Mezzi pesanti: un fondo ad hoc per investimenti in veicoli e infrastrutture moderne

di Paolo A. Starace, presidente di UNRAE Veicoli Industriali

Valutiamo positivamente l’andamento complessivo dell’anno 2023 – il dato consolidato riflette la crescita migliore dal 2008, con il +12,2% (+12,6% per i veicoli pesanti, +15,8% del comparto medio-leggeri, -11,1% per la fascia dei leggeri) e oltre 3.000 unità

immatricolate in più rispetto al 2022 – a riprova della dinamicità del settore dei veicoli industriali, che rappresenta notoriamente la cartina di tornasole dello stato di salute dell’economia del nostro Paese.

Ciononostante, il dato registrato a dicembre (-28,5%), unitamente al calo della domanda già in corso da mesi, lascia presagire una contrazione del mercato nel 2024. Accogliamo, quindi, con favore l’intervento del Governo relativo al contributo maggiorato per la
cosiddetta “Sabatini Green”, che sostiene gli investimenti in veicoli a basso impatto ambientale compatibili con l’uso dell’HVO.

Tuttavia, non possiamo non esprimere il nostro rammarico per non aver colto l’opportunità di parametrare l’aumento delle tariffe autostradali nel 2024 in base alla classe di emissione, cominciando così a introdurre in maniera fattiva il principio “chi più inquina più paga”.

Coerentemente con gli obiettivi di decarbonizzazione che i Costruttori hanno già da tempo abbracciato e in ragione degli stringenti nonché prossimi target europei, risulta ormai improrogabile un intervento dell’Esecutivo, già a più riprese sollecitato, che preveda l’istituzione di un Fondo ad hoc a sostegno degli investimenti in veicoli e infrastrutture di ultima generazione, al fine di svecchiare il parco circolante e sostenere la competitività dell’autotrasporto italiano.

#FORUMAutoMotive anno 8: novità per l’aftermarket

novità per l'aftermarket

È una fintech e promette di rivoluzionare il settore dell’aftermarket automotive e non solo. Si chiama Qomodo e si occupa di pagamenti rateali senza interessi: “Direttamente presso l’esercente, quindi gommisti, carrozzieri, concessionari, service center, piuttosto che officine meccaniche – le parole di Gianluca Cocco, Co-Founder e CEO dell’azienda -. Qomodo permette di rateizzare da due a dieci rate, con un processo di fatto immediato. Abbiamo una rete di circa 500 esercenti che sta crescendo a vista d’occhio, dove i proprietari auto possono richiedere di pagare a rate senza interessi».

Nel video l’intervista completa, realizzata in occasione delll’evento, a Gianluca Cocco.

Auto elettriche in frenata: tra sfide e ripensamenti

Produzione europea di auto al collasso: Bruxelles ripari gli errori fatti

In un contesto di crescente attenzione alla sostenibilità ambientale, il mercato delle auto elettriche sta affrontando diverse sfide che ne rallentano la diffusione. Nonostante le spinte normative e incentivi, le vendite di auto elettriche stanno incontrando ostacoli significativi, come evidenziato da Simonpaolo Buongiardino, presidente di Federmotorizzazione Confcommercio.

 

Un mercato in contrazione

Nel 2023, il mercato dell’auto ha registrato 1.590.000 immatricolazioni, un incremento rispetto all’anno precedente, ma ancora lontano dai livelli pre-pandemia. Tra questi, le auto elettriche (BEV) rappresentano solo il 4,2% del totale, a fronte di una percentuale maggiore di vetture ibride (HEV) e plug-in. Questi dati mostrano una realtà in cui le auto elettriche faticano a guadagnare terreno, nonostante le aspettative iniziali.

 

Le sfide: prezzi, batterie e autonomia

Secondo Buongiardino, diversi fattori stanno frenando la crescita del mercato elettrico: “Il mercato non sta premiando l’elettrico ricaricabile. E questo nonostante gli ultimi anni siano stati caratterizzati dalla forte spinta alle vendite di auto elettriche, da parte dell’Europa, delle Case automobilistiche e delle istituzioni; spinta che non ha tuttavia ottenuto gli effetti previsti”. I prezzi elevati sono una barriera significativa per i consumatori, così come le incertezze legate alla tecnologia delle batterie. Le preoccupazioni riguardo all’autonomia limitata delle auto elettriche e le infrastrutture di ricarica insufficienti rappresentano altri ostacoli rilevanti.

