Sicurezza stradale a Milano: una Task Force a “senso unico”, così non va

Auto elettriche e materie prime

Simonpaolo Buongiardino, presidente di Assomobilità (Confcommercio Milano)

Lascia un po’ stupiti che nella composizione della Task Force per la sicurezza stradale e la mobilità attiva costituita dal Comune di Milano non ci sia un esperto che rappresenti l’utenza degli autoveicoli con particolare riguardo alla mobilità di servizio, così importante per la città.

Tra i compiti, infatti, della Task Force per la sicurezza stradale, leggiamo che vi è quello, nell’individuazione degli interventi per diminuire la pericolosità delle strade, di rafforzare il rapporto tra la città e tutti gli utenti della strada.

Ma nella Task Force, assieme a docenti su sicurezza e territorio ed esperti di urbanistica e

architettura, è rappresentato solo il mondo della bicicletta. Una Task Force, quindi, a senso unico.

Noleggio a lungo termine: in 9 mesi +20,1% di contratti, elettrico giù

Salgono i contratti fatti dalle Aziende non automotive, dal Noleggio a breve e da Dealer e Costruttori, scendono i Privati e il Noleggio a lungo termine Diesel ancora preferito, le elettriche perdono posizioni. In nove mesi, da gennaio a settembre 2023, il noleggio a lungo termine di autovetture e fuoristrada ha registrato 536.592 contratti, con una crescita del 20,1% rispetto allo stesso periodo 2022. I dati analizzati dall’UNRAE, in collaborazione con il MIT, indicano una quota del 12,7% pari a 67.769 contratti stipulati da utilizzatori Privati (-1,3% rispetto ai 9 mesi 2022) e la restante quota dell’87,3% con 468.823 contratti dalla categoria Società, nel complesso cresciuta del 24%.

All’interno di quest’ultima, la quota maggiore spetta alle aziende non automotive con 393.715 contratti e una quota del 73,4% (+29,0% sul 2022). Sale al 6,6% la quota delle aziende di noleggio a breve termine (NBT) con 35.653 contratti (+38,4%) e al 4,3% quella di Dealer e Costruttori con 23.271 contratti (+34,3%), mentre risulta più che dimezzata al 3% la quota delle Aziende di noleggio a lungo termine (NLT) che hanno registrato 16.184 contratti (-45,4%). La durata media dei contratti è di 23 mesi, leggermente più lunga per i due canali principali, Privati 25 mesi, Aziende non automotive 24 mesi.

L’analisi di UNRAE sui contratti del noleggio a lungo termine non è direttamente confrontabile con le immatricolazioni dello stesso periodo (due apposite slide di correlazione dei dati sono riportate in fondo allo studio). Alimentazioni: Il Diesel è ancora al primo posto fra le varie alimentazioni, grazie soprattutto alle Aziende non automotive dove le auto a gasolio hanno una quota largamente maggioritaria del 58,2%, ma in calo rispetto al 64,6% dei 9 mesi 2022. Anche tra gli altri utilizzatori il diesel ha ancora quote elevate (privati 34,9%, NLT 29,0%, NBT 25,9%) ma in calo di vari punti, eccetto che fra Dealer e Costruttori dove guadagna qualche decimale ed è al 31,1%. La quota dei veicoli a benzina è invece in rialzo in tutti i canali, e questi sono la scelta predominante in particolare nel NBT con il 39,8%. La stessa categoria NBT nei 9 mesi fa registrare un exploit al GPL, portando la quota dallo 0,9% del 2022 al 6,4% attuale.

Le auto elettriche perdono posizioni tra i Privati (a quota 3,3% dal 4,0%) e nel NBT (allo 0,8% dall’1,2%), e registrano un tonfo fra i maggiori utilizzatori delle BEV, cioè Dealer e Costruttori che quasi dimezzano la quota scendendo dal 17,6% del 2022 al 9,7% di oggi. In compenso Dealer e Costruttori hanno incrementato dal 25,3% al 33,3% la propria quota di ibride (HEV), alimentazione che in generale insidia il secondo posto alle benzina e che in questo canale è market leader e nelle Aziende non automotive è al secondo posto con ampio distacco.

