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UNEM: occorre una politica industriale sulla raffinazione

UNEM: occorre una politica industriale sulla raffinazione

Foto – Gianni Murano, presidente UNEM

“La raffinazione italiana sta contribuendo a rafforzare la sicurezza energetica del Paese e ad aumentare la disponibilità dei principali prodotti energetici in una fase internazionale particolarmente complessa. Il settore è pronto a verificare ogni ulteriore aumento della produzione tecnicamente realizzabile, attraverso una valutazione impianto per impianto che tenga conto delle caratteristiche operative dei siti e del quadro ambientale e normativo vigente”.
È quanto ha affermato Gianni Murano, presidente UNEM, nel corso del Tavolo sulla raffinazione tenutosi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza dei Ministri Adolfo Urso e Gilberto Pichetto Fratin, e con la partecipazione dei rappresentanti delle raffinerie attive in Italia.
Nel corso dell’incontro, Murano ha evidenziato come “l’Italia sia tra i pochi Paesi europei a mantenere una capacità di raffinazione in grado di soddisfare i consumi interni di tutti i prodotti, ad esclusione del jet fuel per il quale nel 2026 la produzione è comunque aumentata di circa il 30%. Una caratteristica che consente al sistema industriale nazionale di contribuire non soltanto alla sicurezza degli approvvigionamenti del Paese, ma anche a quella di altri mercati europei che presentano deficit produttivi”.
“Ulteriori incrementi di produzione – ha aggiunto Murano – saranno possibili qualora a livello europeo si individueranno modifiche alle specifiche tecniche dei prodotti che siano ambientalmente e tecnicamente percorribili”.
“La raffinazione – proseguito il presidente UNEM – richiede investimenti rilevanti e programmati nel lungo periodo, soprattutto per accompagnare un processo di decarbonizzazione europeo che non può comunque prescindere dai carburanti liquidi e gassosi. Il 20% della capacità produttiva persa in Europa negli ultimi anni 15 anni non può essere ricostruita in pochi mesi, ed è diventata cruciale una strategia energetica europea che riconosca il valore essenziale delle raffinerie e individui strumenti adeguati in grado di migliorarne la resa produttiva e preservare la capacità operativa”.
 
 

Foto da ufficio stampa UNEM