 

Una visione meno ideologica e più pragmatica

Il presidente di Federmotorizzazione Confcommercio esprime fiducia che, dopo il rinnovo del Parlamento europeo, possa emergere una visione più aderente alla realtà e meno orientata all’ideologia: «Siamo fiduciosi che una più attenta valutazione di tutte queste implicazioni porterà, dopo il rinnovo del Parlamento europeo, ad una visione più aderente alla realtà che all’ideologia”, osserva Buongiardino. “Di fronte alla prospettiva del tutto elettrico subito, con lo stop alle immatricolazioni di autoveicoli endotermici nel 2035, sono già numerose le richieste di allungamento del termine o di focalizzare non già la scelta di un’unica tipologia di mobilità (elettrica), bensì di eliminare l’impronta carbonica dei carburanti“.

 

Ripensamenti e nuove prospettive nel settore automobilistico

Non solo il mercato, ma anche i produttori di auto stanno ripensando la loro strategia verso l’elettrico. Molti produttori, di fronte a un inventario di veicoli elettrici invenduti, stanno riconsiderando la propria offerta. Allo stesso tempo, il mercato dell’usato sta crescendo in volume e valore, portando a un “effetto Cuba” nel quale l’età media e il tempo di ricambio del parco auto aumentano.

 

Verso un futuro sostenibile, ma realistico

Il caso delle auto elettriche evidenzia la complessità di trasformare l’industria automobilistica in modo sostenibile. Mentre l’elettrico rappresenta una direzione importante verso la riduzione dell’impronta carbonica, le sfide attuali richiedono una visione più equilibrata che consideri la realtà del mercato, le esigenze dei consumatori e l’ambiente. La strada verso un futuro più sostenibile richiederà una combinazione di innovazione, incentivi adeguati e una comprensione approfondita delle dinamiche di mercato.

 

“Il vento sta cambiando. Anche la Germania, che pure è stata determinante in Europa nella scelta dell’elettrico e che ha stanziato generosi contributi agli utenti per incentivare l’acquisto di vetture elettriche, ha già deciso di eliminare queste incentivazioni, senza le quali, come già dimostrato, l’elettrico non cresce. Ma anche le Case automobilistiche che avevano scelto di orientare la produzione sull’elettrico – conclude il presidente di Federmotorizzazione Confcommercio – sono in fase di ripensamento: se da un lato hanno compensato le minori vendite con l’aumento dei prezzi e della profittabilità, ora sono alle prese con disponibilità di vetture elettriche prodotte, ma invendute, in stock presso i concessionari. Parallelamente, come conseguenza, il mercato dell’usato, che rappresenta, oggi, oltre tre volte per dimensione quello del nuovo, è cresciuto non solo di volume, ma anche di valore pro-capite. Si sta realizzando così quello che in gergo viene definito ‘effetto Cuba’, ovvero i tempi di ricambio del parco auto si sono allungati e l’età media è aumentata, a scapito della sicurezza e dell’ambiente”.

A2A e le colonnine “City Plug”: partito il piano per Milano

A2A, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Milano, ha lanciato il progetto delle colonnine City Plug, un’innovativa soluzione per la ricarica delle auto elettriche in strada, eliminando i limiti di tempo e promuovendo la mobilità sostenibile in modo rivoluzionario. Di queste colonnine, interamente ideate dal Gruppo A2A con il design di Giugiaro Architettura, ne verranno installate circa 4.000 nuovi nei prossimi due anni.

Con una potenza di ricarica fino a 7 kW, queste infrastrutture non richiedono spazi dedicati e saranno distribuite in modo capillare nelle aree di sosta blu e gialle della città, consentendo ai conducenti di lasciare le loro auto collegate per tutto il tempo desiderato, sia di giorno sia di notte.

