Innovazione “green”: da Amplia Infrastructure bio GPL nella produzione di asfalto

Innovazione "green"

Amplia Infrastructure, società del Gruppo Autostrade per l’Italia specializzata nella costruzione e manutenzione di infrastrutture stradali, ha avviato una sperimentazione innovativa che prevede l’utilizzo del bio GPL nella produzione di asfalto. Questa iniziativa rappresenta la prima applicazione industriale in Italia di un gas non fossile in sostituzione dell’olio Btz di origine petrolifera, tradizionalmente impiegato nel settore delle costruzioni. 

 

Un passo avanti nella decarbonizzazione delle infrastrutture

La sperimentazione, realizzata in collaborazione con Liquigas, leader nella distribuzione di GPL e GNL in Italia, prevede l’impiego del bio GPL certificato sostenibile secondo lo schema ISCC PLUS (International Sustainability & Carbon Certification). Questo gas propano, prodotto da materie prime biologiche come sottoprodotti della raffinazione di gasolio “bio” HVO, mantiene le stesse caratteristiche chimiche e prestazionali del GPL tradizionale, ma consente una riduzione delle emissioni di CO₂ fino all’80%. 

 

Implementazione nell’impianto di Marcianise

In questa fase pilota, Amplia utilizzerà il bio GPL nel proprio impianto di produzione di asfalto situato a Marcianise, in Campania, precedentemente alimentato a olio Btz. L’introduzione del bio GPL non richiederà modifiche all’infrastruttura esistente, facilitando così la transizione verso soluzioni energetiche più sostenibili.

 

Risultati concreti nella riduzione delle emissioni

Nel 2024, Amplia ha prodotto circa 317.000 tonnellate di conglomerati bituminosi, di cui il 55% realizzato con la tecnica dell’asfalto tiepido. Questa metodologia, che prevede temperature di produzione inferiori rispetto all’asfalto tradizionale, ha permesso un risparmio di circa 15 tonnellate di CO₂, posizionando Amplia come leader in Italia nella produzione di questa tipologia di asfalto.

 

Dichiarazioni dei protagonisti

Paolo Carmona, Consigliere Delegato e Direttore Generale di Amplia, ha sottolineato: “L’impegno per la sostenibilità del Gruppo Autostrade per l’Italia e, in particolare, della sua controllata Amplia, si sviluppa tramite strategie innovative: elettrificazione della flotta, economia circolare per mezzo dell’incremento del fresato reimpiegato, ricerca nel processo produttivo, ad esempio attraverso lo sviluppo di conglomerati bituminosi prodotti a tiepido. La conversione degli impianti per l’utilizzo di combustibili innovativi e a ridotte emissioni è uno dei nostri principali impegni e questa iniziativa testimonia quanto lo sforzo del Gruppo si traduca costantemente in azioni concrete”.

Giuseppe Fiorino, Amministratore Delegato di Liquigas, ha aggiunto: “Siamo entusiasti di annunciare il nostro primo contratto di fornitura di bio GPL, un’energia innovativa che permette alle aziende di adottare soluzioni più sostenibili, sia da un punto di vista ambientale che di investimento per la transizione energetica. Il nostro impegno è supportare i clienti con soluzioni energetiche all’avanguardia, contribuendo concretamente alla transizione verso un futuro più sostenibile”.

 

Verso un futuro sostenibile nelle infrastrutture stradali

Questa iniziativa rappresenta un ulteriore passo verso una mobilità più sostenibile e una riduzione dell’impronta carbonica nel settore delle infrastrutture stradali. L’adozione del bio GPL nella produzione di asfalto non solo contribuisce alla diminuzione delle emissioni di gas serra, ma promuove anche l’utilizzo di risorse rinnovabili, in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale del Gruppo Autostrade per l’Italia.

 

Foto da ufficio stampa AMPLIA

 

“Piano Ursula” monco: zero riferimenti ai carburanti “carbon neutral”

Trasporto merci: si attendono Ecobonus e misure fiscali
di Luca Sra, delegato ANFIA per il trasporto merci.
 
Il forte rallentamento nelle immatricolazioni di autocarri che si registra a febbraio – in continuità con il mese precedente – conferma ancora una volta la necessità di riformare le politiche vigenti per il settore dell’autotrasporto introducendo misure certe e pluriennali che promuovano la sostituzione del parco circolante con veicoli di ultima generazione a gas naturale compresso e liquefatto o a Diesel, valorizzando la filiera
nazionale dei rispettivi biocarburanti (biometano e HVO).
 
