Personal car shopper: nasce una nuova figura

Accelerare attraverso la formazione il riconoscimento della figura del personal car shopper. L’iniziativa è della Confederazione AEPI che ha presentato il percorso di formazione dedicato alla nuova figura. Nell’occasione sono intervenuti il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, il presidente di AEPI, Mino Dinoi, e il segretario generale del CNEL, Francesco Tufarelli.

Il personal car shopper, spiega una nota, è un nuovo professionista della mobilità, che conosce a fondo il mercato dell’auto, dagli aspetti normativi a quelli tecnologici, passando ovviamente dai listini dei costruttori e dal panorama degli strumenti finanziari e fiscali in vigore. La creazione di percorsi di formazione certificati è nelle intenzioni di AEPI il primo passo per il riconoscimento formale delle nuove professioni non ordinistiche e per dar loro rappresentanza.

Un lavoro che la Confederazione punta a estendere anche ad altre figure e ambiti di attività. “Il settore dell’automotive – secondo il presidente di AEPI, Mino Dinoi – sta attraversando una fase di completo rinnovamento che investe anche i modelli di acquisto. Il mondo delle professioni, sulla spinta della legge 4 del 2013, deve cogliere le opportunità che si aprono in questa fase. AEPI ha deciso di anticipare le evoluzioni del mercato, avviando con l’Università telematica Iul un percorso di formazione molto articolato. Fa parte del nostro modo di stare accanto ai professionisti, un supporto a trecentosessanta gradi, che guarda sempre al futuro”.

UNRAE al Governo: acceleri sul percorso di transizione “green” che ha in mente

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di Michele Crisci, presidente di UNRAE

 

UNRAE prende atto dell’importante orientamento espresso dal Consiglio Competitività UE che ha rivisto alcune disposizioni della proposta della Commissione, riconoscendo l’efficacia dei test attualmente in vigore e posticipando l’entrata in vigore della nuova normativa Euro 7. Rimane il fatto, però, che l’applicazione del Regolamento in esame comporterà comunque ingenti investimenti per la Case automobilistiche che sono già fortemente impegnate – sul piano economico, tecnologico e, non ultimo, ambientale – nella transizione alla decarbonizzazione e al raggiungimento dell’obiettivo delle zero emissioni previsto da altri Regolamenti europei in vigore.

In questo quadro, diventa sempre più urgente un piano puntuale e chiaro del Governo per determinare il percorso che l’Italia intende seguire nell’ottica della transizione green, rivedendo l’attuale sistema di incentivi per renderli più fruibili, maggiormente indirizzati ai target europei, utili a un accelerato rinnovo del parco, destinati a tutte le imprese, rivedendo le regole e recuperando i residui del 2022 e quelli ormai quasi consolidati del 2023. UNRAE aggiunge, non ultimo, il suo richiamo alla revisione del regime fiscale delle auto aziendali in uso promiscuo, che potrebbe essere velocemente attuata attraverso l’applicazione della Delega Fiscale, in modo da rilanciare la competitività delle imprese italiane, prevedendo l’adozione delle misure più volte richieste da UNRAE, che rilancerebbero un settore utile anche ad un accelerato rinnovo del parco, considerato il veloce ricambio dei veicoli aziendali, che costituiscono un usato “fresco” disponibile per gli automobilisti, con effetti positivi da un punto di vista ambientale ed economico.

Biciclette: per la Commissione UE promosse a pieno titolo

La Commissione Ue ha adottato una proposta di Dichiarazione europea sul ciclismo. Il documento riconosce la bicicletta come mezzo di trasporto sostenibile, accessibile, inclusivo, conveniente e sano, con un forte valore aggiunto per l’economia. Ed elenca i principi per promuovere l’uso della bicicletta che guideranno le azioni future nell’UE. Per la Commissione, “sono necessari impegni chiari, quali reti ciclabili sicure e coerenti nelle città, migliori collegamenti con i trasporti pubblici, parcheggi sicuri, la realizzazione di punti di ricarica per biciclette elettriche e autostrade ciclabili che collegano le città con le aree rurali. infrastrutture ciclistiche in tutti gli Stati membri”.

