Norme sulla CO2: la revisione deve garantire la neutralità tecnologica a lungo termine

Norme sulla CO2

di Benjamin Krieger, segretario generale CLEPA

I fornitori del settore automobilistico in Europa sostengono da tempo la neutralità climatica. Tuttavia, l’attuale quadro normativo per ridurre l’impatto climatico della mobilità sembra incontrare i suoi limiti. L’approccio è troppo prescrittivo in termini di tecnologia, in quanto pone restrizioni inutili all’innovazione, minacciando sia la competitività economica dell’industria che la sua capacità di raggiungere gli obiettivi ambientali. Stiamo già assistendo agli effetti della tensione economica sia sui fornitori che sui produttori, con avvertimenti di tagli di posti di lavoro e vendite di veicoli elettrici a rilento.

CLEPA sostiene una revisione sostanziale delle normative guidata dal principio della neutralità tecnologica. Gli obiettivi più severi fissati per il prossimo anno creano una pressione immediata, mentre il divieto del 2035 sui motori a combustione, anche nelle configurazioni ibride avanzate, è bloccato dall’obiettivo di riduzione delle emissioni del 100%. Il percorso per raggiungere questi obiettivi deve essere riesaminato per garantire l’apertura tecnologica e considerare le emissioni durante il ciclo di vita del veicolo. La transizione verso l’elettrificazione deve avere successo, ma avremo bisogno di tutte le tecnologie che riducono le emissioni per raggiungere i nostri obiettivi.

Il raggiungimento degli obiettivi climatici non richiede un’inversione di rotta, ma richiede una posizione sostenuta congiuntamente che garantisca la forza industriale, la protezione dei posti di lavoro e la competitività sul mercato. Oltre alla revisione del regolamento sulle flotte di CO2, dobbiamo migliorare l’accesso ai finanziamenti e ridurre i rischi degli investimenti nell’innovazione verde e digitale, accelerare la diffusione delle infrastrutture di ricarica e rifornimento e garantire lo sviluppo di una solida catena di approvvigionamento di veicoli elettrici in Europa e l’accesso alle materie prime.

Altrettanto cruciale è migliorare la competitività complessiva dell’UE garantendo un approvvigionamento energetico a prezzi accessibili, riducendo gli oneri normativi e garantendo l’accesso ai mercati chiave. Attendiamo con impazienza uno scambio più concreto sul piano d’azione industriale dell’UE per il settore automobilistico, come menzionato nella relazione Draghi e nella lettera di incarico del commissario designato per i Trasporti, Apostolos Tzitzikostas.

La transizione verde è interconnessa con la digitalizzazione e una serie di norme chiare sull’accesso ai dati di un veicolo è fondamentale per promuovere una concorrenza leale nell’aftermarket e nei servizi basati sui dati.

La strada verso una mobilità climaticamente neutra e più intelligente sarà impegnativa, ma con le giuste misure politiche in atto è possibile soddisfare le esigenze ambientali, industriali e sociali. Il prossimo passo è chiaro: i responsabili politici devono intraprendere azioni decisive e impegnarsi con l’industria per garantire un futuro che sostenga sia la sostenibilità che la competitività, volumi sani e forza industriale.

 

Foto da ufficio stampa CLEPA

BYD: Grosso da Stellantis a Country manager Italia del big cinese

BYD: Grosso da Stellantis a Country manager Italia del big cinese

Foto – Alessandro Grosso

BYD, leader mondiale nella produzione di veicoli a nuova energia e di batterie, ha nominato Alessandro Grosso nuovo Country Manager per le autovetture in Italia. Questa decisione strategica sottolinea l’impegno di BYD nel rafforzare la sua presenza in Italia, un importante mercato automobilistico in Europa, proseguendo la sua strategia di localizzazione. Con questa nomina, BYD intende accelerare il passaggio alla mobilità sostenibile in Italia.

Alessandro Grosso è un dirigente di grande esperienza che vanta un solido background nell’industria automobilistica e una comprovata esperienza gestionale, nelle vendite, nel B2B, nella supply chain, nella logistica e nella pianificazione. La sua profonda esperienza nel settore automobilistico è stata determinante per il suo successo nella gestione e nel coordinamento di team interni e partner esterni, guidando la crescita e migliorando l’efficienza operativa in diversi mercati. Ha trascorso oltre 10 anni in Fiat Chrysler, ricoprendo vari ruoli da aprile 2011 a dicembre 2020. Nel gennaio 2021 è entrato a far parte di Stellantis, dove ha ricoperto recentemente il ruolo di Jeep Managing Director per l’Italia e Vice President of Sales Mainstream, supervisionando le vendite dei marchi generalisti di Stellantis. Nel 2020 è stato inserito nella classifica Forbes Top 100 Senior Managers and CEOs in Italia e nel 2023 ha vinto l’European Automotive Rising Stars. 

