Auto usata: quando conviene comprarla? I mesi migliori per cercare

Auto usata, quando conviene comprarla? I mesi migliori per cercare

Quando conviene comprare un’auto usata? Il prezzo e le condizioni della vettura restano determinanti, ma anche il periodo dell’anno può avere un peso. Soprattutto perché nei mesi con meno acquirenti in circolazione si può avere più tempo per valutare un’auto e, potenzialmente, maggiore spazio per trattare con il venditore.

A fotografare la stagionalità è uno studio di carVertical basato sui report relativi alla storia dei veicoli. I dati del 2025 mostrano che gennaio, ottobre e novembre sono stati i mesi con la maggiore attività in Italia, mentre agosto ha registrato il livello più basso.

 

Ottobre è uno dei mesi più affollati per comprare un’auto usata

Il picco del 2025 è stato raggiunto a gennaio, mese nel quale si è concentrato il 9,7% delle verifiche effettuate in Italiasulla piattaforma. Subito dietro troviamo ottobre con il 9,3% e novembre con il 9,1%. Numeri che suggeriscono una maggiore concorrenza tra potenziali acquirenti. Quando molte persone cercano contemporaneamente un’auto, infatti, gli esemplari più interessanti e proposti al prezzo corretto possono rimanere sul mercato per meno tempo.

«Quando aumenta il numero di persone alla ricerca di un’auto, i veicoli più interessanti possono essere venduti più rapidamente», spiega Matas Buzelis, esperto del mercato automobilistico di carVertical, che invita a confrontare diverse alternative senza rinunciare alle verifiche sul veicolo.

Anche Mihai Savin, Trade-in Manager di Tomasi Auto, individua tra fine settembre e febbraio una delle fasi più dinamiche, pur sottolineando come gli acquisti siano ormai distribuiti in maniera più uniforme durante l’anno.

 

Agosto offre meno concorrenza, ma non necessariamente prezzi più bassi

Se l’obiettivo è cercare con maggiore tranquillità, i numeri indicano una finestra differente. Agosto è stato il mese meno attivo del 2025, raccogliendo appena il 6,2% delle verifiche. Seguono giugno con il 7,1% e aprile con il 7,8%. Questo non significa automaticamente trovare automobili a prezzi inferiori. Una minore presenza di acquirenti può però ridurre la competizione per lo stesso veicolo e concedere più tempo per confrontare gli annunci e negoziare.

La stagionalità, peraltro, non è una regola immutabile. Tomasi Auto segnala che nell’agosto 2026 le proprie vendite sono risultate circa il 40% superiori rispetto allo stesso mese del 2025. Un’indicazione di come il comportamento degli automobilisti possa cambiare rapidamente.

Un discorso particolare riguarda poi vetture fortemente stagionali come le cabriolet, per le quali l’arrivo dei mesi freddi può ridurre l’interesse e modificare gli equilibri tra domanda e offerta.

 

Il mese giusto non trasforma una cattiva auto in un affare

C’è però un rischio da evitare: scegliere l’automobile soltanto in funzione del calendario. «Il periodo dell’anno non può trasformare un’auto problematica in un buon affare», sottolinea Buzelis. Ed è probabilmente il punto più importante. Il mercato dell’usato rappresenta una risorsa fondamentale per milioni di automobilisti, soprattutto in una fase nella quale acquistare un’auto nuova può richiedere investimenti importanti. Proprio per questo servono controlli accurati, senza trasformare la ricerca del prezzo più basso in una corsa al presunto affare.

Prima di acquistare è opportuno verificare la storia del veicolo, controllare eventuali incidenti e anomalie del chilometraggio, esaminare la documentazione della manutenzione ed effettuare un test drive completo. Quando possibile, è consigliabile anche sottoporre la vettura all’esame di un meccanico qualificato e indipendente, in grado di individuare eventuali problemi meccanici o strutturali difficili da riconoscere durante una semplice prova.

 

Quando conviene davvero comprare un’auto usata?

I numeri permettono quindi di distinguere due situazioni. Gennaio, ottobre e novembre sono mesi di forte attività, nei quali può esserci maggiore disponibilità di acquirenti pronti a muoversi rapidamente. Agosto, giugno e aprile hanno invece mostrato livelli inferiori di ricerca.

Per chi compra, un periodo meno affollato può offrire un piccolo vantaggio negoziale. Ma storia, condizioni, manutenzione e prezzo rispetto al reale valore di mercato rimangono molto più importanti del mese scelto per l’acquisto.

La strategia migliore, quindi, non è aspettare necessariamente agosto o evitare ottobre. È arrivare preparati, conoscere il modello che si vuole acquistare e saper riconoscere un buon esemplare quando compare sul mercato.

