Elettrificazione e trasformazione industriale: per noi una grande opportunità

di Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis – (dal “Corriere della Sera” del 4 agosto 2022)

 

Quando si cambiano le regole per le gare, all’inizio le squadre restano sorprese, non sono sempre d’accordo. A un certo punto però devono fare il reset, dalla tecnologia al design se vogliono restare competitive. E questo è quello che sta accadendo nel settore
automotive.

 

L’elettrificazione è la più grande trasformazione industriale degli ultimi anni, voluta dalla politica con la scadenza del 2035, votata dal Parlamento europeo e dunque dai cittadini. Credo che nel Dna del gruppo ci siano le capacità per trasformarla in una grande opportunità. Abbiamo la tecnologia, gli uomini, gli impianti e le capacità manifatturiere per arrivare al 2030 come una sola squadra.

 

In Europa siamo al secondo posto nelle vendite di auto elettriche con meno di 3.000 unità dietro a Volkswagen; posso dire che gli stiamo sul collo. Negli Stati Uniti siamo terzi nei veicoli a bassa emissione. Siamo in competizione per i migliori. Entro il 2030 il 70% dei nostri veicoli sarà elettrico, 100% delle nostre vendite in Europa. Non divideremo il gruppo come ha fatto Ford, creando una newco per il settore elettrico.

 

In Stellantis non c’è vecchio e nuovo da dividere, siamo un unico gruppo che va in un’unica direzione. Capisco le preoccupazioni, ma stiamo investendo 30 miliardi di euro in elettrificazione e software. All’inizio dell’anno prossimo faremo annunci del segmento B che è molto importante per l’Italia.

 

Cantieri, traffico e scarsa manutenzione: viaggio di Altroconsumo nei disservizi

L’estate prende campo e si intensificano così le occasioni per gli italiani di mettersi in viaggio. L’inchiesta sulla sicurezza stradale svolta da Altroconsumo ha raccolto la valutazione degli automobilisti riguardo alle strade che percorrono abitualmente. Dopo l’analisi sui comportamenti e abitudini dei cittadini alla guida pubblicata lo scorso marzo, sotto la lente in questo caso le condizioni delle strade urbane ed extraurbane, nonché delle autostrade del nostro Paese, che ogni giorno vengono percorse da milioni di persone. I guidatori hanno espresso il loro grado di soddisfazione sulle strade che percorrono in automobile. Gli aspetti che irritano maggiormente i rispondenti sono i ricorrenti lavori e il traffico presenti in autostrada, pessimo secondo gli automobilisti lo stato del manto stradale in città e nelle strade extraurbane.

 

Nel mese di maggio l’Antitrust, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ha sanzionato Autostrade per l’Italia per non aver ridotto i pedaggi sulla rete, a fronte dei forti disagi: non si tratta della prima sanzione ad ASPI da parte dell’Autorità. A causa dei mancati interventi di manutenzione obbligatoria tra il 2009 e il 2018, Autostrade ha cercato di recuperare terreno in questi  ultimi due anni con l’apertura di nuovi cantieri, aumentando in parallelo i prezzi dei pedaggi. Il risultato è che i costi dei transiti autostradali sono aumentati del 28%.

 

Per questo motivo, già nel 2020 Altroconsumo ha provveduto a segnalare le gravi carenze nella manutenzione delle infrastrutture all’Antitrust, che poi nel 2021 ha imposto una sanzione da 5 milioni di euro ad Autostrade per i forti disagi causati alla viabilità. Dopo l’intervento dell’Autorità, l’Organizzazione ha deciso di avviare una class action nazionale per ottenere da Autostrade il risarcimento di parte dei pedaggi pagati dagli automobilisti negli ultimi 10 anni a fronte dei mancati investimenti, azione a cui hanno ad oggi preaderito 80.382 persone su “altroconsumo.it”.

