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Incentivi: unificare verso l’alto il price cape 0-20 e 21-60 g/km di CO2

Appello al Governo: riformare in modo strutturale la fiscalità delle auto aziendali

di Andrea Cardinali, direttore generale di UNRAE

 

Siamo in trepida attesa della pubblicazione del DPCM con il nuovo schema degli incentivi  2024 e del relativo aggiornamento della Piattaforma Invitalia per rendere operativi gli incentivi stessi. I tempi appaiono però ancora lunghi e l’attesa sta generando una paralisi del mercato, confermata anche dai modesti dati sulle immatricolazioni di vetture BEV e PHEV nel  mese di gennaio, che ostacola il percorso di transizione energetica.

Il nuovo schema accoglie alcune richieste dell’UNRAE ma, come più volte sollecitato, per lo sviluppo della mobilità a zero emissioni è fondamentale che il price cap per la fascia 0-20 g/km venga eliminato, o quantomeno innalzato allineandolo a quello  della fascia 21-60 g/km. Ci auguriamo che tale modifica possa essere contenuta nel DPCM che  verrà pubblicato. Per lo stesso motivo, auspichiamo vivamente che in corso d’anno i fondi  residui degli incentivi 2023 vengano interamente allocati sulla prima fascia o sulle prime due.

Per evitare il ripetersi di uno stop & go e del  suo effetto distorsivo sul mercato, è inoltre indispensabile conoscere già oggi quale sia il piano del Governo per il 2025: operatori e consumatori non possono permettersi di scoprire fra un  anno se ci saranno o meno gli incentivi.

Resta comunque urgente e lo diventerebbe ancor più nella  malaugurata ipotesi di interruzione degli incentivi, intervenire sul regime fiscale delle auto  aziendali in uso promiscuo, che da decenni penalizza le imprese italiane di tutti i settori  merceologici rispetto alle loro concorrenti europee. Auspichiamo che tale revisione venga  realizzata attraverso i decreti attuativi della Delega Fiscale, occasione irrinunciabile per  rilanciare un settore che, con il veloce ricambio dei veicoli aziendali, è in grado di accelerare  il rinnovo del parco circolante.