DL Infrastrutture: oltre 40 milioni per Monza e Imola

DL Infrastrutture: oltre 40 milioni per Monza e Imola

“Grande soddisfazione”: hanno commentato così Tullio Del Sette e Giovanni Battista Tombolato, rispettivamente, Commissario Straordinario e Sub-Commissario dell’Automobile Club d’Italia, l’approvazione, in Consiglio dei Ministri, del DL Infrastrutture, che prevede, tra l’altro, risorse per l’organizzazione delle due tappe italiane del Mondiale di Formula 1 (5 milioni di euro l’anno, per il periodo 2026-2032 ) e 5,25 milioni per Imola 2025 che, domenica 18 maggio scorso, presso l’Autodromo Internazionale “Enzo e Dino Ferrari”, ha fatto segnare un’edizione-record, con più di 240mila appassionati e tifosi ad affollare tribune e prati.

Secondo il Commissario Del Sette, “lo stanziamento dei fondi per l’organizzazione delle due prove italiane del Mondiale di Formula 1 – Monza e Imola – rappresenta un segnale importantissimo. L’attenzione del Governo, infatti, conferma il rilievo dei GP per l’indotto economico sui rispettivi territori e la promozione dell’immagine e del Made in Italy nel mondo, ed è anche un riconoscimento implicito della qualità e serietà dell’impegno dell’ACI – Federazione italiana dello sport automobilistico – nel lavorare per garantire al nostro motorsport un futuro degno del suo straordinario passato”.

Un grazie non formale al ministero delle Infrastrutture per questo passo fondamentale – ha dichiarato il Sottocommissario Tombolato – sia per il mondo del motorsport tricolore che per l’economia stessa di due tra le Regioni più attive e produttive del nostro Paese. Monza e Imola, infatti, non rappresentano unicamente due eccezionali eventi sportivi amati e seguiti in tutto il mondo – solo in Italia, domenica scorsa, il GP di Imola ha incollato alla tv più di 3 milioni di spettatori, con uno share del 24,7% – ma due straordinari volani economici, per il territorio e il Paese tutto, il cui indotto complessivamente sfiora, ogni anno, i 600 milioni di euro”.

 

Foto da ufficio stampa ACI

 

 

Il ragazzo che sussurra alle monoposto: UIGA incontra Kimi Antonelli

Il ragazzo che sussurra alle monoposto: UIGA incontra Kimi Antonelli

Il moderno hub tecnologico di Petronas Lubricants Italy, a Santena (Torino), autentico laboratorio d’eccellenza dove prendere forma i lubrificanti ad alte prestazioni che alimentano i cuori ibridi delle monoposto Mercedes, è stato il fulcro dell’UIGA Day. Tra provette, banchi prova e software di simulazione, nel centro R&T di Santena si studiano le formule che trasformano la chimica in velocità, contribuendo in modo silenzioso ma fondamentale ai successi in pista del team di Brackley, guidato da Tom Wolff .

 

Giovanissimo, ma già al volante della Mercedes di Formula 1: Andrea Kimi Antonelli è stato il protagonista assoluto dell’UIGA Day, ospitato nella sede italiana di Petronas Lubricants. Tra i sorrisi dei tecnici, le domande dei giornalisti UIGA e l’omaggio dei dipendenti e della Scuderia Nuvolari di Mantova, il talento bolognese si è raccontato con sincerità e lucidità. “Il mio sogno? Rimanere me stesso, anche quando tutto corre veloce”.

 

È raro vedere un diciottenne circondato da così tanto rispetto e attenzione, ma quando il nome è quello di Andrea Kimi Antonelli, le eccezioni diventano regola. Accolto a Santena dal Presidente Khalil Muri, dai dipendenti e dagli ospiti speciali, Kimi ha respirato l’aria di casa, tra banchi prova e laboratori chimici, osservando da vicino quel mondo “invisibile” ma cruciale che fa guadagnare millesimi preziosi in pista.