 

Automobilisti infastiditi

Cantieri eterni e diffusi lungo la rete autostradale infastidiscono gli automobilisti, anche se lo scenario risulta essere a macchia di leopardo: le maggiori criticità emergono per le autostrade che collegano la Liguria (A10 Genova-Ventimiglia, A6 Torino-Savona, A7 Milano-Genova), e quelle che percorrono Sicilia e Calabria (A18 Messina-Catania, A19 Palermo-Catania, A2 Salerno-Reggio Calabria) per tutte voti insufficienti e inferiori alla media. L’inchiesta, inoltre evidenzia che diverse tratte della stessa autostrada possono essere molto differenti tra loro. Ad esempio, la A14 Adriatica riceve una valutazione sopra la media, ma per il tratto tra Ancona e Pescara che attraversa Marche e Abruzzo, il giudizio risulta meno positivo.

 

Manto stradale inadeguato

Più della metà degli intervistati (52%) è insoddisfatto delle strade della propria città, l’aspetto che genera più disagi è lo stato del manto stradale, giudicato inadeguato, con una valutazione media di 39 su 100. L’altro aspetto critico è la convivenza forzata con i diversi utenti della strada: oltre agli automobilisti, pedoni, ciclisti, mezzi pubblici. Infine, ulteriori criticità nei tratti urbani sono legate al traffico. Analizzando i risultati per area metropolitana, spiccano i giudizi molto bassi dei cittadini di Catania (36 su 100) e Roma (39 su 100), mentre la più gradita è Bologna (65 su 100), storicamente nota per avere una mobilità a misura d’uomo.

 

I giudizi peggiori sono rivolti alle strade provinciali e statali, il 54% si dice insoddisfatto, anche per le strade extraurbane l’aspetto più critico risulta la condizione del manto stradale, seguito dalla segnaletica insoddisfacente.

 

 

 

Patenti e sicurezza stradale: con il “DL Infrastrutture” motociclisti più preparati

Foto: Emilio Patella, segretario nazionale delle Autoscuole UNASCA

Patenti moto, con il “DL Infrastrutture-bis” nessuna scorciatoia per il passaggio dalla A1 alla A2 e da questa alla A e nemmeno nessun favore alle autoscuole. Con l’esame di guida già sostenuto, ci si può concentrare in autoscuola sulla preparazione alla sicurezza stradale, secondo gli obiettivi del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2021-2030, e di quelli europei di Agenda UE 2030 che fissa per quell’anno la riduzione del 50% delle vittime e dei feriti gravi da incidenti stradali e, infine, di “Vision Zero” al 2050. La conversione in legge di questo decreto ha presentato alcune novità per il Codice della Strada che spaziano dalla classificazione dei veicoli alla mobilità ciclabile, alle sagome dei veicoli, al corso di formazione, presso un’autoscuola, per i titolari di patente A1 che vogliano passare alla A2 o da questa alla A “senza il sostenimento di un esame di guida”. 

 

“La novità introdotta dal DL Infrastrutture bis che ha suscitato più clamore e confusione – dichiara Emilio Patella, segretario nazionale delle Autoscuole UNASCA – anche tra gli addetti ai lavori, è quella sul corso di formazione per il passaggio di patente dei motociclisti. Ci sono due elementi da tenere distinti. Il primo riguarda gli obiettivi che l’Italia e l’Europa si sono date per la sicurezza stradale. Il secondo riguarda la situazione del personale in servizio alla Motorizzazione civile, numericamente insufficiente per far fronte, da Nord a Sud, al conseguimento delle abilitazioni alla guida. Chi si occupa di sicurezza stradale e di formazione dei conducenti dovrebbe tenere presenti i dati Istat sugli incidenti stradali. Nel 2021, in Italia, ci sono stati 2.875 morti in incidenti stradali. Il dato è in aumento del 20 per cento rispetto all’anno precedente. Di questi, 695 erano motociclisti. Senza contare i 204.728 feriti, in aumento di oltre il 28 per cento rispetto al 2020 e ai 151.875 incidenti stradali”. 

