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Autostrade: la sicurezza parte da chi lavora ogni giorno sulla rete

Autostrade: la sicurezza parte da chi lavora ogni giorno sulla rete

La sicurezza in autostrada non dipende soltanto dalle infrastrutture, dalla tecnologia o dai controlli. Passa inevitabilmente anche dai comportamenti di chi guida. È questo il messaggio al centro del nuovo capitolo della campagna di Autostrade per l’Italia «La sicurezza ci rende tutti campioni», dedicata alla prevenzione degli incidenti e alla responsabilità degli automobilisti.

Accanto alle testimonial Ambra Sabatini e Francesca Lollobrigida, rispettivamente campionesse paralimpica e olimpica, questa volta entrano in scena direttamente i dipendenti del Gruppo ASPI. Persone che conoscono la rete dall’interno e che ogni giorno contribuiscono alla sicurezza della circolazione.

 

Sicurezza in autostrada, i dipendenti raccontano i rischi reali

La campagna si sviluppa attraverso una serie di brevi video diffusi sui canali del Gruppo.A parlare sono viabili, tecnici, persone impegnate nelle attività amministrative e professionisti che osservano l’autostrada da prospettive differenti.

Le loro esperienze diventano «pillole di sicurezza» dedicate a situazioni molto concrete, a partire dalla stanchezza al volante e dalla distrazione provocata dallo smartphone. Comportamenti apparentemente quotidiani che possono trasformarsi rapidamente in un pericolo.

La scelta di affidare parte della comunicazione ai lavoratori permette inoltre di spostare l’attenzione su un aspetto spesso sottovalutato: una condotta pericolosa mette a rischio non soltanto chi si trova all’interno dell’auto, ma anche chi lavora lungo l’infrastruttura.

 

Cantieri e velocità, proteggere chi lavora sulla strada

Il rispetto dei limiti, delle norme del Codice della Strada e delle indicazioni presenti in prossimità dei cantieri assume quindi un significato ancora più ampio. Dietro un restringimento della carreggiata, un mezzo operativo o una zona di lavori ci sono persone esposte direttamente alle conseguenze delle scelte compiute dagli automobilisti. Rallentare quando richiesto, mantenere le distanze e non utilizzare lo smartphone sono comportamenti semplici, ma decisivi.

Ed è qui che il messaggio della campagna assume una valenza che riguarda l’intero settore della mobilità. Si investe sempre di più in infrastrutture, sistemi di monitoraggio e tecnologie di assistenza, ma nessuna innovazione può sostituire completamente attenzione, prudenza e responsabilità di chi è al volante.

 

Da Ambra Sabatini a Francesca Lollobrigida, il modello dello sport

Il concept «La sicurezza ci rende tutti campioni» utilizza il parallelismo con lo sport. Un atleta arriva al risultato attraverso preparazione, disciplina e costanza; allo stesso modo, secondo il messaggio della campagna, chi viaggia deve adottare comportamenti corretti per raggiungere la propria destinazione in sicurezza.

La presenza di Ambra Sabatini e Francesca Lollobrigida rafforza proprio questo collegamento. Nel secondo capitolo, però, sono soprattutto i dipendenti a diventare protagonisti, con una doppia funzione: lavorano ogni giorno per rendere più sicura la rete e sono, contemporaneamente, tra le persone che gli automobilisti devono contribuire a proteggere.

La sicurezza stradale, del resto, non può essere delegata esclusivamente al gestore, alle Forze dell’ordine o alla tecnologia. È un sistema nel quale infrastruttura e comportamento devono procedere insieme. E ricordarlo attraverso le esperienze di chi vive ogni giorno l’autostrada può essere un modo efficace per trasformare un messaggio istituzionale in qualcosa di molto più vicino alla realtà di chi guida.

 


Foto da Ufficio Stampa Autostrade per l’Italia