Auto vecchie, cresce anche il costo dell’assicurazione: +25% in 4 anni

Auto vecchie, cresce anche il costo dell’assicurazione: +25% in 4 anni

L’Italia continua a fare i conti con un parco auto sempre più anziano. Secondo un’analisi realizzata da Facile.it su oltre 12 milioni di preventivi RC Auto, l’età media delle vetture in circolazione ha ormai raggiunto i 12 anni e 6 mesi, un dato che conferma una tendenza ormai consolidata e che porta con sé conseguenze non solo sul fronte della sicurezza e dell’efficienza, ma anche sui costi sostenuti dagli automobilisti.  

 

L’assicurazione diventa più cara con l’età dell’auto

Quando si parla di auto anziane si pensa immediatamente a manutenzione, guasti e consumi. C’è però un altro aspetto meno noto che pesa sul bilancio delle famiglie: il costo dell’assicurazione.

L’analisi evidenzia come il premio medio RC Auto aumenti progressivamente con l’età del veicolo. Per una vettura di 10 anni il costo medio è pari a 461 euro, mentre sale a 559 euro per un’auto di 12 anni e raggiunge i 575 euro per un modello di 14 anni. In pratica, nell’arco di quattro anni il premio cresce del 25%.  

Si tratta di un fenomeno che contribuisce ulteriormente ad aumentare il costo di possesso delle vetture più datate, proprio in una fase storica in cui molti automobilisti rinviano il cambio dell’auto a causa dei prezzi elevati del nuovo.

 

Non solo RC: diminuiscono anche le coperture disponibili

L’anzianità del veicolo influisce anche sulla possibilità di sottoscrivere alcune garanzie accessorie.

Come sottolinea Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it, alcune coperture diventano meno efficaci o addirittura difficili da ottenere quando l’auto supera una certa età. Tra queste figurano le polizze contro furto e incendio, ma anche quelle dedicate agli eventi naturali o agli atti vandalici, spesso limitate o non più offerte per i veicoli più vecchi.  

Un elemento che evidenzia come l’invecchiamento del parco circolante non rappresenti soltanto una questione tecnologica o ambientale, ma abbia ripercussioni concrete anche sul mercato assicurativo.

 

Boom per l’assistenza stradale

Un altro indicatore interessante riguarda la crescente richiesta di assistenza stradale.

Tra gli automobilisti che hanno scelto una garanzia accessoria insieme alla RC Auto, ben il 56% ha optato per la copertura dedicata ai soccorsi in caso di guasto o fermo del veicolo. Due anni fa la percentuale era pari al 39%.  

Il dato racconta in maniera indiretta la crescente preoccupazione degli automobilisti nei confronti dell’affidabilità delle proprie vetture e conferma come l’età media sempre più elevata delle auto stia modificando anche le esigenze assicurative.

 

Calabria e Sicilia guidano la classifica delle auto più anziane

Le differenze territoriali sono particolarmente marcate. Le regioni con le vetture più vecchie sono Calabria e Sicilia, dove l’età media raggiunge i 14 anni e 4 mesi, quasi due anni in più rispetto alla media nazionale. Seguono la Basilicata con 14 anni e 2 mesi e, a pari merito, Puglia e Sardegna con 14 anni.  

Sul fronte opposto troviamo invece la Toscana, che presenta il parco auto più giovane d’Italia con un’età media di 11 anni e 5 mesi. Seguono Lombardia e Lazio, entrambe ferme a 11 anni e 11 mesi, mentre l’Emilia-Romagna si attesta a 12 anni e 4 mesi.  

 

Un segnale per tutto il settore automotive

L’invecchiamento del parco circolante rappresenta una delle principali sfide per il mercato automobilistico italiano. Se da un lato testimonia la maggiore durata e affidabilità delle vetture moderne, dall’altro evidenzia le difficoltà di molte famiglie nel sostituire l’auto.

La conseguenza è un circolo vizioso: più l’auto invecchia, più aumentano manutenzione, probabilità di guasti, necessità di assistenza e, come dimostrano questi dati, persino i costi assicurativi. Un tema che riguarda non solo gli automobilisti, ma anche l’intero ecosistema della mobilità.