 

È in questo contesto che si inserisce la decisione del Legislatore a favore di una “formazione adeguata”, che è una possibilità, non l’unica scelta percorribile per i motociclisti. La direttiva sulle patenti 2006/126/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dal 20 dicembre 2006 dà la possibilità di approfondire e sviluppare maggiori capacità di condurre motocicli con il supporto di istruttori di scuola guida esperti.

 

“Definire la norma come un favore alle scuole guida, mostra superficialità. La formazione adeguata non sostituisce in toto, ma si presenta come alternativa all’esame di guida per la verifica delle capacità e dei comportamenti. L’allievo che intenderà conseguire la patente A2 o A con le attuali modalità, cioè con l’esame di guida, sarà libero di continuare a farlo”, aggiunge il Segretario nazionale delle autoscuole UNASCA Emilio Patella.

 

Infine, le tempistiche per la formazione adeguata. “L’attuazione della norma non partirà immediatamente. Inizierà appena il Ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili avrà individuato l’intero iter formativo ed amministrativo, che dovrà essere regolato da disposizioni ben precise. È difficile fare previsioni, ma sicuramente non entro il mese di agosto come molti hanno infondatamente annunciato. Infine, condizione indispensabile al rilascio della patente di guida con le nuove disposizioni, per quanto riguarda la categoria A2 o la categoria A, è che il candidato abbia acquisito un’esperienza di almeno due anni su un motociclo rientrante nella categoria A1 o nella categoria A2», conclude Patella.

Incentivi per i mezzi trainati: esauriti in pochi secondi, si faccia di più

Trasporto pesante: la politica se ne disinteressa

di Paolo Starace, presidente di UNRAE Veicoli Industriali

 

Con i risultati del mese di giugno ancora in positivo, il comparto dei trainati sembrerebbe essere meno soggetto alla volatilità che ha contraddistinto sinora il settore, sebbene bisognerà attendere ancora i prossimi mesi affinché si possa definire un chiaro trend positivo per l’anno in corso. Ricordiamo che, in merito agli incentivi erogati dal MIMS come da Decreto Ministeriale n. 459/2021, che prevedevano 5 milioni di euro nel primo periodo di incentivazione per il rinnovo del parco dei trainati, i fondi sono andati esauriti in soli 4 secondi a fronte di richieste pari al 462,6% delle risorse stanziate.

 

Alla luce delle chiare e manifeste difficoltà nell’erogazione dei sostegni pubblici al settore dell’autotrasporto attraverso il meccanismo del “click day”, già più volte denunciate dall’intera filiera, UNRAE chiede interventi di semplificazione che rendano più accessibili i contributi anche per il comparto dei mezzi trainati.

 

Al fine di non vedere esclusa buona parte delle imprese che investono in nuovi veicoli, è auspicabile per il futuro una revisione della modalità di accesso ai contributi, così come un incremento dei fondi stanziati.

E-GAP e Autotorino: ricarica “on demand” a chi sceglie le auto con la spina

E-GAP e Autotorino annunciano di aver siglato un accordo per innovare e rendere più ‘”riendly” la e-mobility. Il primo servizio di ricarica rapida urbana, mobile e “on-demand” in Europa, attivo a Milano, Roma, Bologna e Torino, e il principale dealer italiano offrono infatti da ora servizi di ricarica elettrica “on demand” ai nuovi clienti di Autotorino che acquistano vetture full-electric o plug-in hybrid. Accessibilità, semplicità di fruizione e servizi su misura sono i princìpi ispiratori delle formule che Autotorino propone ed evolve quotidianamente in fatto di mobilità. In questa direzione, e per offrire un nuovo livello di servizi “on demand” per la e-mobility, prende forma ora questa partnership, che consentirà di “viaggiare elettrico” nella massima comodità e serenità.

Grazie alla flotta di van 100% elettrici, i clienti Autotorino ed E-GAP con una semplice prenotazione via App possono ricevere un rifornimento rapido e green di energia elettrica alla propria vettura, ovunque si trovino entro uno dei perimetri cittadini serviti da E-GAP. L’operatore raggiunge infatti il luogo preferito nella prenotazione, facendo risparmiare sia i tempi di percorrenza per il raggiungimento delle infrastrutture, sia quelli previsti per la ricarica.

