Rally: in luglio lo “Stage Navigatori ACI Sport

Rally: in luglio lo “Stage Navigatori ACI Sport

La Scuola Federale ACI Sport “Michele Alboreto” è pronta a lanciare una nuova iniziativa dedicata alla formazione e alla valorizzazione dei navigatori nel rallismo tricolore. Da martedì 9 a giovedì 11 luglio si svolgerà l’edizione pilota dello “Stage Navigatori ACI Sport”, un programma inedito inserito nel Progetto Giovani dell’Automobile Club d’Italia che punta a creare professionisti del motorsport con un’istruzione specializzata nel ruolo del co-pilota. L’Università dell’Automobilismo quindi, forte di oltre 40 anni d’attività dedicata alla formazione delle diverse figure del motorsport, dopo aver curato il ruolo dei navigatori nei rally durante alcune attività come il Supercorso o la Junior Academy, arricchisce ora la propria offerta didattica con un corso specifico per i secondi conduttori.

La prima edizione si svolgerà dal 9 all’11 luglio presso la Tenuta del Ciocco, a Barga in provincia di Lucca, luogo celebre nell’ambiente rallistico poiché ospita il Rally Il Ciocco e Valle del Serchio, da decenni tappa d’apertura del Campionato Italiano Assoluto Rally. L’opportunità verrà aperta ad un massimo di 30 iscritti, selezionati attraverso le candidature inviate. Gli allievi avranno la possibilità di confrontarsi con dei maestri d’eccezione quali gli Istruttori Federali Lorenzo Granai, Piero Longhi e Simone Scattolin, navigatori e pilota di grande esperienza, già nel “copro docenti” e tutor all’interno delle principali attività federali nel settore rally.

All’interno del corso ci sarà spazio sia per la teoria sia per la pratica, attraverso l’uso di vetture stradali, su parte delle prove speciali comprese nel percorso del Ciocco. In caso di necessità, quest’attività sarà valida per il rilascio della prima licenza Naz. D. Il percorso di crescita però non si limita solamente al corso, poiché ai navigatori meritevoli potrebbe essere offerta l’opportunità di proseguire l’attività sportiva all’interno dei programmi federali.

La partecipazione a questa 1^ edizione della “Stage Navigatori ACI Sport” avrà un costo di 400 euro, e verrà confermata al raggiungimento del numero minimo di 15 pre-iscrizioni raccolte.

L’auto in Europa: noleggio e flotte lanciano il mercato

L'auto in Europa: aprile con una forte "scossa"

di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor

 

Buon inizio del 2024 per il mercato dell’auto dell’Europa Occidentale (UE+EFTA+UK). In gennaio le immatricolazioni nell’area sono ancora lontane dai livelli ante-crisi (-17,2% su gennaio 2019), ma hanno toccato quota 1.015.381 con una crescita dell’11,5% su gennaio 2023. In quasi tutti i Paesi dell’area la domanda è stata sostenuta soprattutto dagli acquisti delle flotte aziendali, delle società di noleggio a lungo termine e dagli acquisti di auto elettriche agevolati da generosi incentivi. In gennaio le immatricolazioni di auto elettriche pure (BEV) sono state 120.926 con una crescita del 29,3% su gennaio 2023 ed una quota di mercato dell’11,9% che è significativa, ma comunque inferiore a quella registrata nell’intero 2023 che è stata del 15,7%.

In tutta l’area sono però in sofferenza gli acquisti dei privati che risentono fortemente degli aumenti di prezzi degli ultimi anni. Questa situazione spiega, in parte, la forte crescita del noleggio a lungo termine, che è una formula nata per le flotte aziendali, che si sta però estendendo rapidamente anche ai privati. Il noleggio a lungo termine è infatti una soluzione alternativa all’acquisto molto allettante e comoda che, oltre a semplificare la gestione dell’auto, consente, in questa fase di mercato, di diluire nel tempo i forti aumenti dei prezzi delle auto.