 
Foto da ufficio stampa facile.it


Appello all’UE: rimettere al centro chi produce ricchezza e lavoro

Bene difendere il clima: al tempo stesso si tuteli la capacità produttiva
di Domenico De Rosa, CEO del Gruppo SMET
 
L’industria europea sta affrontando una delle fasi più difficili degli ultimi decenni. Energia costosa, tensioni geopolitiche, eccesso di regolamentazione e accesso al credito sempre più oneroso stanno comprimendo la capacità delle imprese di investire, innovare e creare occupazione.

In questo contesto, l’aumento dei tassi di interesse rischia di aggravare un problema già esistente anziché risolverlo. La competitività non si costruisce rendendo più difficile fare impresa. Si costruisce garantendo energia accessibile, stabilità normativa e condizioni favorevoli agli investimenti.

Se l’Europa vuole continuare a essere una potenza industriale e non diventarne solo un museo deve immediatamente tornare a mettere al centro chi produce ricchezza, lavoro e sviluppo.

 
Domenico De Rosa – Foto da ufficio stampa SMET Group


Eroi della sicurezza: premiati al Giro d’Italia agenti e operatori ASPI

Eroi della sicurezza: premiati al Giro d’Italia agenti e operatori ASPI

La sicurezza stradale passa spesso da gesti che restano lontani dai riflettori. Interventi rapidi, decisioni prese in pochi secondi e una presenza costante sulle autostrade italiane che permette di prevenire incidenti e gestire situazioni di emergenza. È questo il significato dell’iniziativa “Eroi della Sicurezza”, promossa da Autostrade per l’Italia e Polizia di Stato, che ha celebrato la sua quindicesima edizione in occasione della ventesima tappa del Giro d’Italia con partenza da Gemona del Friuli.

Prima del via della corsa, sono stati consegnati i tradizionali riconoscimenti agli operatori che si sono distinti per coraggio, professionalità e spirito di servizio sulle arterie autostradali del Paese.

Un premio per chi protegge ogni giorno gli automobilisti

L’edizione 2026 ha premiato complessivamente 142 Eroi della Sicurezza, tra cui 18 operatori della Polizia Stradale e 124 dipendenti del Gruppo Autostrade per l’Italia. Numeri che testimoniano l’importanza della collaborazione tra le due realtà nella gestione della viabilità e delle emergenze lungo la rete autostradale italiana. Nel corso delle quindici edizioni dell’iniziativa sono stati conferiti riconoscimenti a 219 appartenenti alla Polizia Stradale e a 244 operatori di ASPI, valorizzando episodi che spesso si consumano lontano dall’attenzione mediatica ma che hanno un impatto concreto sulla sicurezza dei viaggiatori.

Il salvataggio sull’A23 diventa esempio di coraggio

Tra le storie più significative premiate a Gemona del Friuli c’è quella che ha visto protagonisti l’Assistente Capo Coordinatore Fulvio Englaro e l’Agente Giovanna Miranda della Sottosezione Polizia Stradale di Amaro. Il 31 maggio 2025 i due agenti stavano effettuando un normale servizio di pattuglia lungo l’A23 quando hanno individuato un’autovettura dalla quale fuoriuscivano fiamme nella parte posteriore. La situazione era particolarmente critica perché il veicolo si trovava nei pressi dell’ingresso della galleria di Pontebba, uno scenario che avrebbe potuto trasformarsi rapidamente in un grave incidente.

Con sangue freddo e rapidità decisionale, gli agenti hanno segnalato il pericolo al conducente e hanno scortato il mezzo fino all’uscita della galleria, evitando che l’incendio si sviluppasse all’interno del tunnel. Successivamente hanno provveduto a mettere in sicurezza gli occupanti del veicolo, tra cui un bambino di cinque anni, e a contenere le fiamme utilizzando gli estintori disponibili, richiedendo anche l’aiuto di altri automobilisti per reperire ulteriori mezzi di spegnimento.

Un intervento che ha evitato conseguenze potenzialmente molto gravi e che rappresenta un esempio concreto di come la presenza della Polizia Stradale continui a essere fondamentale per la tutela degli utenti della strada.

Milano-Cortina 2026, il lavoro dietro le quinte di Aspi

Un riconoscimento speciale è stato assegnato anche a una rappresentanza della task force del Tronco di Udine di Autostrade per l’Italia per il lavoro svolto durante i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. La manifestazione ha rappresentato una sfida logistica senza precedenti per il sistema della mobilità italiana, chiamato a gestire gli spostamenti di migliaia di spettatori, atleti e addetti ai lavori.