“La transizione alla mobilità elettrica è un percorso che sta cambiando profondamente l’intero mondo automotive, e che sta progressivamente interessando automobilisti e consumatori”, commenta Mattia Vanini, partner & project manager di Gruppo Autotorino. “Crediamo che questa nuova partnership sia un’occasione per concorrere attivamente agli obiettivi del percorso di transizione; le formule di servizi mirati alla e-mobility infatti possono renderne facile e sostenibile l’accesso. La scelta di partner coerenti e specializzati come E-GAP ci permette di sostenere l’abbattimento delle emissioni locali grazie all’utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili certificate, oltre a portare avanti la nostra mission di “Mobility Provider” con una visione più ampia che abbraccia il territorio che ci circonda, per tutelarlo e difendere il suo ambiente e le sue comunità”.

“Gli ambiziosi obiettivi europei di diffusione di auto elettriche nei prossimi anni possono essere pienamente raggiunti se, nella fase di scelta di acquisto della macchina, sapremo accompagnare e rassicurare il cliente in questa transizione, soddisfacendo tutte le esigenze di comodità del consumatore. Tutto questo grazie anche a tecnologia di ricarica sostenibili, flessibili e all’avanguardia come quelle di E-GAP”, ha dichiarato Francesco De Meo, Head of Marketing di E-GAP. “Abbiamo in tal senso deciso di mettere i nostri servizi innovativi a disposizione dei clienti di un grande dealer automotive come Autotorino, certi che possano essere un incentivo ulteriore ad acquistare le vetture della sua rete di concessionarie e in generale ad un graduale passaggio alla mobilità green nel nostro paese” ha concluso De Meo.

L’energia provvista attraverso questi servizi permette concretamente di abbattere l’impronta della propria mobilità, poiché proviene da fonti certificate 100% rinnovabili. Inoltre, ogni van ha una potenza di ricarica fino a 80 kW, per un’erogazione pari ad una colonnina di tipo “fast”.

Filiera automotive: sviluppo tecnologico e di capitale umano per il rilancio

“Automotive Suppliers Survey 2022” è il titolo dell’esclusiva ricerca condotta da Deloitte con il contributo scientifico del Politecnico di Milano e il supporto dell’ANFIA, Associazione Nazionale della Filiera Italiana Automotive, che si pone l’obiettivo di delineare e approfondire il sentiment e la percezione delle imprese italiane di componentistica riguardo alle prospettive di ripresa e rilancio della filiera Automotive. “Dato l’effetto congiunto di eventi socio-economici imprevisti e dirompenti, che si aggiungono ai cambiamenti strutturali del mercato e alle trasformazioni radicali sotto il profilo tecnologico, le imprese della filiera sono chiamate a ripensare a fondo le proprie strategie e modelli di business, al fine di mantenere competitività in un contesto altamente mutevole”, afferma Franco Orsogna, Partner Deloitte Italia.

 

Sentiment di Settore

Le aziende rivelano un significativo ottimismo nella resilienza della filiera nazionale: quasi la metà (43%) si dichiara fiduciosa, rispetto a una netta minoranza (16%) che esprime invece un outlook negativo. Considerate fondamentali per il rilancio della filiera la capacità di sfruttare l’automazione e le nuove tecnologie di processo (67%) oltre alla capacità di integrare le nuove tecnologie con quelle esistenti (60%). Altrettanto centrale il ruolo delle istituzioni nazionali (MISE) e sovra-nazionali (Commissione UE), date le priorità di intervento identificate dal cluster come l’alleggerimento degli oneri fiscali (basilare per il 71%), seguito dal potenziamento degli incentivi all’adozione di tecnologie innovative (69%) e da una semplificazione burocratica che favorisca anche gli investimenti esteri in Italia (66%)

 