 

A colpire non è stata solo la sua presenza fresca e determinata, ma anche la maturità con cui ha risposto alle tante domande dei cronisti e del pubblico, parlando del suo percorso, delle pressioni che comporta guidare per una squadra come Mercedes. Durante l’incontro, un momento carico di emozione ha suggellato il legame tra passato e futuro del motorsport: la Scuderia Nuvolari di Mantova, insieme con i giornalisti UIGA, ha voluto omaggiare Antonelli con una copia del volume “Nuvolari in sella” di Cesare De Agostini, con dedica personale dell’autore. Un simbolico passaggio di testimone, dalle imprese del “Mantovano Volante” al coraggio calcolato del nuovo campione che avanza.

 

L’applauso finale, tra i sorrisi dei tecnici Petronas e i flash dei fotografi, ha sancito il senso profondo dell’UIGA Day: un punto di incontro tra chi sviluppa la tecnologia e chi la porta al limite in pista. E in mezzo, un ragazzo che a 300 all’ora non cerca l’adrenalina fine a sé stessa, ma un equilibrio tutto suo, fatto di studio, velocità e una felicità che – a dispetto della giovane età – ha già imparato a riconoscere.

 

Ecco un selezionato numero di domande e risposte che hanno alimentato la tavola rotonda con Antonelli riservata ai giornalisti UIGA

 

Petronas è uno dei partner tecnici fondamentali del team. Che ruolo hanno lubrificanti e carburanti in un mondo così combattuto?

“Un ruolo enorme. In qualifica si gioca anche sui millesimi. Se l’olio o il carburante riescono a darti anche solo qualche millesimo in più, hai fatto la differenza. Petronas lavora al massimo per darci quel vantaggio in più. E oggi visitare la sede italiana, a Sàntena: voglio capire meglio cosa c’è dietro a ogni goccia di prestazione”.

 

Se il Kimi diciottenne incontrasse il Kimi dodicenne, cosa gli direbbe?

“Gli direi di non preoccuparsi troppo di quello che pensano gli altri, soprattutto le persone che non lo conoscono davvero. Da piccolo avevo questa ansia di deludere, avevo paura che se qualcosa fosse andato storto la gente non avrebbe più creduto in me. Oggi so che bisogna ascoltare solo chi ti vuole davvero bene. E gli direi anche di crederci sempre, perché se non credi in te stesso è come partire con una mano legata dietro la schiena”.

 

Cos’è per te la felicità?

“Felicità per me è fare quello che amo. Ho la fortuna di vivere il mio sogno, con persone fantastiche intorno, dalla mia famiglia al team Mercedes. È vero, ci sono sacrifici e momenti stressanti, ma alla fine è bellissimo avere questa opportunità. E ogni tanto mi ricordo quanto è raro: non capita tutti i giorni di poter fare quello che ami”.


In pista, in che lingua pensi?

“In inglese, ormai. In squadra si parla solo inglese, quindi anche i pensieri in macchina si adattano. Sto cercando di portare un po’ di italianità nel team, almeno a tavola! Ho promesso che porterò le lasagne in pista. Uno dei meccanici mangia curry tutti i giorni… gli ho detto che deve provare il vero cibo!”.


Su cosa stai lavorando per migliorarti come pilota?

“C’è sempre da migliorare. Quest’anno mi sono concentrato molto sulla pulizia di guida, ea Miami ha funzionato. Devo imparare a mettere insieme tutto il weekend: a volte faccio una bella qualifica e poi la gara non va come vorrei, o il contrario. L’esperienza aiuta. Ogni settimana cerco di analizzare i dati con il team, vedere dove potevo fare meglio. Quando c’è più tempo tra una gara e l’altra è più facile lavorare su tutto, anche mentalmente”.


Come gestisci le critiche e l’autocritica?

“Essere autocritici è fondamentale, me l’ha insegnato mio padre. Però non bisogna esagerare: bisogna capire quando una critica è costruttiva e quando no. Dopo una gara, la prima cosa che mi chiedo è se ho fatto tutto quello che potevo. Poi ascolto il team: so che loro vogliono solo aiutarmi a migliorare. Le critiche a caso, quelle che arrivano da chi non ti conosce neanche… “. quelle non mi toccano più di tanto”.