Si esprime pertanto rammarico per l’assenza di un chiaro riferimento al riconoscimento del contributo dei cosiddetti carbon neutral fuel all’interno dell’ “Industrial Action Plan for the European automotive sector” recentemente pubblicato dalla Commissione europea.
Restiamo convinti che, in linea con le flessibilità riconosciute ora alle autovetture e veicoli commerciali leggeri, la Commissione dovrebbe procedere al più presto ad una revisione del regolamento sulle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti e, alla luce dello stato delle condizioni abilitanti, definire obiettivi realistici che possano essere raggiunti con tutte le tecnologie a disposizione. Solo con tale approccio si potrà accelerare e rendere sostenibile la transizione del settore dell’autotrasporto.
 
A livello nazionale, si rinnova l’invito al decisore pubblico a rafforzare gli strumenti attualmente vigenti per il rinnovo del parco circolante, dando rapida attuazione ai fondi stanziati per questo triennio nell’ultima legge di bilancio. Allo stesso tempo, si auspica che in occasione del tavolo automotive si valuti la necessità di ripristinare misure di sostegno all’acquisto e al noleggio a lungo termine di veicoli commerciali (Ecobonus) così come l’introduzione di strumenti di supporto fiscale come il credito d’imposta per gli investimenti.

De Meo (Renault Group) parla: Automotive World commenta

De Meo (Renault Group) parla: Automotive World commenta
Torna l’appuntamento sul sito “Auto.it”, diretto da Andrea Brambilla, con Automotive World: il botta e risposta in video tra Massimo Ghenzer, presidente di Areté, e Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive, su quanto detto ultimamente dai big dell’auto e non solo.
 
Per dare il via alla nuova edizione, ecco le parole di Luca De Meo, numero uno di Renault Group, e i relativi commenti: “Prendere decisioni controproducenti come l’acquisto di crediti dai concorrenti, potenziali tagli alla produzione e via discorrendo. Tutto questo porta all’indebolimento dell’industria europea“.

Innovazione “green”: da Amplia Infrastructure bio GPL nella produzione di asfalto

Innovazione "green": da Amplia Infrastructure bio GPL nella produzione di asfalto

Amplia Infrastructure, società del Gruppo Autostrade per l’Italia specializzata nella costruzione e manutenzione di infrastrutture stradali, ha avviato una sperimentazione innovativa che prevede l’utilizzo del bio GPL nella produzione di asfalto. Questa iniziativa rappresenta la prima applicazione industriale in Italia di un gas non fossile in sostituzione dell’olio Btz di origine petrolifera, tradizionalmente impiegato nel settore delle costruzioni. 

Un passo avanti nella decarbonizzazione delle infrastrutture

La sperimentazione, realizzata in collaborazione con Liquigas, leader nella distribuzione di GPL e GNL in Italia, prevede l’impiego del bio GPL certificato sostenibile secondo lo schema ISCC PLUS (International Sustainability & Carbon Certification). Questo gas propano, prodotto da materie prime biologiche come sottoprodotti della raffinazione di gasolio “bio” HVO, mantiene le stesse caratteristiche chimiche e prestazionali del GPL tradizionale, ma consente una riduzione delle emissioni di CO₂ fino all’80%. 

Implementazione nell’impianto di Marcianise

In questa fase pilota, Amplia utilizzerà il bio GPL nel proprio impianto di produzione di asfalto situato a Marcianise, in Campania, precedentemente alimentato a olio Btz. L’introduzione del bio GPL non richiederà modifiche all’infrastruttura esistente, facilitando così la transizione verso soluzioni energetiche più sostenibili.

Risultati concreti nella riduzione delle emissioni

Nel 2024, Amplia ha prodotto circa 317.000 tonnellate di conglomerati bituminosi, di cui il 55% realizzato con la tecnica dell’asfalto tiepido. Questa metodologia, che prevede temperature di produzione inferiori rispetto all’asfalto tradizionale, ha permesso un risparmio di circa 15 tonnellate di CO₂, posizionando Amplia come leader in Italia nella produzione di questa tipologia di asfalto.