Tornando ai dati di gennaio va detto che la crescita non interessa tutti i 31 Paesi dell’area, ma è comunque sostenuta nei principali cinque mercati che assorbono circa il 70% delle immatricolazioni. Il maggiore di questi mercati è quello della Germania che in gennaio ha visto le immatricolazioni crescere del 19,1%. Questo incremento è significativo anche se il confronto si fa con un gennaio 2023 che fu particolarmente “magro” per dinamiche negative innescate dal sistema degli incentivi all’elettrico.

 

Più contenuti, ma degni di nota, sono gli incrementi, sempre in gennaio, degli altri quattro mercati che insieme alla Germania costituiscono il gruppo dei “cinque grandi” dell’area. In Francia le immatricolazioni sono cresciute del 9,2%, nel Regno Unito l’incremento è stato dell’8,2%, mentre in Spagna la crescita è stata del 7,3% e in Italia del 10,6%. Per quanto riguarda la quota delle auto elettriche notevoli differenze vi sono in gennaio tra i principali Paesi. In Germania questa quota è del 10,5%, in Francia del 16,4%, nel Regno Unito del 14,7%, in Spagna del 4,9% e in Italia del 2,1% contro il 4,2% dell’intero 2023.

Il calo della quota in Italia in gennaio è legato essenzialmente alla mancanza di incentivi. Va detto comunque che per l’Italia, come per la Spagna, che hanno redditi pro capite inferiori a quelli dei maggiori Paesi europei, sulle decisioni di acquisto di auto elettriche pesa notevolmente il prezzo elevato di questo tipo di vetture. Questa situazione potrebbe essere in parte superata con un sistema di incentivi generosi ed efficaci. Purtroppo però il sistema di incentivi all’auto elettrica in Italia è stato finora tutt’altro che generoso e sicuramente inefficace.

L’auto in Europa: elettriche e Diesel con la stessa penetrazione

L'auto nel quadrimestre: solo il 12% dell'immatricolato è prodotto in Italia

di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA

Dopo la flessione registrata a dicembre 2023 (-3,8%), il mercato europeo dell’auto torna ad avere segno positivo e apre il nuovo anno con un rialzo a doppia cifra (+11,5%), grazie anche alla poderosa crescita del mercato tedesco.

Nel primo mese del 2024, tutti e cinque i major market (incluso UK) realizzano  performance positive: crescono a doppia cifra la Germania (+19,1%) – che a novembre e  dicembre 2023 aveva registrato una contrazione – e l’Italia (+10,6%), seguite da Francia (+9,2%), Regno Unito (+8,2%) e Spagna (+7,3%). 

A gennaio, le vetture elettriche pure (BEV) e le vetture Diesel registrano la stessa quota  di penetrazione (11,9%). In Italia, invece, l’immatricolato diesel pesa per il 15,4% nel  mese, contro il solo 2,1% delle BEV, segnale del gap che ancora ci separa dagli altri maggiori Paesi europei rispetto alla diffusione delle auto elettriche.

Nel nostro Paese proseguono le attività del Tavolo Sviluppo Automotive, i cui lavori dovrebbero concludersi entro marzo, mese in cui è prevista anche l’effettiva entrata in  vigore del nuovo piano incentivi presentato lo scorso 1° febbraio.

Confidiamo che queste nuove misure di incentivazione, oltre a stimolare la diffusione di  vetture a bassissime e a zero emissioni, possano accelerare i ritmi di svecchiamento del  parco circolante e, a tendere, portarci verso il target di 1,8 milioni di unità  immatricolate all’anno (erano poco più di 1,5 milioni nel 2023), livello fisiologico per un  Paese come l’Italia.

Accanto ai necessari interventi sulla domanda, resta cruciale, per il nostro Paese, il  tema della produzione, con il delicato obiettivo di far risalire i livelli produttivi ad  almeno 1 milione di veicoli leggeri l’anno, in modo da mantenere in buono stato di  salute tutta la filiera, inclusa la componentistica.