Hai mai provato quella sensazione di guidare “d’istinto”, come se fossi in automatico?

“Sì, succede, ed è bellissimo. È come se la macchina e io fossimo una cosa sola. Nelle qualifiche capita spesso: fai tutto senza pensarci. Però serve anche razionalità, soprattutto in Formula 1 con tutti i comandi al volante. Se tocchi il bottone sbagliato… finisce male. Quindi cerco un equilibrio: ascoltare l’istinto, ma rimanere lucido“.


Quali sono i tuoi idoli, dentro e fuori dal motorsport?

“Ayrton Senna, per quello che era in pista ma soprattutto per la persona fuori. Quello che ha fatto in Brasile, le scuole, i bambini… è stato enorme. Anche Lewis Hamilton, Michael Jordan, mio padre e mia madre. I miei genitori mi hanno insegnato tutto e sono i miei fan numero uno. Mio padre viene a tutte le gare”.


Che sport segui, oltre alla Formula 1?

“MotoGP – andrò al Mugello ea Misano – poi il basket e un po’ di calcio. Tifo Bologna, anche se… da piccolo simpatizzavo per il Barcellona, lo ammetto!”.

 

Foto da ufficio stampa UIGA

Ferrari: parte da Roma (Samocar) la nuova Corporate Identity

Ferrari: parte da Roma (Samocar) la nuova Corporate Identity

Ferrari ha inaugurato a Roma, alla presenza della stampa, il primo concessionario realizzato seconda la nuova Corporate Identity della Casa di Maranello. Lo showroom di Via Pinciana 65 a Roma appartiene a Samocar, concessionario ufficiale di Ferrari dal 1957 e punto di riferimento per i Ferraristi del Centro Italia.

L’inaugurazione, alla quale hanno partecipato Enrico Galliera (Ferrari Chief Marketing & Commercial Officer) e Giovanni Malagò (Samocar. Dealer Principal), segna il debutto globale della Corporate Identity degli showroom Ferrari, progettata per elevare l’esperienza della propria community di appassionati e clienti e rendere gli spazi dello showroom ancor più in linea con il DNA ei valori del Marchio. La creazione di spazi fisici adatti ad incarnare la dedizione di Ferrari all’eccellenza è di fondamentale importanza per raggiungere questo obiettivo.

Per Ferrari, gli showroom sono un punto di incontro a 360° per la propria community, dove vivere la passione della Casa di Maranello per prestazioni, tecnologia e artigianalità. Il tutto in un ambiente caratterizzato da un’eleganza senza tempo che al tempo stesso abbraccia la modernità.

 

Adecco e ACEA: insieme per affrontare la trasformazione delle competenze nell’automotive

Adecco e ACEA: insieme per affrontare la trasformazione delle competenze nell'automotive

L’Associazione Europea dei Costruttori di Automobili (ACEA) e il Gruppo Adecco hanno annunciato una partnership unica per rispondere alla pressante domanda di competenze e alle sfide del settore. Costruire una forza lavoro solida e adattabile nel settore automobilistico, alla luce della trasformazione verde e digitale del settore, è una priorità strategica per l’industria e la sua catena del valore.

 

Questa partnership sarà avviata con un’analisi completa del divario di competenze nel settore automobilistico nell’UE, la cui pubblicazione è prevista per la metà del 2025. Questo studio valuterà il fabbisogno di competenze attuale e futuro nel settore, fornendo preziose informazioni sulla domanda di talenti e sulle lacune in termini di competenze. A seguito delle conclusioni e delle raccomandazioni di questo rapporto, saranno istituiti forum regionali di alto livello dedicati allo sviluppo di soluzioni personalizzate per la riforma e l’aggiornamento della forza lavoro in diverse regioni.