Il Tronco di Udine ha predisposto un articolato piano operativo per garantire la fluidità del traffico e intervenire rapidamente in caso di emergenze sulle tratte A23 e A27. Cuore dell’attività è stata la centrale operativa di Tavagnacco, supportata da circa 600 telecamere e da 400 operatori del Gruppo Aspi, impegnati nel monitoraggio continuo della rete.

Il dispositivo ha previsto il rafforzamento delle squadre di pronto intervento, dei tecnici specializzati, delle unità antincendio e del personale dedicato all’esazione, consentendo di affrontare senza criticità un evento internazionale di enorme portata.

Sicurezza stradale: un lavoro che non si vede, ma fa la differenza

L’iniziativa “Eroi della Sicurezza” rappresenta anche un’occasione per ricordare quanto lavoro venga svolto quotidianamente lontano dai riflettori. Dalla gestione degli incidenti alle emergenze meteo, passando per il monitoraggio del traffico e il soccorso agli automobilisti in difficoltà, migliaia di operatori garantiscono ogni giorno il funzionamento della rete autostradale italiana. Una presenza che diventa particolarmente evidente nei momenti di emergenza, ma che contribuisce costantemente a rendere più sicuri gli spostamenti di milioni di persone.


Foto da ufficio stampa

PoliMi e i test di guida autonoma: ACI Milano pronto a collaborare

ACI Milano: Pietro Meda confermato presidente fino al 2030

di Pietro Meda, presidente di ACI Milano

 
L’avvio dei test su strada di guida autonoma da parte del Politecnico di Milano rappresenta un passo concreto e importante verso il futuro della mobilità. Seguire queste innovazioni tecnologiche è doveroso per un’Associazione come la nostra da sempre attenta a garantire le migliori condizioni per una mobilità efficiente, sicura e ambientalmente sostenibile sin dalla sua fondazione.
 
Ciò significa guardare avanti, ma anche saper delineare e governare con consapevolezza il cammino verso l’auto e la circolazione del futuro. Il Politecnico di Milano, con la sua tradizione di eccellenza nella ricerca e nella formazione, è il soggetto ideale per condurre questi test in modo rigoroso, scientifico e rispettoso delle esigenze di tutti gli utenti della strada.
 

Come è già avvenuto in un passato recentissimo con il progetto 1000-MAD (1000 Miglia Autonomous Drive) prima sperimentazione al mondo di veicoli autonomi su strade pubbliche con un percorso di estensione di più di 1500 km, siamo pronti a collaborare attivamente con l’Ateneo, le istituzioni e le aziende coinvolte per far sì che i test si svolgano nelle migliori condizioni di sicurezza e con la massima trasparenza verso i cittadini.

Neopatentati in pista con Mercedes-Benz: la sicurezza si impara guidando

Neopatentati in pista con Mercedes-Benz: la sicurezza si impara guidando

 

Dalla teoria alla pratica in pista

Protagonisti della giornata sono stati gli studenti dell’Istituto tecnico agrario Giuseppe Garibaldi e dell’IPSEOA Tor Carbone, che hanno avuto la possibilità di confrontarsi direttamente con istruttori professionisti e specialisti della Polizia Stradale. L’obiettivo non era trasformare i partecipanti in piloti, ma fornire strumenti concreti per affrontare situazioni di emergenza e comprendere i limiti propri e del veicolo. Attraverso esercitazioni pratiche, simulazioni e momenti di confronto, i ragazzi hanno approfondito i principali fattori di rischio legati alla guida e le corrette reazioni da adottare nelle situazioni critiche.  

Tra gli esercizi normalmente previsti nei corsi di guida sicura figurano frenate di emergenza con ABS, prove di controllo del veicolo e simulazioni di perdita di aderenza, attività che consentono di sperimentare in un ambiente protetto scenari difficilmente riproducibili nella guida quotidiana.  

 

Il contributo della Polizia Stradale

Un ruolo centrale è stato svolto dagli operatori della Polizia Stradale, che hanno portato in pista la propria esperienza maturata sul campo. Gli agenti hanno condiviso casi reali, consigli pratici e approfondimenti sui comportamenti più corretti da adottare alla guida, trasformando la formazione in un’occasione concreta di confronto con chi ogni giorno interviene sugli incidenti e sulle emergenze stradali.  

