Transizione “forzata”: e adesso chi paga il conto?

Mercato dell'auto: piatto perché forzato
di Mario Verna, manager automotive
 
Chi paga la “transizione”? Perché è chiaro che non è un “rivoluzione industriale”, altrimenti ci sarebbe stato un principio di “utilità” che ne avrebbe garantito una diffusione naturale: invece si deve “forzare”. E quando si “forza”, qualcuno (di solito quelli alla fine della catena e/o il contribuente) deve sostenerne i costi.
 
L’automotive europea è un paradigma di questa dis-efficienza: fiumi di denari che non possono essere investiti in sviluppo e competitività per ciò che il mercato chiede davvero e devono essere dissipati per sostenere le “forzature”.

Drivalia: è rivoluzione per la mobilità sostenibile con il progetto “Planet Mobility”

Drivalia, parte integrante del Gruppo Crédit Agricole Auto Bank, sta ridefinendo il concetto di mobilità in Europa con una proposta incentrata su flessibilità, sostenibilità e innovazione tecnologica. L’azienda, che ha esteso la propria presenza a 15 Paesi europei, offre una gamma di soluzioni pensate per privati e aziende, con l’obiettivo di rendere la transizione verso una mobilità a basse e zero emissioni più accessibile e agevole.

Al centro della strategia di Drivalia c’è il rivoluzionario concetto di “Planet Mobility”, un ecosistema che integra un’offerta di mobilità a 360°, progettato per rispondere a tutte le esigenze dei clienti, dal breve al lungo termine. Questo modello si basa su quattro pilastri fondamentali:

Rent: Noleggio a breve termine, ideale per chi ha bisogno di una vettura per pochi giorni o settimane. Grazie a una flotta moderna e in espansione, Drivalia permette di accedere anche a veicoli elettrici o ibridi, per un’esperienza di guida sostenibile e senza vincoli.

Lease: Noleggio a lungo termine, pensato per chi desidera una soluzione stabile e conveniente. Questa opzione offre la possibilità di avere un’auto per periodi prolungati, con tutti i costi di manutenzione, assicurazione e assistenza inclusi.

Subscribe: con i servizi di abbonamento all’auto, come l’iconico CarCloud, Drivalia offre laflessibilità di avere un’auto su base mensile, senza l’impegno di un contratto a lungo termine. Si tratta di un’opzione perfetta per chi vuole provare diverse soluzioni di mobilità o semplicemente desidera la massima libertà nella gestione del proprio veicolo.

Share: con E+Share Drivalia, il car sharing elettrico presente oggi a Torino, Milano, Roma e Lione: una soluzione 100% sostenibile per chi ha bisogno di un’auto solo per poche ore o brevi spostamenti.

Con una flotta di oltre 185.000 veicoli in 15 Paesi europei, Drivalia punta a raggiungere entro il 2026 un obiettivo ambizioso: portare al 35% la quota di veicoli elettrici (BEV) e ibridi plug-in (PHEV) della propria flotta. Questo impegno è supportato dalla continua espansione della rete di ricarica elettrica, che già conta più di 1.800 punti di ricarica distribuiti in tutta Europa, con l’obiettivo di superare i 2.500 entro il 2026.

Il CEO di Drivalia, Paolo Manfreddi, ha sottolineato l’importanza della sostenibilità nel percorso di crescita dell’azienda: “Il nostro obiettivo è rendere la mobilità sostenibile accessibile a tutti, garantendo soluzioni che siano non solo rispettose dell’ambiente, ma anche flessibili e convenienti. Il settore dell’auto sta vivendo profondi cambiamenti e, attraverso le proprie formule di mobilità, Drivalia intende essere in prima linea nel supportare la transizione energetica in atto.

 

Con “Planet Mobility”, Drivalia non solo abbraccia il futuro della mobilità elettrica e ibrida, ma costruisce un’offerta completa che risponde alle esigenze di oggi e di domani, unendo sostenibilità, tecnologia e flessibilità.

 

 

Foto ufficio stampa DRIVALIA

 

Auto elettriche e incentivi: velocizzare il nuovo piano pluriennale

Auto elettriche: operazione verità sui vantaggi economici
di Fabio Pressi, presidente di Motus-E
La volatilità delle immatricolazioni di auto elettriche di questi mesi riflette l’andamento delle consegne dopo l’impennata di ordini dello scorso giugno, quando gli incentivi messi a disposizione sono andati esauriti in appena 9 ore. Se da un lato quanto accaduto evidenzia l’attenzione degli italiani verso questa tecnologia, dall’altro dimostra l’importanza della programmazione delle politiche incentivanti
‘Un’esigenza meritoriamente riconosciuta dallo stesso ministro delle Imprese e del Made in Italy,  Adolfo Urso, in occasione della riunione di agosto del Tavolo Automotive, in cui è stato preannunciato un nuovo piano pluriennale di agevolazioni di cui diventa ora essenziale pianificare rapidamente la messa a terra delle risorse, per scongiurare l’asincronia tra annunci ed effettiva disponibilità del bonus che ha fortemente penalizzato il mercato nella prima metà del 2024.
Foto da ufficio stampa a2a