Il commissario ai Trasporti, Adina Valean, ha dichiarato: “La sicurezza è un prerequisito per incoraggiare l’uso della bicicletta, poichè i ciclisti sono vulnerabili: il 9 per cento delle vittime degli incidenti stradali nell’Ue sono ciclisti. Oltre a infrastrutture più sicure come piste ciclabili apposite, tutti gli elementi dell’approccio Safe System dovrebbero applicarsi sia alle biciclette sia alle auto. Questi includono velocità e uso della strada sicuri e la corretta applicazione delle regole del traffico stradale”.

Inoltre, ha proseguito, «per quanto riguarda la sicurezza, questa Dichiarazione contribuirà a stimolare posti di lavoro di alta qualità, anche nella formazione e nel turismo ciclistico. Nel 2022, nell’Ue sono state prodotte complessivamente 14,7 milioni di biciclette, con un aumento del 29 per cento dal 2012 al 2022». In termini di finanziamenti, la Commissione continuerà a sostenere la bicicletta attraverso il Fondo sociale per il clima, il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo di coesione, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, lo strumento di sostegno tecnico e il dispositivo per la ripresa e la resilienza. Come passo successivo, il Parlamento europeo e il Consiglio potranno rivedere il testo e aggiungere ulteriori impegni, ove necessario, per migliorare l’attuazione di questa dichiarazione non vincolante, che sarà infine firmata da tutte e tre le istituzioni.

Telepass con ITAS Mutua: polizza “Mobilità Protetta”

Telepass, società italiana leader di mobilità integrata, e ITAS Mutua, la più antica compagnia assi-curativa italiana con oltre 200 anni di storia, presentano “Mobilità Protetta”, la nuova “instant insurance” che garantisce una copertura assicurativa automatica al cliente Telepass e ai suoi familiari durante l’uso dei Servizi di Mobilità con Telepass.

A seguito della partnership strategica annunciata lo scorso anno, che ha permesso di integrare alcune coperture assicurative di ITAS all’interno dell’ecosistema Telepass, le due società continuano il percorso di collaborazione mettendo a fattor comune l’expertise nei rispettivi settori e confermano l’impegno sancito dall’accordo per offrire servizi innovativi ai rispettivi clienti.

Con questo obiettivo nasce “Mobilità Protetta”, una polizza che rivoluziona le modalità operative delle assicurazioni tradizionali a favore dell’uso delle tecnologie più avanzate per facilitare la vita degli utenti. Essa si posiziona in maniera distintiva nel mercato insurtech, grazie alla capacità unica di offrire “una copertura che sa quando attivarsi” perché riconosce la tipologia di mezzo che stai usando e ti evita il pagamento di premi inutili quando non hai bisogno di proteggerti.

L’assoluta novità della polizza risiede quindi nella modalità di attivazione e di pagamento del premio, improntate alla massima semplicità. Dopo aver attivato la copertura direttamente su app Telepass in modo gratuito, il cliente pagherà 0,50 € solo quando lui stesso (o un suo familiare) usufruiranno di uno dei Servizi di Mobilità pagati con Telepass per cui è prevista la copertura.

La copertura si attiva ogni volta che l’assicurato utilizza uno dei Servizi di Mobilità e cessa in automatico ogni volta che il servizio stesso termina. Il premio viene addebitato sul conto associato al contratto Telepass fino a un importo massimo di spesa pari a 24 l’anno. Al raggiungimento di tale tetto, il cliente continuerà a essere coperto per i successivi utilizzi dei Servizi di Mobilità, fino alla scadenza della polizza, senza pagare costi aggiuntivi. Il rinnovo è automatico, salvo disdetta.

