Iveco Group: sempre più nel futuro con il CIM4.0

Qashqai

Foto: Enrico Pisino, Ceo del CIM4.0

Iveco Group, multinazionale automotive che opera nel settore dei veicoli commerciali e speciali e dei motori industriali, entra come activity partner nel CIM4.0, il centro di competenza nazionale a elevata specializzazione per l’automotive e l’aerospace. Con questo accordo di collaborazione il Competence Industry Manufacturing 4.0 – operativo dal 2019 con l’obiettivo di aiutare le imprese, soprattutto PMI e startup innovative, sul fronte del trasferimento tecnologico e della digitalizzazione di processi e prodotti innovativi – punta a promuovere, insieme ad un partner industriale leader di settore, servizi e iniziative legate alla mobilità ecosostenibile e a coinvolgere nello sviluppo importanti filiere produttive italiane (Tier1 e Tier2).

Iveco Group infatti promuoverà all’interno del Competence Center la collaborazione su tecnologie, di processo e di prodotto, innovative relative all’elettrificazione del veicolo e alla propulsione a idrogeno, sia per quanto riguarda mezzi commerciali leggeri, sia mezzi di medie e grandi dimensione per il trasporto di merci e di persone. Il tutto finalizzato allo sviluppo di un ecosistema industriale world class.

“Siamo molto felici di poter accogliere Iveco Group come partner del nostro Competence Center – spiega Enrico Pisino, Ceo del CIM4.0 – la presenza di un capo filiera così importante, ci consentirà di promuovere e sviluppare concretamente servizi e iniziative focalizzate al trasporto sostenibile. Grazie a questa collaborazione molte imprese italiane potranno accedere alle nuove tecnologie e a casi d’uso legati allo sviluppo dei nuovi veicoli o servizi di trasporto ed essere fattivamente coinvolte nel processo di sviluppo delle nuove filiere produttive quali quelle dell’elettrificazione e/o dell’impiego di nuovi combustibili”.

“In un momento di profonda trasformazione tecnologica e di transizione verso nuovi modelli di manifattura sostenibile, – commenta Ángel Rodríguez Lagunilla, Chief Manufacturing Officer, Iveco Group – il Competence Industry Manufacturing 4.0 rappresenta una piattaforma unica di dialogo e scambio di know how tra le imprese dell’ecosistema automotive italiano. Iveco Group intende contribuire a questa piattaforma con le sue competenze per facilitare lo sviluppo di una nuova mobilità a basse e a zero emissioni grazie alle propulsioni a biometano e a elettricità, con batterie e a idrogeno, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione adottati o in via d’adozione in ambito nazionale ed europeo”.

Volvo Group: prima app per la sicurezza dei camion elettrici

Sulla base della sua lunga tradizione di innovazioni in materia di sicurezza, Volvo Group è il primo produttore di veicoli pesanti a lanciare un’app di sicurezza per veicoli elettrici a Realtà aumentata (RA), progettata specificamente per supportare i primi soccorritori in caso di emergenza. L’app è sviluppata per fornire informazioni preziose e istantanee dal camion elettrico al team dei servizi di emergenza che arriva sulla scena per guidarli in tempo reale e garantire condizioni di salvataggio sicure.

I camion elettrici cambieranno il mondo, non solo in termini di rendere i trasporti più sostenibili ma anche nel modo in cui guidiamo e interagiamo con i veicoli stessi. La tecnologia in questione – in particolare i sistemi ad alta tensione in grado di alimentare un veicolo elettrico pesante – sta cambiando anche il modo in cui consideriamo la risposta alle emergenza, in quanto richiede una propria serie di nuovi parametri  e routine di sicurezza.

“Questo non solo dimostra come la visione di sicurezza di Volvo arrivi a coprire gli eventi che si svolgono al di fuori della cabina, ma si tratta anche di fare in modo che i nuovi parametri di sicurezza che i camion elettrici portano con sé siano considerati”, afferma Anna Wrige Berling, Traffic and Product Safety Director presso Volvo Trucks. “Vogliamo fornire informazioni ai primi soccorritori, in modo che a loro volta possano prepararsi per il passaggio generale verso il trasporto elettrico e al cambiamento del loro lavoro. Poi c’è il fatto che questa app è un uso davvero prezioso della Realtà Aumentata: ancora una volta, ciò dimostra come la tecnologia è una parte essenziale della nostra missione generale di sicurezza come qualsiasi altra.”

