Mobilità e quadricicli leggeri: noi come punto di riferimento in Italia

Mobilità e quadricicli leggeri: noi come punto di riferimento in Italia

di Tom Faget, direttore generale Italia di Aixam Mega

Il mercato della mobilità sta attraversando una fase di profonda trasformazione, guidata da fattori come sostenibilità, digitalizzazione e connettività. In questo contesto cresce l’attenzione verso soluzioni in grado di favorire una mobilità più flessibile, urbana e coerente con le esigenze contemporanee, sia in termini di accessibilità che di utilizzo quotidiano.

Le soluzioni compatte e intelligenti, capaci di offrire mobilità urbana sostenibile, accesso facilitato alle aree a traffico limitato e maggiore semplicità di parcheggio, stanno assumendo un ruolo sempre più centrale negli spostamenti quotidiani.

Questo fenomeno sta progressivamente trasformando le minicar da risposta temporanea a una reale opzione di mobilità stabile e strutturale, in grado di integrarsi nei nuovi modelli di vita urbana. Un’evoluzione che trova riscontro nella gamma di veicoli proposta da Aixam, pensata per coniugare compattezza, semplicità di utilizzo e attenzione alla sicurezza.

Nel tempo abbiamo accompagnato la transizione verso l’elettrico, continuando al contempo a offrire soluzioni termiche per rispondere a necessità specifiche. Oggi il programma Aixam Rent – sviluppato con Agos Renting – supporta una rete preparata e orientata a un mercato sempre più maturo.

Le immatricolazioni e-Aixam registrano un incremento del 35% rispetto al 2024, portando la quota elettrica del brand al 7,0% del mercato L6, contro il 4,4% dell’anno precedente.Ancora più marcata la crescita di e-Minauto, con un aumento del +269% su base annua.

Questi risultati confermano la strategia di Aixam Mega orientata a una crescita sostenibile e a lungo termine, in linea con l’evoluzione strutturale del mercato dei quadricicli, sempre più polarizzato tra soluzioni elettriche e prodotti ad alto valore d’uso. Abbiamo consolidato il nostro posizionamento attestandoci come secondo produttore in Italia.

 


Foto da ufficio stampa Aixam Mega

Mossa a sorpresa: Alfa Giulia e Stelvio Quadrifoglio di nuovo ordinabili

Mossa a sorpresa: Alfa Giulia e Stelvio Quadrifoglio di nuovo ordinabili
di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)
 
Il cuore più sportivo della gamma di Alfa Romeo, rappresentato dalle versioni Quadrifoglio, torna a battere con l’annuncio, un po’ a sorpresa, da parte del marchio di Arese che ha comunicato il ritorno sulla scena della Giulia Quadrifoglio e dello Stelvio Quadrifoglio, che tornano a essere ordinabili sul mercato europeo a partire da questo mese di marzo, dopo che nella primavera dello scorso anno ne era stato deciso lo stop, motivato dalla necessità di ridurre le emissioni complessive della gamma del brand.

Motore V6 biturbo 2.9 da 520 cv

Per la gioia degli appassionati dunque, le declinazioni più potenti ed estreme della berlina e del SUV di Alfa Romeo tornano ad essere disponibili, con il marchio del Biscione che annuncia inoltre l’estensione della produzione delle attuali Giulia e Stelvio, incluse le versioni Quadrifoglio, fino al 2027.Rimarranno dunque a listino anche per un po’ le varianti Quadrifoglio di Giulia e Stelvio che equipaggiano le due vetture di Alfa Romeo con il potente motore V6 biturbo da 2.9 litri che eroga ben 520 cv. Una decisione che accoglie le richieste dello zoccolo duro di alfisti come sottolinea il CEO Santo Ficili: “Come annunciato al recente
Bruxelles Motor Show 2026, riapriamo gli ordini di Giulia e Stelvio Quadrifoglio, mantenendo fede alla promessa fatta ai nostri clienti più appassionati di performance estreme e al DNA Alfa Romeo”.

Elementi in carbonio

Al motore sei cilindri da 520 cv che trova posto sotto il cofano delle versioni Quadrifoglio si abbina il differenziale autobloccante meccanico. Sulla Giulia troviamo la trazione posteriore, mentre su Stelvio è presente la trazione integrale Q4. Entrambe le vetture rimarcano la loro vocazione sportiva con l’ampio uso di alluminio e fibra di carbonio su motore, cofano e spoiler, con la Giulia che aggiunge anche lo splitter anteriore attivo in carbonio, che assicurano risparmio di peso e maggior dinamismo. A completare la dotazione delle versioni Quadrifoglio c’è anche l’impianto di scarico Akrapovic che esalta l’esperienza di guida con un sound ancora più coinvolgente.

