“Green Deal” e auto: nel 2035 l’elettrico sarà una parte del sistema

UNRAE e Federauto a Pichetto: no "Eco-score" nei prossimi incentivi

di Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica
(dall’intervento a TEOS – The Elegance of Sustainability, evento di Quattroruote”)

 

Sulla revisione del Green Deal “c’è da trattare fino in fondo. Non è una questione romantica, ideologica, ma è una questione di interesse nazionale. Bisogna trattare, toccare tutti i punti. L’attuale approccio da parte della Commissione è molto più pratico e io sono convinto che la valutazione sarà positiva.

Io sono convinto che nel 2035 l’elettrico sarà una parte del sistema. Non faccio il mago, non so dire se sarà al 60, 70, 80 o 50%, ma oggi la diffusione in Italia è scarsa per una ragione soprattutto economica. Abbiamo ancora un paio di milioni di Euro 1 ed Euro 2: chi ce l’ha la tiene, non la vende. E se la cambia, non va a comprare un’auto elettrica da 60 mila euro.

 

Foto ufficio stampa

 

 

Urban Mobility Council: San Pietro (Insurance General Manager di Unipol)

Urban Mobility Council: San Pietro (Insurance General Manager di Unipol)

Enrico San Pietro, Insurance General Manager di Unipol, a “The Urban Mobility Council”, ha ribadito l’importanza dell’assicurazione auto: “Il fatto che sia obbligatoria è estremamente utile, perché nel momento in cui si vengono a causare dei danni a terzi è indispensabile averla e anche per proteggere il proprio veicolo da diversi rischi lo è. Quindi, in realtà è un prodotto importante nella vita delle persone, delle famiglie ma anche delle imprese. E proprio seguendo questo tipo di dinamica, che ormai è diffusissima, Unipol ha lavorato negli ultimi anni e ha lanciato nelle scorse settimane un prodotto estremamente innovativo”.

Nel video l’intervista completa all’ Insurance General Manager di Unipol, San Pietro.

Cambio al vertice in ACI: Geronimo La Russa eletto presidente

L'auto non è un nemico: il diritto alla mobilità è sacrosanto

L’Assemblea dell’Automobile Club d’Italia ha eletto Geronimo La Russa 19° Presidente dell’ACI per il quadriennio 2025-2028. L’associazione degli automobilisti è tornata a scegliere la sua guida attraverso le urne con una maggioranza più ampia rispetto all’ultima volta nella quale avevano concorso più candidati nel 2012: La Russa ha ottenuto, infatti, oltre il 78% dei 2.112 voti rappresentanti la totalità degli aventi diritto.

Nato a Milano il 2 aprile 1980, Geronimo La Russa, sposato, due figlie, è avvocato, Presidente dell’Automobile Club di Milano, ha già ricoperto la carica di Vice Presidente dell’Automobile Club d’Italia. È uno dei fondatori di ACI Storico e grande cultore di motori e corse sportive. Sua l’idea di dar vita all’emittente nazionale ACI Radio.

“È per me un grande onore – ha dichiarato Geronimo La Russa, subito dopo l’elezione – essere stato eletto a guidare l’ACI, un’Istituzione che rappresenta un patrimonio per il Paese, per i cittadini, per i territori, per il mondo dello sport. Questo risultato è frutto di un lavoro condiviso, che parte da lontano e guarda al futuro. Lavorerò con spirito di servizio, ascolto e determinazione, nel rispetto di ogni sensibilità e con una squadra competente ed appassionata”.

Al neo presidente dell’Automobile club d’Italia, Geronimo La Russa, le congratulazioni da parte di #FORUMAutoMotive.

 

Foto da ufficio stampa ACI

Methodos Consulting: l’Academy per formare i futuri venditori di moto

Methodos Consulting: l'Academy per formare i futuri venditori di moto

Methodos Consulting, azienda leader nella consulenza, annuncia il completamento di una Academy intensiva dedicata alla formazione di giovani talenti nel settore della vendita di moto e motocicli. Questa iniziativa strategica mira a elevare la qualità e la professionalità di un segmento di mercato con un grande potenziale, rispondendo alla crescente necessità di competenze specializzate nel commercio delle due ruote.

L’Academy ha coinvolto 14 corsisti, selezionati tra decine di candidati motivati provenienti da tutto il Centro-Sud Italia. Il programma intensivo, che si concluderà a luglio, è stato progettato per aprire ai partecipanti le porte del mondo della vendita, con un focus specifico sulle dinamiche del settore motociclistico.