L’ app Emergency Response Guide, ora disponibile per il download gratuito daglii store Android e Apple, fornisce informazioni sulla sicurezza per tutti i marchi di veicoli pesanti di Volvo Group, tra cui Volvo Trucks, Renault Trucks e Mack Trucks. Per i camion elettrici Mack le le funzionalità AR verranno aggiunte nel mese di giugno 2023.

Utilizzando una combinazione di connettività, fotocamera, sensori, modelli 3D e sovrapposizioni di Realtà Aumentata, l’app di sicurezza può fornire ai primi soccorritori una visione dettagliata del veicolo. Offre informazioni sulla posizione di cavi ad alta tensione, pacchi batteria e altri componenti chiave, nonché istruzioni dettagliate su come interrompere in sicurezza l’alimentazione del veicolo elettrico in caso di emergenza.

“L’app per la sicurezza è stata testata in una varietà di scenari reali e ha ricevuto feedback positivi dai primi soccorritori che l’hanno provata sul campo”, afferma Vincent Barnoux, AR Expert & Business Solution Engineer presso Volvo Group.

Investimenti auto verso l’Africa: non resta che piangere

di Cristiano Donelli, policy advisor

 

Se l’Europa continua ad isolarsi, chiudendosi autonomamente in una nicchia che rifugge la neutralità tecnologica e il buon funzionamento di mercato, non si prevedono buone nuove per la sostenibilità a lungo termine del nostro tessuto industriale.

L’industria automobilistica è sempre stata una delle più grandi e importanti in Europa da quando esiste il concetto di mobilità privata a motore, ma nel nuovo paradigma portato dell’ideologia green, pare che non si debba più né possedere mezzi privati né muoversi con mezzi di trasporto individuali che altrimenti entri nel girone dantesco degli inquinatori.

Questo tipo di scenario minimalista, o ancor meglio pauperista come diceva qualcuno che di impresa ne ha fatta, viene imposto da una élite di portatori di interessi che influenza la politica e che come triste risultato fa scappare gambe levate gli investitori e i posti di lavoro, con la conseguenza di una desertificazione industriale, di competenze, di stipendi, di denari.

Per quanto riguarda le esaltazioni climatiche, ma anche andando sul piano geopolitico in senso militaresco, come oggi piace a tanti, se appena apriamo gli occhi ci accorgiamo che non è che improvvisamente scompare tutto nel mondo se l’Occidente masochisticamente decide di chiudersi in una caverna buia, anzi con un sguardo dall’alto si noterà l’isolamento e il rimpicciolimento di ciò che convenzionalmente perimetriamo nella società civile.


Stellantis, così come tutte le aziende che si sostengono grazie ad un flusso di fatturati e profitti,
non smette quindi di investire se l’Europa non mostra più tutto quel desiderio di progredire economicamente, ma piuttosto di fare un “downgrade” delle proprie ambizioni.

La prima cosa che ha fatto è stata spostare la sede dove le tasse sui profitti sono minori, e lì tutte le critiche del caso anche giustamente, però il passo successivo è spostare tutto e lasciarci a elucubrare se respireremo meglio con la gente a casa sul divano a prendere un reddito perché di posti di lavoro neanche l’ombra a dispetto da qualsivoglia centro per l’impiego.

Africa, Asia, Americhe continueranno a far funzionare il mondo come lo abbiamo sempre visto progredendo nello sviluppo, e nello specifico del settore automotive avranno motori performanti, sicuri, durevoli, efficienti, sostenibili, mentre noi una mobilità per ricchi e per gli altri si dirà se è colpa loro che non sono così focalizzati nell’essere “smart”, e pure dei potenziali inquinatori si prenderanno.

Comunque credo di non essere solo a vedere che non ha (buon)senso produrre le Fiat 500 con motore endotermico in Algeria e poi comprarle di seconda mano là perché la Tesla non possiamo permettercela, ma forse nessuno vuole fermare questa discesa verso il baratro.