La presenza delle forze dell’ordine ha contribuito a rendere ancora più evidente un concetto fondamentale: la sicurezza non dipende soltanto dalle capacità tecniche del conducente, ma anche dall’atteggiamento mentale con cui si affronta la strada.

 

Mercedes-Benz punta sulla cultura della prevenzione

Per Mercedes-Benz Italia la sicurezza rappresenta da sempre uno dei pilastri della propria strategia industriale. La Casa tedesca ha costruito gran parte della propria storia sull’innovazione nel campo della protezione degli occupanti e degli utenti della strada, introducendo nel tempo tecnologie che sono poi diventate standard per l’intero settore automobilistico.  

La collaborazione con ACI-SARA si inserisce proprio in questa visione. Oltre allo sviluppo di sistemi avanzati di assistenza alla guida, il marchio considera fondamentale investire nella formazione e nella diffusione di una reale cultura della sicurezza. Non a caso, il recente progetto CLA Safety Hub porta nei centri di Vallelunga e Lainate la nuova gamma Mercedes CLA, consentendo ai partecipanti di sperimentare direttamente le più moderne tecnologie di assistenza e sicurezza attiva.  

 

Perché i corsi di guida sicura fanno la differenza

In diversi Paesi europei la partecipazione a corsi di guida sicura è obbligatoria per i neopatentati e ha contribuito a ridurre sensibilmente il numero di incidenti. Secondo dati ACI citati nel corso della partnership con Mercedes-Benz, in nazioni come Austria, Svizzera, Slovenia e Lussemburgo la formazione post-patente ha portato a una riduzione degli incidenti tra i giovani conducenti fino al 35%. Numeri che confermano come la formazione pratica possa rappresentare un complemento fondamentale rispetto all’esame di guida tradizionale.

 

Un investimento sul futuro della mobilità

L’iniziativa di Vallelunga dimostra come la sicurezza stradale debba essere affrontata attraverso un approccio integrato che coinvolga costruttori, istituzioni, forze dell’ordine e mondo della formazione. In un contesto in cui le automobili diventano sempre più sofisticate e ricche di sistemi elettronici, resta infatti centrale il ruolo del conducente. Conoscere i rischi, comprendere le dinamiche del veicolo e imparare a gestire le situazioni di emergenza può fare la differenza tra un imprevisto e un incidente.

 


Foto da ufficio stampa Mercedes-Benz

Antonelli fa cinquina a Monaco: Italia superstar

Antonelli fa cinquina a Monaco: Italia superstar

di Geronimo La Russa, presidente di ACI

Neppure nel migliore dei sogni si poteva immaginare una domenica così esaltante. Un podio al Gran Premio F1 di Monaco caratterizzato dai colori italiani e dall’orgoglio nazionale, con un Kimi Antonelli per il quale abbiamo esaurito il “vocabolario dell’esaltazione” e una Ferrari che torna a essere grande protagonista. In estrema sintesi, Italia superstar.

Una Formula Uno – e più in generale – uno sport automobilistico che parla sempre più italiano e che, se guardiamo già a settembre, ci proietta verso un Gran Premio d’Italia davvero eccezionale ed esaltante.

 


Foto da ufficio stampa ACI

Sicurezza stradale e consapevolezza: l’importanza dell’Alcolock

Sicurezza stradale e consapevolezza: l'importanza dell'Alcolock
Da Confcommercio e ConfMobilità Assomobilità un appello alla responsabilità: prevenzione, alcolock e consapevolezza alla guida. L’occasione è arrivata dal convegno organizzato, a Milano, con gli interventi del ministro Matteo Salvini, in collegamento, e del ministro Matteo Piantedosi con un messaggio audio.


Simonpaolo Buongiardino, presidente di ConfMobilità e Assomobilità, ha ricordato l’impegno dell’organizzazione sui temi della sicurezza, già affrontati con iniziative dedicate all’angolo cieco dei mezzi pesanti e ora rilanciati attraverso il confronto sull’alcolock. E sempre Buongiardino ha posto l’accento sulla necessità di informazione e formazione per indurre, in particolare i giovani alla conoscenza e al rispetto del Codice della strada.