Accesso ai dati dei veicoli: Bruxelles non perda altro tempo

Accesso ai dati dei veicoli: Bruxelles non perda altro tempo

Foto – Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma

Si è svolta a Bruxelles una conferenza stampa promossa dall’ISP (Independent Service Providers) per sensibilizzare la presidente Usula Von der Leyen e i Commissari UE sulla necessità urgente di dare risposte circa l’accesso ai dati dei veicoli a favore dei consumatori e della libera concorrenza. L’inerzia normativa della Commissione Europea incide sull’innovazione nei servizi digitali per i veicoli connessi e di conseguenza è un detrimento per i consumatori. Da oltre sette anni la Commissione Europea ha dichiarato il proprio impegno per trovare una soluzione condivisa sul tema della raccolta dei dati sui veicoli in Europa.

Una proposta di regolamentazione è stata approvata dal Comitato di Controllo della Commissione, ma è attualmente in attesa di approvazione con la presidente Von der Leyen. La bozza è pronta, è una questione di volontà politica ufficializzarla in tempi rapidi. Una dilazione temporale provoca incertezza sul mercato dovuta alla mancanza di chiarezza circa l’indirizzo europeo: mobilità intelligente, sostenibile e a prezzi accessibili, oppure perdita del potenziale di innovazione, scelte ridotte e prezzi più alti?

Un’ampia coalizione di parti interessate, tra cui consumatori, fornitori e distributori di componenti automobilistici, società di leasing e noleggio, operatori dell’aftermarket automobilistico, concessionari di veicoli, officine autorizzate e indipendenti, editori e assicuratori invitano la presidente Von der Leyen e i suoi Commissari a presentare con urgenza una legislazione settoriale specifica sull’accesso ai dati dei veicoli, ed a discutere circa il vero valore dei dati generati dai veicoli per i consumatori e per le imprese.

ISP è una coalizione di 10 associazioni (alla conferenza stampa era presente anche Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma) che coprono vari settori dell’industria veicolistica che, insieme alle proprie corrispondenti Associazioni nazionali, tra cui Assogomma, rappresentano l’80% del settore e dei servizi di mobilità in Europa: circa 500.000 aziende e 4,5 milioni di posti di lavoro, un mercato da 240 miliardi di euro solo per i ricambi dei veicoli e la manodopera delle officine, e il 53% degli acquisti annuali di auto in Europa, ed oltre 100 associazioni di mobilità (autisti).

In sintesi, i fornitori di servizi indipendenti europei ribadiscono la perdita potenziale di una mobilità più sicura, più intelligente e più conveniente senza un accesso regolamentato ai dati dei veicoli; pertanto, si invita la presidente Von der Leyen a presentare con urgenza la proposta legislativa sull’accesso ai dati dei veicoli in attesa dell’approvazione del suo gabinetto entro l’attuale mandato della Commissione.

La maggior parte dei veicoli moderni è connessa e offre un immenso potenziale per una mobilità più sicura, più intelligente e più conveniente per i consumatori e le imprese europee. L’attuale quasi monopolio dei dati dei veicoli da parte dei costruttori sta ostacolando lo sviluppo di potenziali servizi che i fornitori di servizi indipendenti, cioè, slegati dai Costruttori, potrebbero offrire. Il controllo del costruttore sui dati del veicolo limita la scelta dei consumatori, la concorrenza e l’innovazione dei servizi attraverso l’accesso restrittivo ai dati e le incongruenze tariffarie.

Avendo riconosciuto che la legge sui dati non è sufficiente per coprire gli aspetti tecnici nell’industria automobilistica, la Commissione Europea è da tempo al lavoro per una legislazione settoriale specifica sull’accesso ai dati, alle funzioni e alle informazioni del veicolo. L’urgenza massima di definire la questione è dettata dal fatto che nel mese di luglio 2024, entreranno in vigore le nuove leggi sulla sicurezza informatica, che potrebbero portare alla progressiva chiusura dell’unico mezzo indipendente di accesso remoto ai dati del veicolo (la porta diagnostica di bordo).

ISP sostiene che l’UE deve urgentemente mettere in atto la parità di accesso ai dati generati dai veicoli per tutti gli attori del mercato, fornendo una legislazione settoriale specifica che protegga la scelta dei consumatori e incoraggi la libera concorrenza e gli investimenti nella trasformazione digitale e nel business basato sui dati. Ogni ritardo soffoca l’innovazione, la creazione di posti di lavoro e la posizione competitiva dell’Europa sulla scena mondiale.