Carrozzerie e Segmenti:  il Suv del segmento C segna un generale aumento delle preferenze tra le varie carrozzerie, e occupa stabilmente il primo posto nei canali Privati (25,8%), Aziende non automotive (25,7%) e Dealer e Costruttori (con la quota che sale dal 16,0% al 28,8%). Nel NBT continua a prevalere la preferenza per i Suv del segmento B (34,1%), e nel NLT quella per le berline del segmento A (26,1%). Gli MPV flettono in tutti i canali, mentre andamenti differenziati caratterizzano Station Wagon e Sportive.

Regioni e Province: la Lombardia è sempre la regione con il maggior peso del noleggio del lungo termine sul totale nazionale, con una quota del 33,0%, seguita a lunga distanza dal Lazio (14,1%) e dal Piemonte (9,2%). In Lombardia inoltre aumentano sia la quota degli utilizzatori Privati (24,3% vs 22,6% dei 9 mesi 2022) sia la quota delle Società (34,3% vs 32,8%). Tra le province, sul podio Milano con il 24% dei contratti, al secondo posto Roma con il 13,2%, al terzo Torino con il 7,0%. A Milano la quasi totalità dei contratti è in capo alle Aziende non automotive (90,7%), mentre i Privati hanno una delle quote più basse (6,3%). Napoli è la provincia con la quota record di contratti stipulati dai Privati (24,4%), seguita da Bari (23,2%) e Varese (23,1%). Bolzano e Trento si distinguono invece come leader nei contratti delle Aziende di noleggio a breve (Bolzano 73,3%) e delle Aziende di noleggio a lungo termine (Trento 30,8%).

Electra: 15-20 minuti per una ricarica ultraveloce

di Luca Talotta

Electra ha inaugurato la sua prima stazione di ricarica ultraveloce in Italia, un importante passo avanti per il settore dei veicoli elettrici. Situata in una posizione strategica lungo la strada che collega la A4 alla A22, l’hub supercharger ospita 4 colonnine, per un totale di 8 punti di ricarica con una potenza di 300kW, garantendo una ricarica completa dell’auto elettrica in soli 15-20 minuti.

La stazione, accessibile 24 ore su 24, offre un’esperienza facile ed immediata all’utente grazie all’utilizzo di un’app per smartphone, che permette di individuare e prenotare in anticipo la colonna per la ricarica, ricevendo una stima dei tempi e dei costi di ricarica e pagando tramite app, carta di credito o un abbonamento dedicato per le ricariche.

Alimentata con energia sostenibile, l’hub super veloce sarà gestito proprio dalla stessa Electra, che garantirà un servizio efficiente e di alta qualità a tutti i cittadini e turisti della zona.

Salone di Doha: dal Qatar alla resurrezione di Ginevra

di Roberta Pasero

 

A Doha con Sandro Mesquita, Ceo del Gims, Ginevra International Motor Show, per parlare dell’edizione mediorientale “The ultimate festival of automotive excellence”, in calendario fino al 14 ottobre qui in Qatar che rimetterà in pista in febbraio lo storico Salone svizzero dopo un lungo pitstop.

 

Ma anche di un viaggio tra presente e futuro del mondo automotive che rischia di essere stritolato tra Cina e Paesi arabi. E di un ruolo che Mesquita affronta anche con la tecnica del Savate.

Con Cayenne: sulla… luna, no sull’Etna

di Roberta Pasero

On the moon. Test drive con Porsche Cayenne e-hybrid su e giù dal vulcano Etna.

Modalità Off road Rocks sul sentiero di lava chiuso ai turisti, su fin dove si può, a 2.800 metri, tra forme di vita extraterrestre.

Milano e gli angoli ciechi: basta demagogia sulla sicurezza stradale

Follie UE: trasporto e agricoltura uniti nella protesta

di Paolo Uggé (nella foto) e Marco Colombo, presidente nazionale di FAI-Conftrasporto e segretario di FAI Milano

La FAI – Conftrasporto, tramite il proprio Studio legale, ha inoltrato una diffida al sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e all’assessora alla Mobilità, Arianna Censi. La  Federazione degli Autotrasportatori Italiani chiede la sospensione della delibera di Giunta che impone ai mezzi pesanti l’obbligo dei sensori, per il cosiddetto angolo cieco, per poter continuare a circolare all’interno dell’Area B – praticamente tutto il territorio della città – dal 2 ottobre.