 

Auto: vincono qualità, durata, affidabilità e tipo di offerta finanziaria

Auto: vincono qualità, durata, affidabilità e tipo di offerta finanziaria

Qualità del prodotto e convenienza dell’offerta finanziaria per l’acquisto sono i fattori chiave che, insieme alla reputazione del brand sul mercato, determinano le scelte degli italiani alla ricerca della nuova auto. Quasi 3 italiani su 10 non ritengono più necessario l’ingresso in concessionaria per vedere dal vivo e toccare con mano la vettura e si dicono pronti a comprarla su una piattaforma digitale.

Sono queste le principali evidenze che emergono dalla nuova instant survey “Quanto è importante il valore del brand nella scelta dell’auto?”, condotta da Areté (azienda leader nella consulenza strategica) nel mese di gennaio per indagare sul campo le ragioni che guidano le scelte dei consumatori nell’acquisto di un’auto nuova: 9 italiani su 10 evidenziano come sulla decisione pesi la reputazione del brand sul mercato e per questo motivo acquisiscono informazioni sul marchio prima di comprarla.

Il 73% del campione reputa l’offerta finanziaria e la qualità del prodotto i due elementi chiave nella scelta della nuova vettura a testimonianza di come, da una parte, le ragioni economiche di accesso a un bene sempre più costoso siano oggi un elemento centrale di valutazione; dall’altra, il focus principale sul prodotto, più che sulle performance e sull’estetica (come accadeva in passato), oggi si concentri sulla qualità complessiva del bene.

Per 8 italiani su 10, inoltre, un ruolo importante nella scelta della nuova vettura viene giocato anche dalla valutazione del servizio di assistenza successivo alla vendita. I clienti vogliono un’assistenza efficiente e veloce nell’esecuzione dei tagliandi e delle riparazioni.

Ma quali sono i valori chiave che generano maggiore fiducia in un brand? Gli intervistati ne individuano quattro: qualità del prodotto (indicata dal 30% del campione), affidabilità (23%), durata nel tempo (22%), rapporto qualità prezzo (19%).

Che la domanda di auto stia gradualmente cambiando viene certificato anche da un ulteriore dato che emerge dallo studio: 3 intervistati su 10 si dicono pronti nel prossimo futuro a comprare un’auto di qualsiasi segmento su una piattaforma online (come Amazon ad esempio), rinunciando all’ingresso in concessionaria per toccare con mano la vettura, raccogliere maggiori informazioni e avviare in presenza la trattativa con il dealer. L’aspetto più interessante riguarda il dato anagrafico: la propensione al digital non cambia al mutare dell’età degli intervistati e riguarda in modo uguale più e meno giovani.

“La nostra nuova instant survey”, sottolinea Massimo Ghenzer, presidente di Areté, “fa emergere principalmente due dati: la reputazione dei brand automobilistici resta centrale nelle scelte di acquisto da parte degli italiani, nonostante solo la metà dei concessionari comunichi adeguatamente al cliente i valori del marchio; è in significativo aumento la disponibilità dei consumatori, che già oggi nella quotidianità effettuano online il 40% dei propri acquisti, a valutare un processo di compravendita del bene auto interamente digitale. Due elementi, questi, che dovrebbero spingere le Case automobilistiche a ridefinire le proprie strategie per farsi trovare pronti alle sfide del prossimo futuro in un mercato in cui i player cinesi avranno un ruolo sempre più significativo. Ogni marchio ha dei valori distintivi che, se ben rappresentati, possono attrarre il consumatore e fare la differenza”.

Incentivi: unificare verso l’alto il price cape 0-20 e 21-60 g/km di CO2

Appello al Governo: riformare in modo strutturale la fiscalità delle auto aziendali

di Andrea Cardinali, direttore generale di UNRAE

 

Siamo in trepida attesa della pubblicazione del DPCM con il nuovo schema degli incentivi  2024 e del relativo aggiornamento della Piattaforma Invitalia per rendere operativi gli incentivi stessi. I tempi appaiono però ancora lunghi e l’attesa sta generando una paralisi del mercato, confermata anche dai modesti dati sulle immatricolazioni di vetture BEV e PHEV nel  mese di gennaio, che ostacola il percorso di transizione energetica.