Look sportivo

Anche l’estetica delle Alfa Romeo Quadrifoglio ne sottolinea l’anima sportiva, con la presenza di cerchi bruniti a cinque razze (da 19 pollici su Giulia e da 21 pollici su Stelvio); pinze freno in grigio anodizzato e sedili Racing Sparco rivestiti in pelle e Alcantara. Sul fronte delle tinte carrozzeria la versioni Quadrifoglio possono optare per diversi colori, tra i quali Rosso Etna, il Verde Montreal e il Blu Misano, in grado di garantire un armonioso equilibrio tra eleganza e sportività.
 
 

Foto da ufficio stampa Alfa Romeo

Il Terzetto di #FORUMAutoMotive: per Filosa “mission possible?” Cosa cela il termine “neutralità tecnologica”

Il Terzetto di #FORUMAutoMotive: per Filosa "mission possible?" Cosa cela il termine "neutralità tecnologica"
Nuovo Terzetto di questo 2026 con protagonisti sempre Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive; Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro studi Fleet&Mobility; Andrea Taschini, advisor e manager automotive. Sul tavolo il profondo rosso dichiarato da Stellantis (e non solo) per il 2025 e la scommessa di ripresa dopo che il nuovo CEO Antonio Filosa ha dato il via al drastico reset. Riuscirà Filosa nell’impresa?
 
Intanto, si insiste a parlare di neutralità e pluralità tecnologica allo scopo di salvaguardare il settore automotive in Europa a causa dei danni originati dal Green deal. Ma perché non dire le cose come stanno? Quindi, sotto la lente,  ecco anche il nodo ETS, l’altra grana ideologica orchestrata da Bruxelles. I punti di vista e le provocazioni del Terzetto.

Automotive World/1: le frasi dei big viste da Ghenzer e Bonora

Automotive World/1: le frasi dei big viste da Ghenzer e Bonora
Nuovo appuntamento con Automotive World, il confronto video edito da “Auto”, il magazine diretto da Andrea Brambilla. Protagonisti, come da tradizione, sono  i big del settore automotive (e non solo) le cui frasi vengono commentate da Massimo Ghenzer, presidente di Areté, e Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAItoMotive.
 
La nuova serie, al quinto anno e alla tredicesima stagione, si occupa oggi di un virgolettato di Antonio Filosa, Ceo di Stellantis, più che mai di attualità visti i risultati dell’esercizio 2025 del gruppo: “Abbiamo imparato che alcune ipotesi della stagione passata si sono rivelate errate”.

UE, norme sui componenti ed effetti, riforma della fiscalità aziendale: cosa ne pensa UNRAE

UE, norme sui componenti ed effetti, riforma della fiscalità aziendale: cosa ne pensa UNRAE

di Andrea Cardinali, direttore generale UNRAE

 
Accogliamo con favore alcuni passi in avanti della proposta della Commissione europea: l’anticipo della revisione dei Regolamenti, la distinzione tra i target per le autovetture e quelli per i veicoli commerciali, un approccio più pragmatico sull’obiettivo 2035 – portato da -100% a -90% – il calcolo della conformità su base triennale nel periodo 2030-2032, la strategia ‘Battery Booster’ da 1,8 miliardi di euro e una rinnovata attenzione alle flotte aziendali.

Tuttavia, la traiettoria delineata dalla proposta deve trovare ancora una fase di consolidamento. L’obiettivo della decarbonizzazione è condiviso, ma la sostenibilità economica e industriale del percorso è ancora da costruire.
 
Tra i principali ostacoli figurano: un iter legislativo ancora lungo che potrebbe penalizzare gli investimenti e la pianificazione strategica delle imprese, il ruolo marginale riconosciuto ai carburanti rinnovabili e i target sulle emissioni delle flotte non calibrati sulle specificità del mercato italiano.
 
Anche l’assenza di un fondo europeo strutturale a sostegno della domanda, la mancanza di un coordinamento fiscale a livello UE e l’insufficienza di interventi concreti sulle infrastrutture di ricarica, rappresentano oggi un vulnus per il mercato.