Percorso formativo completo
Il programma formativo ha coperto tutte le principali aree di competenza richieste per il ruolo di venditore nel settore moto, includendo: caratteristiche del prodotto: approfondimenti su moto e motocicli, sia nuovi sia usati. Quindi,  tecniche di vendita e gestione del cliente: strategie per interagire efficacemente con la clientela del settore moto; finanziamenti e strumenti assicurativi: comprensione degli aspetti finanziari e assicurativi legati all’acquisto di una moto. E ancora: fondamenti di post-vendita: nozioni essenziali per la gestione del cliente dopo l’acquisto. I moduli finali, che si stanno concludendo, hanno toccato anche elementi di marketing, strumenti di lead generation e tracciamento dei contatti e dei processi, oltre alle normative e agli adempimenti amministrativi specifici del settore.

Esperienza sul campo e opportunità di carriera
Il percorso formativo culminerà con un’esperienza di stage in concessionaria da settembre a dicembre. I corsisti avranno l’opportunità unica di affiancare venditori esperti e team professionali presso i Dealer partner di Methodos Consulting nel mondo delle moto. Questa fase pratica permetterà loro di mettere in pratica le competenze acquisite in aula e di prepararsi al meglio per l’ingresso nel mondo del lavoro. Al termine dell’esperienza, ogni partecipante riceverà un diploma di frequenza che attesterà il percorso svolto e le competenze acquisite, valorizzando il loro profilo professionale.

Visione strategica
“Crediamo fermamente che investire nella formazione di talenti specifici per il settore delle due ruote sia cruciale per la crescita e l’innovazione – ha dichiarato Silvia Guidolin, Head of HR di Methodos Consulting -. Questa Academy è un esempio concreto del nostro impegno nel supportare i giovani, fornendo loro le competenze pratiche e teoriche necessarie per eccellere in un mercato in continua evoluzione e per ridurre il time-to-hire per le nostre reti di vendita partner”.
“La passione per le moto, da sola, non basta; deve essere affiancata da una preparazione solida e mirata – ha aggiunto Massimo Dini, Partner di Methodos Consulting e Responsabile del Settore Moto -. Abbiamo progettato questo percorso per fornire ai futuri venditori gli strumenti per comprendere a fondo il prodotto, gestire al meglio il cliente e affrontare le sfide del mercato.
L’obiettivo è migliorare l’efficienza e la qualità nelle concessionarie, contribuendo a una ulteriore professionalizzazione del settore”.



Foto di Richard R su Unsplash

Clima e target al 2040: T&E e la strategia da seguire

Clima e target al 2040: T&E e la strategia da seguire

di Federico Terreni, climate policy manager di Transport & Environment

 

L’obiettivo del 90% fornisce alle industrie europee (come case automobilistiche, compagnie aeree e di navigazione e produttori di carburante) la certezza e la stabilità necessaria per investire in tecnologie verdi. Aprire la porta ai crediti di carbonio è però un passo falso: non ci sono prove che tali crediti funzionino effettivamente come previsto e abilitarne l’uso rischia di annullare i benefici del Green Deal europeo. Sarebbe inoltre un pesante danno alla leadership e alla credibilità dell’UE in vista della COP30.

 

T&E sottolinea come l’adozione di un ambizioso obiettivo climatico per il 2040 rappresenta una delle migliori politiche di sicurezza ed indipendenza energetica: nel documento di lavoro della stessa Commissione emerge, infatti, come – grazie a questo obiettivo – l’UE potrebbe risparmiare tra i 75 e i 100 miliardi di dollari all’anno di importazioni di petrolio. Sulla  possibilità invece di ricorrere ai crediti di carbonio e sulla loro reale efficacia T&E resta scettica: tali crediti poggiano su schemi di certificazione che spesso approvano progetti di compensazione del carbonio che non offrono benefici climatici reali e misurabili, permettendo alle aziende di dichiarare falsi progressi ambientali.

 

Anche per il settore dei trasporti europeo – che, nel 2030, si stima possa rappresentare da solo il 45% delle emissioni dell’UE – è fondamentale adottare un obiettivo forte. Per raggiungere l’obiettivo del 90%, l’UE deve resistere alle pressioni che vogliono indebolire l’obiettivo 2035 per le auto a emissioni zero e mantenere il meccanismo di prezzamento del carbonio sui combustibili fossili (ETS2).

