussi extra-UE.
Europa e investimenti globali
Le aziende europee si stanno ritirando dai mercati globali. Nel settore delle forniture automobilistiche, i deflussi di investimenti diretti esteri (IDE) dell’UE sono diminuiti drasticamente, passando da 11 miliardi di euro nel 2023 a soli 341 milioni di euro nel 2025, il livello più basso registrato in tre periodi di riferimento. Di conseguenza, la quota dell’UE sui deflussi di IDE globali è crollata dal 34% all’inizio del 2022 ad appena il 10% a metà del 2025.
La Cina ha rapidamente colmato il divario, superando l’UE come principale investitore automobilistico al mondo. Tra il 2022 e il 2025, la quota cinese nei deflussi di IDE globali è quasi triplicata, passando dal 16% al 49%, grazie all’espansione della presenza internazionale delle aziende cinesi e al consolidamento del loro ruolo nelle catene di approvvigionamento globali.
Foto da ufficio stampa CLEPA




