Auto elettriche e ZTL, Motus-E ad ANCI: “Pianificazione strutturata per la mobilità sostenibile”

L'auto in Italia: elettriche in crescita, serve un piano d'azione
di Fabio Pressi, presidente di Motus-E
 
La filiera italiana della mobilità elettrica chiede ai Comuni un cambio di passo per contribuire a centrare gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione e di miglioramento della qualità dell’aria. Il tutto, valorizzando il ruolo dei territori come stimolo per l’innovazione e garante della sostenibilità sociale della transizione. Prendendo le mosse dalla proposta di Roma Capitale di introdurre anche per i veicoli elettrici un onere annuale per l’accesso alle ZTL, accolta con “sgomento e profonda preoccupazione”, Motus-E ha inviato una lettera aperta al presidente di ANCI, Gaetano Manfredi, per ripristinare una “visione sistemica” considerata essenziale per mantenere l’Italia al passo degli altri grandi mercati auto europei.
 
 
L’incertezza normativa derivante da simili provvedimenti penalizza in primis l’utenza privata, ma anche le imprese che hanno investito nel rinnovo delle flotte e nelle installazioni di colonnine di ricarica pubbliche, annunciata senza un preventivo coordinamento e confronto con gli attori della filiera, rischia di incrinare il rapporto di fiducia con quei cittadini che, incoraggiati dalle politiche nazionali e locali, hanno compiuto un investimento importante per il rinnovo del parco circolante.
Del resto, in un contesto in cui la mobilità elettrica rappresenta ancora meno dell’1,5% del parco circolante della Città Metropolitana di Roma, appare prematuro e contraddittorio intervenire con un misura di tale portata, mentre risulterebbe più efficace privilegiare tempistiche più dilatate e l’adozione di logiche di gradualità, prevedendo un periodo transitorio e una modulazione del contributo sulla base degli accessi effettivi, supportata da un monitoraggio dei flussi e da una valutazione periodica degli impatti.
Il caso di Roma si inserisce in un quadro in cui la collaborazione tra operatori economici e amministrazioni locali necessita di un deciso cambio di passo verso la semplificazione e l’armonizzazione delle procedure, testimoniato dalla eterogeneità dei processi autorizzativi, l’applicazione di oneri tributari insensati quali TARI o canoni pubblicitari sulle infrastrutture di ricarica, e una diffusa difficoltà nella tutela degli stalli destinati al servizio, spesso occupati abusivamente senza alcun intervento da parte della Polizia Locale o soggetti a vandalismi.
È fondamentale che il dialogo con i Comuni si sposti su un piano di programmazione strutturata, che sappia coniugare la riduzione della congestione con la tutela della qualità dell’aria e l’abbattimento dell’inquinamento acustico, obiettivi in cui il vettore elettrico è un alleato insostituibile, solo attraverso un confronto costruttivo e una reale armonizzazione delle regole potremo garantire l’efficienza del sistema e assicurare ai cittadini che la transizione energetica sia un percorso di opportunità, crescita occupazionale e miglioramento della vita urbana.
 

Foto da ufficio stampa Motus-E

L’auto in Europa: segnali positivo per l’elettrico e boom dei cinesi

L'auto in Italia: attesa per le misure a sostegno dell'industria

di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA

A gennaio, dopo diversi mesi di crescita moderata, l’Europa dell’auto registra una flessione (-3,9%). Nonostante l’apertura dell’anno in calo, si evidenzia un inizio positivo per le vendite di auto elettriche, che, nel mese, crescono a doppia cifra (+24,2%, con una quota del 19,3%, 4,4 punti percentuali in più rispetto a gennaio 2025).
 
Anche in Italia, il Paese che ha performato meglio tra i major market (+6,2% sulle immatricolazioni di gennaio 2025) ed è terzo per volumi, l’elettrico continua a crescere (+40,7%), a fronte di una quota di mercato ferma ad un debole 6,6%, la più bassa tra i major market.

Non si arresta l’avanzata dei brand cinesi in Europa. Considerando solo i principali riportati da ACEA (Volvo Cars, BYD, SAIC Motor) si rileva un incremento dei volumi del 17% circa, passando da una quota di mercato del 4,5% a gennaio 2025 al 5,5% a gennaio 2026.

In questo scenario, nell’ambito dell’iter legislativo del pacchetto automotive UE, tengo a ribadire l’urgente necessità di attuare una sospensione dello step di inasprimento dell’utility factor previsto da gennaio 2027 per i veicoli ibridi plug-in (PHEV), tecnologia da salvaguardare e non penalizzare essendo fondamentale per la transizione verso la mobilità elettrica.

Parallelamente, resta importante intervenire sulla proposta di revisione del Regolamento CO2 presentata nel Pacchetto automotive dalla Commissione europea, ancora ben lontana dal principio di neutralità tecnologica, e, in vista della
presentazione dell’Industrial Accelerator Act (IAA) il prossimo 4 marzo, adottare una misura di local content che possa tutelare l’occupazione qualificata e preservare le competenze tecnologiche strategiche dell’industria europea.
 
 

Foto da ufficio stampa ANFIA

Ferrari tra motori e vittorie: ecco le monete celebrative

Ferrari tra motori e vittorie: ecco le monete celebrative

È stata presentata al Palazzo delle Finanze a Roma la Collezione Numismatica 2026 della Repubblica Italiana, emessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Tra le novità più attese, è stata annunciata la coniazione nelle officine della Zecca dello Stato delle monete dedicate a Ferrari, alla sua anima racing e al trasferimento tecnologico del motore ibrido a sei cilindri.
 
Una moneta d’oro dal valore nominale di 100 euro raffigura la Ferrari 499P, l’hypercar con cui la Casa di Maranello è ritornata nel 2023 a competere nella massima categoria mondiale dell’endurance nel contesto del FIA WEC. L’emissione, realizzata in tiratura limitata di 499 monete, rende omaggio a una vettura già entrata nella storia per aver vinto per tre anni consecutivi la 24 Ore di Le Mans, e per aver conquistato i titoli iridati Costruttori e Piloti nella stagione 2025.
 
È stato presentato inoltre il trittico d’argento dal valore nominale di 6 euro per ciascuna moneta, in tiratura di 5.000, che racconta il trasferimento tecnologico tra le competizioni e la produzione delle sports car stradali. Al cuore di questo stretto legame tra pista e strada c’è il motore V6, filo conduttore che unisce le tre Ferrari coniate: la 499P, la supercar F80 e la 296 Speciale.
 
Il propulsore ibrido V6 di Ferrari è stato portato al successo sulle piste del FIA WEC dalla 499P, dimostrando potenza, affidabilità e straordinarie capacità di efficienza. La tecnologia di questo biturbo, con un’architettura a 120° e una cilindrata di 3 litri, abbinato a un’unità elettrica sulla 499P, è stata poi trasferita sulle vetture di serie – con opportune modifiche di layout – garantendo massime prestazioni e una risposta immediata, sia in pista che su strada.
 
Nel 2024 il sei cilindri è stato perfezionato per un uso stradale con la F80, sesta supercar della Casa di Maranello, in grado di erogare fino a 900 CV termici per una potenza complessiva di 1200 CV. Nel 2025 è stata la volta della 296 Speciale, berlinetta che rappresenta l’evoluzione estrema della 296 GTB. Il suo powertrain ibrido plug-in combina un V6 da 700 CV a un motore elettrico, per una potenza complessiva di 880 CV.

Le monete saranno disponibili a partire dal prossimo 9 aprile sui canali ufficiali dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

 


Foto da ufficio stampa Ferrari