Con riferimento specifico alla proposta sul “Made in Europe”, secondo l’ultima bozza dell’Industrial Accelerator Act anticipata dal “Financial Times”, Bruxelles starebbe per varare l’introduzione di una soglia minima di componenti prodotti nell’Unione Europea per consentire ai veicoli elettrici di accedere agli incentivi pubblici.
 
La proposta prevede che le nuove automobili elettriche, ibride e a idrogeno beneficiarie di sussidi statali siano assemblate nel territorio dell’Unione e contengano almeno il 70% di componenti realizzati all’interno del blocco europeo – escluse le batterie – calcolato in base al valore. Una misura protezionistica che rischia di generare importanti effetti indesiderati.

Tornando all’Italia, tra le tematiche del settore da risolvere con maggior urgenza, certamente quello della fiscalità aziendale. Sull’argomento, UNRAE sostiene ormai da anni che l’attuale regime fiscale delle auto aziendali rappresenta uno dei principali ostacoli della transizione ecologica. Se fosse meno penalizzante, le flotte contribuirebbero ad accelerare la diffusione delle tecnologie pulite e rinnoverebbero il proprio parco con maggiore frequenza, generando un usato “giovane” e accessibile.

Se non si procede a una riforma della fiscalità in chiave green – intervenendo su detraibilità dell’IVA, deducibilità dei costi e periodo di ammortamento – l’Italia non sarà in grado di centrare i target europei, rischiando seriamente di trasformarsi in un mercato di serie B.

 
 

Foto da ufficio stampa UNRAE

#FORUMAutoMotive, 23 e 24 marzo a Milano: Automotive tra sfide, ideologia green e imminenti scadenze: non c’è più tempo!

#FORUMAutoMotive, 23 e 24 marzo a Milano

Il 23 e 24 marzo si rinnova l’appuntamento con #FORUMAutoMotive, l’evento promosso dal movimento di opinione che si batte per una mobilità libera da pregiudizi e ideologie, che nell’edizione 2026 si focalizzerà sui temi di più stretta attualità per il mercato automotive, a partire dalle ormai prossime scadenze europee per la revisione del Green Deal. L’evento si terrà presso l’Enterprise Hotel di Milano e sarà interamente trasmesso in streaming sulla pagina Facebook di #FORUMAutoMotive

La due giorni di lavori si aprirà il 23 marzo pomeriggio (dalle ore 14.00, solo e in diretta streaming), con il talk “Automotive 2026, la svolta è adesso: non c’è più tempo!”. Moderati da Pierluigi Bonora, Promotore di #FORUMAutoMotive, con gli interventi di Marco Marelli, Responsabile Focus SG e Overmobility Reporting, e Umberto Zapelloni, Responsabile delle pagine Mobilità del quotidiano “Il Foglio”, interverranno Guido Guidesi, membro dell’Alleanza tra le 40 Regioni Europee Automotive e Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia; Marco Bonometti, Presidente e Amministratore Delegato di OMR;  Ferdinando Uliano, Segretario Generale Fim Cisl; Emanuele Cordone, Partner della Practice Automotive di AlixPartners. Dal loro confronto emergeranno gli impatti diretti delle decisioni europee su industria, indotto e occupati e saranno approfondite le pressioni italiane per arrivare a una soluzione basata sul buon senso.

Spazio poi al consueto confronto e dialogo tra i rappresentanti della filiera dell’auto (case auto, concessionari, componentistica, noleggio, mondo dei trasporti, settori degli pneumatici, dell’elettrico, delle diverse alimentazioni delle due, quattro e più ruote) nonchè media e opinionisti, e gli eurodeputati italiani impegnati affinché sia salvaguardato il sistema automotive europeo penalizzato fortemente da decisioni ideologiche e lontane dalla realtà che tanti danni stanno arrecando al settore nel suo complesso. A intervenire e a rispondere agli stimoli provenienti dalla platea saranno: Carlo Fidanza, Capo Delegazione di Fratelli d’Italia – ECR e membro Commissione TRAN (Trasporti e turismo); Massimiliano Salini, Eurodeputato in Commissione Industria UE; Dario Nardella, Eurodeputato del gruppo S&D al Parlamento Europeo;  Paolo Borchia, Eurodeputato, Coordinatore ID in Commissione ITRE. 

“Sono anni che #FORUMAutoMotive insiste nel denunciare la scelleratezza ideologica delle imposizioni di Bruxelles, paventando la situazione del sistema automotive europeo che ora è sotto gli occhi di tutti. I fatti ci hanno dato ragione. E il 23 marzo, in occasione dei lavori di apertura di #FORUMAutoMotive, il settore è chiamato nuovamente a farsi sentire. Non c’è più tempo!”, osserva il promotore Pierluigi Bonora.

