#LE2CDay2025: soluzioni concrete per l’industria del futuro tra Carbon Capture e biometano

#LE2CDay2025: soluzioni concrete per l’industria del futuro tra Carbon Capture e biometano

Una giornata all’insegna del confronto, dell’innovazione tecnologica e dell’azione concreta verso la decarbonizzazione. Il #LE2CDay2025, organizzato da Lombardy Energy Cleantech Cluster (LE2C) presso il Politecnico di Milano, si è rivelato un importante punto di riferimento per istituzioni, imprese e mondo accademico impegnati nella transizione energetica. Oltre 100 partecipanti hanno animato il convegno intitolato «L’industria del futuro, soluzioni innovative per la transizione energetica: dalla carbon capture al biometano», mettendo in luce le tecnologie chiave che trasformeranno l’approccio produttivo nei prossimi anni.

 

Tecnologie, sostenibilità e competitività: le tre parole chiave

L’industria del futuro non è solo una visione, ma un processo già in atto, alimentato da investimenti in solare, eolico, batterie a lunga durata, ma anche da digitalizzazione e intelligenza artificiale. Tuttavia, come sottolineato durante il convegno, il cammino verso un sistema energetico sostenibile non può prescindere da una lettura ampia, che includa sfide geopolitiche, instabilità dei mercati e crisi climatica. Giovanni Lozza, Direttore del Dipartimento di Energia del Politecnico, e Riccardo Bellato, Presidente di LE2C, hanno aperto i lavori sottolineando il ruolo strategico delle tecnologie di cattura e riutilizzo della CO₂. “La decarbonizzazione è oggi un’esigenza imprescindibile – ha affermato Bellato – e il biometano rappresenta una risorsa chiave per un mix energetico equilibrato e sostenibile”.

 

Biometano e CCUS al centro del dibattito

Tra i temi emersi, il ruolo del biometano è stato centrale: non solo come energia pulita che valorizza i rifiuti organici, ma anche come alternativa concreta ai combustibili fossili. Allo stesso modo, la tecnologia CCUS (Carbon Capture, Utilization and Storage) si è confermata una delle soluzioni più promettenti per la riduzione delle emissioni industriali. La tavola rotonda moderata da Paolo Silva, docente del Politecnico di Milano, ha coinvolto rappresentanti del mondo della ricerca (Rossetti per RSE e Romano per POLIMI) e dell’industria (Calzavacca per AB Impianti e Silvia Gentilucci per Saipem), che hanno evidenziato esperienze reali, iniziative pilota e prospettive future.

 

La voce delle istituzioni: politiche e obiettivi concreti

L’intervento di Giorgio Maione, Assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, ha confermato l’impegno del territorio in ambito energetico e ambientale. “L’industria lombarda è protagonista del cambiamento: sviluppa tecnologie innovative e investe per ridurre l’impatto ambientale. Entro il 2030 vogliamo raggiungere il 35% di energia da fonti rinnovabili”, ha dichiarato. Sul fronte nazionale, Giuseppe Pasini, Presidente di Confindustria Lombardia, ha ribadito che “l’energia resta il primo fattore di competitività per l’industria. Non possiamo escludere nessuna fonte dal percorso di transizione”. Le proposte di Confindustria includono la produzione nazionale di metano e biometano, la semplificazione degli iter autorizzativi per le rinnovabili e la valutazione sul nucleare in chiave strategica e non ideologica.

 

Europa e ricerca: il progetto RISE come caso virtuoso

In un’ottica europea, l’intervento di Marcello Capra, delegato nazionale al SET Plan, ha fatto luce sulle strategie dell’UE e sulle opportunità di finanziamento disponibili per i settori energia e ambiente. Un passaggio fondamentale è stato dedicato al progetto europeo RISE, presentato da Fabrizio Guarrasi, Project Manager LE2C, volto a promuovere ecosistemi innovativi nei campi del bioenergia, smart manufacturing e green building. A rappresentare un caso concreto di successo, l’esperienza di BlueFoundation, raccontata dalCOO Marco Gianotti Pret: l’azienda ha preso parte alle attività del progetto RISE, ottenendo accesso alla fase successiva di coaching e sviluppo progettuale, con l’obiettivo di monitorare e ridurre le emissioni di CO₂ in modo efficace.