Nuove sfide in uno scenario in costante evoluzione

I molteplici shock dello scenario internazionale hanno amplificato i potenziali fattori di criticità, delineando un quadro destinato a diventare più complesso e interdipendente a livello sia globale sia cross-settoriale. “Le sfide sono molteplici e interconnesse, ma al tempo stesso l’industria automotive può sfruttare un’occasione di rilancio senza precedenti anche grazie ai fondi PNRR e NGEU. La filiera italiana è dunque chiamata riconquistare un ruolo da protagonista tramite un approccio strategico basato su una logica di stretta collaborazione fra i diversi player della value-chain e su una prospettiva di crescita di lungo periodo”, prosegue nell’analisi Orsogna.

 

La quasi totalità delle imprese (92%) concorda nel porre al primo posto fra le preoccupazioni l’aumento dei costi di produzione, ma in prospettiva futura risultano prioritarie anche le sfide della sostenibilità e dell’economia circolare (55%), l’aumento dei costi di trasporto e della logistica (50%). Sul fronte tecnologico preoccupa il passaggio verso un’elettrificazione completa del powertrain dei veicoli (64%), destinato a causare una progressiva contrazione dei volumi di vendita di componenti relativi ai tradizionali motori benzina/Diesel (57%). Infine, viene identificato il rischio derivante dalle dinamiche geopolitiche a livello globale che potrebbe nuovamente indurre misure restrittive e protezionistiche (66%). Anche la dinamica nazionale rende sensibile il settore a causa dell’incertezza potenziale del quadro politico-istituzionale (52%).

 

Le priorità gestionali delle imprese

Dalla survey emerge un’ampia eterogeneità di sfide e priorità gestionali: più della metà delle imprese (53%) include ben 7 categorie diverse, a conferma dell’elevata complessità e interconnessione delle variabili in gioco nel contesto di mercato. La sfida maggiormente citata fa riferimento allo sviluppo del capitale umano e di nuove competenze (77%), un aspetto che implica inevitabili investimenti e cambiamenti nella struttura organizzativa.

 

“Per affrontare con successo il cambiamento in atto, occorre dunque puntare sugli elementi distintivi e sui fattori di eccellenza del Made in Italy, a partire dallo sviluppo del capitale umano, del patrimonio di competenze e dei talenti. Inoltre, per mantenere competitività su mercati di scala globale, le imprese dovranno moltiplicare il proprio valore potenziale tramite nuove partnership e alleanze strategiche ad ampio raggio per mettere a fattor comune risorse e know-how ad alto valore aggiunto”, sostiene Orsogna. Le tensioni geopolitiche e la disruption delle supply-chain internazionali contribuiscono poi a posizionare al 2° posto tra le priorità gestionali l’aumento del costo di materiali, input e sub-componenti essenziali (70%), con un impatto diretto sui servizi logistici e sulle attività produttive.

 

Le strategie di investimento delle imprese

Coerentemente con la principale sfida gestionale, il primo ambito su cui le imprese stanno investendo risulta lo sviluppo del capitale umano attraverso l’acquisizione di nuove skill, competenze e know-how (86%), seguito immediatamente dalle attività di innovazione e R&D (84%)

Più di 7 imprese su 10 (72%) stanno inoltre investendo nel potenziamento tecnologico 4.0 dei propri asset e in attività di pianificazione strategica pluriennale che, a fronte delle continue evoluzioni del contesto esterno, consentano di mantenere una vision e un percorso di sviluppo coerente nel lungo periodo

 

Rilancio post-Covid

Nel complesso, dalle risposte raccolte emerge un significativo ottimismo sulle prospettive di rilancio post-Covid, come conferma l’evidenza che circa la metà delle imprese (49%) considera di trovarsi già in una “fase di rilancio” caratterizzata dal completo superamento della crisi pandemica e dall’attuazione di un piano strategico volto a rafforzare ulteriormente la capacità di resilienza futura. Ciò nonostante, il 51% delle imprese riconosce di non essere ancora riuscita a tornare pienamente ai livelli pre-Covid, di queste un terzo (33%) però dichiara di aver lasciato alle spalle la fase emergenziale. In generale, soltanto una quota molto marginale di intervistati prevede che i volumi di vendita (7%) e il fatturato (6%) non torneranno ai livelli pre-crisi prima del 2024.