Il giorno successivo (24 marzo, ore 9.00 – 13.00, “in presenza”* e in diretta streaming) saranno tre i momenti che si alterneranno nel corso della mattinata. 

In apertura “AlixPartners, Bain&Company e Dataforce: confronto aperto su presente e futuro prossimo del settore auto in Europa. Non c’è più tempo!”. In attesa delle decisioni dell’UE su una revisione pragmatica del piano di decarbonizzazione, tre società di consulenza strategica e finanziaria del settore esporranno i rispettivi punti di vista su quale possibile scenario si aprirà per il sistema automotive europeo. In gioco c’è il destino di un’industria, da sempre fiore all’occhiello a livello mondiale, e di milioni di lavoratori. A stimolare il dibattito sarà Pierluigi Bonora.

Il focus si sposterà poi sulla sfida industriale tra Europa e Cina con due talk sul tema “Innovazione, tecnologie, AI e design automotive: tra Europa e Cina chi prevarrà?” Si confronteranno, moderati dai giornalisti Marco Marelli e David Giudici, direttore de “L’Automobile”, esperti, rappresentanti di case auto e di aziende della filiera automotive, partendo da un presupposto: l’auto cinese è più che una realtà a livello mondiale e chi opera all’interno di questi colossi deve molto agli attuali “concorrenti” occidentali da cui hanno appreso negli anni il meglio, beneficiando dell’apporto di importanti figure professionali nei vari ambiti. La parola andrà a chi vive direttamente questa situazione. 

A impreziosire il confronto ci saranno poi gli interventi di importanti designer che hanno contribuito allo sviluppo del mercato, anche partorendo modelli destinati a rimanere nella storia.

I lavori di chiuderanno con il faccia a faccia tra Pierluigi Bonora e David Giudici con Geronimo La Russa, Presidente di ACI, con cui saranno approfonditi i temi di più stretta attualità per il settore: dalla possibile revisione del Green Deal alla sicurezza sulle strade italiane, dalle sfide collegate alla sua presidenza dell’Automobile Club Italia ai nuovi scenari di mobilità cittadina e all’impegno di ACI nella formazione di nuovi talenti nel motosport.

*Per quanti si accrediteranno successivamente all’esaurimento dei posti disponibili in sala, sarà possibile seguire i lavori sulla pagina Facebook di #FORUMAutoMotive.

L’auto in Europa: gennaio 2026 in rosso

L'auto in Italia nel 2026: partenza positiva, ma prospettive incerte

di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor

 

Dopo aver chiuso il 2025 con una crescita delle immatricolazioni del 2,4%, ma con un calo del 16% sui livelli ante-crisi da pandemia, il mercato dell’Europa Occidentale (UE+EFTA+UK) apre in rosso il 2026. Le immatricolazioni in gennaio sono state 961.382 con cali del 3,5% rispetto a gennaio 2025 e di ben il 21,6% rispetto al gennaio del 2019, che è l’anno che ha preceduto la pandemia. E ciò mentre nel resto del mondo le immatricolazioni hanno da tempo ampiamente superato il livello del 2019.
 
La ragione della persistente crisi del mercato dell’auto dell’Unione Europea è ben nota. Si tratta della politica per la transizione energetica varata dall’UE che ha fortemente penalizzato l’industria europea dell’auto e con l’industria anche l’economia dell’Unione e i livelli occupazionali. Come è noto, il 16 dicembre l’Unione Europea ha comunicato una lieve attenuazione del rigore ecologista, ma per recuperare il terreno perduto rispetto al resto del mondo le misure annunciate non sono certo sufficienti.
 

Tornando ai dati di gennaio, tra i cinque maggiori mercati dell’area, Germania e Francia fanno registrare un calo su gennaio 2025, mentre Italia, Spagna e Regno Unito hanno messo a segno una modesta crescita. In particolare, la Germania accusa un calo del 6,6% sul gennaio 2025 e di ben il 27% sul gennaio 2019. Anche in Francia si registra un calo del 6,6% sul 2025, ma il confronto con il gennaio 2019 è ancora peggiore di quello della Germania (-30,9%). Risultati migliori (si fa per dire) si sono avuti invece per l’Italia (+6,2% su gennaio 2025 e -14,1% su gennaio 2019), per il Regno Unito (+3,4% su gennaio 2025 e -10,5% su gennaio 2019) e per la Spagna (+1,1% su gennaio 2025 e -21,8% su gennaio 2019). L’aspetto più grave di questa situazione è naturalmente il fatto che per i mercati dell’Europa Occidentale il ritorno ai livelli ante-pandemia è un obiettivo che non è certo a portata di mano.
 
