Snam Transition Plan: roadmap chiara e credibile verso il Net Zero al 205

ACWA Power con Snam per l’idrogeno verde

Foto – L’amministratore delegato di Snam, Stefano Venier

 

La presidente Monica de Virgiliis e l’amministratore delegato Stefano Venier hanno presentato il primo Transition Plan di Snam, una roadmap trasparente per delineare in maniera definita e sistematica gli obiettivi al 2050, e le relative azioni e risorse per sostenere la transizione energetica del Gruppo e la decarbonizzazione del Paese. Il Transition Plan, approvato dal consiglio di amministrazione, evidenzia l’impegno di Snam per la decarbonizzazione e il miglioramento della biodiversità, in coerenza con la strategia e il profilo di investimenti della società. Il documento sarà costantemente aggiornato per riflettere l’evoluzione del sistema energetico, compresi l’innovazione tecnologica e i risultati ottenuti durante questo percorso.

Il primo Transition Plan di Snam fornisce un set completo di iniziative, metriche e KPI per supportare una transizione credibile verso il Net Zero al 2050″, ha dichiarato l’amministratore delegato Stefano Venier. “Nel complesso percorso verso il Net Zero, questo è il momento giusto per agire attraverso una roadmap di sostenibilità a tutto tondo con un percorso solido e attendibile verso le emissioni Net Zero e un impatto positivo sulla natura. Una quota crescente di finanza sostenibile ci aiuterà a raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione”.

Il documento si basa su scenari energetici a lungo termine che rappresentano l’evoluzione più aggiornata della domanda energetica italiana, in coerenza con quelli sviluppati congiuntamente con l’operatore di trasporto elettrico italiano, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) 2024 e gli scenari europei del settore, come ad esempio quelli elaborati dai gestori di rete continentali (ENTSOs). Questi riferimenti stabiliscono il contesto in cui Snam opererà entro il 2040 estendendo il fronte temporale, per la prima volta, fino al 2050, a completamento del percorso di transizione al Net Zero.

Una valutazione approfondita dei rischi in tutti gli scenari conferma la resilienza del modello di business multi-molecola di Snam, basato principalmente sull’uso e l’esposizione al rischio fisico degli asset lungo l’intero percorso fino al 2050 e oltre: solo l’1% dei gasdotti presenta un rischio di sottoutilizzo fino al 2040 e meno del 10% nel 2050. La regolazione, il ruolo critico degli asset e le opportunità di un loro repurposing, combinate con la posizione dell’Italia al crocevia dei flussi energetici verso l’Europa, supportano la visione di Snam di diventare un operatore paneuropeo multi-molecola nel lungo periodo.

Tutti gli investimenti per lo sviluppo della rete sono sottoposti ad analisi costi-benefici richieste dal regolatore e, in numerosi casi, a una consultazione pubblica per garantire che siano necessari e nell’interesse del sistema. Il percorso di Snam verso il Net Zero si baserà su due pilastri principali: la riduzione delle emissioni e la minimizzazione dell’impatto sulla biodiversità. Come parte della sua strategia climatica, Snam è fermamente impegnata a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2040 (per le emissioni c.d. scope 1 e 2) e il Net Zero per tutte le emissioni, incluso lo scope 3, entro il 2050.

Le emissioni di CO2 sono già diminuite del 10% rispetto al 2022, mentre per il 2024 si prevede una riduzione di circa il 20%; coerentemente con questo percorso, Snam si impegna a raggiungere il -25% entro il 2027, il -40% entro il 2030 e il -50% entro il 2032. Anche la riduzione delle emissioni di metano rappresenta una priorità chiave: Snam ha già registrato una riduzione del -57,5% nel 2023 rispetto al 2015 e sta già lavorando sui prossimi obiettivi: -64,5% entro il 2027, -70% entro il 2030 e -72% entro il 2032.

Per quanto riguarda la biodiversità, Snam si impegna a raggiungere la Zero Net Conversion quest’anno e a generare un impatto positivo sulla natura entro il 2027, che prevede il completo ripristino della vegetazione e del paesaggio ex ante combinati con policy definite sulla gestione del territorio, dell’acqua e dei rifiuti.