 

Dovrà inoltre introdurre misure specifiche per l’elettrificazione delle flotte aziendali, tassare debitamente il settore dell’aviazione, fissare obiettivi di CO2 per mezzi stradali pesanti e obiettivi per l’adozione di carburante pulito per navi e aerei.

 

Foto da ufficio stampa T&E

Maxi campagna per la sicurezza stradale: tutela di chi viaggia e chi lavoro in autostrada

Maxi campagna per la sicurezza stradale: tutela di chi viaggia e chi lavoro in autostrada

Al via oggi la campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale promossa da Autostrade per l’Italia in collaborazione con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Polizia di Stato, per sensibilizzare i viaggiatori sull’importanza di una guida corretta anche a tutela dei lavoratori che ogni giorno operano sulla rete autostradale. La campagna, che richiama il claim “La libertà è movimento, in sicurezza”, ricorda l’importanza del rispetto delle regole stradali, in particolare in prossimità di un’area di cantiere e in presenza di persone al lavoro: dall’attenzione alla segnaletica, al rispetto della distanza di sicurezza e dei limiti di velocità. Protagonisti dell’iniziativa un’operatrice delle aree di servizio e un addetto alla viabilità di ASPI che hanno prestato i loro volti alla campagna: in primo piano ci sono loro, un fermo immagine che racconta la vita di coloro che lavorano lungo la rete, con la loro storia, i loro affetti e il futuro che li aspetta: “Rallenta fra pochi giorni divento papà”; “Rallenta fra un mese mi sposo”. 

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la Polizia di Stato e Autostrade per l’Italia proseguono il loro impegno congiunto per la sicurezza,una priorità e un valore imprescindibile per affrontare un tema nei confronti del quale non si deve mai abbassare la guardia. “La tutela degli automobilisti e degli operatori autostradali, rappresenta un obiettivo comune che la Polizia di Stato e Aspi da sempre condividono, confermando l’impegno congiunto per la sicurezza sulle strade quale valore imprescindibile per la mobilità del futuro. Sensibilizzare sull’importanza di una guida corretta e attenta anche in prossimità delle aree di cantiere è indispensabile per garantire la sicurezza degli utenti e di tutti coloro che si trovano ad operare sulle nostre autostrade”, sostiene il Direttore del Servizio Polizia Stradale, Santo Puccia.

“La sicurezza – afferma l’amministratore delegato di ASPI, Arrigo Giana – è valore cardine e presupposto irrinunciabile della strategia di Autostrade per l’Italia: sicurezza delle infrastrutture e delle persone, di chi lavora lungo la rete e degli utenti che la percorrono ogni giorno. In quest’ottica, elementi fondamentali sono per noi il rispetto delle norme da parte di tutti i nostri dipendenti, la massima aderenza alle iniziative a tutela dei lavoratori anche delle aziende esterne che con noi collaborano ogni giorno, l’impegno per migliorare la diffusione della cultura della prevenzione a tutti i livelli. La campagna per la sicurezza stradale promossa ancora una volta sul territorio, in stretta sinergia con le Istituzioni, va proprio in questa direzione: abbiamo scelto di valorizzare i volti delle persone che ogni giorno operano sulla nostra rete, per sensibilizzare gli automobilisti a una guida responsabile a tutela della propria incolumità e di chi lavora quotidianamente nei cantieri”. 

 

Foto da ufficio stampa Autostrade per l’Italia

 

 

Auto, il piano Italia-Francia-Germania: la mossa che può portare alle dimissioni di von der Leyen

Crisi auto: “L’UE tenta di condizionare la Cina, ma arriva tardi e aiuta Pechino”

Paolo Rossetti (ilsussidiario.net) Intervista Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive

 

Italia, Francia e Germania discutono un piano per rilanciare l’automotive che potrebbe far cadere Von der Leyen, indecisa su come salvare il settore

Un piano a tre per rilanciare il settore automobilistico europeo, messo in crisi dalle aziende cinesi e dalla decisione UE di vietare dal 2035 la produzione di auto che non siano elettriche. Lo stanno approntando la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il presidente francese, Emmanuel Macron, e il cancelliere tedesco, Friedrich Merz.