 

Una componente chiave di questa iniziativa è lo sviluppo di un Piano di Implementazione delle Competenze nel Settore Automobilistico (Automotive Skills Implementation Blueprint), che fungerà da programma guida per l’industria automobilistica a livello regionale. Questo Piano delineerà percorsi concreti per la trasformazione della forza lavoro, consentendo la collaborazione tra gli stakeholder regionali e le istituzioni educative.

 

“Con circa 13 milioni di persone impiegate nella filiera automobilistica europea, è fondamentale dotare la propria forza lavoro di competenze adeguate”, ha affermato Denis Machuel , CEO di The Adecco Group. “La nostra collaborazione con ACEA punta ad affrontare la trasformazione delle competenze necessaria per mantenere un vantaggio competitivo in questo mercato in rapida evoluzione”.

 

Questa iniziativa nasce sulla scia dei drastici cambiamenti demografici e tecnologici nel settore automobilistico europeo, che hanno intensificato l’urgenza di strategie di formazione e adattamento. In quanto tale, il progetto sostiene direttamente il Piano d’azione per l’automotive e l’Unione delle competenze dell’UE, lanciati all’inizio di marzo. Collaborando a stretto contatto con stakeholder pubblici e privati, ACEA e The Adecco Group garantiranno che la forza lavoro in transizione sia preparata a prosperare in un contesto di crisi del settore.

 

“Mancano cinque minuti a mezzanotte per l’industria automobilistica e i lavoratori del settore devono adattarsi rapidamente per avere successo in un mercato globale fortemente competitivo. Questa partnership con Adecco Group punta a trasformare le sfide in soluzioni pratiche che rafforzino i nostri stakeholder regionali e garantiscano un futuro prospero alla forza lavoro del settore automobilistico”, ha aggiunto Sigrid de Vries, Direttore Generale di ACEA.

 

Foto da ufficio stampa ACEA

Transizione energetica: accelerare con misure concrete

Transizione energetica: accelerare con misure concrete

di Michele Crisci, presidente di UNRAE

 
Accogliamo con favore l’approvazione da parte del Parlamento e del Consiglio Europeo delle modifiche al Regolamento sugli obiettivi di emissione di CO2. Il nuovo criterio di calcolo su base triennale (2025-27), che consente ai costruttori di compensare eventuali scostamenti dai target annuali con risultati migliorativi negli anni successivi, rappresenta un passo importante per una maggiore flessibilità, pur mantenendo inalterati gli obiettivi ambientali prefissati.

È però indispensabile accelerare il percorso di transizione energetica. Per farlo servono misure concrete e tempestive: una revisione della fiscalità coerente con il
Piano della Commissione Europea che punta a flotte aziendali totalmente decarbonizzate; un deciso sviluppo delle infrastrutture di ricarica
anche per i veicoli commerciali leggeri; e l’introduzione di un credito d’imposta al 50% per gli investimenti privati in colonnine fast (oltre 70 kW) nel triennio 2025-27.
Foto ufficio stampa UNRAE

Auto, pensieri e parole… scritte: errore capitale

Auto, pensieri e parole… scritte: errore capitale
di Mario Verna, manager automotive
È stato un errore capitale quello commesso sull’Automotive.
In un settore già in difficoltà, l’imposizione di norme e regolamenti ideologici per una transizione sciocca e inutile, è stato come gettare benzina sulla fiamme di un incendio che si stava innescando.
La Premier e Giugiaro ci raccontano come questo errore sia stato determinante.
In Cina davvero le BEV sono in grande spolvero, oppure… ?
L’industria storica perde ancora pezzi e occupazione, sostituita da chi? La narrazione di tutti i “messia” interessati ci raccontava che la transizione verso il nuovo mondo avrebbe creato occupazione e ricchezza, ma davvero? Dove?
Dire abbiamo sbagliato tutto è il primo passo per provare a recuperare. Altrimenti, ciao.