 

Collaborazione pubblico-privato per un futuro sostenibile

Il confronto finale con il pubblico ha confermato un elemento comune a tutti gli interventi: la transizione energetica richiede cooperazione e visione condivisa. Non si tratta solo di adottare tecnologie all’avanguardia, ma di creare un ecosistema resiliente, sostenibile e accessibile. Lo ha ricordato in chiusura anche Giovanni Lozza, riportando l’attenzione sull’importanza di un approccio multidisciplinare e collaborativo. Al termine del convegno, l’Assemblea dei Soci LE2C ha rappresentato un momento di bilancio e proiezione futura per i circa 150 membri del cluster, confermando la centralità del dialogo tra ricerca e impresa per affrontare con successo le sfide del cambiamento climatico e della competitività industriale.

 

Foto da ufficio stampa LE2C

BYD Dolphin Surf: la nuova city-car elettrica a meno di 19.000 euro

BYD Dolphin Surf: la nuova city-car elettrica a meno di 19.000 euro

di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)

 

BYD continua a rafforzare ed arricchire la propria offerta di prodotto per il mercato europeo e lo fa lanciando la Dolphin Surf, un nuovo modello di auto compatta ad alimentazione elettrica che punta a farsi largo tra le piccole da città puntando su un competitivo rapporto qualità-prezzo. Parliamo infatti di un’utilitaria con tecnologie e dotazioni da segmento superiore che ambisce a rendere accessibile la mobilità elettrica, proponendo un prezzo di listino per il mercato italiano di 18.990 euro. 

Piccola, ma spaziosa

Riproponendo la “ricetta” che ha tanto ben funzionato con la Seagull sul mercato cinese, la BYD Dolphin Surf ha dimensioni estremamente contenute, parliamo infatti di un’auto lunga meno di 4 metri (3,99 m), larga 1,72 m. e alta 1,59 m. Con misure che la collocano nel segmento A, la Dolphin Surf riesce comunque ad offrire una buona abitabilità interna, grazie ad un passo di 2,5 metri ed un bagagliaio da 308 litri di capacità di carico che, con i sedili posteriori abbattuti, possono salire fino a 1.037 litri.

Ha il display touch rotante per l’infotainment

La BYD Dolphin Surf, che poggia sull’e-Platofm 3.0, si presenta con tecnologie di serie che solitamente si trovano su modelli di segmento superiore. Così la compatta del colosso cinese è dotata del quadro strumenti digitale e dello schermo rotante da 10,1 pollici al centro della plancia a fare da infotainment, che offre la massima connettività con il supporto Android Auto e Apple CarPlay. Anche sul fronte degli Adas l’equipaggiamento è al completo comprendendo frenata automatica d’emergenza, assistenza al mantenimento della corsia, abbaglianti automatici e cruise control adattivo. 

Autonomia fino a 507 km in città

Proposta in tre differenti versioni, denominate Active, Boost e Comfort, la BYD Dolphin Surf dispone dell’avanzata batteria Blade, disponibile in due livelli di capacità: 30 kWh e 43,2 kWh. Il livello di autonomia massima dichiarata, che varia a seconda della versione, è di 322 chilometri nel ciclo combinato WLTP, mentre arriva a 507 km in città. Valori, questi ultimi, che fanno riferimento alla variante Boost dotata di motore da 65 kW e batteria da 43,2 kWh. La versione più potente, la Comfort che monta un motore da 115 kW, deve invece rinunciare a qualcosa in termini di autonomia che cala a 310 km/h (ciclo combinato WLTP). Tutte le versioni della BYD Dolphin Surf possono essere ricaricate in corrente alternata con caricatore da 11 kW o in corrente continua con potenza fino a 65 kW per Active e 85 kW per Boost e Comfort, impiegando 30 minuti per passare dal 10% all’80% di carica. 