La Federazione, che da sempre pone la sicurezza e la legalità come assolute priorità del proprio operato, ritiene tale provvedimento illegittimo sotto il profilo giuridico, inefficace relativamente all’obiettivo prefissato di miglioramento della sicurezza stradale, pesantemente vessatorio nei confronti del settore autotrasporto.

Nello specifico, dal punto di vista normativo, il Comune di Milano obbliga a installare un dispositivo che l’Europa renderà obbligatorio a luglio 2024 solo per i veicoli nuovi, non ancora regolamentato dal nostro Codice della Strada, pertanto non omologabile, generando confusione e incertezza nei destinatari del provvedimento, che non hanno indicazioni precise sui dispositivi da installare, e che stanno ricevendo preventivi dai venditori di tali apparati a costi esorbitanti.

Per quanto riguarda la sicurezza, la FAI considera sbagliato e, quel che è peggio, non corrispondente allo scopo, affrontare un problema così impattante sull’incolumità e la salute pubblica senza un ragionamento complessivo sulla mobilità milanese, che garantisca una convivenza sicura fra autoveicoli e biciclette attraverso la messa in sicurezza delle piste ciclabili; con attività di controlli a tappeto  sulle strade e  tolleranza zero verso chiunque non rispetta le più elementari regole e comportamenti mettendo a repentaglio la propria e altrui incolumità; soprattutto, con una seria campagna di informazione e formazione per tutti gli utenti della strada sulle norme e i pericoli della circolazione, in particolare per gli utenti più deboli, come fanno negli altri Paesi europei.

In assenza di tali interventi, questa delibera si configura unicamente come l’ennesimo atto di un’amministrazione milanese che continua nella sua campagna di pervicace vessazione del comparto dell’autotrasporto, già oggetto di divieti, limitazioni e balzelli di ogni genere, che non tengono conto del fondamentale ruolo svolto dalla categoria per la vita economica e sociale della città e dei suoi cittadini, dei suoi esercizi commerciali, dei cantieri (anche pubblici, come le nuove linee della metropolitana) e di tutte le attività che rendono Milano una delle più importanti città europee.

Citroën C5X Pure Tech: nel segno del “Double Chevron”

a cura di Safe-Drive

Questa settimana Safe-Drive mette alla prova Citroën C5X che raccoglie l’heritage delle berline audaci e comode della Casa francese. Le forme creano una commistione tra vari generi: l’altezza da terra è tipica delle Suv, la coda è da wagon mentre il lunotto spiovente ricorda lo stile da shooting brake.

La motorizzazione è connotata da un propulsore 1.598 cc  benzina, con potenza di 181 cv e coppia massima di 250 Nm.

Il comfort è garantito dalle sospensioni con i doppi smorzatori idraulici progressivi.

Mobilità elettrica e incentivi: ANCMA ne sollecita lo scongelamento

EICMA 2025: punto di riferimento imprescindibile

Foto: Il presidente di ANCMA, Paolo Magri

Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) torna a chiedere con forza al ministro Urso lo scongelamento dei 5,6 milioni di euro avanzati dallo stanziamento 2022 previsto dal DL semplificazioni per finanziare la dotazione dei fondi Ecobonus destinati all’acquisto di ciclomotori, moto e quadricicli elettrici (categoria L). Lo si legge in una nota diffusa dall’associazione dei produttori e distributori a seguito dell’esaurimento dei fondi 2023 con tre mesi di anticipo sulla fine dell’anno.

“Nei primi nove mesi del 2023 – prosegue il comunicato – il settore ha consumato i 35 milioni di euro stanziati dalla legge di bilancio 2021 e dal DPCM 6 aprile 2022, a conferma del fatto che in questa fase l’incentivo rappresenta ancora una leva importante e misura indispensabile per lo sviluppo di un mercato elettrico”.

Negli scorsi mesi ANCMA aveva segnalato il rischio che il mercato potesse bruciare rapidamente i fondi disponibili, anche per effetto del crescente successo commerciale delle minicar elettriche, che hanno consumato circa il 50% delle risorse stanziate per l’anno 2023.