Circolante dei pesanti in Europa: la media italiana è di 19,1 anni

Trasporto merci: si attendono Ecobonus e misure fiscali

di Luca Sra, delegato ANFIA per il trasporto merci

 
Si conferma anche nel mese di aprile la contrazione del mercato che interessa in particolare il segmento degli autocarri pesanti. Tali rallentamenti nel trend di sostituzione dei mezzi destinati al trasporto merci aggravano una situazione che già ci vede tra gli ultimi in Europa per anzianità del parco circolante (19,1 anni contro i 13,9 di media europea).

Rinnovando l’apprezzamento per la volontà espressa dal ministro dei Trasporti lo scorso aprile di istituire un fondo pluriennale per il rinnovo delle flotte dell’autotrasporto, nelle more di una più completa definizione di questo strumento si esprime la necessità di intervenire tempestivamente con l’attuazione delle misure esistenti, a partire dalla dotazione prevista per il settore nell’ultima legge di bilancio.

In prospettiva, come già condiviso dalle principali associazioni automotive e dell’autotrasporto, è importante che la strutturazione di questo nuovo strumento avvenga in accordo con il principio di neutralità tecnologica, riconoscendo il contributo dei biocarburanti (e in particolare il biometano compresso o liquefatto) per la
decarbonizzazione dei trasporti.

Tale riconoscimento dovrà essere strutturato sia tramite misure dirette di sostegno agli investimenti in veicoli di ultima generazione che, come richiamato dallo stesso ministro, con l’introduzione di una fiscalità di vantaggio che supporti la transizione ecologica del settore.


Foto da ufficio stampa ANFIA

Dinamiche geopolitiche: tra dazi e contro dazi

Presa in giro: ora l'UE si dice pronta a difendere l'industria dalla Cina

di Andrea Taschini, manager automotive

Il caos economico generato da un’interpretazione selvaggia del WTO è il vero responsabile degli squilibri economico-finanziari a cui l’amministrazione americana sta cercando di mettere rimedio.
L’Europa paradossalmente avrà dei vantaggi dai dazi americani perché il vero obiettivo è la Cina e non il Vecchio Continente.
Se la politica saprà interfacciarsi intelligentemente con Washington, le nostre industrie guadagneranno grandi spazi di mercato lasciati a terra da Pechino colpita da tariffe a tripla cifra.
 
Il mondo è cambiato repentinamente e noi dobbiamo, volenti o nolenti, adattarci al nuovo.
Foto ANDREA TASCHINI FOTO archivio Forum-Diario

Chevrolet Corvette 2026: interni rivoluzionati all’insegna della digitalizzazione

Chevrolet Corvette 2026: interni rivoluzionati all’insegna della digitalizzazione

di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)

 

Una ventata di ammodernamento digitale coinvolge gli interni della Chevrolet Corvette, iconica sportiva americana che, con il Model Year 2026 che fa il suo debutto negli Stati Uniti, rinnova in maniera radicale l’abitacolo della vettura con diverse novità che ridisegnano gli interni sulla base delle indicazioni fornite dai clienti al costruttore.

Stile più tradizionale, tre schermi davanti al guidatore

Il primo cambiamento importante è il ritorno ad uno stile più classico e convenzionale della console centrale, con la nuova Chevrolet Corvette che, rispetto alla C8, abbandona il lungo profilo rialzato che divideva i due sedili e sui quali erano collocati i pulsanti secondari, a favore di una configurazione più tradizionale, con elemento centrale ridisegnato, diventato più piccolo e trasformato in maniglia per il passeggeri, e barra orizzontale sotto lo schermo dell’infotainment a ospitare i comandi del climatizzatore.

Altrettanto inedita è la presenza di tre display davanti al posto guida con un quadro strumenti con schermo da 14 pollici, infotainment con display touch da 12,7 pollici e schermo per le funzioni secondario da 6,6 pollici. Altra novità è il vano di ricarica wireless per lo smartphone ricavato grazie a portabicchieri e comando delle modalità di guida ridisegnati.

