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L’Europa contro l’Europa: il conto è arrivato

L’Europa contro l'Europa: il conto è arrivato
di Andrea Taschini, manager e advisor automotive
 
Ad aprile scrivevo che l’Europa non stava perdendo competitività per caso: stava applicando una strategia che rendeva impossibile competere.
Sei mesi dopo basta leggere i giornali.Macron e Sánchez, i due grandi supporter della Cina, sono alle corde, con i loro Paesi sprofondati nel caos.
In Germania (l’altro pilastro cinese in Europa) Merz viene umiliato elezione dopo elezione. In BCE la Lagarde prepara la fuga prima che avvenga l’irreparabile.
Un quadro desolante e nello stesso tempo allarmante che non poteva che finire in questo modo. L’euro cade, l’industria arretra, l’automotive è al collasso; e Bruxelles? Continua a comportarsi come se avesse ancora qualcosa da insegnare al mondo soprattutto agli Stati Uniti che invece nel frattempo crescono il doppio dell’Unione Europea.
Per anni l’Europa ha spiegato agli americani come governare, agli industriali cosa produrre, ai consumatori cosa comprare, al mondo come decarbonizzare. Ha regolato, vietato, tassato. E mentre predicava, perdeva industriara, competitività e peso politico. Il Green Deal, origine di tutti i mali, è già oggi giudicato dai risultati e dal miliardo di deficit commerciale al giorno con Pechino. Abbiamo chiamato cooperazione ciò che in realtà era lassismo e opportunismo politico.
Evidentemente ora la svolta non arriverà da Bruxelles. La sta imponendo la realtà e, con essa, 400 milioni di cittadini esasperati.
 

Foto ANDREA TASCHINI FOTO archivio Forum-Diario