Il nuovo schema accoglie alcune richieste dell’UNRAE ma, come più volte sollecitato, per lo sviluppo della mobilità a zero emissioni è fondamentale che il price cap per la fascia 0-20 g/km venga eliminato, o quantomeno innalzato allineandolo a quello  della fascia 21-60 g/km. Ci auguriamo che tale modifica possa essere contenuta nel DPCM che  verrà pubblicato. Per lo stesso motivo, auspichiamo vivamente che in corso d’anno i fondi  residui degli incentivi 2023 vengano interamente allocati sulla prima fascia o sulle prime due.

Per evitare il ripetersi di uno stop & go e del  suo effetto distorsivo sul mercato, è inoltre indispensabile conoscere già oggi quale sia il piano del Governo per il 2025: operatori e consumatori non possono permettersi di scoprire fra un  anno se ci saranno o meno gli incentivi.

Resta comunque urgente e lo diventerebbe ancor più nella  malaugurata ipotesi di interruzione degli incentivi, intervenire sul regime fiscale delle auto  aziendali in uso promiscuo, che da decenni penalizza le imprese italiane di tutti i settori  merceologici rispetto alle loro concorrenti europee. Auspichiamo che tale revisione venga  realizzata attraverso i decreti attuativi della Delega Fiscale, occasione irrinunciabile per  rilanciare un settore che, con il veloce ricambio dei veicoli aziendali, è in grado di accelerare  il rinnovo del parco circolante.

 

Lancia Ypsilon 2024: debutta la nuova era del marchio italiano

Lancia Ypsilon 2024: debutta la nuova era del marchio italiano

di Fabio Cavagnera (Motorionline)

La nuova Lancia Ypsilon è tra noi. Dopo tante indiscrezioni, è iniziata ufficialmente la nuova era del marchio italiano, con la presentazione del rinnovato modello, per ora nell’edizione limitata Cassina. Esclusivamente in versione 100% elettrica e in 1.906 unità numerate, con un’autonomia dichiarata fino a 403 chilometri (WLTP).

Caratteristiche

Si tratta del primo modello ad utilizzare il nuovo linguaggio Pu+Ra design del marchio, con forme morbide ed eleganti, ma con un tocco di sportività, soprattutto nel posteriore, dove si trovano gli iconici fari rotondi full LED, per richiamare la Stratos. C’è anche il nuovo lettering Lancia, realizzata in finitura inox satinata e contraddistinta dal font originale, mentre nel frontale è in nero lucido. La calandra è reinterpretata in chiave moderna, con un’illuminazione futuristica.

Gli interni utilizzano il blu come colore principale in questa edizione limitata. I sedili sono stati realizzati in velluto, con doppia cucitura e motivo a ‘cannelloni’, con la tonalità blu utilizzata anche sul dashboard e negli inserti dei pannelli delle portiere e della plancia. Tanta tecnologia nell’abitacolo, con l’ampio display da 10,25 pollici per il quadro strumenti e lo schermo touchscreen da 10,5 pollici centrale. Quest’ultimo è equipaggiato con il nuovo software S.A.L.A., con Apple CarPlay e Android Auto anche wireless.

Non manca anche tanta sicurezza, visto che la nuova Lancia Ypsilon è l’unico modello del segmento equipaggiato con guida autonoma di livello 2. Attivabile tra i 30 e i 150 km/h, permette di regolare automaticamente la velocità di crociera e la traiettoria, attraverso l’Adaptive Cruise Control e il Lane Centering. Inoltre, include il Traffic Jam Assist con funzione Stop&Go, che in caso di arresto nel traffico garantisce la ripartenza in autonomia per una guida più confortevole.

Alimentazione

La nuova Lancia Ypsilon, al debutto, è solamente 100% elettrica, con il suo motore a zero emissioni da 156 cv e 260 Nm di coppia massima, accoppiato ad una batteria da 51 kWh. L’autonomia dichiarata è di 403 km (WLTP), con una ricarica rapida di 24 minuti (per passare dal 20% all’80%) o di 100 chilometri in 10 minuti.