 

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Un piano che può costringere Ursula von der Leyen, spiega Pierluigi Bonora, giornalista de Il Giornale ed esperto del settore automobilistico, a modificare nella sostanza i diktat green di Bruxelles, o forse addirittura a dimettersi per non dover rinnegare quello che ha fatto la sua precedente Commissione.

Occorre puntare sulla neutralità tecnologica e sulla revoca delle sanzioni per le aziende che non rispettano i limiti di emissioni previsti da Bruxelles. Ma bisogna fare presto: il settore automotive, soprattutto quello italiano, soffre troppo e ha bisogno di un intervento immediato.

 

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Meloni, Macron e Merz starebbero concordando delle linee comuni per il rilancio del settore europeo dell’auto. Stavolta può arrivare la spinta per eliminare le storture del Green Deal sul comparto automotive?

Alla Meloni direi che fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. Finora ha tenuto la barra dritta su questo tema, mentre i francesi e i tedeschi stanno cercando di rimediare agli errori commessi in precedenza. Hanno sottovalutato tanti problemi derivati dall’adesione incondizionata a un’ideologia green dannosa per il sistema europeo generale e per l’automotive in particolare. E adesso stanno cercando di correre ai ripari. Giorgia Meloni, in questo momento, è riconosciuta come leader a livello europeo e si aggrappano a lei per cercare di cambiare le cose.

 

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Francia e Germania stanno cambiando idea sulla scelta esclusiva delle auto elettriche?

Il Green Deal ha visto la Francia di Macron sposare la scelta dell’elettrico fin dall’inizio, condizionando le scelte di Tavares, quando era alla guida di Stellantis, e quelle di Luca de Meo, sia come guida della Renault che come presidente dell’associazione europea dei costruttori di autoveicoli (ACEA). Da parte tedesca, Merz, che è appena arrivato, ha capito che bisogna invertire la tendenza, che sull’elettrico comanda la Cina e quindi bisogna salvare il salvabile.

 

Tre Paesi così importanti per l’Europa riusciranno a far cambiare rotta alla UE?

Se la Meloni si è messa su questa strada, vuol dire che qualche speranza di riuscirci ce l’ha, perché è quello a cui puntava. Ursula von der Leyen, che immeritatamente si è ritrovata a governare ancora la Commissione europea, in questo momento non sa che pesci pigliare. Gli europei hanno votato in una certa maniera e si sono ritrovati una UE che non ha rispettato assolutamente il voto espresso.

Così, adesso, von der Leyen ha da una parte Meloni, e adesso anche Macron e Merz, che dicono una cosa, e dall’altra i Verdi, che non vogliono rinnegare tutto quello che è stato fatto prima. Per questo aspetta di vedere cosa succede: se questo terzetto funziona e presenterà delle proposte, dovrà prenderne atto. Il sistema economico e l’automotive non possono aspettare oltre, hanno aspettato già troppo. Siamo sull’orlo del collasso, soprattutto l’Italia: le fabbriche sono al minimo, i fornitori perdono commesse.

 

Germania, Francia e Italia devono puntare sulla neutralità tecnologica?

Sì, è la soluzione migliore, la più democratica. Non cancella l’elettrico, ma lascia la libertà di scelta alla gente: il mercato, con le sue indicazioni, non è stato per niente considerato. Si può procedere con i biocarburanti, l’elettrico, l’ibrido. La politica non può imporre una tecnologia.

 

Questa iniziativa di tre Stati fondatori della UE ha risentito anche delle prese di posizione degli industriali? In Italia, Confindustria ha detto chiaramente che è per la neutralità tecnologica.

I dati parlano chiaro: in Italia, la produzione è tornata ai livelli di decenni or sono. Un tempo, Mirafiori produceva 400.000 auto; adesso, vengono prodotte da tutti gli stabilimenti italiani del gruppo. Non bastano la cassa integrazione e le uscite incentivate. Sono soldi spesi che non cambiano la situazione.

 

Bisognerà agire anche sulle sanzioni previste per le aziende che non si uniformano al dettato green?

Se una casa automobilistica non rispetta i limiti imposti per le emissioni, può acquisire dei crediti da altre aziende che sono in regola. Non mi sembra una grande trovata, soprattutto perché intanto se ne avvantaggiano i cinesi o la Tesla di turno. Italia, Germania e Francia sono ascoltate, ma non è ancora detto che vadano fino in fondo. Non si capisce bene qual è il piano intorno al quale stanno lavorando; speriamo lo facciano conoscere il più in fretta possibile, con la massima trasparenza. È fondamentale. Non si può aspettare oltre l’estate. Qui, a settembre, tutto deve essere chiaro, deve emergere un piano.