Sicurezza, efficienza, sostenibilità: i trend 2024 della mobilità per Geotab

Sicurezza, efficienza, sostenibilità

La mobilità nel 2024? Dovrà essere efficiente, sicura e sostenibile, dal punto di vista ambientale ed economico. È quanto emerge dal quadro tracciato da Geotab, leader globale nell’ambito della tecnologia per i veicoli connessi, in cui si evidenzia come le aziende siano oggi chiamate a operare in un contesto sempre più sfidante, dove diventa essenziale ridurre i costi, migliorare le prestazioni e imparare ad adattarsi alle mutevoli esigenze del mercato.

In questo scenario, Geotab ha identificato le 5 tendenze che caratterizzeranno il settore della telematica per il 2024.

“Sostenibilità, intelligenza e resilienza saranno le tre parole che guideranno, nei prossimi 12 mesi, le decisioni di chi opera nel mondo del trasporto”, commenta Franco Viganò, Director, Strategic Channel & Italy Country Manager di Geotab. “Ridurre l’impatto ambientale delle flotte e contenerne i costi, garantendo al tempo stesso un servizio efficiente, sicuro e affidabile: le sfide da affrontare nel prossimo anno sono ambiziose e richiederanno l’impegno congiunto di aziende, produttori di veicoli e fornitori di tecnologia che, insieme, potranno trasformarle in opportunità”. 

La strada è sempre più green: dal Bilancio di Sostenibilità alle nuove prospettive dell’elettrificazione

Nel 2024, anche per effetto della pressione normativa, le aziende di ogni settore saranno chiamate a continuare a impegnarsi nella riduzione del proprio impatto ambientale. A partire dal 1° gennaio è stato infatti introdotto, per le società che rientrano in alcuni parametri e poi gradualmente per tutte negli anni successivi, l’obbligo di presentare il Bilancio di sostenibilità. Questo report dovrà riportare, tra le altre informazioni, anche la misurazione dei gas inquinanti prodotti e le strategie che verranno implementate per ridurne l’emissione. A questo scopo, l’ausilio della telematica può rivelarsi fondamentale, consentendo per esempio di analizzare i dati reali relativi al consumo di carburante da parte delle flotte e individuare gli eventuali scostamenti.  

Guardando in particolare al settore dei trasporti, la Commissione Europea, all’interno della Strategia di mobilità sostenibile intelligente, ha tracciato un piano ambizioso che mira a ridurre del 90%, entro il 2050, le emissioni di gas serra ad esso connesse. Il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione è legato a doppio filo alla transizione verso l’elettrico. Il mercato ancora stenta a decollare in Italia, considerando che nei primi 10 mesi del 2023 le auto elettriche hanno rappresentato solo il 3,9% del totale delle immatricolazioni, ma sta crescendo il ritmo degli interventi sul fronte delle infrastrutture di ricarica: le installazioni di colonnine hanno infatti segnato un balzo annuo del 44,1%, superando quota 47.000 stazioni entro la fine del 2023 (dati Motus-E). Con una rete nazionale pronta a diventare un riferimento a livello europeo, è verosimile supporre che, nel 2024, l’Italia farà passi avanti sull’adozione e l’utilizzo dei mezzi a propulsione elettrica.

Mobilità (davvero) intelligente, grazie all’AI generativa che abilita decisioni immediate e informate   

“Intelligenza” sarà una parola chiave anche per il settore dei trasporti nel 2024: l’innovazione digitale aprirà infatti nuovi scenari per l’ottimizzazione della mobilità, in termini di efficienza delle operazioni e di sicurezza delle persone e dei veicoli. L’evoluzione dell’AI generativa, in particolare, ha il potenziale di consentire ai gestori delle flotte di sfruttare gli approfondimenti analitici generati dall’elaborazione dei dati per intraprendere azioni ancora più informate e, soprattutto, immediate. La rapidità di risposta si confermerà indispensabile in uno scenario sempre più mutevole, in cui a emergere saranno le aziende in grado di sapersi adattare con la massima prontezza ai repentini cambiamenti di scenario. Per questo, nei mesi a venire, si prevedono, da parte delle organizzazioni, investimenti significativi in piattaforme per la governance dei dati e la gestione dei metadati, al fine di migliorare l’efficacia dell’IA generativa.