Prezzo

La Lancia Ypsilon 2024 sarà presto disponibile con un’offerta di lancio da 200 euro al mese e anticipo da 9.800 euro per 3 anni, con Easy Wallbox curata da Free2Move Charge.

Foto archivio Motorionline

Audi Q8: edizione 2024 restyling

Audi Q8: edizione 2024 restyling

a cura di Safe-Drive

Qualche ritocco qua e là, ben studiato, ma senza snaturare l’essenza che ha portato Audi Q8 al successo negli ultimi cinque anni. E’ questo lo spirito con il quale la Casa tedesca ha progettato il restyling della Suv, tutto lusso e premium.

 

Nella gamma dei motori è confermato il 50 TDI, Diesel mild hybrid, da 286 cv, abbinato alla trazione integrale con ripartizione automatica della coppia tra anteriore e posteriore, oltre al cambio automatico Tiptronic a otto rapporti. 

 

Auto usate nel 2023: colori più popolari e frodi chilometriche

Auto usate nel 2023

Sebbene il mercato delle auto usate sia diventato più trasparente nel corso degli anni, c’è ancora un ampio margine di miglioramento. Secondo una ricerca di carVertical, azienda leader nella raccolta dati per il settore automobilistico, la metà delle BMW presenti sulla piattaforma ha subito incidenti. Sono inoltre, un bersaglio assai popolare tra i ladri, con una quota del 17,7%. Nel 2023, il 7,5% di tutti i veicoli controllati sulla piattaforma è stato oggetto di rollback del chilometraggio, per un totale di 7,7 miliardi di chilometri scalati. La Volkswagen Golf è risultata essere l’auto più popolare del 2023, superando la BMW Serie 3.

 

BMW le auto più coinvolte in incidenti

Nel 2023, su carVertical sono stati rilevati 1,78 milioni di danni, rispetto agli 1,4 milioni dell’anno precedente. Il valore più alto per un danneggiamento appartiene a una Lamborghini Huracán ed è stato di ben 250.000 euro. Il totale dei danni subiti dai veicoli oggetto della ricerca ha superato i 4,4 miliardi di euro. Nel 2022 questa cifra ammontava a 5,1 miliardi di euro.

 

Con il 48,4% di tutte le auto controllate sulla piattaforma, BMW è il marchio con il maggior numero di registri di danni. Audi (43,9%), Skoda (43,7%), Dacia (43,5%) e Lexus (42,4%) non sono molto indietro. In media, il 39,3% di tutti i veicoli usati controllati sulla piattaforma sono risultati essere incidentati, suggerendo che le possibilità di acquistare un’auto con una storia poco chiara sono piuttosto alte.

 

Le tedesche premium attirano maggiormente i ladri

L’anno scorso, su carVertical sono stati scoperti molti veicoli rubati. Tuttavia, in Europa, il numero effettivo di furti potrebbe essere addirittura centinaia di volte superiore, poiché le auto rubate raramente arrivano sul mercato dei veicoli usati. Nella maggior parte dei casi vengono smontate e vendute pezzo per pezzo nel mercato nero.

 

Le BMW sono le più desiderate dai ladri, poiché il 17,7% di tutti i veicoli risultati rubati sulla piattaforma appartenevano al produttore tedesco. Anche i modelli Mercedes-Benz (15,3%) e Audi (12%) attirano molto i malintenzionati, suggerendo che i proprietari di veicoli premium dovrebbero essere cauti. Nella top 5 rientrano anche Ford (6,1%) e Volkswagen (5,4%). La maggior parte delle auto rubate è stata prodotta tra il 2016 e il 2019, poiché i veicoli di 5-7 anni sono molto desiderati nel mercato delle auto usate. La maggior parte delle auto rubate è stata prodotta nel 2016 .

 

Un veicolo su 13 ha subito la manomissione del contachilometri

Di tutti i veicoli controllati su carVertical nel 2023, il 7,5% aveva subito una manomissione. Un’auto su 13 aveva il contachilometri manipolato, con conseguente danno economico per l’acquirente, costretto a pagare più del dovuto. In totale, sulla piattaforma sono stati registrati 7,7 miliardi di chilometri falsificati, cifra in leggero aumento rispetto ai 7,4 miliardi dell’anno precedente.