 

Von der Leyen potrebbe pagare politicamente un eventuale cambio di rotta?

Timmermans se n’è andato via quando ha capito che l’aria stava cambiando. C’è chi dice che von der Leyen, piuttosto che ammettere l’errore, lasci. Può darsi che, arrivati al dunque, la presidente della Commissione, invece di assecondare le richieste di tre Paesi così importanti, preferisca dimettersi.

 

Quali sono, comunque, le priorità su cui intervenire: la neutralità tecnologica e togliere le sanzioni?

Sì. E cancellare questo Green Deal ideologico che non sta in piedi. Meloni, comunque, deve fare attenzione a Macron e Merz. Non vorrei che, se si ottiene qualcosa, alla fine dicano che è merito loro. Oppure che la “pugnalino alle spalle”. Occorrono intese precise, controfirmate da tutti, così che, se cambiano idea, non possono rimangiarsele. L’importante è che decidano in fretta: a settembre, le fabbriche devono riaprire. La Fiat dice che adesso produrrà 200.000 modelli all’anno della 500 ibrida, però non è una macchina nuovissima; doveva essere già a Mirafiori da almeno due anni. Non si può perdere altro tempo.

(Paolo Rossetti)

 

 

Futurologi e profeti del “tutto elettrico”: sbugiardati dalla realtà dei fatti

Mercato dell'auto: piatto perché forzato
di Mario Verna, manager automotive

Sorpresona? Solo per chi racconta storie sbagliate o è in malafede.
Nel corso di questi anni di delirio collettivo dell’automotive si sono alternati grandi futurologi e profeti del “senza sé e senza ma”, hanno messo in crisi aziende normalmente mettendo nei guai più gli altri che sé stessi.

Ci hanno raccontato che sicuramente i consumatori avrebbero scelto il tutto elettrico, che lo avrebbero fatto perché era una rivoluzione, perché non si può arrestare il cambiamento.
E così per la cosiddetta invasione cinese: ci avrebbero riempito di automobiline a batteria a costi nettamente minori della concorrenza, e certamente i consumatori li avrebbero scelti.Non è andata così, non va così, non andrà così. Bisognerebbe chiedere conto a tutti questi e per chi ha un buon archivio delle dichiarazioni rilasciate negli ultimi anni c’è veramente da sorridere.

Parlate con le persone, ogni tanto prendete un autobus o una metro, fermatevi in un bar e ascoltate con umiltà. La ragione ce l’hanno sempre i consumatori che piaccia o no a questi neo ideologi del nuovo mondo.

Foto fornita da Mario Verna
 
 

Prezzi dei carburanti: tra danni alimentare e polveroni mediatici

Transizione automotive; si valorizzino eccellenze e competenze (molte sono italiane)

di Gianni Murano, presidente di UNEM

 
Nell’incontro del 25 giugno al ministero delle Imprese e del Made in Italy sono stati condivisi dati numerici e andamenti dei prezzi alla pompa di benzina e gasolio che hanno confermato che il settore ha risposto con puntualità e senza speculazioni, anzi in misura più contenuta, agli aumenti delle quotazioni sui mercati internazionali. È normale che in momenti di oscillazioni così ampie e rapide dei prezzi a livello internazionale ci sia una leggera isteresi, con tempi di adeguamento differenziati tra i diversi operatori.

Dalla fine di maggio siamo entrati in una fase di mercato decisamente rialzista che si è consolidata negli ultimi giorni. Nel momento di massima ascesa delle quotazioni internazionali c’è stato un aumento di oltre 7 centesimi euro/litro per la benzina e di quasi 17 per il gasolio, riflessi per meno della metà dai prezzi industriali (al netto delle tasse).
 
Nonostante i recenti aumenti, oggi abbiamo prezzi medi al consumo che per la benzina sono ai minimi dall’ottobre 2022, mentre per il gasolio bisogna andare indietro fino ad ottobre 2021. Guardando alle medie mensili, che restituiscono una fotografia più chiara delle tendenze e non solo il dato puntuale, emerge che a maggio in media i prezzi prima delle tasse sono diminuiti di 2,2 centesimi euro/litro rispetto al mese precedente, a fronte di un aumento di mezzo centesimo sulle piazze internazionali, mentre il gasolio è sceso di
circa 4 centesimi rispetto ad un calo di 1,1 centesimi a livello internazionale.
 