I produttori di veicoli giocheranno un ruolo sempre più attivo nella telematica, integrandola nativamente

Si stima che nel 2024 la maggior parte dei veicoli fabbricati sarà dotata di telematica integrata (fonte: Global Automotive OEM Telematics Market” di Berg Insights), di conseguenza, si potrebbe registrare una flessione nell’installazione dei dispositivi telematici aftermarket. I vantaggi della telematica OEM sono molteplici, sia per i produttori di veicoli (che possono avere accesso a dati di valore sulle performance dei mezzi), sia per gli utenti (che non devono acquistare nessuna periferica esterna, dato che la stessa sarà semplicemente parte integrante del veicolo). Ci sono però anche dei limiti: per esempio i costi potrebbero aumentare e, inoltre, le flotte tendenzialmente non sono monomarca e/o possono comprendere veicoli ancora privi di dispositivi telematici integrati. Nei prossimi mesi emergerà quindi sempre di più la necessità di adottare una piattaforma di telematica in grado di connettere in modo univoco i dati provenienti da fonti diverse.

Attenzione ai costi, soprattutto nell’autotrasporto: l’importanza di analizzare i comportamenti e formare i conducenti

Nel 2023, l’inflazione è finalmente tornata a scendere sotto il 2%, ma il canale del credito resta bloccato dai tassi troppo elevati, che frenano consumi e investimenti, soprattutto per le imprese (fonte: Congiuntura Flash, Centro studi Confindustria). In questo scenario, diviene ancor più urgente ottimizzare ogni aspetto dell’operatività aziendale, inclusa la gestione della flotta, in ottica di riduzione dei costi. A essere particolarmente sensibili al tema sono le aziende che operano nell’autotrasporto, per le quali le spese per il carburante rappresentano una delle principali voci a bilancio: secondo stime di Conftrasporto, in condizioni di normalità, il 30% dei costi sostenuti da questa tipologia di imprese viene destinato proprio all’alimentazione dei mezzi. La telematica, in abbinamento a corsi di formazione rivolti ai conducenti e a programmi di incentivazione delle buone abitudini di guida, può contribuire significativamente al contenimento di queste spese. Secondo le stime di Geotab, seguendo questa strategia, le aziende di autotrasporto potranno risparmiare fino al 10% sui costi operativi.

Obiettivo resilienza, tra integrazione dei sistemi, adeguamento agli standard e sicurezza informatica

Per far fronte ai cambiamenti di mercato, alle sfide quotidiane e alle crisi impreviste a cui gli ultimi anni ci hanno abituato, è essenziale lavorare alla creazione di un sistema di trasporto resiliente: questo implica, tra gli altri aspetti, il miglioramento delle infrastrutture, l’adeguamento agli effetti del cambiamento climatico e il rafforzamento del mercato unico dei trasporti.  

In questo scenario, l’integrazione tra sistemi informativi, intesa come la possibilità, attraverso i più avanzati strumenti tecnologici, di mettere i dati della telematica in diretta correlazione con altri sistemi informativi aziendali, rappresenta un asso nella manica per una maggiore coerenza nell’organizzazione e affidabilità dei servizi offerti. Per scongiurare ulteriormente il rischio di interruzioni, oltre che per conformarsi agli standard, è necessario inoltre porre la massima attenzione sulla sicurezza informatica, della cui importanza i gestori delle flotte sono sempre più consapevoli: oggi, i veicoli non devono più essere pensati come semplici mezzi di trasporto, ma come dispositivi mobili connessi parte di una rete globale, che custodiscono una mole di dati dal valore inestimabile e che, di conseguenza, possono essere oggetto di attacchi informatici.

“Pininfarina Classiche”: programma di certificazione per vetture classiche

"Pininfarina Classiche"

Pininfarina presenta il suo nuovo programma di valorizzazione delle vetture classiche: Pininfarina Classiche. Un’iniziativa rivolta agli appassionati e ai collezionisti del marchio, che sottolinea l’impegno dell’azienda nella conservazione e valorizzazione del suo ricco patrimonio storico automobilistico e industriale.

 

Pininfarina Classiche certifica, attraverso attestati ufficiali, le auto classiche (incluse le cosiddette “youngtimer”) disegnate e prodotte negli stabilimenti Pininfarina nel corso degli anni. Il nuovo servizio è reso possibile da un accurato processo di catalogazione dell’archivio storico Pininfarina, che ha richiesto circa due anni di inventariazione e catalogazione dei materiali, e l’introduzione di un software specializzato nella gestione degli archivi, avvalendosi della consulenza del dipartimento degli Studi Storici dell’Università degli Studi di Torino.