 
Nel video l’intervento di Alessandro Finicelli, CEO di Autobynet, azienda distributrice di dispositivi Alcolock autorizzata dal MIT, il quale ha chiarito come il dispositivo non viene acquistato, ma noleggiato. L’alcolock deve infatti essere periodicamente sostituito con uno nuovo, già tarato e pronto all’utilizzo.
 

Veicoli commerciali: appello a Bruxelles di industria e lavoratori

Veicoli commerciali: appello a Bruxelles di industria e lavoratori

I dirigenti aziendali e i rappresentanti dei lavoratori dei produttori europei di camion e autobus hanno scritto congiuntamente alla Commissione europea per lanciare l’allarme sul deterioramento della competitività nel settore dei veicoli commerciali, avvertendo che, senza un’azione urgente e coordinata, l’Europa rischia di perdere capacità produttiva, capacità di innovazione e posti di lavoro nel settore industriale.

I firmatari riconoscono che, sebbene l’industria europea dei veicoli commerciali detenga posizioni di leadership a livello globale in termini di mercato e tecnologia, tale leadership è tutt’altro che garantita. L’intensificarsi della concorrenza da parte di regioni che operano con strutture di costo, quadri normativi e strategie industriali coordinate differenti sta esercitando una pressione senza precedenti su produttori, fornitori e lavoratori.

L’industria rimane pienamente impegnata a raggiungere gli obiettivi climatici europei, come dimostra l’ampia gamma di autocarri e autobus pesanti a zero emissioni già presenti sul mercato. Tuttavia, la loro diffusione è ancora limitata dalla lenta implementazione di infrastrutture di ricarica pubbliche e presso i depositi, dall’insufficienza di infrastrutture per il rifornimento di idrogeno e dalla mancanza di solidi business case per molti operatori del settore dei trasporti che desiderano investire in veicoli con la nuova propulsione.

In questo contesto, la lettera sollecita un intervento su tre fronti. In primo luogo, è necessario anticipare la revisione della normativa sulle emissioni di CO2 per i veicoli pesanti al fine di valutare la coerenza tra il suo livello di ambizione e le effettive condizioni di mercato, poiché il quadro normativo attuale rischia di aumentare in modo sproporzionato i costi e di accelerare la deindustrializzazione senza garantire una transizione più rapida. In n secondo luogo, è necessario accelerare la diffusione delle infrastrutture di ricarica e di rifornimento di idrogeno, definendo traguardi vincolanti a livello UE e degli Stati membri, rafforzati dalla prossima revisione del regolamento AFIR, da politiche di sostegno e da schemi di incentivazione agli investimenti per colmare il divario del costo totale di proprietà per gli operatori di flotte. In terzo luogo, una strategia industriale europea coerente per il settore del trasporto stradale commerciale, in cui competitività, decarbonizzazione e occupazione di alta qualità siano perseguite congiuntamente.

I firmatari chiedono un dialogo aperto con la Commissione europea e gli Stati membri su misure concrete, riaffermando la loro disponibilità a lavorare su soluzioni che combinino forza economica, leadership tecnologica e responsabilità sociale.

 


Foto di ALEXANDRE LALLEMAND su Unsplash

Fondi del Governo: UNRAE fa chiarezza

Roma, ZTL a pagamento per le auto elettriche: un vero disincentivo alla transizione

di Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE

 
Rispetto ai titoli che in questi giorni hanno accompagnato la conferma dello sblocco dei fondi, UNRAE ritiene doveroso fare chiarezza per evitare interpretazioni fuorvianti: il provvedimento non prevede alcuna forma di ecobonus destinata all’acquisto di autovetture da parte di clienti privati, Registriamo, inoltre, la riduzione della dotazione del Fondo automotive, passata dai circa 1,6 miliardi iniziali a 1,343 miliardi di euro, a causa del dirottamento di circa 251 milioni verso interventi
temporanei contro il caro carburanti
, con un ripristino delle risorse atteso solo per il mese di luglio.

Questa parziale deviazione dei fondi evidenzia nuovamente l’urgenza di affrontare il tema delle accise sui carburanti con una visione di sistema, superando la logica delle misure tampone e, soprattutto, con riforme strutturali dettate dalla
consapevolezza che il vero dossier da gestire è quello sulla politica energetica nazionale, al momento trattato in modo parziale e insufficiente attraverso le sole accise sui carburanti fossili.