Snam è inoltre impegnata nella decarbonizzazione del sistema energetico, facendo leva sul ruolo chiave nello sviluppo delle attività di transizione: biometano, idrogeno, cattura e stoccaggio del carbonio ed efficienza energetica. Questi sforzi sono supportati da un solido programma di investimenti di 26 miliardi di euro per il periodo 2023-2032. La prima parte dal 2023 al 2027, con 11,5 miliardi di euro (al netto dei finanziamenti pubblici), è focalizzata sul mantenimento dell’affidabilità e della resilienza degli asset a livello mondiale, combinata con la contemporanea riduzione della loro impronta di carbonio. Nel lungo periodo (2028-2032), le opportunità di investimento complessive saranno pari a 14,5 miliardi di euro (al netto dei finanziamenti pubblici) per supportare l’evoluzione del sistema energetico, incluso il repurposing delle infrastrutture esistenti verso un sistema multi-molecola. In particolare, lo scale-up della dorsale H2 e il progetto Ravenna CCS, insieme all’accelerazione dello sviluppo delle stazioni di compressione a doppio combustibile, porteranno a un aumento significativo del capex allineato alla tassonomia UE dal 37% (2023-2027) al 52% (2028-2032).

La finanza sostenibile supporterà la più ampia strategia di Snam e gli sforzi di transizione, in linea con gli obiettivi di sostenibilità del Gruppo, passando dal 40% del totale dei finanziamenti impegnati nel 2020 a circa l’80% nel 2023. La quota di finanza sostenibile aumenterà ulteriormente all’85% entro il 2027. Gli strumenti sustainability-linked di Snam adeguano le loro caratteristiche finanziarie a seconda che determinati KPI di Sostenibilità, predefiniti in fase di sottoscrizione, siano raggiunti o meno entro una data stabilita, rafforzando così l’impegno dell’azienda a raggiungere i propri target di decarbonizzazione: oltre il 50% del finanziamento sostenibile oggi è legato agli indicatori di riduzione delle emissioni, a ulteriore conferma del più ampio impegno di Snam in materia di sostenibilità.

Il piano è supportato da un coinvolgimento attivo delle terze parti e da un dialogo continuo con tutti gli stakeholder, sostenuto da una solida supervisione sugli impegni climatici e da un sistema di governance robusto, che dal 2021 incorpora la transizione energetica nello statuto societario e stabilisce, tra le altre cose, una politica di remunerazione coerente con gli obiettivi di sostenibilità, promuovendo un coinvolgimento sistematico degli stakeholder, con particolare riferimento alla comunità finanziaria.

Verso #FORUMAutoMotive: commessi troppi errori, ora bisogna salvare l’Europa dell’auto

1Tavolo #FORUMAutoMotive: quella barra tenuta sempre dritta

Per l’edizione autunnale di #FORUMAutoMotive, la secondo dell’anno, la vigilia è caldissima. I temi che abbiamo posto all’ordine del giorno del 28 ottobre, giornata che sarà interamente occupata dall’evento, sono incandescenti.

L’avanzata cinese in Europa vista, però, come opportunità economica e occupazionale; il faccia a faccia tra chi è pro e chi è contro il Green Deal; la necessità di apportare modifiche all’impalcatura delle regole di decarbonizzazione del settore automotive che, come varate dal precedente esecutivo UE, stanno mettendo in ginocchio il comparto e portano alla deindustrializzazione. Temi che saranno anche commentati nel messaggio che il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rivolgerà ai partecipanti.

E proprio su questi argomenti, dopo i confronti che chiuderanno la mattinata, sì svolgerà l’attesa Automotive Eurotribuna Politica del pomeriggio che sarà aperta dall’intervento in diretta del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

Insieme a una rappresentanza di eurodeputati italiani dei vari schieramenti saranno presenti, come da tradizione, i vertici delle associazioni automotive del Paese. Il botta e risposta che ne scaturirà, con le richieste di chiarimenti e azioni urgenti per assicurare la competitività all’industria automotive europea, animeranno la giornata. In gioco ci sono migliaia e migliaia di posti di lavoro e dal comparto sono già pervenute allarmanti notizie di chiusure di impianti e tagli di personale.

#FORUMAutoMotive, che si è sempre battuto contro le applicazioni di norma viziate da ideologie e interessi politici, per primo, già anni fa, aveva dato l’allarme sui prevedibili danni che il Green Deal, come varato, avrebbe causato all’economia e al settore in questione.

Troppe sottovalutazioni (incluso il potenziale dei competitor cinesi) eccessivi entusiasmi, voglia di riscatto delle aziende dopo il Dieselgate e una politica ideologica sposata anche dalla maggior parte dei costruttori che hanno investito e programmato risorse per miliardi, hanno portato l’Unione Europea alla situazione drammatica in cui ci si trova. Tutte decisioni prese ignorando colpevolmente le esigenze del mercato, fattore chiave.

E ora, quando si è praticamente arrivati al limite del punto di non ritorno, ecco verificarsi passi indietro, ripensamenti e prese di coscienza dei rischi. Ma c’è anche chi, pur di non ammettere errori strategici, insiste sulla via intrapresa.