 

I dati di produzione di alcune delle vetture più iconiche disegnate e realizzate da Pininfarina, alla base della dichiarazione, sono prevalentemente concentrati su quattro decenni, da fine anni ‘50 sino a tutti gli anni ‘90. Oltre 50 modelli di vetture, riferiti a numerosi marchi automobilistici tra i più noti e prestigiosi al mondo, hanno associata un’ampia documentazione storico-tecnica di dettaglio. In archivio sono inoltre presenti matricole di produzione relative a più di 700mila vetture e oltre 20mila documenti di rilevanza storica, tra sketch, piani di forma, fotografie, schede e corrispondenza tecnica.

 

Grazie alle dettagliate informazioni a disposizione, Pininfarina Classiche rilascia dichiarazioni di specifiche di produzione, associando al numero di telaio di ciascuna vettura informazioni esaustive come il mercato di destinazione, il modello e il codice tipo, il colore esterno, le finiture interne, la data di uscita dagli stabilimenti Pininfarina, nonché i numeri di motore e di scocca del veicolo.

 

Nella fase iniziale di lancio del servizio, disponibile da ora, Pininfarina Classiche rilascerà certificazioni per le prime vetture selezionate, tra cui l’Alfa Romeo Spider (Duetto) dal 1966 al 1993, la Fiat 124 Spider  dal 1966 al 1982 e la Pininfarina Spider Europa e Volumex dal 1982 al 1985. Immediatamente a seguire, il programma sarà esteso a numerosi altri marchi e modelli.

 

Per richiedere una dichiarazione, gli interessati potranno inviare un’email a classiche@pininfarina.it. Dopo la consultazione dei dati della vettura, Pininfarina comunicherà a stretto giro la disponibilità delle specifiche di produzione, e invierà il certificato al cliente. Per i modelli succitati, il prezzo della dichiarazione varierà in base all’anno di produzione: €400,00 IVA inclusa per le vetture precedenti al 1980 e €300,00 IVA inclusa per quelle dal 1980 in poi.

 

Maldarizzi Automotive: oltre 100 officine al “Parts Table 2024”

Maldarizzi Automotive

Foto – Francesco Maldarizzi, presidente della Maldarizzi Automotive

Più di 100 officine provenienti da Puglia e Basilicata hanno partecipato alla nuova edizione del Parts Table della Maldarizzi Automotive S.p.A. organizzato in partnership con Mercedes-Benz Italia. Nella Masseria Traetta a Ostuni, si è svolta la serata dedicata alle officine partner e ai prospect della Maldarizzi Automotive. L’evento ricambi e after sales è stato un momento importante per fare rete, grazie all’aperitivo con i partner Basf, Wurth e Continental.

 

Anche questa edizione ha coinvolto tante officine del territorio pugliese (e non solo) e ha visto un parterre di speaker di alto profilo. La serata si è aperta con i saluti del Cavaliere del Lavoro Francesco Maldarizzi, Presidente della Maldarizzi Automotive, che ha sottolineato l’importanza dell’evento, fondamentale per ritrovarsi e raccogliere nuove informazioni.

 

Tra i relatori anche Marc Aguettaz, dal 2007 country manager di GiPA, che ha portato la sua esperienza di 10 anni trascorsi con i componentisti e creando, nel 1994, la direzione marketing aftermarket di Brembo e poi guidando Federal Mogul Aftermarket Operations dal 2000 al 2004. Una visione partita da una carriera nel 1987, vendendo prodotti di largo consumo non alimentari nell’azienda che oggi è Energizer, prima in Francia e poi in Italia.

 

La serata è proseguita con le dichiarazioni di Sante Carlucci, Co-Ceo della Maldarizzi Automotive, e con una tavola rotonda che ha visto la testimonianza di tre officine. Al termine degli speech si è svolto un nuovo momento di networking tra cena e intrattenimento con i comici del programma Mudù.