“Innovazione e semplicità si fondono in un prodotto assicurativo unico sul mercato nato dalla volontà di proteggere i nostri clienti, e i loro cari, quando fruiscono dei nostri Servizi in Mobilità. Una polizza all’avanguardia che, in linea con la mission di Telepass di semplificare la vita delle persone in movimento, si attiva automaticamente e si paga solo al momento del bisogno permettendo di risparmiare tempo ed evitando che si sostengano costi inutili. Così il cliente non ha solo a disposizione un ecosistema di servizi capaci di soddisfare le sue esigenze di mobilità, ma sa anche che può fruirne in modo sicuro, grazie a una soluzione assicurativa dedicata e all’avanguardia”, ha dichiarato Aldo Agostinelli, Chief Consumer and Marketing Officer di Telepass.

“ITAS si sta configurando sempre più come leader italiano nelle polizze instant”, commenta Marco Fusciani, Vice Direttore generale ITAS. “Questo prodotto rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di costante digitalizzazione dell’offerta assicurativa della Compagnia, in linea con il piano di sviluppo improntato a creare prodotti e una user experience sempre più semplice e immediata per l’utente, senza però mai trascurare il fondamentale servizio di consulenza della nostra rete agenziale. Unire prodotti assicurativi ad altri servizi a valore aggiunto è oggi fondamentale per rispondere ai nuovi bisogni dei clienti che per ITAS sono veri e propri soci al centro delle politiche della nostra Mutua, la Compagnia più antica d’Italia”.

“Mobilità Protetta” copre gli assicurati in caso di morte o di grave invalidità permanente (maggiore del 30%) a seguito di infortunio avvenuto esclusivamente durante l’utilizzo di uno dei seguenti servizi di mobilità pagati con Telepass (Autostrada, Taxi, Mobilità Condivisa, Treni, Navi & Traghetti, Stretto di Messina).

Malpensa come Linate: ecco le colonnine ultrafast di Free To X

di Luca Talotta

La collaborazione tra Free To X, società del Gruppo Autostrade per l’Italia, e SEA, società di gestione degli scali di Milano Linate e Malpensa, ha portato alla realizzazione di un progetto innovativo per una mobilità sostenibile e intermodale.

Si tratta della Superfast Charging Station (colonnine ultrafast) inaugurata all’aeroporto di Milano Malpensa, che si aggiunge a quella del vicino aeroporto di Linate già attiva da un anno.

Ed è grazie alla presenza di 3 colonnine Alpitronic HYC300, ciascuna con due connettori CCS2, e una colonnina EVTEC Cappuccino&Charge dotata di connettori CCS2 e CHAdeMO, sarà possibile caricare fino a 6 veicoli contemporaneamente in soli 15-20 minuti.

Inoltre, la stazione di colonnine ultrafast sarà accessibile 24 ore su 24 e accetterà diverse forme di pagamento tramite i maggiori Mobility Service Provider.

Europa: si è vissuto nel mondo dell’impossibile

di Andrea Taschini, manager automotive

Se si potesse riavvolgere il nastro della storia degli ultimi 5 anni e cambiarla, sarebbe probabilmente la cosa più giusta che gli europei potrebbero fare. Errori, utopie prive di fondamento, neo-ideologie guidate da interessi geopolitici inconfessabili, hanno guidato i Paesi occidentali ,ma più nello specifico il Vecchio continente, in una spirale discendente i cui sviluppi rimangono ancora indecifrabili.