Come sempre, #FORUMAutoMotive cercherà di dare il suo contributo fattivo, dando voce a chi è direttamente interessato e coinvolto nella questione. Il tutto alla luce del sole e privilegiando, come facciamo da sempre, il buon senso e la realtà dei fatti.

Appuntamento, dunque, a lunedì 28 ottobre dalle 9 nello spazio congressi dell’Hotel Enterprise di Milano, in corso Sempione. Sulla nostra pagina Facebook l’intera giornata sarà trasmessa in diretta.

Auto imprescindibile per l’80% dei giovani: sguardo sul futuro della mobilità

Auto imprescindibile per l'80% dei giovani: sguardo sul futuro della mobilità

Nonostante i cambiamenti in corso nel settore della mobilità e l’aumento delle alternative sostenibili, l’auto rimane un punto fermo per le nuove generazioni. Lo conferma l’edizione 2024 dell’Osservatorio Cetelem, che ha analizzato le abitudini e le aspettative degli automobilisti in 14 Paesi, rivelando che l’80% dei giovani è fortemente legato alla propria vettura, una cifra che in Cina raggiunge addirittura il 97%. Un dato nettamente superiore rispetto a quello degli over 50, tra cui solo il 70% esprime lo stesso livello di attaccamento.

Fiducia e aspettative
La ricerca dimostra come i giovani vedano un futuro positivo per l’auto. Circa il 47% degli intervistati tra i 18 e i 29 anni ritiene che l’auto avrà un ruolo sempre più rilevante nei prossimi anni, mentre il 33% prevede che la sua importanza rimarrà invariata. Questo dato segna un’inversione rispetto al 2011, quando solo il 29% dei giovani credeva che il ruolo dell’auto sarebbe cresciuto, mentre il 45% prevedeva una stabilità del settore.

Federico Rossi, analista di mobilità sostenibile, spiega: “I giovani non solo continuano a vedere l’auto come un mezzo essenziale, ma sono anche aperti al cambiamento, specialmente verso soluzioni più rispettose dell’ambiente”. È proprio questa propensione all’innovazione che sta delineando il futuro del mercato automobilistico, con un interesse crescente verso le auto elettriche.

 

Elettriche: tra progresso e sostenibilità
La transizione verso i veicoli elettrici è un altro aspetto rilevante emerso dallo studio. La metà dei giovani intervistati considera l’auto elettrica sinonimo di progresso e rispetto per l’ambiente. Il 63% degli under 30 ritiene che le motorizzazioni elettriche sostituiranno definitivamente i motori a combustione interna, un’opinione condivisa solo dal 47% degli over 50. Questi dati indicano un’accettazione più ampia della tecnologia elettrica tra le nuove generazioni, che vedono nei veicoli elettrici non solo un’evoluzione necessaria, ma anche un’opportunità per ridurre l’impatto ambientale.

Nonostante questa visione positiva, una parte dei giovani (39%) rimane contraria al divieto dell’Unione Europea di vendere auto con motore a combustione a partire dal 2035. Anche in questo caso, la differenza generazionale è marcata: il 46% degli over 50 si oppone a questa misura, mostrando una maggiore resistenza al cambiamento.

 

Cina: un mercato di riferimento per l’auto
È interessante notare come il legame con l’auto sia particolarmente forte in Cina, dove il 97% dei giovani dichiara di essere affezionato al proprio veicolo. Questo dato riflette il boom economico e la crescita del mercato automobilistico nel Paese, che ha visto un’impennata nella domanda di auto private negli ultimi decenni. “La Cina rappresenta oggi un mercato chiave per il settore automobilistico globale – afferma Marco Bianchi, esperto di mercati emergenti – ed è evidente come i giovani cinesi vedano l’auto non solo come uno strumento di mobilità, ma anche come simbolo di status e progresso”.

 

Il rapporto tra auto e cambiamento climatico
La relazione tra i giovani e l’auto non è priva di contraddizioni. Da un lato, il 44% dei giovani crede che l’auto sia uno dei principali responsabili del cambiamento climatico, rispetto al 30% degli over 50. Dall’altro, solo il 4% rifiuta l’idea di possedere un’auto per ragioni legate all’inquinamento. Questo dimostra come, sebbene i giovani siano consapevoli dell’impatto ambientale dei veicoli, continuino a considerare l’auto indispensabile.

Le Case automobilistiche, secondo il 50% dei giovani intervistati, stanno compiendo sforzi adeguati per rendere i veicoli più ecologici. Tuttavia, il dibattito sulla sostenibilità rimane aperto, soprattutto in Paesi come Francia e Germania, dove lo scetticismo sui benefici delle auto elettriche è ancora diffuso.

