massicci licenziamenti e chiusure di stabilimenti, che riguardano sia i produttori di autoveicoli che di componenti, che del veicolo rappresentano l’80% del valore. È una situazione insostenibile.
L’OCSE ha certificato che il sistema produttivo cinese beneficia di sussidi complessivamente dalle 3 alle 8 volte superiori a quanto fatto dai governi europei. È quindi necessario adottare immediatamente, a livello europeo, misure concrete che ripristinino una condizione di parità e reciprocità in una filiera, quella dell’automotive, essenziale per l’autonomia strategica europea. Non possiamo certo attendere le lungaggini, le storture e le timidezze dell’IAA attualmente in discussione a Bruxelles.
Sul fronte nazionale, dopo la pubblicazione dei decreti attuativi per le misure a sostegno della filiera produttiva – mini-contratti di sviluppo e accordi di innovazione – e a seguito dei recenti provvedimenti a vantaggio degli automobilisti introdotti dal Governo, auspichiamo che nella prossima Legge di Bilancio possa trovare spazio la proposta avanzata da ANFIA insieme alle altre associazioni dell’automotive sull’adeguamento della fiscalità delle auto aziendali, in grado di dare ulteriore slancio agli acquisti di veicoli a zero e a basse emissioni da parte delle imprese.
Foto da ufficio stampa ANFIA

Veicoli elettrici: il mercato europeo accelera, l’Italia non sta al passo