Salvini: “Solo auto elettriche dal 2035? Una ca@@@ta”. E sul Codice della strada…

1Tavolo #FORUMAutoMotive: quella barra tenuta sempre dritta

Tre domande. quelle che ho rivolto a Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (intervista andata in onda ad ACI Radio nel “Punto” del 7 agosto), che ho incontrato lo scorso 5 agosto all’Autodromo nazionale di Monza in occasione della chiusura dei lavori per l’ammodernamento della struttura. Tre domande su temi di caldissimi: il Codice della strada con tutte le novità previste insieme al problema degli Autovelox non a norma; il “Green Deal” e il futuro della mobilità in Europa dopo l’insediamento del “nuovo” Governo UE ancora una volta (in barba al voto espresso dagli elettori) guidato dalla tedesca Ursula von der Leyen.

 

Codice della strada e nodo Autovelox non a norma

“A me sarebbe piaciuto che il Parlamento approvasse il tutto entro questa pausa estiva, ma ci sono ancora tanti e tanti emendamenti. È un anno che è in discussione  in Parlamento questo benedetto nuovo Codice della strada che, dal mio punto di vista, risparmierà vite e incidenti. I dati del 2023 sono leggermente più positivi con la riduzione del numero dei morti, ma voglio fare di più con un’educazione stradale vera e sanzioni per chi sbaglia più volte, il ritiro breve della patente per chi usa il telefonino e abbandona gli animali lungo le strade, maggiore severità per chi usa fa uso di alcol e droga. Spero che il Parlamento non ci metta altri mesi per approvare un testo che è fondamentale per salvare giovani vite”.

“Gli Autovelox non a norma?  Questi strumenti nei punti stradali pericolosi sono sacrosanti. Invito i sindaci a posizionarli nei luoghi sensibili per scongiurare incidenti. Lì servono. Quello che non serve, invece, sono le migliaia di Autovelox furbetti a ripetizione, magari nascosti e mal segnalati, che non c’entrano niente con la sicurezza, ma solo a tassare chi va a lavorare anche su stradoni a più corsie. E i milanesi ne sanno qualcosa. Autovelox, dunque, per la sicurezza fondamentali, come le zone a 30 orari in alcune aree ristrette della città sono utili. Ma costringere la gente ad andare in giro a 30 orari in tutta la città è qualcosa che è pericoloso, produce più caos, inquinamento. Occorrono buon senso ed equilibrio”.

 

Il Green Deal del governo UE “Ursula-bis”

“Noi cercheremo di limitare i danni perché dire che dal primo gennaio 2035 si vendono e si comprano solo auto elettriche, in gran parte Made in China, è una cazzata dal punto di vista ambientale, sociale, economico, commerciale e industriale. Un provvedimento senza senso. L’elettrico dovrà essere una parte del tutto, ma obbligare tutti ad andare in giro con l’auto elettrica vuol dire inquinare di più e spendere di più”.

Ecco, dunque, le affermazioni del vicepremier Salvini che saranno fonte di dibattiti sempre più accesi una volta chiusa la pausa, per modo di dire, estiva. Guardando al tema del Codice della strada (449 gli emendamenti presentati) è fondamentale che le discussioni non siano strumentali con il solo scopo di far perdere del tempo e il rischio conseguente di peggiorare il quadro degli incidenti. L’auspicio è che il testo ottenga il semaforo verde il più velocemente. Con la sicurezza non si scherza e non si fa ideologia.

Per quanto riguarda il Green Deal, infine, promesse sono state fatte durante la campagna elettorale dagli stessi che si sono riaccomodati nella stanza dei bottoni a Bruxelles. Ne va della loro immagine e credibilità, a costo di rompere con la componente eco-talebana uscita dalla porta e fatta rientrare dalla finestra. Come è possibile ragionare e agire in questo modo, fregandosene del voto e delle bocciature sonore arrivate dai cittadini?

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