 

Mobilità alternativa: l’ascesa del car sharing
Parallelamente all’affezione per l’auto, cresce anche l’adozione di soluzioni di mobilità condivisa, come il car sharing e l’uso della bicicletta. Il 69% dei giovani utilizza la bicicletta, rispetto al 52% degli over 50, mentre il 56% fa ricorso al car sharing, una pratica in netto aumento rispetto al 30% registrato nel 2011. Questi dati dimostrano come le nuove generazioni siano sempre più disposte a integrare diverse soluzioni di mobilità, dimostrando una certa flessibilità nell’adattarsi a un modello di trasporto più sostenibile.


Conclusioni: il futuro della mobilità giovanile
Il futuro della mobilità è chiaramente segnato dall’attenzione dei giovani verso l’ambiente e le nuove tecnologie. L’auto continua a essere un simbolo di indipendenza e progresso, ma si sta trasformando in un mezzo sempre più sostenibile, grazie all’evoluzione verso l’elettrico e alla diffusione di soluzioni di mobilità condivisa. Se i giovani continueranno a giocare un ruolo chiave in questo cambiamento, sarà fondamentale per il settore automobilistico adattarsi rapidamente a queste nuove esigenze.

 

Foto di Andrew Pons su Unsplash 

Contano le doti o la provenienza?

Contano le doti o la provenienza?

di Ferdinando Restelli (l’editoriale del magazine “Insella”)

 

Da quando il mondo digitale è entrato nelle nostre vite (e in redazione), si ripete ogni giorno la stessa storia. Arriva una nuova moto, la presentiamo sul sito e sui canali social e zac! iniziano le discussioni. I temi? Sempre gli stessi. Se si tratta di un marchio “premium”, soprattutto se europeo, arrivano i fan del marchio che applaudono qualsiasi cosa di quella moto, anche i difetti, e quelli che odiano lo stesso marchio e criticano anche i suoi pregi. Con le giapponesile discussioni vanno sul razionale: spuntano dal nulla schiere di “ingegneri” (veri o mancati che siano) che spiegano la tecnica e fanno post infiniti per sostenere o per critica- re ciò di cui si parla.

Con gli scooter i toni si fanno più accesi: a fronte di una stragrande maggioranza “silenziosa” che legge, osserva, apprezza (con i like) e chiede educatamente info, ci sono sempre i rompiscatole che non amano questi mezzi e lo fanno sapere in modo rumoroso. Ma quando arrivano le moto e gli scooter orientali, e in particolare cinesi, apriti cielo! I leoni da tastiera si scatenano: le analisi (a distanza) sulle soluzioni tecniche e sulla qualità dei materiali si sprecano, inframmezzate da esperienze personali o di famiglia (“a mio cuggino…”) e da valutazioni socio-politiche (“ci rubano il lavoro”, “la crisi è colpa loro”, ecc) che raramente tengono conto della realtà delle aziende occidentali in genere ed europee in particolare.

Ma i numeri non mentono: mentre questi commenti pieni di odio sono in genere qualche decina, al massimo un centinaio, le visualizzazioni totali si contano a centinaia di migliaia, dimostrando l’interesse vero per questi prodotti che dopo inizi a volte deludenti (nessuno nega la scarsa qualità di alcuni pro-

dotti arrivati da noi 10-15 anni fa) ora offrono un rapporto qualità/prezzo molto interessante. 

 

La cinese CFmoto 450MT e l’indiana Royal Enfiedl Himalayan 450 che abbiamo messo a confronto hanno superato con risultati brillanti l’analisi dei nostri tester e del nostro centro prove, diventando il simbolo del numero di “Insella” dedicato interamente alle moto di valore e dal prezzo abbordabile. Moto di ogni genere e per tutti i gusti: dalla custom “importante” SWM StormBreaker 1200 alla retrò media QJ Motor SRV 550, dalla naked sportiva per patenti A2 KTM 390 Duke alla enduro Beta RR 300 X-Pro, senza dimenticare lo scooter per eccellenza, la Vespa Sprint 125 S e la piccola elettrica off-road NIU XQi3

 

Una sola moto supera (di poco) il muro dei 10.000 euro: la Honda CBR 650 R E-Clutch. Una moto importante perché introduce il tema delle moto “automatiche”: scommettiamo che saranno loro le protagoniste delle prossime discussioni al calor bianco sui nostri social? Stavolta i cinesi non sono coinvolti: sono in gioco marchi noti e prestigiosi. Dopo la frizione elettronica di Honda arriveranno a brevissimo la Yamaha MT-09 Y-AMT automatica e poi le 

BMW R 1300 GS e Adventure con cambio elettroassistito ASA. Volete saperne di più? Vi aspettiamo nel nostro sito, nelle nostre pagine social… e sul magazine “Insella del prossimo mese! 