Dichiarazioni dei protagonisti

Paolo Carmona, Consigliere Delegato e Direttore Generale di Amplia, ha sottolineato: “L’impegno per la sostenibilità del Gruppo Autostrade per l’Italia e, in particolare, della sua controllata Amplia, si sviluppa tramite strategie innovative: elettrificazione della flotta, economia circolare per mezzo dell’incremento del fresato reimpiegato, ricerca nel processo produttivo, ad esempio attraverso lo sviluppo di conglomerati bituminosi prodotti a tiepido. La conversione degli impianti per l’utilizzo di combustibili innovativi e a ridotte emissioni è uno dei nostri principali impegni e questa iniziativa testimonia quanto lo sforzo del Gruppo si traduca costantemente in azioni concrete”.

Giuseppe Fiorino, Amministratore Delegato di Liquigas, ha aggiunto: “Siamo entusiasti di annunciare il nostro primo contratto di fornitura di bio GPL, un’energia innovativa che permette alle aziende di adottare soluzioni più sostenibili, sia da un punto di vista ambientale che di investimento per la transizione energetica. Il nostro impegno è supportare i clienti con soluzioni energetiche all’avanguardia, contribuendo concretamente alla transizione verso un futuro più sostenibile”.

Verso un futuro sostenibile nelle infrastrutture stradali

Questa iniziativa rappresenta un ulteriore passo verso una mobilità più sostenibile e una riduzione dell’impronta carbonica nel settore delle infrastrutture stradali. L’adozione del bio GPL nella produzione di asfalto non solo contribuisce alla diminuzione delle emissioni di gas serra, ma promuove anche l’utilizzo di risorse rinnovabili, in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale del Gruppo Autostrade per l’Italia.

 

 

Foto ufficio stampa Autostrade per l’Italia

Tesla ko: da inizio 2025 titolo giù del 42% (da 400 a 230 dollari)

Tesla ko: da inizio 2025 titolo giù del 42% (da 400 a 230 dollari)
 di Filippo Diodovich,  Senior Market Strategist di IG Italia
 
Le azioni di Tesla Motors Inc (All Sessions) sono scese fino a un minimo a 215 dollari, il livello più basso dal 24 ottobre 2024. Da inizio anno il titolo ha perso il 42% passando da 400 a 230. Questo declino è attribuibile a diversi fattori: il calo delle vendite globali, le distrazioni politiche di Elon Musk, l’aumento della concorrenza, le preoccupazioni sui ritardi del FSD e i potenziali rischi di recessione degli Stati Uniti.
 

Calo delle vendite globali

Tesla ha registrato un calo delle vendite in mercati chiave. In Cina, le vendite sono diminuite del 49% su base annua (secondo i numeri della China Passenger Car Association), mentre in Germania si è verificato un calo del 76%.
 
Coinvolgimento politico di Elon Musk
 
Il sostegno pubblico di Musk al neo-presidente Donald Trump e il suo ruolo nel Dipartimento per l’Efficienza Governativa (DOGE) hanno alienato una parte della clientela di Tesla, tradizionalmente orientata verso politiche ambientali progressiste. Questo ha portato a proteste presso i concessionari Tesla e a varie forme di boicottaggio (in forte tendenza l’hashtag #TeslaTakedown proprio sulla piattaforma X di Elon Musk).
 
Aumento della concorrenza
 
I rivali dell’azienda statunitense come la cinese BYD hanno visto un incremento straordinario delle vendite delle proprie auto elettriche, aumentando la pressione competitiva su Tesla.
 
Preoccupazioni sulla guida autonoma
 
Gli investitori sono preoccupati per i ritardi nello sviluppo del software di guida autonoma di Tesla, il cosiddetto full-self driving. Il software, basato solo sull’utilizzo di videocamere e reti neurali per la percezione dell’ambiente, ha bassa affidabilità in condizioni difficili come pioggia, neve o nebbia e ha difficoltà ad affrontare situazioni impreviste (oggetti in mezzo alla strada, pedoni fuori strisce, …).
 
Rischi di recessione
 
Ad aumentare le vendite su Tesla è anche il periodo nero del mercato azionario dopo le dichiarazioni di Donald Trump. Il neo-presidente nel weekend in un’intervista nella trasmissione” Sunday Morning Futures” di Maria Bartiromo nel canale amico Fox News ha rifiutato di escludere che gli Stati Uniti possano entrare in recessione quest’anno, affermando che ci sarà un “periodo di transizione, perché quello che stiamo facendo è molto grande”. In pratica, Trump ha confermato che i rischi di una possibile recessione nel breve termine sono possibili ,ma le azioni del Governo sono necessarie per garantire un lungo periodo di prosperità.
 