Transizione “green” dell’auto: l’Europa è in rianimazione

Rimodulare le multe UE non basta: serve rivoluzionare il "Green Deal"
di Paolo Borchia, eurodeputato, capo delegazione della Lega, coordinatore Patriots of Europe in Commissione Itre (industria, ricerca ed energia)
 
Stabilimenti chiusi, crollo della produzione di auto, persone che perdono il lavoro, invasione di veicoli elettrici cinesi in Europa. Non serviva la sfera di cristallo: si sapeva benissimo che si andava a sbattere. Anni fa la Lega aveva previsto questi rischi, ora il pericolo è diventato realta. Non stiamo parlando solo di economia, ma della vita delle persone: è impossibile non arrabbiarsi.
 
L’Europa e in rianimazione, c’era una filiera di piccole e medie imprese, messa in ginocchio da una transizione che si pone obiettivi lunari in un’Europa priva di energia e soldi. Mentre Cina e Stati Uniti cercavano la competitivita, a Bruxelles si pensava solo a tagliare le emissioni, con una Ue e una maggioranza del Parlamento totalmente complici e compiacenti.
Gli obiettivi sull’automotive sono stati fissati in un momento storico dove l’industria europea era leader del settore. Oggi quel contesto non esiste piu. Distrutto, annientato. L’unica risposta che sono riusciti a dare ai loro errori è stata un cordone sanitario, cercando di silenziare chi stava indicando la via, chi voleva che l’Europa evitasse di schiantarsi.
 
Obiettivo fallito miseramente, perché chi lavora ha capito chi li stava difendendo. Stanno alimentando l’antieuropeismo con le loro scelte antieuropeiste, contro l’industria, la filiera, i lavoratori e gli automobilisti di tutto il continente. O sono in malafede o sono totalmente inadeguati a far uscire dalla crisi il settore automotive europeo. Se non ci ascoltano, questo è il futuro.

Europa e transizione automotive: anticipare subito la revisione del Regolamento

Biocarburanti ed e-fuels insieme all'elettrico: ecco il piano di rilancio UE
di Massimiliano Salini, eurodeputato di Forza Italia, vicepresidente del gruppo PPE al Parlamento europeo
 
Le istituzioni europee dovranno rivedere il Regolamento sulle emissioni delle automobili, trovando una sintesi ragionevole in termini di sostenibilità, ma anche di sopravvivenza delle industrie. In questa fase stanno emergendo tutte le contraddizioni che hanno accompagnato la fase negoziale: da un lato si chiede alle aziende europee di essere più competitive nella sfida ecologica, dall’altro le regole esistenti le porteranno a diminuire la produzione per rispettare parametri “green’ anacronistici”, che conducono nella direzione opposta.
 
Il settore e anche un esempio chiave della mancanza di pianificazione dell’Ue, che applica una politica climatica senza una politica industriale. Dobbiamo rivedere le regole e dobbiamo fare in fretta perché non sussiste solo la spada di Damocle del 2035sull’immatricolazione dei veicoli elettrici, ma anche la tagliola del 2025 – l’anno prossimo – per l’entrata in vigore delle penalties per le industrie che non rispetteranno discutibili e autolesionistici parametri ecologici sulle produzioni delle auto.
 
Tutto questo è inaccettabile, soprattutto alla luce dell’attuale andamento del mercato dell’auto e della concorrenza sleale che proviene dalle produzioni cinesi. A questo punto l’Europa deve compiere un atto di responsabilità non solo in termini di scadenze temporali. ma anche sulla base delle evidenze scientifiche. Bisogna tornare a valutare l’impatto ecologico dell’auto non più e non solo sulle emissioni allo scarico ma sul suo intero ciclo di vita. L’industria europea è sempre pronta ad accettare nuove sfide, ma non le irragionevoli contraddizioni con l’alibi della transizione green.
Foto da ufficio stampa di Salini

“Happy Rally Day 2024” nel segno di “Cuore & Motori”: inclusione e passione si incontrano

"Happy Rally Day 2024" nel segno di "Cuore & Motori": inclusione e passione si incontrano

#FORUMAutoMotive è stato felice di abbinare la propria iniziativa“Cuore & Motori” all’edizione 2024 di “Happy Rally Day”, evento svoltosi a Domodossola che ha visto l’importante partecipazione di istituzioni nazionali e locali, associazioni e sportivi, uniti nella promozione dell’inclusione sociale attraverso la passione per i motori.