“Pensieri e parole… scritte”: la rassegna stampa di Mario Verna

"Pensieri e parole... scritte": la rassegna stampa di Mario Verna
Mario Verna, manager automotive, ha identificato con quattro termini, riportati in maiuscolo, lo stato dell’arte da allarme rosso in cui si trova il settore automotive. Mercato, costruttori, politica, sindacati: mai tanto dibattito sull’auto.  Deserto di clienti, ancora troppo indietro rispetto al 2019, dopo il Covid nessun rimbalzo e il -20% sembra diventato strutturale, PREOCCUPAZIONE.
 
Green, sempre più “al verde” la politica industriale europea, lontana dalla leadership storica e in crisi di identità, CONFUSIONE.

Ottobre, caldo come sempre, ma stavolta l’auto è protagonista quasi assoluta, AGITAZIONE. Parigi val bene una dichiarazione, botte e risposte, ma è il salone… ESIBIZIONE. Intanto il tempo passa… TIC TAC… ANSIA

“Auto Europa 2024”: le sette finaliste del premio UIGA

UIGA: le 5 finaliste della prima edizione di "Moto Europa 2026"

I soci UIGA, l’Unione Italiana Giornalisti dell’Automotive, coadiuvati da una giuria di 150 Opinion Leader, tra cui il promotore di #FORUMAutoMotive, Pierluigi Bonora, hanno designato le auto che parteciperanno alla fase finale di Auto Europa 2025, giunta alla trentanovesima edizione.

Il conto alla rovescia per la due giorni della premiazione corre veloce. Il 21 e 22 ottobre 2024, infatti, le sette finaliste si contenderanno l’assegnazione dell’importante riconoscimento nella sede di Bosch Italia, a Milano, grazie ai voti dei giornalisti specializzati che compongono l’associazione, della giuria formata dagli opinion leader e dal pubblico, che potrà esprimere il proprio parere e votare collegandosi al link – già attivo – www.premioautoeuropa.it

 

Alfa Romeo Junior

L’Alfa Romeo Junior è una crossover compatta, con un’anima sportiva tipica del marchio italiano. È lunga 417 cm, offre una abitabilità soddisfacente e un bel bagagliaio. Viene proposta con motore a benzina mild hybrid da 1,2 litri, capace di erogare 136 CV, ma ci sono anche versioni totalmente elettriche, come la Junior Speciale da 156 CV. La Junior Veloce, la più potente, da 280 CV, percorre lo 0-100 km/h in 5,9 secondi. L’integrazione dell’assistente virtuale “Hey Alfa” basato su intelligenza artificiale, offre un supporto vocale utile durante il viaggio, facilitando l’interazione con il sistema e migliorando l’esperienza di guida.

Bmw X2 – iX2

La nuova Bmw X2 è una Suv compatta premium, che ora raggiunge una lunghezza di 455 cm, 19 in più della versione precedente.  È disponibile con propulsori a benzina, a gasolio e mild hybrid, con ordini di cavalleria abbastanza trasversali: dai 150 della sDrive 18d a gasolio ai 300 della M35i benzina pura. Le varianti totalmente elettriche, iX2, sono disponibili in due livelli di potenza: 277 e 313 cavalli, a due e a quattro ruote motrici. Sulle nuove X2 e iX2 il grande Curved Display e l’Operating System Bmw 9 permettono di gestire facilmente musica, navigazione e impostazioni del veicolo e la funzione AirConsole Gaming trasforma l’auto in una console da gioco.

 

 

Dacia Duster

Lunga sempre 434 cm, la Dacia Duster, decisamente moderna fuori e dentro, continua a essere una delle Suv più economiche sul mercato. La nuova generazione segna l’arrivo delle motorizzazioni Mild Hybrid 130 CV, e Full Hybrid, 140 CV, derivate dalle E-Tech, tecnologia sviluppata della Renault. Sono accompagnate dalla gettonatissima variante a Gpl da 100 CV. La gamma prevede trazione anteriore o 4×4, cambio manuale o robotizzato. Il nuovo sistema multimediale Dacia Media Nav Live offre una intuitiva esperienza di guida connessa e interattiva. Con un touchscreen da dieci pollici, garantisce l’accesso a mappe aggiornate, traffico in tempo reale e servizi connessi.