Analisi tecnica su Tesla
 
Le nostre prospettive di medio periodo sono ribassiste. L’eventuale cedimento del supporto in area $215 potrebbe preludere a una estensione della discesa verso obiettivi ipotizzabili a 207 e 182 dollari. Indicazioni positive con il superamento di 262 dollari.
foto da investimentoworld.eu

AC Milano: premiati i soci per la stagione sportiva 2024

AC Milano: premiati i soci per la stagione sportiva 2024

Nella storica sede di corso Venezia, Automobile Club Milano ha celebrato vittorie, piazzamenti e meriti agonistici dei suoi associati che gareggiano con Licenza sportiva ACM. Tra piloti e ufficiali di gara sono stati oltre cento i premiati che hanno ricevuto coppe, targhe e pergamene come segno di riconoscenza dei successi conseguiti nel corso del 2024.

Nel corso dell’evento è stato inoltre presentato “Sul tetto del mondo”, di Emiliano Tozzi. Il volume racconta la storia di Alessandro Pier Guidi, pilota ufficiale di Scuderia Ferrari, tre volte Campione del Mondo WEC nella categoria LMGTE Pro nel 2017, 2021 e 2022, nonché vincitore di due edizioni della 24 Ore di Le Mans con il team AF Corse su Ferrari 488 GTE, della 24 Ore di Spa 2021 su Ferrari 488 GT3 e della 24 Ore di Daytona 2024 su Ferrari 296 GT3.

Tra i premiati oltre ad Alessandro Pier Guidi, anche la conduttrice televisiva e pilota Vicky Piria e Cristian Bertuca, Campione del Mondo FIA Karting KZ2 2024.

“Ringrazio Emiliano Tozzi che con il suo volume ‘Sul tetto del mondo’ ci ha permesso di approfondire la storia di Alessandro Pier Guidi, pilota ufficiale di Scuderia Ferrari che corre con licenza sportiva di Automobile Club Milano, da sempre protagonista nel Motorsport nel corso dei suoi 122 anni di attività anche grazie alla progettazione, alla costruzione dell’Autodromo Nazionale Monza”, ha affermato il presidente di AC Milano, Geronimo La Russa.

“Oggi siamo particolarmente felici di ospitare e premiare qui, nella Casa degli Automobilisti, coloro che hanno tenuto alta la nostra bandiera in Italia e nel mondo”, ha aggiunto La Russa.

“Le loro entusiasmanti carriere e i loro successi confermano la grande vocazione motoristica del nostro territorio che detiene un primato di tutto rispetto. Automobile Club Milano ha infatti ‘regalato’ alla F1 ben quindici piloti. Tra questi l’indimenticabile Alberto Ascari, che è l’ultimo italiano ad avere vinto il titolo iridato di Formula 1. Ci auguriamo che in futuro i premiati di oggi riescano a calcare i palcoscenici più prestigiosi del Motorsport, nel segno della tradizione che da sempre contraddistingue la nostra storia”, ha concluso il presidente Geronimo La Russa.

 

Foto da ufficio stampa ACI MI

 

 

Il flop di Nikola: l’industria dell’auto segue l’economia, non le ideologie

L'obbligo UE dell'auto elettrica: peccato che mancavano tutti i presupposti

di Domenico De Rosa, CEO del Gruppo SMET

La fine di Nikola, come sempre detto, non è solo il tramonto di un’ennesima bolla finanziaria, ma la prova definitiva che l’industria automobilistica non si reinventa con slide patinate e promesse futuristiche. WallStreet ha creduto che bastasse un CEO carismatico e qualche prototipo per sfidare un settore che vive di ingegneria, capitali e catene di fornitura colossali. Ma c’è di più.
Questo fallimento è anche il segnale che l’elettrificazione forzata è stata una gigantesca illusione di mercato. Si è venduta l’idea che l’auto elettrica potesse rimpiazzare in blocco la termica, ignorando costi, infrastrutture inadeguate e resistenze culturali.
Ora, finalmente direi, mentre le startup gonfiate si sgretolano e i grandi gruppi rivedono le strategie, la realtà torna a imporsi. Senza una domanda reale e sostenibile, l’industria dell’auto non segue le ideologie, ma l’economia