L’evento, patrocinato dal ministero per le Disabilità, dalla Regione Piemonte e dal Comune di Domodossola e organizzato dall’Automobile Club Verbano Cusio Ossola, ha avuto luogo nel piazzale Parcheggio Fontana Buona di Domodossola. La manifestazione ha permesso a giovani con disabilità di vivere l’esperienza unica di salire a bordo di auto da rally, accompagnati da piloti esperti come il testimonial Alessandro Cadei, Davide Caffoni, Max Rolando, Igor Iani, Stefano Pelfini, Paolo Bacchella e Alessandro Zorzi.

Il presidente dell’AC VCO, Peppe Zagami, ha dichiarato: “L’incredibile partecipazione di istituzioni nazionali e locali, unite al calore del pubblico, ha reso l’Happy Rally Day 2024 un evento indimenticabile. Una conferma che lo sport e la passione per i motori possano davvero abbattere le barriere che ancora limitano la nostra società. L’inclusione è un tema che merita sempre più spazio e sono grato a tutti coloro che hanno contribuito al successo di questa giornata.”

L’evento è stato anticipato dal convegno “Cuore & Motori”, tenutosi in collaborazione con #FORUMAutoMotive. I partecipanti hanno ascoltato i saluti istituzionali del ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, e del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, per poi assistere agli interventi di esperti del settore, che hanno trattato i temi dello sport come strumento di inclusione e dell’educazione stradale per i giovani.

Uno dei momenti più emozionanti è stato la presentazione del trailer del cortometraggio “Oltre il Buio”, diretto da Enrico Pietrobon e presentato dalla giornalista del “Corriere della Sera” Anna Gioria. La proiezione, insieme alle testimonianze di chi ogni giorno vive le barriere della società, ha offerto un messaggio potente di resilienza e determinazione. Il convegno, animato da Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive, si è concluso con l’assegnazione del primo “Premio Happy Rally”assegnato ad Alessandro Cadei, pilota testimonial della manifestazione, per la grande tenacia, passione e resilienza dimostrata negli anni.

Noleggio: occorre una maggiore diffusione delle forme “pay-for-use”

Noleggio auto: luci e ombre del primo semestre
di Alberto Viano, presidente di ANIASA
 
I dati dei primi 9 mesi dell’anno registrano un rallentamento delle immatricolazioni a noleggio. Un calo fisiologico, comunque, da rapportarsi all’annata record del 2023 e alla complessa situazione che sta attraversando l’intero automotive europeo. Il noleggio è peraltro indirizzato a chiudere il 2024 con un aumento della flotta veicoli, con oltre 1.350.000 unità in circolazione nel nostro Paese.
 
Il trend negativo delle immatricolazioni è in parte compensato dal boom dei veicoli commerciali leggeri e dall’incremento degli acquisti degli operatori del breve termine. Con un parco auto nazionale caratterizzato da oltre 10 milioni di vetture ante Euro 4, l’accelerazione del ricambio non può che passare da una maggiore diffusione delle forme di mobilità pay-per-use.
 
E per favorire questa transizione va colta l’opportunità offerta dalla Legge sulla Delega Fiscale e dalla prossima Legge di Bilancio: allineare finalmente la fiscalità dell’auto aziendale con quella degli altri Paesi europei.
 
Secondo nostre analisi, un graduale riequilibrio verso tali valori, almeno sulle nuove vetture elettriche e ibride, porterebbe a una significativa diffusione di queste nel parco nazionale (in tre anni 100.000 nuove vetture alla spina in più rispetto alle previsioni), oltretutto con un ritorno sull’investimento per l’Erario del 50%.
 
Senza contare i vantaggi in termini di riduzione delle emissioni inquinanti e di sicurezza sulle nostre strade.

Auto elettrica: un flop che causa troppa pressione sui dealer

Ora Elkann e De Meo criticano l'UE: il re è nudo

di Massimo Artusi, presidente di Federauto

I concessionari di autoveicoli sono sottoposti a una pressione eccessiva la cui origine è il Green Deal Automotive che, con tutti i limiti di una “decarbonizzazione” misurata al tubo di scarico (TTW), vincola i costruttori a produrre veicoli poco graditi dal nostro mercato. La normativa europea in materia di Green Deal Automotive, prevedendo pesantissime multe per i Costruttori fuori target nelle emissioni di CO2, induce i car-maker a forzare la fabbricazione di autoveicoli elettrici che il mercato non assorbe. Se tali norme non saranno modificate entro il 2025 – come chiedono alcuni Paesi membri a cominciare dall’Italia – inevitabilmente i Costruttori finiranno per trasferire l’onere di smaltire prodotti difficili da commercializzare sui Concessionari i quali, pur avendo oggi un buon equilibrio finanziario, potrebbero non essere più in grado di svolgere la naturale funzione di mercato. In questo senso si indirizza l’appello rivolto dalle Associazioni europee dei concessionari Stellantis al presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen.