LoJack SmartDealer: l’attività di intelligence del concessionario sul veicolo

Consentire al dealer di monitorare in modo strategico tutte le fasi dell’intero processo di vendita (dall’inventario al test drive), fino all’assistenza nel post vendita, attivandosi per supportare il cliente ogni volta che ne ha realmente bisogno e pianificando con lui le attività di manutenzione, prevenendo possibili guasti alla vettura, non facendo mancare il supporto nei momenti più critici.

Sono queste le principali novità integrate nella rinnovata piattaforma telematica per i dealer SmatDealerpresentata da LoJack, società leader nelle soluzioni telematiche per la mobilità e nel recupero dei veicoli rubati, in occasione del recente Automotive Dealer Day, tenutosi a Verona.

La piattaforma, facilmente integrabile con altri sistemi di Customer Relationship Management, presenta oggi nuove soluzioni hi-tech, studiate su misura per i concessionari, che consentono di trasformarsi in partner dinamico del cliente, in grado di rafforzare tutti gli aspetti relativi alla sicurezza, alla manutenzione e gestione del veicolo nella vita di tutti i giorni.

Il supporto di SmartDealer al concessionario inizia ben prima del processo di vendita; la soluzione infatti permette di monitorare rapidamente qualsiasi veicolo sul piazzale, controllando la posizione e lo stato della batteria, per dedicare più tempo all’attività di vendita e meno risorse nella ricerca dei veicoli. In questo modo anche le attività di inventario vengono svolte istantaneamente, senza margine di errore e con attenzione alla sicurezza. Grazie a un’innovativa tecnologia di geofencing, infatti, il concessionario può impostare un confine virtuale intorno ai veicoli per ricevere avvisi su eventuali movimenti non autorizzati o quando un veicolo è fuori dal piazzale di riferimento.

Un monitoraggio che si estende anche ai parametri strategici per vetture demo e di cortesia e alle attività di test drive per ricavare best practice e incrementare le conversioni in contratti di vendita condividendo i risultati con la rete.

SmartDealer, inoltre, migliora il rapporto con cliente, aumentando il numero dei suoi passaggi in officina grazie alla possibilità di contattarlo tempestivamente appena un guasto viene segnalato sul cruscotto della vettura e contestualmente visualizzato sulla piattaforma; pianificare l’intervento di manutenzione ordinaria dei veicoli in base ai chilometri percorsi; fornire, in caso di incidente, il servizio di assistenza necessario, meccanico oppure sanitario o pianificare un ripristino presso il proprio service, potendo contare su una stima dei danni sul veicolo. I sensori avanzati a bordo del veicolo rilevano se questo viene coinvolto in un incidente, identificandone la gravità; organizzare al meglio e in modo mirato efficaci campagne promozionali e azioni di marketing diretto, che i driver visualizzeranno grazie all’App LoJack Connect.

Altro valore aggiunto dell’offerta è dato dalla centrale operativa LoJack, sempre attiva (7 giorni su 7, h24), che gestisce il primo contatto con il cliente sia nei casi di malfunzionamento della vettura, che di incidente per supportare il proprietario del veicolo al meglio.

Ma non solo. Un team di esperti di Business Development Management accompagna la concessionaria nella sua trasformazione digital, guidandola lungo il percorso di crescita verso una gestione efficiente dei touch point con il cliente e un più efficace dialogo tra i reparti. Un supporto che si estende anche all’analisi dei risultati raggiunti.

“I concessionari sono chiamati oggi a rispondere alle sfide poste da un processo di vendita e di assistenza al cliente sempre più digitale che offre grandi opportunità”, sottolinea Nicola Mannari, Senior Sales Director di LoJack Italia, “Grazie alle nuove funzionalità messe a punto sulla nostra piattaforma, il dealer può oggi gestire al meglio e in modo smart le proprie attività, personalizzare il rapporto con il singolo cliente e attivare un dialogo mirato e basato sulle sue reali esigenze del momento, prevenendo l’accensione delle spie sul cruscotto e, quindi, il malfunzionamento della vettura e aiutandolo di fatto a rendere più sicura la propria auto”.