GlobalData e il mercato dell’auto globale: 91,6 milioni (+3,4%) nel 2025

GlobalData e il mercato dell'auto globale: 91,6 milioni (+3,4%) nel 2025
(da “InterautoNews”)

A livello macro, il 2024 ha registrato un lieve aumento delle vendite globali di veicoli, ma il quadro è stato decisamente eterogeneo, con il settore in una fase di transizione fondamentale e molta incertezza per il futuro. È stato anche un anno in cui la natura irregolare di questa transizione ha avuto conseguenze per molte aziende, costrette a rivedere i propri piani, soprattutto a causa di vendite di veicoli elettrici inferiori alle aspettative. Per quanto riguarda il quadro generale, il mercato globale dei veicoli leggeri nel 2024 ha faticato a raggiungere una crescita modesta del 2%, attestandosi a circa 88,6 milioni di unità vendute.

Le tendenze di mercato sono state contrastanti nelle principali regioni del mondo. Negli Stati Uniti, il mercato automobilistico ha registrato una forte crescita, sostenuto da un’economia che ha continuato a sorprendere positivamente. In Cina, una guerra dei prezzi ha contribuito ad aumentare i volumi di vendita, ma a scapito dei margini di profitto per molte aziende. In Europa, il mercato ha continuato a deludere, penalizzato da un’economia debole, elevati livelli di debito pubblico, alti tassi di interesse e un clima di incertezza aggravato dalla guerra in Ucraina. Le previsioni per il mercato globale dei veicoli nei prossimi anni indicano una crescita, ma si tratta di un aumento piuttosto modesto rispetto agli standard storici e soggetto a significativi rischi al ribasso.

L’ultimo picco del mercato globale dei veicoli leggeri è stato raggiunto nel 2017, con 94,5 milioni di unità vendute. Un forte calo nei primi anni 2020, causato dalla pandemia di Covid-19, ha portato le vendite sotto la soglia degli 80 milioni di unità all’anno. Dopo la pandemia, la ripresa dell’industria è stata ostacolata dalla carenza di semiconduttori dovuta alla “crisi dei chip” a livello globale. Per il 2025, GlobalData prevede che il mercato globale dei veicoli leggeri raggiungerà 91,6 milioni di unità, con un aumento del 3,4% rispetto ai 88,4 milioni stimati per il 2024. Tuttavia, molte incertezze rimangono per il 2025.

Gli sviluppi politici negli Stati Uniti potrebbero portare a dazi commerciali più ampi, con conseguenze negative sul commercio globale, sugli investimenti e sulla crescita economica mondiale. Inoltre, la gestione della domanda e la politica dei prezzi in Europa, Nord America, India e altre regioni sarà determinante per la crescita dei volumi nel corso dell’anno. I potenziali ostacoli commerciali legati alla presidenza Trump sono ancora incerti, ma rappresentano un rischio costante.

D’altra parte, la previsione di una crescita moderata delle vendite per il 2025 è supportata da fattori positivi come la riduzione dei tassi di interesse, il lancio di nuovi modelli e l’aumento della competitività del settore. Tuttavia, le sfide restano considerevoli, in particolare per la transizione energetica, che è ancora nelle fasi iniziali, e per la crescente concorrenza della Cina. Per il 2025, un incremento della domanda in Cina, sostenuto dagli incentivi per i veicoli a nuova energia (NEV), fatica a compensare le previsioni più deboli per il mercato in Europa e Nord America.

 

Foto da Lulop

Assistenza post-vendita: gli italiani preferiscono le officine indipendenti

Assistenza post-vendita: gli italiani preferiscono le officine indipendenti

Un recente sondaggio condotto da Areté, azienda leader nella consulenza strategica, ha rivelato che oltre la metà degli automobilisti italiani preferisce affidarsi alle officine indipendenti piuttosto che alle reti ufficiali per i servizi di assistenza post-vendita.