Foto da ufficio stampa BYD

Incentivi BEV per 600 milioni: perché non siamo stati consultati?

Appello al Governo: riformare in modo strutturale la fiscalità delle auto aziendali

di Andrea Cardinali, direttore generale di UNRAE

 
Siamo rimasti un po’ spiazzati dalla notizia degli incentivi, del tutto inattesi e decisi senza alcuna consultazione. Soprattutto preoccupa il fatto che siano stati annunciati senza essere ancora pienamente definiti. Il rischio, ancora una volta, è quello di una paralisi della domanda.
Gli incentivi dovrebbero arrivare come decisioni notturne, non come promesse da rincorrere.
 
Uno stanziamento di quasi 600 milioni in un anno solo sui BEV sarebbe il più ingente mai visto in Italia, e potrebbe effettivamente smuovere la transizione energetica, ma i paletti sono molti – rottamazione, ISEE, residenza in aree funzionali, microimprese – e un anno è troppo breve: si rischia seriamente di non riuscire a spenderli tutti.

In tale scenario, sarebbe stato forse più opportuno destinare tali risorse alla revisione in chiave “green” della fiscalità delle auto aziendali, intervenendo su detraibilità dell’IVA, deducibilità dei costi e periodo di ammortamento, considerata la scadenza della Delega fiscale fra tre mesi. Le flotte aziendali, con il veloce tasso di rotazione dei veicoli, consentono di immettere sul mercato del nuovo e dell’usato un numero consistente di vetture a zero o bassissime emissioni.
Ma il vero peccato originale di questa misura è purtroppo rappresentato dalla sua stessa genesi: l’incapacità di spendere i fondi per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica pubbliche, fattore abilitante fondamentale proprio per il diffondersi della mobilità a zero emissioni che si

vuole incentivare.


Foto da ufficio stampa UNRAE

Veicoli industriali: ci vuole più attenzione dalle nostre Istituzioni

Veicoli industriali: quadro negativo, possibili impatti sull'occupazione
di Paolo A. Starace, presidente di UNRAE Veicoli Industriali

Ad aprile continua la flessione negativa del mercato, mitigata solo in parte dalla crescita del segmento dei veicoli leggeri fino a 6 t, trainato dalle immatricolazioni dei veicoli BEV con massa complessiva fino a 4,25 t. Il comparto dei mezzi pesanti, invece, conferma le difficoltà già evidenziate nei mesi scorsi, in particolare nel segmento dei trattori stradali, che nel solo mese di aprile registra un calo del 15,2%.

A destare ulteriore preoccupazione è la scarsa attenzione delle Istituzioni nazionali. Nonostante le rassicurazioni e i recenti annunci relativi al possibile stanziamento di un Fondo specifico e pluriennale a sostegno del comparto, ad oggi non si registra alcun intervento concreto, né vi è traccia di tali misure nell’Agenda di Governo. Simili dichiarazioni, se non seguite da azioni rapide e tangibili, rischiano di deprimere ulteriormente la domanda, aggravando un quadro già fortemente critico.

Confidiamo che gli impegni presi possano tradursi quanto prima in interventi reali, in grado di offrire al settore le certezze di cui ha urgentemente bisogno. In tal senso, UNRAE, nell’esprimere le proprie congratulazioni per il recente conferimento dell’incarico di Sottosegretario per le Infrastrutture e i Trasporti al sen. Antonio Iannone, cui augura buon lavoro, auspica un incontro in tempi brevi per condividere con il ministero le misure più efficaci a sostegno delle imprese di autotrasporto”, conclude il Presidente Starace.