ACI Milano plaude Fontana (Lombardia): “Ok la missione anti-ideologia all’UE”

Nuovo Codice della strada: più educazione alla responsabilità - Foto ufficio stampa ACI MI

Foto: Geronimo La Russa, presidente di ACI Milano

“La proposta di revisione della Direttiva sulla qualità dell’aria al vaglio della Commissione europea produrrebbe danni ingenti innanzitutto al sistema produttivo nazionale e, più specificatamente, a tutti i cittadini che possiedono un veicolo nell’area del bacino padano e in particolare a Milano e in Lombardia. Bene ha fatto, quindi, il presidente Attilio Fontana, con alcuni rappresentanti della sua Giunta, a recarsi a Bruxelles per portare avanti le istanze di un territorio che, ricordiamolo sempre, orograficamente è nettamente penalizzato rispetto a tutto il resto d’Europa“.

Così Geronimo La Russa, presidente dell’Automobile Club di Milano, commenta la presa di posizione da parte della Regione Lombardia, in missione al Parlamento Europeo, per sostenere come “eventuali restrizioni in discussione a Bruxelles produrrebbero danni ingenti e inaccettabili”.

“Bisogna uscire da retaggi ideologici che, fra l’altro, nel caso della Lombardia, non tengono conto di aspetti decisivi come il posizionamento geografico”, aggiunge il presidente La Russa. “Nella nostra regione, come in tutto il resto del Paese – conclude – da anni si lavora per cercare di ridurre le emissioni inquinanti. Giusto, dunque, porre in essere politiche di contenimento. Ma non è possibile che ciò avvenga, come vorrebbe Bruxelles, penalizzando sempre gli stessi, ovvero Milano, la Lombardia e l’Italia intera”.

Ford Tourneo: multispazio sempre sulla breccia

a cura di Safe-Drive

Le “multispazio” non tramontano mai. Mescolare lo spazio, con il comfort e l’efficienza è una formula che infatti funziona, eccome. Lo dimostra anche Ford che è presente sul mercato con Ford Tourneo Connect. In questo caso Safe-Drive ha messo alla prova la versione lunga 4 metri e mezzo.

Le sedute sono cinque, comode, ma questo non preclude la grande capacità di carico. La modularità deriva dai sedili che sono ribaltabili, reclinabili o removibili. Sotto il cofano, in questa occasione, troviamo un motore Diesel 1.997cc, 4 cilindri, da 122 cv e 320 Nm di coppia massima.

Transizione all’elettrico: occorre più tempo, rischi Cina e occupazione

di Franco Bernabé, presidente di Acciaierie d’Italia (dal Festival dell’Economia 2023 di Trento)

La strada dell’auto è tracciata verso l’ettrificazione, ma servirebbero altri tempi per gestire la transizione dell’industria e l’impatto sociale sull’occupazione. Le
auto hanno un footprint carbonico dell’8% rispetto al totale, il trasporto pesante vale il 9%, altri trasporti (aereo e marittimo) valgono il 7-8%.

 

L’auto elettrica è alimentata da energia elettrica che non sempre è verde. Oggi l’energia viene soprattutto da carbone, gas e atomica. E in più ci sono i problemi a monte: produzione di cobalto e nichel – altamente inquinante – e poi a valle lo smaltimento delle batterie.

 

Quindi, esiste un problema serio. Bisogna valutare dall’inizio alla fine la produzione di auto elettriche che non vuol dire che non si deve andare nella direzione della transizione, però vuol dire affrontare un problema più complesso.

 

A questo bisogna unire il fatto che per la produzione di  auto elettriche servono mediamente la metà del componenti di un’ auto con motore a combustione interna, quindi in Italia, per esempio, c’è una filiera che viene a mancare.

 

In più, la Cina ha il 60% del parco installato di  auto elettriche. La Cina produce i pezzi e poi li porta dove serve montarli. Così i player cinesi diventeranno quelli che hanno il predominio, questo significa dover affrontare un processo di riconversione di cui io non vedo spazi a livello occupazionale.

 

In conclusione, andiamo in quella direzione, ma servirebbero tempi per gestire la transizione anche sociale che sarà molto complessa.