 

L’importanza del servizio post-vendita nella scelta dell’auto

Il servizio di assistenza post-vendita riveste un ruolo cruciale nella decisione d’acquisto di un’auto. Secondo l’indagine, su una scala da 0 a 5, gli automobilisti italiani hanno attribuito un punteggio medio di 4,3 all’importanza del servizio post-vendita, indicando quanto sia essenziale una corretta gestione del veicolo dopo l’acquisto per garantirne una lunga durata e prestazioni ottimali.

 

Tagliandi e manutenzione: dove si rivolgono gli automobilisti

La quasi totalità dei rispondenti (97%) ritiene fondamentale effettuare il tagliando alle scadenze previste per garantire il buono stato di salute dell’auto. Tuttavia, solo il 59% degli italiani si rivolge a un concessionario autorizzato per questo servizio, mentre il restante 41% preferisce le officine indipendenti. In caso di guasto tecnico, la percentuale di chi si affida alla rete ufficiale scende al 46%.

 

Soddisfazione per i servizi offerti dalle officine

Il livello di soddisfazione per le officine, sia ufficiali che indipendenti, è elevato. Quasi 9 automobilisti su 10 si dichiarano soddisfatti sia dei tempi richiesti per prendere un appuntamento, sia per quelli necessari a effettuare il tagliando.Durante il tagliando, solo il 39% del campione resta presso l’officina in attesa della riconsegna del veicolo.

 

Motivazioni delle scelte: affidabilità vs convenienza economica

Gli automobilisti che scelgono la rete autorizzata lo fanno principalmente per la maggiore affidabilità percepita del concessionario ufficiale. D’altro canto, chi opta per le officine indipendenti è mosso principalmente da ragioni di convenienza economica, indicate dal 47% del campione.

 

Brand più affidabili nei servizi di post-vendita

Per quanto riguarda i marchi ritenuti più affidabili nei servizi di post-vendita, gli italiani non hanno dubbi: i brand tedeschi e le officine FIAT sono in cima alle preferenze.

 

Conclusioni e prospettive per il futuro

La survey di Areté evidenzia come la gestione delle attività di manutenzione e assistenza del veicolo sia ritenuta molto importante dagli italiani. Tuttavia, esistono significativi margini di crescita per i dealer e le officine delle reti ufficiali, che attualmente intercettano mediamente solo la metà delle vetture vendute. Per migliorare questa performance e aumentare la penetrazione, la strada passa dall’offerta di servizi sempre più su misura del cliente, in grado di assisterlo efficacemente nei momenti in cui ha reale bisogno di un supporto specializzato.

 

Foto da ufficio stampa Areté

Incremento dei prezzi delle auto usate: analisi e prospettive

Incremento dei prezzi delle auto usate: analisi e prospettive

Il mercato delle auto usate in Europa ha registrato un lieve incremento dei prezzi nel mese di febbraio 2025. Secondo l’AUTO1 Group Price Index, l’indice è passato da 135,2 punti di gennaio a 137,0 punti a febbraio, segnando un aumento dell’1,3%. 

 

Confronto con gli anni precedenti

Nonostante l’aumento mensile, i prezzi delle auto usate risultano inferiori del 3% rispetto a febbraio 2024. Tuttavia, confrontando i dati con febbraio 2019, periodo pre-pandemia, si osserva un incremento del 14,6%, quando l’indice era a 119,5 punti.

 

Fattori influenzanti l’andamento dei prezzi

Diversi elementi hanno contribuito alle variazioni dei prezzi nel mercato delle auto usate. Domanda e offerta: la carenza di veicoli nuovi, dovuta a problemi nella catena di approvvigionamento, ha spinto molti consumatori verso l’usato, aumentando la domanda e, di conseguenza, i prezzi.

Inflazione: l’aumento generale dei prezzi ha influito anche sul settore automobilistico, rendendo più costosi sia i veicoli nuovi sia quelli usati.

 

Il futuro

Le previsioni per il mercato delle auto usate nei prossimi mesi rimangono incerte. Se da un lato la stabilizzazione della produzione di veicoli nuovi potrebbe ridurre la pressione sulla domanda di usato, dall’altro l’instabilità economica e le variazioni dei tassi di interesse potrebbero continuare a influenzare negativamente il settore.

 

Conclusione

Il lieve aumento dei prezzi delle auto usate a febbraio 2025 evidenzia la dinamicità e la complessità del mercato automobilistico europeo. Consumatori e operatori del settore devono monitorare attentamente le tendenze emergenti per adattarsi alle nuove condizioni del mercato.