 

“Firenze sotto le stelle”: CAMET celebra il Concorso d’Eleganza

Il CAMET di Firenze, nell’ambito delle proprie manifestazioni annuali, ha organizzato la decima edizione di “Firenze sotto le stelle” in memoria anche del past president Francesco Giubbi.  Un Concorso di Eleganza Emozionale per auto storiche e una cena sotto le stelle in uno dei luoghi più affascinanti di Firenze, il Piazzale Michelangelo, una splendida terrazza sulla città.

Concorso “emozionale” con Giuria popolare che è stata chiamata ad esprimersi non in base a caratteristiche tecniche, marca, rarità, restauro o palmares sportivo delle auto esposte ma sulle sensazioni e sull’emozione che la linea, il fascino della vettura ed altre considerazioni non codificabili potevano suscitare nell’osservatore.

 

Nell’intento di suscitare nei visitatori le emozioni più diverse, l’organizzazione ha selezionato le auto partecipanti spaziando dalla “FIAT Tipo Zero” del 1913 alla “Ferrari 550 Maranello” del 1996, dalla esclusiva “Cisitalia 202” alla popolare “Topolino giardinetta legno”, dalla FIAT 600, sfornata a Mirafiori in più 1000 vetture al giorno, allo sportivissimo modello unico del costruttore Vincenzo Marciano, la “ 268 A GT-1982 ”.

 

Le auto sono state divise in quattro categorie: GT Supercar, Coupé/ Berlinette, Cabriolet /Spider ed Utilitarie. Ai partecipanti è stato chiesto di esprimere la loro preferenza per ognuna di queste. Fuori concorso, erano esposte alcune micro-auto con l’antesignana “Isetta” confrontata con la modernissima versione elettrica “Microlino” e “Urbanina”, auto elettrica da città omologata per la circolazione e prodotta in piccola serie in una villa settecentesca in provincia di Pisa alla fine degli anni ’60

 

L’evento è poi proseguito con la cena nello storico ristorante “La Loggia” affacciato sul  Piazzale Michelangelo, dove Giuliano Bensi, presidente dal CAMET e presidente della Commissione Club ASI, ha accolto Alberto Scuro, presidente di ASI, che ha ricordato l’importanza di queste manifestazioni che avvicinano ancor più la popolazione alle auto storiche, ricordando quanto la loro conservazione e divulgazione sia importante come testimonianza della storia della cultura e del costume di un’epoca. Le Istituzioni erano presenti con diverse personalità fra cui: Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, il comune di Firenze con l’assessora Cecilia del Re. Entrambi hanno ricordato il legame del CAMET e di Francesco Giubbi alla città e le  tante iniziative che negli anni si sono svolte a favore della cittadinanza e dei meno fortunati.

 

Le quattro auto che hanno suscitato maggior “emozione” riscuotendo più voti nella loro categoria sono quindi sfilate nella passerella del ristorante “La Loggia”: per le utilitarie la Balilla 3 Marce (1933) di Umberto Violani, per le berlinette la Lancia Aurelia B20 GT (1957) di Stefano Ricci, per le spider-cabriolet la Lancia Augusta Cabriolet (1936) di Claudio Nannetti, per le supercar la Marciano 268 A GT (1982) di Vincenzo Marciano.

 

Il CAMET, fondato nel 1968, è una delle più antiche associazioni italiane di appassionati di antichi motori ed è stato uno dei primi club a federarsi ad ASI (Automotoclub Storico Italiano) dove molti suoi soci hanno ricoperto, negli anni, importanti cariche.