Foto da ufficio stampa Maldarizzi Automotive

La soluzione PPG LINQ: la carrozzeria è sempre più digitale

La soluzione PPG LINQ

PPG, il fornitore leader a livello mondiale per l’industria della verniciatura per auto, ha celebrato l’installazione n. 2.000 dell’Ecosistema Digitale PPG LINQ presso il Centro di Viale Certosa a Milano, in collaborazione con Car Clinic. Car Clinic è la prima rete di carrozzerie di proprietà in Italia, con 51 Centri di proprietà e 70 Centri Partner.

PPG LINQ, lanciato quasi un anno fa, rappresenta un nuovo standard per le carrozzerie moderne. Questo ecosistema digitale si basa su soluzioni hardware, software e servizi digitali, e rivoluziona i processi in carrozzeria, rendendoli più veloci, ripetibili e sostenibili.

 

LINK -> https://timemagazine.it/posts/car-clinic2c-festa-per-linstallazione-n-2000-dellecosistema-digitale-ppg-linqt

Autotrasporto: ora risposte realistiche e concrete da UE e Governo

Mercato Italia: prevedibile il boom dell'elettrico, privati sempre al palo

di Massimo Artusi, vicepresidente di Federauto con delega a Truck&Van e componente del Board di AECDR

L’anno appena cominciato è denso di sfide che segneranno il futuro del settore dei veicoli commerciali, ma tali sfide sono condizionate, in un modo o nell’altro, dalle decisioni che la politica – europea e nazionale – assumerà per favorire la transizione green. Soprattutto dalle istituzioni europee, ma anche dal Governo italiano, ci aspettiamo risposte non più ideologiche e teoriche, ma realistiche, concrete e tempestive, con misure in grado di far raggiungere la sostenibilità ambientale, economica e sociale a un settore vitale come quello dell’autotrasporto.

In questo senso, le prossime settimane saranno determinanti, Da una parte, il Trilogo europeo sui Target CO2 per gli heavy duty, avviato a partire dal 18 gennaio, permetterà di riaprire il dibattito sull’introduzione del Carbon Correction Factor (CCF), la cui adozione – solo
timidamente sostenuta dal Consiglio e respinta dal Parlamento – consentirebbe di valorizzare l’impiego dei biocarburanti carbon neutral,
soluzione che è indicata come strategica per la decarbonizzazione sia dalla Direttiva RED III che dal Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC), utilizzandoli fin da ora con evidenti benefici per l’ambiente e per il clima.

Dall’altra, vi è l’annunciato rilancio dell’ “Ecobonus” da parte del nostro Governo, teso ad incentivare il ricambio del parco dei veicoli commerciali leggeri anche con carburanti tradizionali su veicoli di ultima generazione, dall’altra c’è l’impegno dell’intera filiera dell’autotrasporto e dell’automotive che si sta attivando unitariamente per ottenere a breve un Piano incentivi dotato di uno stanziamento più ampio di quello accordato finora, da erogare con criteri di selettività, rapidità e semplicità, per accelerare il ricambio del parco veicoli delle imprese in Conto Terzi, che sono tra i più vetusti d’Europa.

Stona, perciò, in questo ambito, il ritardo che ancora una volta sta subendo l’iter del Fondo Investimenti strutturale da 25 milioni per il 2023, anch’esso destinato proprio al rinnovo del parco camion. Da tempo approvato con un apposito decreto interministeriale, ha dovuto attendere per mesi il decreto del MIT che al momento deve ancora passare l’esame della Corte dei Conti ed essere pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale”, ritardando ulteriormente l’effettiva entrata in vigore della misura che necessita di un decreto direttoriale che può richiedere molto altro tempo prima di giungere finalmente al “click-day” per le prenotazioni da parte delle imprese.

Ciò vuol dire che in questo momento sono le imprese di autotrasporto a farsi direttamente carico del rinnovamento del parco, confidando in un’attenzione del governo che – in un futuro il più possibile immediato – si traduca in sostegno economico e indirizzo politico.

Perché la transizione verso un trasporto merci sostenibile e più sicuro sulle strade, non può avvenire per legge da un giorno all’altro, ma deve essere governata mediante un sostegno continuo e coerente alle imprese per avvicinarsi agli obiettivi di decarbonizzazione, cominciando fin da ora a migliorare la qualità ambientale del parco dei veicoli commerciali leggeri e pesanti che circolano nel nostro Paese.

Foto ufficio stampa Federauto