Foto da ufficio stampa UNRAE

Vanni Oddera: “La mia settimana da leoni” 2

Vanni Oddera: “La mia settimana da leoni”
Tutti è iniziato al teatro Chiabrera di Savona dove con gruppo Badano abbiamo organizzato un incontro con più di seicento studenti del liceo Classico.
Poi allenamento al mio park e giovedì una giornata di mototerapia all’ospedale Gaslini di Genova.
Quindi, alla presentazione del libro di Giorgia Wurth a Varazze e poi via verso Sanremo per lo show di domenica e mototerapia.
Per non farsi mancare niente la sera della domenica, cena delle rose a Celle Ligure, dove il comune ha organizzato una meravigliosa serata a favore della pediatria di Savona e Gaslini.


Foto da ufficio stampa 

Trainati: sì a misure disincentivanti per i mezzi più obsoleti

Rimorchi: rallenta il mercato e incentivi 2025 esauriti in 4 secondi

di Michele Mastagni, Coordinatore del Gruppo Rimorchi, Semirimorchi e Allestimenti di UNRAE. 

 
 Accogliamo con soddisfazione la buona performance del mercato di aprile, che arriva però in un contesto generalmente debole. Permangono, infatti, criticità strutturali, aggravate da una scarsa attenzione – sia a livello europeo che nazionale – verso il comparto dei trainati e dalle forti preoccupazioni delle imprese di autotrasporto per l’attuale contesto geopolitico ed economico,Il Piano d’Azione per l’automotive presentato dalla Commissione UE ha deluso le aspettative, ignorando completamente l’esigenza di una maggiore flessibilità normativa sugli obiettivi emissivi di veicoli pesanti e rimorchi. Inoltre, pur apprezzando l’annuncio del ministro Matteo Salvini relativo allo stanziamento di 600 milioni di euro a sostegno del settore, rileviamo che a oggi non si sono registrati interventi tangibili.
 
Auspichiamo che gli impegni assunti si traducano al più presto in azioni concrete e che una parte rilevante di queste risorse venga destinata all’ammodernamento della flotta dei veicoli trainati per favorire la sicurezza stradale. Allo stesso tempo, riteniamo indispensabile introdurre misure disincentivanti per i mezzi più obsoleti,agendo su leve quali tariffe autostradali, tassa di proprietà, limitazioni alla circolazione e carichi.
 
Infine, sollecitiamo con urgenza un adeguamento normativo sulla lunghezza degli autoarticolati fino a 18,75 metri, superando le attuali restrizioni che ancora ostacolano la  circolazione degli Eurotrailer.

 
Foto da ufficio stampa UNRAE

 
 

Flotte aziendali: da LoJack l’intelligenza artificiale per proteggerle

Flotte aziendali: da LoJack l’intelligenza artificiale per proteggerle

L’intelligenza artificiale non è più un concetto futuristico, ma una realtà concreta che trasforma anche il settore della gestione delle flotte aziendali. LoJack, leader nel campo della telematica per la mobilità e nel recupero dei veicoli rubati, ha presentato due nuove soluzioni avanzate che mirano a rivoluzionare la sicurezza su strada e l’efficienza operativa. Grazie all’impiego dell’AI, la protezione contro i furti e la gestione dei sinistri entrano in una nuova dimensione.

 

Crashboxx AI: rilevamento incidenti ad alta precisione

Tra le innovazioni presentate, spicca Crashboxx AI, uno strumento progettato per fornire una risposta immediata in caso di incidente. La piattaforma consente a fleet manager, aziende e concessionari di ricevere una notifica in tempo reale subito dopo un impatto, riducendo drasticamente il numero di falsi positivi. La tecnologia non si limita a segnalare il sinistro, ma offre anche una ricostruzione completa dell’accaduto; una valutazione immediata della gravità; un report dettagliato con la stima predittiva dei danni (predictive physical damage). La differenza rispetto alle soluzioni tradizionali è notevole. Mentre altri sistemi si basano su un singolo parametro come la decelerazione improvvisa, Crashboxx AI integra dati complessi e incrociati: accelerometro, peso e modello del veicolo, oltre a una comparazione con lo storico di incidenti. Il risultato è una capacità predittiva e analitica che garantisce interventi rapidi e mirati.