I dati sulle immatricolazioni, peraltro, distorcono la realtà effettiva del mercato: più del 50% delle auto a batteria (EV) sono immatricolate, obtorto collo, dai concessionari con ingenti oneri finanziari di stock e di obsolescenza causata dal prolungato stop dell’invenduto, problemi a cui si aggiunge l’inquietante notizia dell’assegnazione d’ufficio ad alcuni Dealer – con successiva fatturazione – di veicoli non ordinati e non abbinati ad un cliente finale.

È prevedibile che i produttori, per non incorrere nelle pesanti sanzioni previste dal 2025, finiranno per ridurre la produzione di vetture con motore a combustione (ICE), contingentando la vendita dei modelli che, di fatto, continuano a essere i più richiesti dal mercato e provocando un inevitabile calo dei volumi di attività delle concessionarie, mettendole potenzialmente in crisi, con un prevedibile e indesiderato effetto di ulteriore obsolescenza del parco ed il rischio di gravissime ripercussioni sulla sicurezza stradale e sull’inquinamento.

A questo quadro, già di per sé preoccupante si aggiungono alcune iniziative già avviate e alcune finora solo annunciate che – valicando il Regolamento europeo sulla concorrenza – mirano a disintermediare il modello di vendita tramite il contratto di concessione in favore di quello di Agenzia, lasciando a carico dell’agente gran parte degli oneri e degli impegni propri della figura del concessionario, ma privando quest’ultimo dell’autonomia imprenditoriale il cui cuore è il rapporto con il cliente che rappresenta l’autentico valore di avviamento per una concessionaria.

Federauto, che ha interesse a salvaguardare l’efficienza e l’economicità delle catene distributive di filiera, farà il necessario per evitare che tutte le pressioni generate da un quadro normativo astratto si scarichino sul capo dei concessionari, sugli automobilisti, sull’economia nazionale (con l’interruzione di produzioni o la chiusura di interi siti) e sul bilancio dello Stato che, da un minor numero di vendite di autoveicoli, subirebbe un forte calo del gettito non solo dovuto alla riduzione delle entrate provenienti dalla tassazione diretta e indiretta sulle immatricolazioni di auto nuove, ma anche per la difficoltà di rintracciare i margini tassabili delle aziende multinazionali in favore di Paesi, anche europei, con fiscalità più favorevole.

Pensieri e Parole… scritte: la rassegna stampa di Mario Verna

Pensieri e Parole... scritte: la rassegna stampa di Mario Verna
Giro giro tondo… tutti giù per terra!!!
 
La tempesta automotive non lascia spiragli di cielo. La borsa non dà tregua al ribasso e le stime peggiorano. Intanto i Governi iniziano a preoccuparsi e le soluzioni non ci sono.
 
L’Europa si divide sul 2035 e la Germania, a pezzi nell’economia e nel cuore, non sa che pesci prendere. Dazi sì, ma poi vediamo. Caos…senza idee folgoranti e con parecchi “tafazzismi”.

e … tutti giù per terra!!!

“Service Day”: AsConAuto presente, i giovani al centro del futuro

AsConAuto International: nuova prospettiva internazionale per il service automotive
di Roberto Scarabel, presidente di AsConAuto
 

AsConAuto è impegnata a supportare le officine nella loro crescita, proponendo soluzioni tecnologiche avanzate e percorsi di formazione per stare al passo con le normative e le nuove tecnologie automobilistiche. E il “Service Day”, in programma a Veronafiere il 24 e 25 ottobre, va verso questa direzione e vogliamo contribuire, prendendo ispirazione dalla collaborazione e dal dialogo come concetti fondamentali anche per noi, nella costruzione del service del futuro perché sappiamo che le sfide del settore non riguardano solo la vendita di autovetture, ma l’intero ecosistema del post- vendita.

 

Il payoff della quarta edizione “Generazione Post Vendita” è legato, inoltre, alla nostra volontà di investire per formare i giovani che entreranno nelle nostre aziende e continueremo su questa strada, iniziata già con collaborazioni strategiche come quella con Enaip, e che si concretizzerà con nuovi progetti che vedranno presto la luce.