Tendenza opposta a giugno, con la benzina che rispetto a maggio, sempre al netto delle tasse, in media è cresciuta di 1,4 centesimi euro/litro contro i 2,5 delle quotazioni internazionali, mentre il gasolio è aumentato di mezzo centesimo verso i quasi 5 delle piazze internazionali.

Ringrazio il MIMIT per la riunione del 25 giugno in quanto, grazie ad una dettagliata e puntuale analisi, ha fornito tutti gli elementi conoscitivi facendo così emergere come sia del tutto inutile e inappropriato alimentare inutili polveroni mediatici, soprattutto in momenti così delicati.
Foto da ufficio stampa UNEM

AUTO1 Group: oltre 300 nuovi posti di lavoro in Italia entro l’anno

AUTO1 Group: oltre 300 nuovi posti di lavoro in Italia entro l'anno

Gruppo AUTO1, realtà di riferimento nel settore della compravendita di auto usate, ha annunciato la creazione di oltre 2.000 nuovi posti di lavoro in Europa entro il 2025. Di questi, più di 300 saranno in Italia, confermando il nostro Paese come uno dei mercati strategici per la crescita del Gruppo. L’annuncio fa parte di un ambizioso piano di espansione che coinvolgerà tutti i principali brand del gruppo: noicompriamoauto.it , AUTO1.com e Autohero, con interventi mirati in tutte le aree operative.

 

 

Rafforzare il team per sostenere la crescita

“Negli ultimi dieci anni abbiamo consolidato la nostra presenza in Italia. Oggi vogliamo continuare a crescere aprendo nuove opportunità di lavoro”, ha dichiarato Silvano Soloperto, VP Italia di AUTO1 Group. Il piano di assunzione si inserisce nella più ampia strategia del gruppo per rispondere alla domanda in crescita dei suoi servizi e per prepararsi alle sfide future del settore. Il Gruppo, che un bel 2024 contava 6.300 dipendenti in Europa, è presente in 22 Paesi, con oltre 100 filiali di noicompriamoauto.it solo in Italia, una sede centrale a Milano e un Centro di Produzione a Oriolo, vicino a Voghera (Pavia)..

 

 

Nuove aperture e investimenti tecnologici

Nel primo trimestre 2025, AUTO1 Group ha già aperto circa 60 nuove filiali in Europa per rafforzare il proprio network di consegna e ritiro auto. A beneficiarne sarà anche lei Autohero, il brand B2C del gruppo, che punta ad aumentare sensibilmente il numero di veicoli ricondizionati nei suoi centri di produzione per fronteggiare la domanda crescente.Le nuove assunzioni riguarderanno sia profili junior sia figure professionali esperte, con competenze che spaziano dalle vendite, alla logistica, fino alla meccanica e ricondizionamento auto.

 

 

Una crescita che parte dalle persone

“Cerchiamo talenti da far crescere nel tempo”», afferma Sergio Turco, Direttore People Italia. L’obiettivo non è solo inserire nuove risorse, ma costruire percorsi di carriera solidi e duraturi. Tra le posizioni aperte: consulenti vendita e acquisto auto, meccanici e tecnici specializzati, addetti alla logistica e operativi di centro, ruoli aziendali in ambito HR, marketing e finanza. Le opportunità sono disponibili nei tre brand principali: noicompriamoauto.it, per chi vuole entrare nel mondo delle valutazioni auto e del contatto diretto con il cliente; Autohero, per chi vuole contribuire a rendere l’esperienza di acquisto di un’auto usata semplice e affidabile; 0AUTO1.com, per chi opera nel B2B e vuole supportare i concessionari nel commercio digitale di auto usate.

 

 

Un gruppo in forte crescita

Fondata nel 2012 , AUTO1 Group è oggi la principale tech company europea nella vendita e acquisto di auto usate . Opera con tre brand distinti: noicompriamoauto.it (C2B), AUTO1.com (B2B), Autohero (B2C). Nel 2024 il Gruppo ha venduto circa 690.000 auto, con un aumento del 18% rispetto al 2023, e ha raggiunto un fatturato di 6,3 miliardi di euro. Le azioni sono quotate sul Prime Standard della Borsa di Francoforte con simbolo AG1.

 

AUTO1 Group_wirkaufendeinauto.de – Foto da ufficio stampa AUTO1