 

Il maggiore rollback chilometrico dell’anno appartiene a una Volvo V70: il suo chilometraggio è stato modificato di ben 450.000 chilometri. Si può solo immaginare quello effettivo prima della manipolazione! Tuttavia, nessuno può battere una Toyota RAV4, che segnava ben 993.000 km sul contachilometri.

 

Alcuni marchi di veicoli sono più suscettibili alle frodi sul chilometraggio. Il 14,3% di tutte le Opel è stato alterato, evidenziando l’importanza di controllare lo storico di un’auto quando si considera l’acquisto di un usato. Opel è seguita da Jeep (12,8%), Land Rover (11,4%), Lexus (10,8%) e Porsche (10,5%).

 

I ripristini del chilometraggio sono più comuni tra le auto più vecchie. Il 13,8% di tutte quelle prodotte nel 1995 aveva il chilometraggio alterato, rendendolo l’anno più rischioso per l’acquisto di un veicolo. La frode sul chilometraggio è comune anche tra le auto prodotte tra il 2012 e il 2016, con tassi di falsificazione intorno all’11%. È possibile manomettere i contachilometri delle auto più recenti grazie a speciali strumenti diagnostici che non necessitano di intervento meccanico.

 

Volkswagen Golf la più controllata nel 2023

Per quanto riguarda i veicoli preferiti dagli utenti della piattaforma, BMW ha conquistato la corona con una quota del 14,7%. Ciò significa che 1 vettura su 7 controllata sulla piattaforma è stata prodotta da questa casa automobilistica. Anche Volkswagen (14,3%), Audi (11,9%), Mercedes-Benz (8,4%) e Ford (5%) sono risultate essere scelte popolari.

 

Il modello più desiderato su carVertical nel 2023 è stata la Volkswagen Golf (oggetto del 4,91% di tutti i controlli storici sulla piattaforma). Anche BMW Serie 3 (4,89%), Volkswagen Passat (3,8%), BMW Serie 5 (3,7%) e Audi A4 (3,5%) sono risultati essere molto diffusi tra gli acquirenti di auto usate.

 

Sebbene gli automobilisti abbiano preferenze diverse riguardo ai colori delle auto, il nero (29,6%), il grigio (26,6%) e il bianco (18,8%) hanno dominato il mercato. La percentuale di colori stravaganti come il verde, il viola o il giallo raramente supera l’1%.

 

Lo studio ha analizzato le informazioni provenienti da 26 Paesi diversi: Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Francia, Spagna, Italia, Belgio, Ungheria, Romania, Lituania, Lettonia, Estonia, Slovacchia, Slovenia, Croazia, Ucraina, Repubblica Ceca, Polonia, Bulgaria, Serbia, Svezia, Svizzera, Danimarca, Finlandia, Australia e Messico. Tutte le cifre menzionate si basano sui dati aggregati dell’azienda.

Foto di Obi – @pixel8propix su Unsplash

Energia e mobilità elettrica: quali innovazioni dobbiamo aspettarci

Energia e mobilità elettrica: quali innovazioni dobbiamo aspettarci

Una sempre maggiore consapevolezza dell’importanza delle comunità energetiche rinnovabili, flessibilità della domanda, sicurezza dei sistemi V2X e ampie prospettive per il futuro: questo e molto altro è emerso dai risultati di un recente sondaggio che Hive Power, azienda pioniera nella fornitura di soluzioni innovative per le reti intelligenti, ha condotto tra le maggiori aziende italiane ed europee nel campo della mobilità elettrica e del settore energetico.

Il sondaggio è stato realizzato durante i diversi appuntamenti di “Clean Energy Club“, il primo luogo di discussione esclusivo a livello europeo creato per riunire decision-maker, leader dell’innovazione e strategist nel settore energetico e della mobilità.

 

Innovazione energetica: cosa aspettarci nel 2024?