 

Una risposta strategica al rischio crescente

“Ogni anno si registrano oltre 166mila sinistri con lesioni personali in Italia. Comprendere con tempestività dinamiche e responsabilità è oggi fondamentale. La nostra tecnologia AI permette di acquisire in tempo reale tutte le informazioni essenziali, migliorando la pianificazione e l’efficacia operativa delle flotte”, spiega Massimo Braga, Vice President e Direttore Generale di LoJack Italia.

 

AI-Powered Risk Detection: prevenzione furti su misura

L’innovazione non si ferma alla gestione degli incidenti. LoJack ha infatti implementato una funzione di prevenzione furti basata sull’intelligenza artificiale: AI-Powered Risk Detection, integrata all’interno del portale LoJack Connect. Questa funzione sfrutta algoritmi predittivi per analizzare i comportamenti del driver e identificare eventuali pattern di rischio. Se un veicolo si avvicina a un confine nazionale in orari sospetti, se viene localizzato presso un porto durante la notte o segue un tragitto anomalo, il sistema invia un alert immediato al fleet manager e, se necessario, attiva la centrale operativa per il recupero. È una sorveglianza attiva e dinamica, che monitora in tempo reale la flotta e interviene solo quando i dati indicano una reale minaccia. Questo approccio permette di prevenire furti e usi impropri, aumentando la fiducia delle aziende nella gestione digitale della mobilità.

 

Flotte più sicure, aziende più efficienti

La visione di LoJack va oltre la semplice protezione. L’obiettivo è fornire alle aziende strumenti di gestione che ottimizzino tempi, costi e sicurezza. L’integrazione dell’intelligenza artificiale rappresenta un passo concreto verso una mobilità predittiva, dove l’analisi dei dati consente decisioni informate e proattive. In un contesto in cui i furti d’auto e i sinistri rappresentano un costo crescente per imprese e noleggiatori, soluzioni come Crashboxx AI e AI-Powered Risk Detection si pongono come alleati strategici. Oltre ad aumentare la sicurezza, riducono sensibilmente i tempi di gestione dei sinistri, facilitano l’intervento tempestivo delle autorità e migliorano la customer experience.

 

LoJack, un marchio di garanzia nella mobilità digitale

Parte del gruppo CalAmp, LoJack è da anni sinonimo di affidabilità e innovazione. Con oltre 40 anni di esperienza nel recupero veicoli rubati, la società ha saputo evolversi verso la mobilità intelligente, integrando soluzioni avanzate di telematica, diagnostica predittiva e sicurezza attiva. Queste nuove funzionalità basate sull’AI sono un esempio concreto di come la tecnologia possa essere applicata in maniera etica ed efficace, contribuendo non solo alla protezione del patrimonio aziendale ma anche al benessere dei conducenti e alla sostenibilità dei processi.

 

Tecnologia al servizio delle persone

Il vero valore dell’innovazione proposta da LoJack risiede nella capacità di interpretare le esigenze del mercato e anticipare le sfide del futuro. In un’epoca in cui la digitalizzazione della mobilità è una priorità, investire in soluzioni AI-oriented significa rendere il trasporto aziendale più sicuro, trasparente ed efficiente. Le aziende che adottano strumenti come quelli presentati da LoJack non solo proteggono i loro asset, ma acquisiscono un vantaggio competitivo: la possibilità di agire con prontezza, basandosi su dati affidabili e su tecnologie capaci di apprendere e migliorare nel tempo.

 

Foto da ufficio stampa Lojack

 

 

Auto, pensieri e parole… scritte: prua a dritta!