Stella Li, Executive Vice President di BYD: “La nomina di Alessandro Grosso a Country Manager di BYD Italia segna un passo importante nella nostra strategia di crescita in questo mercato chiave. Il suo ampio background nell’industria automobilistica, insieme alla sua visione innovativa, sarà essenziale per rafforzare il ruolo di BYD come leader della mobilità sostenibile in Italia”.

Alessandro Grosso, Country Manager di BYD Italia, ha dichiarato: “Sono onorato di guidare BYD nel mercato italiano. Si tratta di un marchio ricco di potenzialità per l’intero continente europeo. Porterò la mia esperienza e il mio entusiasmo in tutte le aree di attività dell’azienda, supportato da un team eccezionale di professionisti altamente qualificati. Le auto BYD sono all’avanguardia per tecnologia, design e piacere di guida. Inoltre, in quest’epoca di transizione ecologica, BYD è all’avanguardia con la sua tecnologia ibrida ed elettrica, che funge da punto di riferimento per l’intero settore automobilistico. Ciò evidenzia il forte impegno dell’azienda nei confronti della sostenibilità, del benessere del nostro pianeta e della sua capacità di anticipare le tendenze del mercato che i clienti plasmano ogni giorno”.

 

Foto da ufficio stampa BYD

Kia Italia: Bitti nuovo presidente e CEO

Kia Italia: Bitti nuovo presidente e CEO
Dal 1° ottobre Giuseppe Bitti ricopre il ruolo di presidente e CEO di Kia Italia S.r.l., succedendo a Key Young Choi, che porterà la propria esperienza internazionale in Kia Austria. Bitti vanta una lunga esperienza in ambito automotive, la maggior parte della quale proprio ai vertici del brand coreano, contribuendo già dagli anni ’90 all’arrivo di Kia in Italia e a raccogliere i primi successi.
Dopo una breve esperienza in un’altra azienda, nel 2002 rientra in Kia Motors Italia per ricoprire il ruolo di amministratore delegato e direttore
 generale, diventando poi managing director e COO dal 2011, data in cui Kia Motors Corporation, divenuta Kia Italia S.r.l. nel 2021, ha aperto la propria filiale diretta sul territorio nazionale.
La nomina di Bitti alla guida di Kia Italia S.r.l. testimonia il ruolo di crescita del management italiano all’interno del Gruppo ed è un ulteriore riconoscimento per il lavoro svolto, la dedizione, l’impegno e i risultati raggiunti in questi anni. Il mercato italiano e, in generale, quello europeo, rappresentano un tassello importante per le vendite globali di Kia. La strategia per il futuro è chiara: soddisfare la domanda del mercato, ampliando la propria gamma di modelli di veicoli elettrici con capacità di ricarica ultraveloce per andare incontro alle moderne esigenze di mobilità della clientela italiana,
senza tralasciare l’opportunità di elettrificare i modelli più apprezzati.
A Giuseppe Bitti le congratulazioni di #FORUMAutoMotive che in una delle ultime edizioni lo aveva premiato proprio per la lunga e fattiva militanza ai vertici di Kia Italia, un vero record tra i top manager nel nostro Paese. Avevamo visto giusto. Ed ecco il nuovo importante riconoscimento che corona una magnifica carriera. 
Foto da ufficio stampa KIA

“Pensieri e Parole… scritte”: i consumatori “alla spina” preferiscono la birra

“Pensieri e Parole… scritte”: i consumatori “alla spina” preferiscono la birra
Pronti, partenza, CIAO!!! Auto, poche gioie e più dolori per i costruttori europei, incagliati in una transizione poco credibile.
I consumatori non gradiscono le scelte burocratesi e “alla spina” preferiscono la birra.
Intanto dai tedeschi crescono i segnali oscuri di una crisi, non solo economica e sociale, quanto, piuttosto, di identità.
E, a chi raccontava che il Nuovo Mondo avrebbe portato occupazione e sviluppo, la realtà risponde con stabilimenti in chiusura e gigafactory che non si aprono.
 
La parola “trend-topic” è ALLARME, ma alle sirene che suonano chi dovrebbe intervenire resta pietrificato: cari politici continentali muovetevi! Gli errori, quando si riconoscono, possono diventare opportunità.