“Servono certezza e continuità, perché – aggiunge ANCMA – l’andamento a singhiozzo degli incentivi danneggia le aziende del settore, che si vedono impossibilitate a pianificare l’attività commerciale e devono gestire flussi di cassa anomali, oltre, naturalmente, a frenare la diffusione della mobilità elettrica”.

“Sbloccare i fondi 2022-  conclude l’associazione – garantirebbe al settore delle due ruote elettriche una copertura per la parte finale dell’anno. Inoltre, vista la complessità della revisione del pacchetto incentivi destinati al mondo auto, alla quale il MIMIT sta lavorando da alcuni mesi, sarebbe opportuno stralciare il capitolo dei veicoli elettrici della categoria L, per assicurare una gestione autonoma e tempi più rapidi di intervento”.

Transizione verso le zero emissioni: la UE sostenga la sua industria dell’auto

di Sigrid de Vries, direttore generale di ACEA

 

Da quando Ursula von der Leyen ha pronunciato il suo discorso sullo stato dell’Unione all’inizio di settembre, l’annuncio che la Commissione europea intende avviare un’indagine antisovvenzioni sui veicoli elettrici (EV) importati dalla Cina ha provocato increspature non solo in tutta Bruxelles, ma in tutto il mondo.

È chiaro che un commercio “libero ed equo” è stato essenziale per creare un settore automobilistico europeo di successo e una base del suo successo globale. Una sana concorrenza guida l’innovazione nella produzione europea, offrendo ai consumatori scelte sempre più ampie. Il principio implica condizioni di parità tra tutti i concorrenti, in contrasto con le tendenze protezionistiche.

Il commercio libero ed equo è una parte importante del puzzle della competitività globale. Ma le minacce alla competitività industriale dell’Europa assumono molte forme. Ciò di cui abbiamo fondamentalmente bisogno è una strategia industriale globale che ci consenta di competere su un piano di parità con altre regioni del mondo. Ciò significa garantire l’accesso ai materiali critici e all’energia a prezzi accessibili, un quadro normativo molto più favorevole, infrastrutture di ricarica e rifornimento, incentivi all’acquisto e molto altro ancora.

L’Europa dovrebbe sostenere la sua industria automobilistica nella transizione verso lo zero emissioni nette, stabilendo un business case per la trasformazione, lungo tutta la catena del valore. Un esempio immediato di come l’ecosistema dell’UE può essere sostenuto si trova nel commercio con il Regno Unito, uno dei nostri principali mercati di esportazione e fondamentale per far crescere l’industria europea dei veicoli elettrici. Tuttavia, se la Commissione non agirà con urgenza, alla fine di quest’anno verrà applicata una tariffa del 10% sulle esportazioni di veicoli elettrici verso il Regno Unito. Ciò potrebbe costare ai produttori di veicoli dell’UE 4,3 miliardi di euro nei prossimi tre anni, riducendo la produzione di veicoli elettrici di circa 480.000 unità. E andrebbe a scapito della garanzia di un ecosistema di veicoli elettrici sano in Europa, risultando esattamente l’opposto di ciò che l’UE vuole ottenere. Esortiamo pertanto la Commissione ad agire ora per prorogare di tre anni l’attuale periodo di introduzione graduale delle norme sulle batterie.

Sta diventando una buona tradizione che subito dopo il discorso sullo stato dell’Unione europea, ACEA pubblichi il proprio “Stato dell’industria automobilistica”. Gli ultimi dati di questa nuovissima pubblicazione rivelano che, nonostante la forte concorrenza dall’estero, le crescenti tensioni commerciali e un contesto normativo complesso, c’è molto che l’industria automobilistica europea può celebrare, e molto per l’Europa da difendere.

Ad esempio, le Case automobilistiche europee hanno aumentato gli investimenti in ricerca e sviluppo in Europa nel 2021, consolidando la loro leadership come i maggiori investitori automobilistici a livello globale. In effetti, le Case automobilistiche europee hanno investito circa il doppio e quasi quattro volte di più rispetto alle loro controparti giapponesi e cinesi, rispettivamente, per un totale di ben 60 miliardi di euro.