In questa prospettiva, l’Associazione sottolinea come, pur considerando le ultime riduzioni temporanee previste – pari a due livelli di intervento differenziati: 10 centesimi al litro sul gasolio e 5 centesimi sulla benzina – le aliquote fiscali italiane sui carburanti, già riallineate verso l’alto con l’ultima Manovra, rimangono stabilmente pari a circa il doppio dei minimi europei. Tale pressione fiscale genera ricadute pesanti e dirette sui bilanci delle famiglie e delle imprese, rendendo ancora più oneroso ogni tentativo di dare maggiore slancio al nostro sistema produttivo.


Proprio su tale base, UNRAE torna infine a evidenziare l’urgenza e l’utilità reale della revisione fiscale per le flotte aziendali innalzando dapprima la deducibilità per i veicoli a zero e bassissime emissioni, agendo poi su detraibilità dell’Iva e riduzione del periodo di ammortamento. L’applicazione della nostra proposta permetterebbe all’Italia di recuperare il divario verso quanto già regolamentato nei principali mercati europei, coniugare decarbonizzazione delle flotte aziendali e rafforzamento della competitività del sistema produttivo, guardando finalmente all’auto come vero strumento a supporto della competitività delle aziende italiane.
 

Foto da ufficio stampa UNRAE

Mercato Italia e dealer: lo stato dell’arte è questo

L'ideologia "green" UE continua: pronti con l'ETS2

di Massimo Artusi, presidente di Federauto

Il dato statistico positivo di maggio non riesce a nascondere un mercato italiano asfittico, sostenuto dalla progressiva immissione in circolazione delle BEV acquistate con l’incentivo MASE, come dimostra la crescita del canale privati. Vedremo cosa accadrà dopo il 30 giugno, quando si concluderà l’operazione in corso, secondo i tempi previsti dal PNNR e, in questa ottica, l’auspicio è che i dealer provvedano a caricare rapidamente sulla piattaforma gestita da SOGEI tutti i voucher, in modo da anticipare eventuali colli di bottiglia finali e fluidificare le procedure di rimborso.

Aldilà del fenomeno congiunturale conseguente agli incentivi MASE, restano le preoccupazioni per un mercato asfittico, dove anche a maggio hanno giocato un ruolo significativo le autoimmatricolazioni dei dealer, certamente inferiori ai mesi in cui vi sono bonus da conseguire, ma comunque non trascurabili ed in varie forme. La tendenza negativa del mercato è confermata dalle segnalazioni dei dealer sull’andamento degli ingressi della clientela negli showroom con le ovvie ripercussioni sugli ordinativi.

In merito ai dati relativi al trend di mercato delle BEV, si evidenzia come gli automobilisti italiani e gli stessi “flottisti” delle imprese italiane dimostrino di avere la virtuosa tendenza a scegliere la tipologia di automobile acquistare in relazione alle effettive esigenze di mobilità, in piena libertà e senza condizionamenti derivanti da certe “narrazioni pubblicitarie” o da certe inerzie etico-ideologiche a favore di questa o quella tecnologia.

Nello specifico, l’automobilista italiano non si può di certo definire il “fanalino di coda dell’Europa” solo perché la quota di mercato delle BEV non rientra nelle aspettative di qualche player. In realtà, l’automobilista italiano sta dimostrando di approcciare alla tematica della transizione tecnologica con equilibrio e pragmatismo, senza mai perdere di vista i fattori di sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Su questa materia, riponiamo una grande aspettativa sul processo di razionalizzazione del Regolamento sui target CO2 per gli LDV in corso in ambito europarlamentare. Il “Draft Report” e i relativi emendamenti di revisione del Regolamento proposti dal Rapporteur Massimiliano Salini in ambito ENVI Committee esprime contenuti del tutto condivisibili, riconoscendo finalmente le funzioni di tutte le tecnologie che possono concorrere al raggiungimento dei target di decarbonizzazione, concretizzando principi irrinunciabili per la filiera come quelli della neutralità e della democrazia tecnologica.

Noi di Federauto assicuriamo il massimo impegno e il pieno supporto affinché i contenuti del “Draft Report” proposti dall’on. Salini possano trasformarsi in articoli normativamente attivi nel quadro dell’iter approvativo della revisione del Regolamento CO2.

 


Foto da ufficio stampa Federauto