Caliari: “I miei 12 anni in ANCMA”. E ora…

Saloni della moto: anche la Cina ha il suo EICMA

di Pierluigi Bonora

Pier Francesco Caliari, dopo 12 anni, lascia il ruolo di direttore generale di Confindustria ANCMA, l’Associazione nazionale ciclo, motociclo e accessori. Con trascorsi alla Comunicazione in Fiat (due volte), Juventus, Ducati e Goodyear, per Caliari ora potrebbero aprirsi nuove importanti esperienze. Ripercorriamo con lui i 12 anni trascorsi in ANCMA, i momenti del rilancio di EICMA, quello che è diventato il Salone mondiale della Moto, oltre ad affrontare la trasformazione in corso del mondo della mobilità: e qui le due ruote sono le vere protagoniste in tema di transizione energetica.

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Sicurezza stradale: Pirelli supporta il Fondo delle Nazioni Unite

Foto: Marco Tronchetti Provera

Pirelli è a fianco del Fondo delle Nazioni Unite “Road Safety Fund” (UNRSF) nel suo impegno a favore sulla sicurezza stradale a livello globale. Membro e sostenitore fin dal 2018, prima azienda del suo comparto, Pirelli ha ribadito il proprio impegno in occasione del “Fund Pledging Event” organizzato a New York da UNRSF, al quale nel corso degli anni ha donato a oggi 800mila dollari, per supportare le iniziative a favore sulla sicurezza stradale a livello globale.

“Pirelli – ha commentato il suo vicepresidente esecutivo e Ceo, Marco Tronchetti Provera – è sostenitore e donatore di UNRSF fin dalla sua fondazione ed è stata tra le prime società del settore automotive ad aderirvi. Il nostro focus principale è quello di migliorare costantemente la sicurezza dei pneumatici attraverso l’innovazione tecnologica e l’appartenenza al Fondo ci consente di supportare iniziative globali in aree che spaziano da quelle delle infrastrutture alla pianificazione urbana fino alla prevenzione. Questo è ciò che rende naturale il nostro rapporto con UNRSF, che continueremo a sostenere”.

“Grazie alle donazioni e alla leadership di UNRSF, possiamo raggiungere traguardi ambiziosi e contribuire in modo concreto agli obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, in particolare a quello che punta a dimezzare gli incidenti mortali e gli infortuni su strada entro la fine del decennio”, ha affermato Filippo Bettini, Sustainability and Future Mobility Officer di Pirelli e membro dell’Advisory Board di UNRSF.

“Costruire un mondo in cui le strade sono sicure per ogni utente della strada, ovunque” è la vision di UNRSF. Un’azienda globale come Pirelli, che con i propri pneumatici attraversa le strade del mondo, può giocare un ruolo importante nel renderle più sicure. Ed è per questo che la sicurezza è uno dei pilastri dello sviluppo sostenibile dell’azienda.

Ne è un esempio il sistema di pneumatici sensorizzati Cyber Tyre la cui capacità di trasmettere informazioni in tempo reale consente un miglioramento delle prestazioni del prodotto stesso e soprattutto della sicurezza di guida. Una sicurezza che, grazie ai pneumatici Seal Inside e Run Flat, si estende alle forature e ai rischi connessi. Questa tecnologie, infatti, consentono di proseguire la marcia anche in caso di forature e consentendo di mantenere il controllo dell’auto.

Inoltre, con lo scopo di coniugare le migliori prestazioni legate alla sicurezza di guida a un basso impatto ambientale, Pirelli adotta un approccio “Eco-safety” in grado di sfruttare l’innovazione nei materiali e di impiegare moderni strumenti di virtualizzazione durante l’intero processo di sviluppo. Una metodologia che sosterrà l’obiettivo di avere oltre il 90% dei nuovi prodotti in classe A e B di wet braking e contemporaneamente il 70% in classe A e B di resistenza al rotolamento entro il 2025.

L’usato del mese: Audi RS4 Avant

Safe-Drive dà inizio a una nuova rubrica con l’obiettivo dichiarato di prendere in esame il mercato dell’usato. Si tratta, infatti, di un settore che attualmente ricopre una grande importanza nel mondo automotive e anche a sé stante, che va conosciuto e valutato secondo criteri ben precisi.

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