Abbiamo vissuto attraverso il mondo dell’impossibile, facendo credere a miliardi di persone teorie incredibilmente surreali, dalla transizione energetica e della mobilità, al metaverso. Ora però arriva il conto e schiacciare metaforicamente il tasto “Rewind”è diventato inevitabile per ripensare, sulle basi del possibile, il futuro dell’Europa

LoJack e High Mobility: in Europa auto connesse sempre protette

LoJack, una società di intelligenza connessa che aiuta le aziende e le persone a tracciare, monitorare e recuperare veicoli e asset vitali con visibilità e informazioni in tempo reale, e Hugh Mobility, un importante fornitore di tecnologia per auto connesse, annunciano la loro partnership strategica finalizzata a utilizzare i dati in tempo reale delle auto connesse per tracciare e recuperare veicoli rubati.

L’innovativa piattaforma dati per auto connesse di High Mobility sarà integrata con la tecnologia SVT (Stolen Vehicle Tracking) leader di mercato di LoJack, consentendo ai proprietari di veicoli e ai gestori di flotte di accedere facilmente ai dati e alla localizzazione dei veicoli in tempo reale. I dati telematici a bordo del veicolo saranno ora a disposizione di LoJack con la maggior parte dei marchi dei produttori di auto. I veicoli prodotti a partire dal 2015 potranno essere collegati e quest’anno verranno annunciati ulteriori marchi e modelli.

L’expertise congiunta di LoJack, con più di 40 anni di esperienza nel recupero di veicoli rubati, e la nuova tecnologia dati per auto connesse di High Mobility, rafforzeranno significativamente le misure di sicurezza dei veicoli fornendo un livello di protezione senza precedenti contro il furto e l’uso non autorizzato. In caso di furto, i dati forniti da High Mobility renderanno possibile localizzare la posizione esatta anche dei veicoli non dotati della tecnologia LoJack. La localizzazione tramite segnale GSM si aggiunge alla soluzione tradizionale di radiofrequenza di LoJack, in grado di tracciare veicoli nelle situazioni più complesse, anche grazie al team sicurezza impegnato nella ricerca nell’area. Questa partnership è destinata ad aumentare il numero di recuperi di veicoli rubati in tutti i mercati, poiché le due tecnologie potenzieranno le possibilità di recuperare i veicoli.

Grazie alla loro presenza globale combinata e alle reti consolidate, LoJack e High Mobility saranno ben posizionate per offrire le loro soluzioni ai clienti dei mercati europei. La partnership mira a utilizzare la tecnologia dei veicoli connessi per prevenire il furto e successivamente espandersi ad altri mercati.

“Questa collaborazione apre la strada allo sviluppo di nuove forme di mobilità più sicure e connesse”, ha dichiarato Massimo Braga, VP/General Manager di LoJack Italia. “Le forze di High Mobility e LoJack convergono in un’unica interfaccia completa e facile da usare, dedicata al canale BtoB sia per i veicoli protetti da LoJack che per quelli non protetti, migliorando la loro sicurezza in caso di furto e supportando le attività che potrebbero sorgere nella gestione della flotte“.

“Siamo entusiasti di collaborare con LoJack e fornire loro accesso a preziosi dati in tempo reale all’interno del veicolo provenienti dai principali marchi automobilistici. Questa integrazione supporterà LoJack nel migliorare i propri servizi e offrire un’esperienza ancora più fluida. Questa partnership rappresenta il futuro della tecnologia automobilistica, nella quale i dati all’interno del veicolo apriranno nuove possibilità in termini di sicurezza, protezione e comfort. Siamo orgogliosi di svolgere un ruolo chiave in questo sviluppo”, aggiunge Risto Vahtra, CEO di High Mobility.

Mercato Italia “drogato”: a settembre boom di km 0

Laura Gobbini, Project management Data Analyst di Dataforce Italia

Il mercato continua a essere drogato dalle auto-immatricolazioni, mentre il mercato vero mostra qualche segno di cedimento, soprattutto nel comparto del noleggio. I numeri di settembre parlano da soli: +92% di km 0 e +17% del resto del mercato, con il noleggio lungo termine che rallenta per l’esaurimento della coda ordini, mentre il breve termine per via della stagionalità.