Ancora una volta, l‘industria automobilistica europea ha dimostrato il suo contributo sostanziale all’economia dell’UE. Più di 13 milioni di europei sono ora impiegati in tutta la catena del valore del settore automobilistico, ovvero circa 200.000 in più rispetto al 2019, pari a un considerevole 7% della forza lavoro dell’UE. Si tratta di un’impresa degna di nota in un contesto economico difficile segnato da prezzi dell’energia da record e interruzioni dell’approvvigionamento. Anche i principali Stati membri dell’UE hanno beneficiato di entrate significative derivanti dalle vendite di veicoli e dalle tasse di proprietà, con quasi 400 miliardi di euro nel 2022.

Il 2022 ha visto anche la produzione di veicoli dell’UE continuare il suo rimbalzo, raggiungendo 13 milioni di unità, 1 milione in più rispetto all’anno precedente. Per le automobili, la produzione è cresciuta al ritmo più veloce degli ultimi dieci anni, invertendo quattro anni consecutivi di declino, segno che l’industria sta tornando ai dati pre-pandemia.

Nel complesso, la Pocket Guide di ACEA fornisce un quadro tempestivo di un settore di grande rilevanza dell’economia europea. L’Europa è sempre stata una casa naturale per l’industria automobilistica. Abbiamo una reputazione di lunga data per l’eccellenza automobilistica, producendo alcuni dei veicoli più high-tech ed efficienti nei consumi del pianeta, oltre a una solida eredità come innovatori e concorrenti leader in tutto il mondo. Siamo impegnati a costruire su questo successo in Europa e siamo pronti a co-modellare questo viaggio con i responsabili politici.

Riusciremo a vietare lo stop ai motori termici? È là che bisogna arrivare

di Cristiano Donelli, policy advisor – European parliament

 Al di là delle tante piccole e forse effimere esultanze ad ogni minimo passo indietro rispetto alla strada che porta dritta e veloce l’industria automobilistica verso il baratro, quella è l’unica domanda che deve guidare il filo del discorso, il resto è un “divertissement” per appassionati. Lunedì 25 settembre una delle 3 istituzioni europee che partecipano al processo co-legislativo dell’Unione, il Consiglio UE, forse la meno conosciuta, ma quella con maggiore potere di veto perché espressione dei governi nazionali, ha formulato una posizione meno talebana riguardo agli standard Euro 7, accendendo nuovamente la speranza di chi ancora non si è fatto una ragione che in Europa vorremmo tarparci le ali producendo solo automobili con motore elettrico dal vicinissimo 2035.

Le scadenze per la messa in vigore dei nuovi limiti sono state leggermente allungate, i valori da rispettare sono praticamente uguali a quelli dell’Euro 6 per tutte le categorie di veicoli e dove ci sono maggiori richieste aggiuntive rispetto all’esistente sono sul particolato emesso da gomme e freni, finora sottovalutato e ora utile ad andare a spezzare il capello per trovarle tutte e punire l’industria che già da sola, senza bisogna della maestra severa, innova e crescerebbe se non subisse tutte queste limitazioni.

Ancora è lunga la strada di questa visione del Consiglio cum grano salis perché la negoziazione con le ideologiche Parlamento e Commissione sarà dura e difficilmente vorranno mollare l’osso rispetto al manifesto tanto tragicamente esaltato del divieto dei motori termici, verso il quale gli euro-burocrati erano intenzionati a far tendere lo standard Euro 7, rendendo anti-economico o addirittura tecnicamente impossibile già a breve produrre soluzioni endotermiche.

In questo quadro che fa emergere qualche timido spiraglio di luce nel tipico buio di Bruxelles non si può non riscontrare la posizione tedesca, ancora il più forte indotto automobilistico in Europa, che mostra ahinoi quanto importi loro fare fronte comune con tutto il resto dell’industria europea: zero, come sempre.

Loro hanno ottenuto mesi fa il contentino di poter usare i costossimi e-fuels, guarda caso sviluppati in gran parte in Germania, anche oltre il 2035 e se le altre aziende non tedesche hanno altre esigenze e vogliono costruire insieme una falange per far cadere tutto il baraccone elettrico loro si girano dall’altra parte, anzi rimproverandoci pure che siamo troppo poco ambiziosi.

Così disuniti e accontentandoci solo di infimi raggiungimenti continueranno a fregarci, perciò abbandoniamo le feste e riprendiamo la lotta a favore del settore automotive italiano ed europeo che la strada è ancora lunga e siamo ancora in svantaggio nella lotta all’ultimo goccio di benzina.