 

 

Lancia Ypsilon

Una compatta di carattere, lunga 408 cm, 24 in più della generazione precedente, e la prima Lancia elettrica. In questa versione vanta un propulsore da 156 cavalli e una batteria da 51 kWh. L’altra motorizzazione è la mild hybrid 48 Volt a benzina, motore tre cilindri, 1200 cc, da 100 CV. “Sala” è invece l’acronimo di una tecnologia innovativa sviluppata da Stellantis, che offre un’esperienza multisensoriale coinvolgente, combinando suono, aria e luce per migliorare il comfort a bordo. Nuova Ypsilon, dotata di guida autonoma di Livello 2, è completamente connessa, compatibile con Android Auto e Apple CarPlay senza fili, per un’integrazione fluida dello smartphone.

 

 

Maserati Grecale Folgore

Grecale Folgore, elettrica, lunga 486 cm, garantisce un’esperienza ogni giorno eccezionale. Basta leggere che il motore eroga 558 CV e che lo 0-100 km/h si fa in quattro secondi per capire che Grecale è davvero una Folgore. L’autonomia, se si guida senza strafare, può superare i 500 km. Con l’App Maserati Charge, realizzata con Bosch, si può accedere a una rete di ricarica con 650mila punti in Europa e si predispone la ricarica in modo da passare dal 20 all’80% in soli 29 minuti. Con Alexa Home to Vehicle, da casa si gestiscono il blocco delle porte o l’invio di destinazioni al navigatore.

 

Mini Countryman

La nuova Countryman sfoggia lo stile Mini in misure da crossover. È lunga 444 cm, più 19 rispetto alla versione precedente. La versione John Cooper Works ALL4 a benzina, da 300 CV, è quella preferita dai piedi pesanti. Ad affiancarla le versioni mild hybrid da 170 e 219 CV e il risparmioso modello a gasolio da 163 CV. La gamma elettrica può essere a due ruote motrici, motore da 204 CV e 250 Nm, oppure 4×4, motore da 313 CV e 494 Nm. Il display centrale Oled, caratterizzato da un design rotondo ad alta risoluzione, è il fulcro dell’abitacolo e offre numerose funzioni intuitive. Nella parte inferiore, è possibile accedere rapidamente a modalità di navigazione, media, telefono e climatizzazione.

 

 

Toyota C-HR

La nuova generazione continua a essere una crossover coupé con una forma che non passa inosservata. Il gruppo propulsore full hybrid combina un motore benzina da 1,8 litri o 2 litri con uno elettrico, per una potenza complessiva tra 140 e 197 CV Grazie a una batteria più grande, che può essere ricaricata anche con il cavo, la C-HR ibrida plug-in offre 70 km di guida in modalità elettrica. La potenza combinata è di 223 CV, lo 0-100 km/h si fa in 7,4 secondi e la CO2 emessa ogni km è pari a 19 grammi. L’app MyT sblocca e avvia l’auto dallo smartphone, mentre la funzione parcheggio consente le manovre da remoto.

Più flessibilità da Bruxelles: ma le ambizioni restino

“Pacchetto Automotive”: serve un'azione urgente sulla flessibilità per auto e furgoni
di Sigrid de Vries, direttore generale di ACEA
(dall’intervista rilasciata a “Open”)
 

L’industria europea dell’automobile si trova nel bel mezzo di un passaggio epocale. La transizione dal motore endotermico ai veicoli a batteria costringe le aziende del settore a rimodulare la propria strategia industriale, la progettazione dei prodotti e, non da ultimo, tutta la catena di fornitura. C’è da fare i conti però con la crisi climatica. E così anche i trasporti, che in Europa sono responsabili di una fetta tutt’altro che trascurabile delle emissioni di anidride carbonica, sono chiamati a fare la propria parte.
 
L’obiettivo è stato fissato: smettere di produrre nuove auto a benzina e Diesel a partire dal 2035, così da poter arrivare alle zero emissioni nette entro metà secolo. C’è solo un problema: a differenza di quanto avviene con le rinnovabili (o con altre tecnologie verdi), le auto elettriche faticano a sfondare. Contro ogni aspettativa, quest’anno vedremo un calo nelle vendite di veicoli elettrici. Serve più flessibilità nelle regole europee.

Noi chiediamo alle istituzioni di supportarci in questa trasformazione verso le emissioni zero. I produttori di automobili vogliono che funzioni, ma vedono anche che le cose non stanno andando nella giusta direzione. Contro ogni aspettativa, ciò a cui assistiamo quest’anno è un rallentamento delle vendite di veicoli elettrici, proprio in un momento in cui avremmo bisogno di una forte accelerazione. Gli early adopters di questa nuova tecnologia, ossia le persone che vogliono guidare l’elettrico e che possono permetterselo, hanno già fatto il passaggio. Ora dobbiamo rivolgerci a un gruppo molto più ampio di persone.