Sulla ZR1 i freni maggiorati

Oltre all’aggiornamento degli interni, il Model Year 2026 prevede anche novità in termini di dotazione e personalizzazioni, con la Corvette che amplia la gamma di colori per la carrozzeria con le nuove tinte Roswell Green e Blade Silver, l’opzione del tetto elettrocromatico con trasparenza regolabile elettricamente e rivestimenti interni con finiture in colori asimmetrici. A livello tecnico, debutta la nuova modalità di guida PTM Pro per l’uso estremo in pista, mentre tra gli optional disponibili per la ZR1 viene introdotto il pacchetto ZTK Performance che prevede i freni carboceramici con pinza anteriori a 10 pistoncini.

 

credit: ufficio stampa Chevrolet

 

 

L’automotive in Italia: troppe le narrazioni fuorvianti

Appello al Governo: riformare in modo strutturale la fiscalità delle auto aziendali

Lo scorso 8 maggio, il direttore generale di UNRAE, Andrea Cardinali, è intervenuto in audizione alla X Commissione della Camera, offrendo un’analisi puntuale sullo stato dell’automotive in Italia e in Europa, per chiarire alcune narrazioni fuorvianti che circondano il settore.

Sul tema degli incentivi, ha evidenziato come l’Ecobonus 2024 sia stato ingiustamente bollato come un flop per il solo fatto che l’80% delle risorse è andato a vetture prodotte all’estero. Considerando che il “Made in Italy” rappresenta solo il 10% del mercato, assorbire il 20% degli incentivi dovrebbe anzi essere visto come un risultato positivo. Il vero nodo non è la destinazione degli incentivi, ma la debolezza strutturale della produzione nazionale sul mercato domestico.

Attribuire la crisi al “Green Deal”, poi, è un grave errore di prospettiva: la produzione di vetture in Italia, passata da 1,4 milioni di unità nel 2000 a 310mila nel 2024, è in picchiata da ben prima delle politiche ambientali UE lanciate nel 2021. Anche negli USA, dove il “Green Deal” non esiste, la produzione cala dal 2015. La crisi dell’industria automotive ha quindi cause strutturali, che richiedono un’analisi più approfondita e interventi mirati.

Guardando alla mobilità elettrica, l’Italia resta fanalino di coda: nel Q1 2025 solo il 5,2% delle nuove immatricolazioni è elettrico, contro una media del 17% in Europa e del 47% nei Paesi leader. Il basso tasso di elettrificazione, che non si spiega col potere d’acquisto, contribuisce a emissioni medie più alte rispetto alla media europea.

Sul fronte infrastrutturale, il ritardo è evidente: con 11,8 punti ogni 100 km, l’Italia è 16ª in Europa per capillarità della rete di ricarica. Inoltre, la scarsa diffusione dei punti ad alta potenza rende ancora poco pratico l’utilizzo dell’auto elettrica per l’automobilista medio.

Il tema della concorrenza nella gestione della rete di ricarica è altrettanto critico: secondo i dati del MASE, il 63% dei punti è gestito da due soli operatori, il 77% dai primi cinque. Questa forte concentrazione, aggravata dalla scarsa o nulla compresenza di operatori su base locale, frena la concorrenza e mantiene elevati i prezzi delle ricariche.

Un altro punto debole per il Sistema Paese è il regime fiscale delle auto aziendali, che penalizza le imprese italiane di tutti i settori merceologici rispetto ai competitor europei in termini di detraibilità IVA, ammortamenti e deducibilità dei costi. Una revisione non sarebbe un privilegio per l’automotive, ma una misura necessaria per la competitività delle aziende italiane.

In conclusione, Cardinali ha espresso un giudizio critico sul Piano d’Azione UE per l’automotive: mancano tempistiche chiare, stanziamenti definiti e misure concrete. Finora l’unico risultato tangibile è la revisione del metodo di calcolo delle emissioni per il triennio 2025-27, ma mancano strumenti di sostegno concreti all’offerta e alla domanda, inclusi incentivi fiscali strutturati.

 

Foto Ufficio Stampa Unrae