Unico segnale positivo: il canale dei privati a settembre è cresciuto più della media del mercato. Ma le famiglie non comprano auto elettriche: puntano sempre sulle benzina o, al limite, sulle auto a gas.

Picco delle auto in strada raggiunto: ora l’inizio del calo

di Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile
(dalla settima Conferenza nazionale sulla sharing mobility)

Abbiamo raggiunto il picco delle automobili circolanti in Italia, molte auto saranno rottamate per il 2030 per vari divieti e non tutte saranno sostituite. I giovani non solo prendono meno la patente, ma hanno anche meno auto intestate e, dunque, la diminuzione del numero di auto in Italia è un trend strutturale e non migliorerà solo l’ambiente, ma aumenterà la domanda di mobilità condivisa e ciclo.

Nel 2020, il 47% dei giovani ha preso la patente, gli under 25 con un’auto intestata sono in calo del 43% rispetto al 2011 e non è un dato solo italiano.Questo trend strutturale è rafforzato in Italia dal calo della produzione. La decarbonizzazione dei sistemi produttivi potrà avere impatti positivi nelle filiera occupazionale sia dei settori in trasformazione sia in settori paralleli.

Rc Auto: +27,9% in 12 mesi, premio medio a settembre di 614,39 euro

La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo l’Osservatorio di Facile.it . in soli 12 mesi il premio medio pagato dagli automobilisti italiani per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 27,9% arrivando, lo scorso mese, a 614,39 euro, vale a dire oltre 130 euro in più rispetto a settembre 2022. A guidare la classifica dei rincari è l’Umbria, dove lo scorso mese i premi sono saliti mediamente del 37,9% rispetto a 12 mesi prima. Seguono il Lazio (+36%) e la Sardegna (+34,4%).

Guardando ai valori assoluti, invece, non stupisce notare come la Campania si confermi essere ancora una volta la maglia nera d’Italia; nella regione, lo scorso mese, per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano, in media, 1.062,49 euro, vale a dire il 73% in più rispetto alla media nazionale. Seppur a gran distanza, seguono sul podio la Calabria (673,07 euro) e la Puglia (665,36 euro). Al contrario, le aree più economiche d’Italia si confermano essere il Friuli-Venezia Giulia (415,92Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 11 milioni di preventivi e relative quotazioni raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

«È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

Aumenti a doppia cifra in tutta Italia

Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutta la Penisola, seppur con delle differenze.

La classifica delle regioni che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata dall’Umbria, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 37,9% rispetto all’anno precedente. Seguono il Lazio, che ha segnato un aumento dei premi medi pari al 36%, e la Sardegna (+34,4%).

Campania sempre la più cara, FVG la più economica

Guardando ai valori assoluti non stupisce notare come la Campania si confermi essere ancora una volta la maglia nera d’Italia, dal momento che, a settembre 2023, per assicurare un’auto nella regione occorrevano, in media, 1.062,49 euro, vale a dire il 73% in più rispetto alla media nazionale. Seppur a gran distanza, seguono sul podio delle aree più costose del Belpaese, la Calabria, con un premio medio di 673,07 euro, e la Puglia (665,36 euro).

Sul versante opposto della classifica, invece, si posiziona il Friuli-Venezia Giulia, che – anche quest’anno – guadagna il primato di regione meno cara della Penisola sul fronte Rc Auto; qui, lo scorso mese, occorrevano mediamente 415,92 euro per assicurare il proprio veicolo a quattro ruote. Seguono il Trentino-Alto Adige, con una tariffa media pari a 443,88 euro, e la Lombardia, dove il premio medio rilevato lo scorso mese era pari a 474,38 euro.

Garanzie accessorie

Tra le garanzie accessorie sottoscritte dagli guidatori italiani emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata ancora una volta l’assistenza stradale, selezionata dal 43,6% degli automobilisti. Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (19,2%), la tutela legale (14,8%) e la copertura furto e incendio (10,6%).