Secondo il 38% degli intervistati, il settore su cui la maggior parte delle aziende punterà in questo 2024 è proprio quello della mobilità elettrica, anche se altrettanto importante sarà concentrarsi sui sistemi di accumulo dell’energia e sulla flessibilità (36%). Due temi fondamentali che hanno portato i partecipanti a dover rispondere quindi ad un’altra domanda: chi dovrebbe guidare l’integrazione sostenibile dei veicoli elettrici nei sistemi di rete elettrica? La maggior parte degli intervistati ritiene che un ruolo fondamentale lo abbiano gli aggregatori di servizi energetici (46%), ovvero gli operatori del mercato elettrico che aggregano in un’unica unità virtuale diverse unità di produzione e consumo distribuite; il 26% invece crede che a guidare il processo debbano essere le utility. Tra le sfide più significative, invece, c’è senza dubbio la prontezza del mercato (36%): questo sottolinea l’importanza di un ambiente di mercato favorevole per facilitare l’adozione di tecnologie all’avanguardia, sottolineando la necessità di sinergie tra il settore privato e le istituzioni per promuovere l’innovazione.

 

Comunità energetiche: un passo avanti verso l’autoconsumo sostenibile

Altro tema che caratterizzerà il 2024 è dato dalle Comunità Energetiche Rinnovabili: la metà degli intervistati ritiene che il vantaggio più significativo delle CER, insieme alla promozione dell’autoconsumo (50%), sarà la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili (33%). Una maggiore e consapevole adozione dell’autoconsumo sarà infatti fondamentale per il raggiungimento dell’Accordo di Parigi, che nel tentativo di rafforzare la risposta globale ai cambiamenti climatici ha riaffermato l’obiettivo di limitare l’aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2 gradi Celsius.

 

Demand-Side-Flexibility: gli ostacoli normativi sono la principale sfida

Nonostante il 71% degli intervistati consideri la Demand-Side-Flexibility (DSF)* la chiave per raggiungere gli obiettivi della sostenibilità energetica, il 63% considera gli ostacoli normativi ad essa legati la sfida più importante. Tuttavia, l’80% degli intervistati ritiene che la mancanza di comprensione della flessibilità e dei diversi metodi per sfruttarla al meglio siano la principale causa per cui gli utenti finali non conoscono a pieno i benefici derivati dalla DSF. Tra questi, numerosi sono i vantaggi diretti per il consumatore, che si riflettono nella bolletta energetica sotto forma di risparmio o di entrate, ma molti sono anche quelli che vengono ottenuti in modo indiretto: la DSF infatti comporta cambiamenti di sistema e ambientali che influenzeranno positivamente tutti i consumatori. In questo 2024 l’impegno degli stakeholder e dei leader del settore dovrà essere proprio quello di essere più trasparenti e chiari: se i consumatori saranno davvero informati di ciò che accade attorno a loro e avranno tutti gli strumenti per fare scelte consapevoli, la strada per la transizione energetica sarà più breve.

 

Mobilità: sistemi V2X, veicoli elettrici e ricarica intelligente

Sebbene la flessibilità dal lato della domanda sia promettente, la sicurezza rimane un problema. Il 46% delle aziende individua la privacy e la sicurezza dei dati come la principale preoccupazione per la sicurezza dei sistemi V2X. Il 31% teme gli attacchi malevoli ai veicoli elettrici mentre il 15% crede che il rischio più grande sia la vulnerabilità di software e firmware. 

 

Gli obiettivi dallo smart charging

Per quanto riguarda invece la ricarica intelligente dei veicoli elettrici, la priorità principale di oltre la metà degli intervistati sembra essere il raggiungimento della riduzione dei costi energetici (55%): un dato che rispecchia la crescente consapevolezza dell’importanza dell’efficienza energetica nell’intero settore della mobilità elettrica.

 

“Alla luce di tutto questo, è facile osservare come le priorità per i politici e gli imprenditori del settore dovrebbero essere quelle di aumentare la consapevolezza degli utenti finali sui temi dell’energia e della sostenibilità, favorendo al tempo stesso la facilità di fruizione e la convenienza economica dell’energia flessibile” commenta Gianluca Corbellini, CEO e co-founder di Hive Power. “Questo avverrà però solo quando le politiche abiliteranno pienamente le tecnologie già pronte e quando verranno promosse campagne educative per incentivare i comportamenti dei consumatori. Solo il tempo ci dirà se questi obiettivi ambiziosi saranno possibili entro il 2024, ma una cosa è vera: la Terra non può aspettare”.