Per perseguirlo occorrerebbe un deciso cambio di rotta nella politica dell’Unione Europea per la transizione energetica nell’auto, politica decisamente fallimentare perché, non solo ha messo in una crisi gravissima il settore dell’auto, ma sta anche ottenendo risultati molto modesti sul terreno della transizione energetica. Basti pensare che, secondo gli ultimi dati resi noti dall’ACEA, nel 2024 la quota delle auto elettriche nel parco circolante di autovetture dei Paesi dell’Unione era pari al 2,3%, un’inezia. Indubbiamente nel 2025 si è registrata una accelerazione nella transizione energetica perché la quota delle auto elettriche sulle immatricolazioni è passata dal 18,8% del 2024 al 26,3% del 2025, ma per poter dire che l’auto elettrica è una realtà significativa ci vuole altro.
 

Foto da Centro Studi Promotor

Auto elettriche e ZTL, Motus-E ad ANCI: “Pianificazione strutturata per la mobilità sostenibile”

Auto elettriche: Sud e compatte spingono il mercato italiano
di Fabio Pressi, presidente di Motus-E
 
La filiera italiana della mobilità elettrica chiede ai Comuni un cambio di passo per contribuire a centrare gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione e di miglioramento della qualità dell’aria. Il tutto, valorizzando il ruolo dei territori come stimolo per l’innovazione e garante della sostenibilità sociale della transizione. Prendendo le mosse dalla proposta di Roma Capitale di introdurre anche per i veicoli elettrici un onere annuale per l’accesso alle ZTL, accolta con “sgomento e profonda preoccupazione”, Motus-E ha inviato una lettera aperta al presidente di ANCI, Gaetano Manfredi, per ripristinare una “visione sistemica” considerata essenziale per mantenere l’Italia al passo degli altri grandi mercati auto europei.
 
 
L’incertezza normativa derivante da simili provvedimenti penalizza in primis l’utenza privata, ma anche le imprese che hanno investito nel rinnovo delle flotte e nelle installazioni di colonnine di ricarica pubbliche, annunciata senza un preventivo coordinamento e confronto con gli attori della filiera, rischia di incrinare il rapporto di fiducia con quei cittadini che, incoraggiati dalle politiche nazionali e locali, hanno compiuto un investimento importante per il rinnovo del parco circolante.
Del resto, in un contesto in cui la mobilità elettrica rappresenta ancora meno dell’1,5% del parco circolante della Città Metropolitana di Roma, appare prematuro e contraddittorio intervenire con un misura di tale portata, mentre risulterebbe più efficace privilegiare tempistiche più dilatate e l’adozione di logiche di gradualità, prevedendo un periodo transitorio e una modulazione del contributo sulla base degli accessi effettivi, supportata da un monitoraggio dei flussi e da una valutazione periodica degli impatti.
Il caso di Roma si inserisce in un quadro in cui la collaborazione tra operatori economici e amministrazioni locali necessita di un deciso cambio di passo verso la semplificazione e l’armonizzazione delle procedure, testimoniato dalla eterogeneità dei processi autorizzativi, l’applicazione di oneri tributari insensati quali TARI o canoni pubblicitari sulle infrastrutture di ricarica, e una diffusa difficoltà nella tutela degli stalli destinati al servizio, spesso occupati abusivamente senza alcun intervento da parte della Polizia Locale o soggetti a vandalismi.
È fondamentale che il dialogo con i Comuni si sposti su un piano di programmazione strutturata, che sappia coniugare la riduzione della congestione con la tutela della qualità dell’aria e l’abbattimento dell’inquinamento acustico, obiettivi in cui il vettore elettrico è un alleato insostituibile, solo attraverso un confronto costruttivo e una reale armonizzazione delle regole potremo garantire l’efficienza del sistema e assicurare ai cittadini che la transizione energetica sia un percorso di opportunità, crescita occupazionale e miglioramento della vita urbana.
 