I produttori hanno fatto il loro lavoro. Hanno progettato e stanno producendo veicoli elettrici, ma la domanda del mercato è in ritardo. E questo significa che l’anno prossimo, nel 2025, i produttori dovranno pagare multe sproporzionate per non aver rispettato gli obiettivi europei sulle emissioni. In questo momento di difficoltà preferirebbero usare tutti i fondi che hanno per investire nell’elettrificazione, non per pagare multe. Se non c’è mercato, non c’è modo di raggiungere quegli obiettivi. O le Case automobilistiche riducono i prezzi, intaccando i ricavi in modo non sostenibile. Oppure devono produrre meno veicoli, il che significa perdere quote di mercato. Per questo abbiamo chiesto ai vertici europei di anticipare dal 2026 al 2025 la revisione del regolamento.

L’Italia dimostra di aver capito che c’è un problema reale e che va affrontato. Penso che sia davvero utile che Paesi come il vostro prendano iniziativa e cerchino di formare una coalizione in Europa. L’industria automobilistica è essenziale, quindi confrontiamoci sulle soluzioni e troviamo la ricetta giusta per andare avanti. Solo anticipando la revisione del regolamento possiamo affrontare alcuni difetti fondamentali di questa legge».

Abbiamo bisogno di più incentivi all’acquisto o di altre misure di stimolo del mercato, così da spingere le persone ad abbracciare questa trasformazione. Dobbiamo guardare a un tipo diverso di cliente: non più quello impaziente e ricco, ma tutti quanti. Noi crediamo nel regolamento europeo, ma per come è impostato ora non ci sono le condizioni per raggiungere gli obiettivi. È a questo che serve anticipare la revisione delle regole: imparare da ciò che è accaduto negli ultimi anni e magari anche da cosa si sta facendo in altre parti del mondo.

Quadricicli in Italia: primi 9 mesi in crescita

Quadricicli in Italia: primi 9 mesi in crescita
Foto: AIXAM City Gto
Il mercato dei quadricicli in Italia ha mostrato una robusta crescita nei primi nove mesi del 2024, con un incremento complessivo delle immatricolazioni del 28,68% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questa tendenza positiva ha portato a un totale sul 2024 di oltre 15.000 unità immatricolate, segnando un passo significativo verso l’adozione di veicoli più compatti per le esigenze urbane, ma anche verso una adoption maggiore di veicoli elettrici.
Le immatricolazioni del BEV crescono infatti del +48,85% rispetto al 2023, oltre 3.000 unità, mentre il comparto ICE rimane pressoché stabile. In termini di canali di vendita, oltre quello dei privati che la fa da padrone con oltre l’85% di market share, il canale fleet e delle auto-immatricolazioni sono quelli con crescita maggiore del mercato, chiaro segnale della comparsa di politiche del mercato autovetture anche nel comparto quadricicli.
“La continua espansione del mercato dei quadricicli elettrici fa ben sperare, soprattutto a chi abita in città, nell’arrivo di una concorrenza capace di proporre prezzi ragionevoli per contenuti e autonomia più in linea con le esigenze dei Clienti che scendono da un’autovettura”, commenta Francesco Farris, Business e Project Manager di Dataforce Italia. “La partita si gioca sulla ricerca dell’ottimo tra rata mensile sui 100€/mese, autonomia su misura anche per la platea sprovvista di ricarica casalinga e contenuti di comfort e sicurezza più maggiori. Attendiamo il 2025 speranzosi”.
Foto da ufficio stampa AIXAM

Autodromo di Imola: test notturni per una nuova sicurezza stradale

Autodromo di Imola

L’Autodromo Internazionale “Enzo e Dino Ferrari” di Imola continua ad affermarsi come un punto di riferimento nel settore della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile. Nella notte tra il 3 e il 4 settembre 2024, l’autodromo ha ospitato una serie di test sperimentali notturni, nell’ambito del progetto CCAM Connected Networks and Smart Infrastructure, parte dello Spoke 7 del MOST – Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile.

Questi test, condotti in collaborazione con il Dipartimento DICAM dell’Università di Bologna e Movyon, il polo tecnologico del Gruppo Autostrade per l’Italia, hanno come obiettivo principale l’ottimizzazione della sicurezza stradale attraverso la valutazione della leggibilità e visibilità dei segnali stradali verticali. La particolarità di questa sperimentazione è che si svolgerà in condizioni notturne senza illuminazione stradale, un contesto realistico per capire come le tecnologie innovative possono migliorare l’esperienza dei conducenti in situazioni difficili.