Auto, pensieri e parole… scritte: prua a dritta!
di Mario Verna, manager automotive
L’auto europea può ancora tornare grande. Per cambiare rotta, però, dobbiamo ammettere che quella percorsa finora è stata sbagliata.
Spegnere l’incendio della “normativizzazione”: meno vincoli, più competitività!
Fare squadra! Una nuova Airbus dice Luca De Meo, un consorzio, una condivisione di investimenti, tecnologie e piattaforme.
Guidare la politica, invece che subirla: la quantità di stupidaggini che sono state legiferate non sono degne della storia e della rilevanza di questo settore.
Usare il marketing per soddisfare i clienti, invece che per raccontarestorie fantasiose lontane dalla realtà.
Il mare è vasto, ma sapere dove andare lo semplifica ad una linea.
È ancora possibile, ma la scelta non più rinviabile.

1000 Miglia: è la corsa più bella del mondo, Made in Italy fra strada e mare

1000 Miglia: è la corsa più bella del mondo, Made in Italy fra strada e mare
 
Non è solo una corsa: è un viaggio epico nell’anima dell’Italia. La 1000 Miglia, simbolo indiscusso di creatività, ingegneria e stile italiani, si è presentata oggi uFFicialmente a Roma, nella splendida cornice della Biblioteca di Palazzo Marina, alla presenza del Sottocapo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto, della Presidente di 1000 Miglia Srl, Beatrice Saottini e del Capo UFFicio Pubblica InFormazione e Comunicazione dello Stato Maggiore della Marina Militare, Contrammiraglio Jacopo Rollo.
Il “museo viaggiante unico al mondo”, come Enzo Ferrari definì la corsa, tornerà dal 17 al 21 giugno 2025 per percorrere 1.900 km da Brescia a Roma e ritorno, attraversando oltre 200 borghi e città, portando con sé oltre 400 capolavori di automobilismo storico: auto che sono opere d’arte in movimento, testimoni di un secolo di passione e innovazione.
Il 18 giugno, la 1000 Miglia farà tappa a Roma, regalando uno spettacolo unico ai cittadini e ai turisti. Le auto entreranno dalle ore 19:00 nella Capitale da via Cassia Veientana, proseguiranno su Corso Francia, Piazza Euclide e Viale delle Belle Arti (Galleria nazionale di Arte Moderna) per raggiungere il traguardo sportivo a Villa Borghese nei pressi della Statua di Goethe prima di concludere la tappa nell’iconica via Veneto,dove le auto sFileranno nel ricordo della Dolce Vita, accolte dall’entusiasmo del pubblico. Da qui, il percorso cittadino che si dirigerà verso Piazza Barberini, Via degli Annibaldi, Piazza del Colosseo, Viale delle Terme di Caracalla e Via CristoForo Colombo si concluderà a Roma EUR per la sosta notturna. Il mattino seguente, il convoglio ripartirà alle 08:00 con il Controllo Orario di Via Rebecchini per proseguire verso la Via Salaria in direzione Nord.
Foto da ufficio stampa 1000 Miglia

Incentivi ai veicoli elettrici: ok la decisione del Governo, ora la messa a terra

Crisi di Hormuz e carburanti alle stelle: si applichi la clausola di salvaguardia nazionale

di Fabio Pressi, presidente di Motus-E

 

Motus-E accoglie con grande soddisfazione la decisione del Governo e in particolare del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, che ascoltando le esigenze dei cittadini e accogliendo le nostre istanze ha scelto di convogliare sugli incentivi ai veicoli elettrici un’importante quota dei fondi residui a disposizione del PNRR.

Ora sarà decisivo conoscere tutti i dettagli della misura, da cui dipenderanno la platea dei beneficiari e il successo dell’iniziativa, e andrà definita in tempi rapidi la messa a terra delle risorse, per scongiurare effetti penalizzanti sul mercato.

 

Foto da ufficio stampa