Foto da ufficio stampa Motus-E

L’auto in Europa: segnali positivo per l’elettrico e boom dei cinesi

L'auto in Italia: bene i cinesi, soprattutto con le "non elettriche"

di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA

A gennaio, dopo diversi mesi di crescita moderata, l’Europa dell’auto registra una flessione (-3,9%). Nonostante l’apertura dell’anno in calo, si evidenzia un inizio positivo per le vendite di auto elettriche, che, nel mese, crescono a doppia cifra (+24,2%, con una quota del 19,3%, 4,4 punti percentuali in più rispetto a gennaio 2025).
 
Anche in Italia, il Paese che ha performato meglio tra i major market (+6,2% sulle immatricolazioni di gennaio 2025) ed è terzo per volumi, l’elettrico continua a crescere (+40,7%), a fronte di una quota di mercato ferma ad un debole 6,6%, la più bassa tra i major market.

Non si arresta l’avanzata dei brand cinesi in Europa. Considerando solo i principali riportati da ACEA (Volvo Cars, BYD, SAIC Motor) si rileva un incremento dei volumi del 17% circa, passando da una quota di mercato del 4,5% a gennaio 2025 al 5,5% a gennaio 2026.

In questo scenario, nell’ambito dell’iter legislativo del pacchetto automotive UE, tengo a ribadire l’urgente necessità di attuare una sospensione dello step di inasprimento dell’utility factor previsto da gennaio 2027 per i veicoli ibridi plug-in (PHEV), tecnologia da salvaguardare e non penalizzare essendo fondamentale per la transizione verso la mobilità elettrica.

Parallelamente, resta importante intervenire sulla proposta di revisione del Regolamento CO2 presentata nel Pacchetto automotive dalla Commissione europea, ancora ben lontana dal principio di neutralità tecnologica, e, in vista della
presentazione dell’Industrial Accelerator Act (IAA) il prossimo 4 marzo, adottare una misura di local content che possa tutelare l’occupazione qualificata e preservare le competenze tecnologiche strategiche dell’industria europea.
 
 

Foto da ufficio stampa ANFIA

Ferrari tra motori e vittorie: ecco le monete celebrative

Ferrari tra motori e vittorie: ecco le monete celebrative

È stata presentata al Palazzo delle Finanze a Roma la Collezione Numismatica 2026 della Repubblica Italiana, emessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Tra le novità più attese, è stata annunciata la coniazione nelle officine della Zecca dello Stato delle monete dedicate a Ferrari, alla sua anima racing e al trasferimento tecnologico del motore ibrido a sei cilindri.
 
Una moneta d’oro dal valore nominale di 100 euro raffigura la Ferrari 499P, l’hypercar con cui la Casa di Maranello è ritornata nel 2023 a competere nella massima categoria mondiale dell’endurance nel contesto del FIA WEC. L’emissione, realizzata in tiratura limitata di 499 monete, rende omaggio a una vettura già entrata nella storia per aver vinto per tre anni consecutivi la 24 Ore di Le Mans, e per aver conquistato i titoli iridati Costruttori e Piloti nella stagione 2025.
 
È stato presentato inoltre il trittico d’argento dal valore nominale di 6 euro per ciascuna moneta, in tiratura di 5.000, che racconta il trasferimento tecnologico tra le competizioni e la produzione delle sports car stradali. Al cuore di questo stretto legame tra pista e strada c’è il motore V6, filo conduttore che unisce le tre Ferrari coniate: la 499P, la supercar F80 e la 296 Speciale.
 
Il propulsore ibrido V6 di Ferrari è stato portato al successo sulle piste del FIA WEC dalla 499P, dimostrando potenza, affidabilità e straordinarie capacità di efficienza. La tecnologia di questo biturbo, con un’architettura a 120° e una cilindrata di 3 litri, abbinato a un’unità elettrica sulla 499P, è stata poi trasferita sulle vetture di serie – con opportune modifiche di layout – garantendo massime prestazioni e una risposta immediata, sia in pista che su strada.
 
Nel 2024 il sei cilindri è stato perfezionato per un uso stradale con la F80, sesta supercar della Casa di Maranello, in grado di erogare fino a 900 CV termici per una potenza complessiva di 1200 CV. Nel 2025 è stata la volta della 296 Speciale, berlinetta che rappresenta l’evoluzione estrema della 296 GTB. Il suo powertrain ibrido plug-in combina un V6 da 700 CV a un motore elettrico, per una potenza complessiva di 880 CV.

Le monete saranno disponibili a partire dal prossimo 9 aprile sui canali ufficiali dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

 


Foto da ufficio stampa Ferrari