La sperimentazione: un laboratorio a cielo aperto

Il sindaco di Imola, Marco Panieri, ha sottolineato l’importanza di queste attività per il territorio: “Imola è orgogliosa di ospitare queste sperimentazioni. Abbiamo dimostrato grande interesse per iniziative come queste, che rafforzano il nostro percorso di sviluppo tecnologico e di sostenibilità attraverso il progetto Imola Living Lab“.

La sperimentazione prevede la partecipazione di 20 conducenti, che guideranno un veicolo lungo un tracciato appositamente studiato, caratterizzato da segnali stradali verticali di diverso tipo, vari livelli di retroriflettanza e condizioni di manutenzione. I risultati dei test saranno utilizzati per migliorare l’efficacia e la sicurezza dei segnali stradali nelle condizioni più critiche.

Un aspetto cruciale del progetto riguarda l’impatto acusti. Grazie ai dati raccolti durante test precedenti, è stato possibile garantire che l’autodromo rimanga entro i limiti stabiliti dalla zonizzazione acustica comunale, dimostrando l’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità anche durante le attività sperimentali.

Centro di innovazione
Non è la prima volta che l’autodromo di Imola viene utilizzato come centro di sperimentazione tecnologica. Dal 2021, con la strategia di polifunzionalità, l’impianto si è trasformato in un vero e proprio laboratorio per la mobilità sostenibile e la sicurezza stradale.

“L’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari si conferma come un centro di eccellenza per l’innovazione tecnologica”, ha dichiarato Gian Carlo Minardi, Presidente di Formula Imola. “Queste iniziative sono fondamentali non solo per la sicurezza stradale, ma anche per la mobilità sostenibile, due pilastri della nostra missione per il futuro”.

L’impatto sociale di queste ricerche è evidente: migliorare la sicurezza stradale e promuovere tecnologie sostenibili sono due ambiti cruciali per lo sviluppo delle infrastrutture di mobilità del futuro. L’autodromo si colloca così come un esempio di sinergia territoriale, grazie alla collaborazione con il Comune di Imola, il Consorzio territoriale Con.Ami, la Regione Emilia-Romagna, e partner accademici come l’Università di Bologna.

Foto da archivio Lulop

Salone di Parigi 2024: sfilza di anteprime e novità del mondo dell’auto

Salone di Parigi 2024

di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)

In questi giorni gli occhi degli appassionati di auto sono rivolti al Salone dell’Auto di Parigi 2024, la kermesse automobilistica all’ombra della Tour Eiffel che si svolge dal 14 al 20 ottobre. Nonostante le non poche difficoltà che il mondo automotive sta attraverso in questo complicato periodo storico, alla manifestazione parigina prendono parte diversi dei principali costruttori, da Stellantis a Renault fino ad arrivare agli emergenti marchi cinesi.

Tra evocazioni del passato e futuristici prototipi

Diverse le anteprime svelate al Salone di Parigi 2024. Tra quelle che suscitano maggiore curiosità c’è la nuova Renault R4 che accende la nostalgia degli appassionati attraverso l’evocazione di un modello storico del passato reinterpretato in chiave moderna con le forme da crossover urbano. Rimanendo in casa Renault ma passando al marchio Alpine, a Parigi debutta anche la Alpenglow Hy4, prototipo a idrogeno potente e innovativo, affiancata dal concept A390_β che prefigura la futura fastback sportiva del brand francese.

Tra le altre novità che presenziano il Salone di Parigi 2024 ci sono l’aggiornata Alfa Romeo Tonale, l’Alfa Romeo Junior Speciale ibrida, l’Audi Q6 e-tron Sportback, le nuove Citroen C4 e C4 X, il concept Citroen C5 Aircross, la Dacia Bigster, la nuova Ford Capri, la Kia Sportage PHEV, la Peugeot E-408, le MINI tre porte e Aceman elettriche in versione John Cooper Works, la Skoda Elroq e la Microlino Spiaggina.

L’offensiva cinese

Sostanziosa poi la presenza delle Case automobilistiche cinesi, a partire da Leapmotor, il brand partner di Stellantis, che a Parigi ha mostrato per la prima volta il SUV B10, terzo modello destinato al mercato europeo dopo la city-car T03 e il SUV C10. Significativa anche la presenza di BYD che a Parigi presenta il nuovo SUV Sealion 7 e mostra al pubblico europeo il maxi-SUV per il fuoristrada Yangwang U8 da 1.200 CV. A completare la gamma di novità provenienti dalla Cina ci sono poi la Forthing Xinghai S7, l’hypercar elettrica Hyper SSR di GAC e la Xpeng P7+ che punta tutto sull’integrazione delle tecnologie di intelligenza artificiale nel veicolo.

Foto di Lorenzo Bellini (Motorionline)