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L’auto in Europa: segnali positivo per l’elettrico e boom dei cinesi

Obiettivi UE al 2030 e 2035: carburanti rinnovabili necessari

di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA

A gennaio, dopo diversi mesi di crescita moderata, l’Europa dell’auto registra una flessione (-3,9%). Nonostante l’apertura dell’anno in calo, si evidenzia un inizio positivo per le vendite di auto elettriche, che, nel mese, crescono a doppia cifra (+24,2%, con una quota del 19,3%, 4,4 punti percentuali in più rispetto a gennaio 2025).
 
Anche in Italia, il Paese che ha performato meglio tra i major market (+6,2% sulle immatricolazioni di gennaio 2025) ed è terzo per volumi, l’elettrico continua a crescere (+40,7%), a fronte di una quota di mercato ferma ad un debole 6,6%, la più bassa tra i major market.

Non si arresta l’avanzata dei brand cinesi in Europa. Considerando solo i principali riportati da ACEA (Volvo Cars, BYD, SAIC Motor) si rileva un incremento dei volumi del 17% circa, passando da una quota di mercato del 4,5% a gennaio 2025 al 5,5% a gennaio 2026.

In questo scenario, nell’ambito dell’iter legislativo del pacchetto automotive UE, tengo a ribadire l’urgente necessità di attuare una sospensione dello step di inasprimento dell’utility factor previsto da gennaio 2027 per i veicoli ibridi plug-in (PHEV), tecnologia da salvaguardare e non penalizzare essendo fondamentale per la transizione verso la mobilità elettrica.

Parallelamente, resta importante intervenire sulla proposta di revisione del Regolamento CO2 presentata nel Pacchetto automotive dalla Commissione europea, ancora ben lontana dal principio di neutralità tecnologica, e, in vista della
presentazione dell’Industrial Accelerator Act (IAA) il prossimo 4 marzo, adottare una misura di local content che possa tutelare l’occupazione qualificata e preservare le competenze tecnologiche strategiche dell’industria europea.
 
 

Foto da ufficio stampa ANFIA