 

Con l’ambizione di promuovere la sinergia tra aziende e contribuire a definire il futuro della sostenibilità, il Clean Energy Club offre un’ampia gamma di attività; tra queste, gli eventi di networking, che offrono un’opportunità di contatto diretto con esperti di alto livello nell’ambito dell’energia sostenibile, e sessioni virtuali con i leader di settore, per rimanere sempre aggiornati sulle ultime tendenze del mercato. Agli appuntamenti sono già intervenute personalità del mondo dell’energia e della mobilità come Péter Ilyés (ex-CEO di E.ON Italia), Dino Munk (ex-Mercedes Benz, Magility Cyber Security GmbH) e Mary Jean Bürer (EPFL, Innosuisse). Inoltre, il club garantisce un accesso esclusivo a una biblioteca di risorse: una vasta collezione di strategie e guide all’innovazione per far progredire i progetti aziendali nel settore energetico e della mobilità green.

 

*La Demand-Side-Flexibility è un metodo di gestione dell’energia in un sistema energetico decentralizzato che consente interazioni senza soluzione di continuità tra fornitori/aggregatori di energia e clienti (prosumer). I fornitori/aggregatori di energia inviano segnali in tempo reale ai clienti attivi (prosumer), che poi regolano il loro consumo e la loro generazione in un metodo dipendente dal tempo che aiuta gli operatori di rete a gestire efficacemente la domanda e l’offerta end-to-end.

 

Foto ufficio stampa Hive Power

In Italia nel ’23: 70,9 miliardi in benzina e Diesel, 38,1 al Fisco

In Italia nel '23: 70,9 miliardi in benzina e Diesel, 38,1 al Fisco

Nel 2023 per l’acquisto di benzina e gasolio auto sono stati spesi in Italia 70,9 miliardi di euro con un lieve calo (-0,3%) rispetto al massimo storico del 2022 (71,1 miliardi). Questi dati emergono dalla banca dati del Centro Studi Promotor realizzata su informazioni diffuse dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Della spesa totale di 70,9 miliardi euro del 2023, 38,1 miliardi (componente fiscale) sono affluiti nelle case dello Stato per le accise e per l’Iva sulle accise e sul costo industriale. Alla produzione e alla distribuzione (componente industriale) sono invece affluiti 32,8 miliardi. Rispetto al 2022 vi è stato un incremento del 22,7% per la componente fiscale e un calo del 18,1% per la componente industriale. L’incremento della componente fiscale è dovuto in parte al venire meno delle agevolazioni concesse nel 2022.

Esaminando l’andamento dei consumi per i due carburanti (benzina e gasolio) dal 2000 al 2023 emerge che mentre nel 2000 i consumi dei due carburanti erano sostanzialmente uguali (22,4 miliardi di litri per la benzina e 22,1 miliardi di litri per il gasolio auto), nel 2023 i consumi di benzina sono scesi a 11,1 miliardi di litri, mentre i consumi di gasolio sono saliti a 28 miliardi di litri. Diversa è anche la dinamica dei prezzi dei due carburanti. Per la benzina il prezzo medio alla pompa è passato da 1,08 euro del 2000 a 1,86 euro del 2023 con una crescita del 72,2%, mentre per il gasolio auto il prezzo medio alla pompa è passato da 0,89 euro al litro del 2000 a 1,79 euro al litro del 2023 con una crescita del 100,9%.

Interessante è anche il confronto tra i consumi del 2023 e quelli del 2019, cioè dell’anno precedente la pandemia. Nel 2023 i consumi di benzina hanno fatto registrare una crescita dell’11,5% rispetto al 2019, mentre i consumi di gasolio auto hanno fatto registrare un leggero calo (-2,1%).

Foto di Marek Studzinski su Unsplash