 


Foto da ufficio stampa CarVertical

Autostrade: la sicurezza parte da chi lavora ogni giorno sulla rete

Autostrade: la sicurezza parte da chi lavora ogni giorno sulla rete

La sicurezza in autostrada non dipende soltanto dalle infrastrutture, dalla tecnologia o dai controlli. Passa inevitabilmente anche dai comportamenti di chi guida. È questo il messaggio al centro del nuovo capitolo della campagna di Autostrade per l’Italia «La sicurezza ci rende tutti campioni», dedicata alla prevenzione degli incidenti e alla responsabilità degli automobilisti.

Accanto alle testimonial Ambra Sabatini e Francesca Lollobrigida, rispettivamente campionesse paralimpica e olimpica, questa volta entrano in scena direttamente i dipendenti del Gruppo ASPI. Persone che conoscono la rete dall’interno e che ogni giorno contribuiscono alla sicurezza della circolazione.

 

Sicurezza in autostrada, i dipendenti raccontano i rischi reali

La campagna si sviluppa attraverso una serie di brevi video diffusi sui canali del Gruppo.A parlare sono viabili, tecnici, persone impegnate nelle attività amministrative e professionisti che osservano l’autostrada da prospettive differenti.

Le loro esperienze diventano «pillole di sicurezza» dedicate a situazioni molto concrete, a partire dalla stanchezza al volante e dalla distrazione provocata dallo smartphone. Comportamenti apparentemente quotidiani che possono trasformarsi rapidamente in un pericolo.

La scelta di affidare parte della comunicazione ai lavoratori permette inoltre di spostare l’attenzione su un aspetto spesso sottovalutato: una condotta pericolosa mette a rischio non soltanto chi si trova all’interno dell’auto, ma anche chi lavora lungo l’infrastruttura.

 

Cantieri e velocità, proteggere chi lavora sulla strada

Il rispetto dei limiti, delle norme del Codice della Strada e delle indicazioni presenti in prossimità dei cantieri assume quindi un significato ancora più ampio. Dietro un restringimento della carreggiata, un mezzo operativo o una zona di lavori ci sono persone esposte direttamente alle conseguenze delle scelte compiute dagli automobilisti. Rallentare quando richiesto, mantenere le distanze e non utilizzare lo smartphone sono comportamenti semplici, ma decisivi.

Ed è qui che il messaggio della campagna assume una valenza che riguarda l’intero settore della mobilità. Si investe sempre di più in infrastrutture, sistemi di monitoraggio e tecnologie di assistenza, ma nessuna innovazione può sostituire completamente attenzione, prudenza e responsabilità di chi è al volante.

 

Da Ambra Sabatini a Francesca Lollobrigida, il modello dello sport

Il concept «La sicurezza ci rende tutti campioni» utilizza il parallelismo con lo sport. Un atleta arriva al risultato attraverso preparazione, disciplina e costanza; allo stesso modo, secondo il messaggio della campagna, chi viaggia deve adottare comportamenti corretti per raggiungere la propria destinazione in sicurezza.

La presenza di Ambra Sabatini e Francesca Lollobrigida rafforza proprio questo collegamento. Nel secondo capitolo, però, sono soprattutto i dipendenti a diventare protagonisti, con una doppia funzione: lavorano ogni giorno per rendere più sicura la rete e sono, contemporaneamente, tra le persone che gli automobilisti devono contribuire a proteggere.

La sicurezza stradale, del resto, non può essere delegata esclusivamente al gestore, alle Forze dell’ordine o alla tecnologia. È un sistema nel quale infrastruttura e comportamento devono procedere insieme. E ricordarlo attraverso le esperienze di chi vive ogni giorno l’autostrada può essere un modo efficace per trasformare un messaggio istituzionale in qualcosa di molto più vicino alla realtà di chi guida.

 


Foto da Ufficio Stampa Autostrade per l’Italia

#FORUMAutoMotive: “Tavolo straordinario” il 13 ottobre a Milano

#FORUMAutoMotive: "Tavolo straordinario" il 13 ottobre a Milano
Martedì 13 ottobre, a partire dalle ore 14, torna #FORUMAutoMotive con il “Tavolo straordinario” sul tema “Automotive europeo oltre il punto di non ritorno. L’ora delle scelte giuste”, ospitato nella sede dell’Automobile Club Milano, in Corso Venezia 43.
 
Il confronto, dopo l’intervento di Pietro Meda, presidente di ACI Milano,  riunirà rappresentanti delle istituzioni, dell’industria, del mondo sindacale e delle associazioni della filiera per discutere sulle conseguenze drammatiche che si toccano con mano a causa delle decisioni prese a Bruxelles (e non solo) e sulle prospettive che si palesano per il “sistema automotive”.
 
Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive, spiega in questa chiacchierata con il collega Luca Talotta, perché si è voluto organizzare il “Tavolo straordinario” proprio in questo periodo. Il titolo dell’incontro spiega tutto con estrema chiarezza e, guarda caso, quello in programma il 13 ottobre a Milano, con il Salone dell’auto di Parigi in pieno svolgimento, coincide con un momento caldissimo soprattutto in relazione ai rapporti tra la “bella addormentata” UE e la Cina in tema automotive.

L’auto del futuro, elettrica e autonoma: così cambieranno le città

L'auto del futuro, elettrica e autonoma: così cambieranno le città

La auto del futuro non è destinata a scomparire dalle città. Al contrario, potrebbe diventare uno degli strumenti decisivi per renderle più sicure, efficienti e accessibili. A cambiare profondamente saranno però il modo in cui la utilizziamo e il rapporto tra automobile e spazio urbano.

È uno dei temi emersi durante ECO Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, ospitato a Roma, dove istituzioni, aziende ed esperti hanno discusso di sicurezza stradale, elettrificazione, guida automatizzata, infrastrutture e trasformazione delle città.

 

L’auto elettrica può diventare la piattaforma della guida autonoma

Particolarmente interessante, dal punto di vista automobilistico, la riflessione proposta da Giuseppina Fusco, presidente di ACI-Fondazione Caracciolo. Elettrificazione e automazione della guida sono infatti destinate a convergere sempre di più. La propulsione elettrica può rappresentare una piattaforma particolarmente adatta all’integrazione delle tecnologie automatizzate. Da qui potrebbero svilupparsi su scala maggiore robotaxi, car sharing evoluto, mobilità on demand e servizi MaaS, modificando progressivamente il concetto stesso di utilizzo dell’automobile.

«L’automobile del futuro avrà un impatto enorme sulle nostre abitudini e sull’economia nel suo complesso, e il suo arrivo si profila molto più vicino di quanto solo un anno fa potessimo immaginare», ha sottolineato Fusco. Una prospettiva che merita una riflessione: innovare l’automobile può essere altrettanto importante che ripensare le città. Contrapporre sistematicamente vettura privata e sostenibilità rischia infatti di fotografare il presente senza considerare quanto rapidamente stia evolvendo la tecnologia.

 

Sicurezza e tecnologia, la mobilità cambia volto

Il punto centrale non dovrebbe essere semplicemente quante automobili circolano, ma quanto siano sicure, efficienti e integrate con il sistema urbano. Veicoli capaci di dialogare con le infrastrutture, sistemi avanzati di assistenza alla guida e, in prospettiva, livelli crescenti di automazione possono contribuire alla riduzione degli incidenti e a un utilizzo più razionale delle strade.

Anche lo sviluppo dell’elettrico resta inevitabilmente legato alla disponibilità delle infrastrutture. Durante ECO, Daniela Biscarini, Head of Charging Point Operator Italia di Enel, ha richiamato l’importanza di punti di ricarica sempre più veloci e presenti negli snodi strategici delle città e delle autostrade.

È un passaggio fondamentale: chiedere agli automobilisti di cambiare tecnologia senza costruire prima un ecosistema adeguato rischia di rallentare, anziché accelerare, la transizione.

 

Parigi cambia modello, ma il confronto resta aperto

Dal Festival è arrivato anche l’esempio di Parigi. Secondo i dati presentati da Chiara Molinar, responsabile della strategia pedonale e della progettazione inclusiva dello spazio pubblico della capitale francese, il 65% degli spostamenti interni viene effettuato a piedi e il 66% dei parigini non possiede un’automobile.

Tra il 2020 e il 2024 l’utilizzo delle piste ciclabili è inoltre aumentato del 34%, mentre entro la fine del 2026 sono previsti 130.000 parcheggi per biciclette. In dieci anni sarebbe diminuito del 40% anche il livello di inquinamento al quale sono esposti i cittadini.

Numeri significativi, ma ogni città presenta caratteristiche urbanistiche, economiche e sociali differenti. Un modello efficace in un centro estremamente denso e dotato di una rete capillare di trasporto pubblico non può necessariamente essere trasferito senza adattamenti altrove.

La sfida, dunque, non dovrebbe trasformarsi in una battaglia ideologica contro l’automobile. Il vero obiettivo è costruire una mobilità nella quale auto, trasporto pubblico, biciclette e spostamenti pedonali possano convivere, sfruttando la tecnologia per aumentare sicurezza ed efficienza.

 

Le città italiane verso la neutralità climatica

Bologna, Firenze, Bergamo e Roma hanno raccontato a ECO i rispettivi percorsi verso la riduzione delle emissioni. Insieme a Milano, Padova, Parma, Prato e Torino fanno parte delle nove città italiane selezionate nell’ambito della Missione europea «100 città per la neutralità climatica al 2030».

I progetti spaziano dagli autobus elettrici alle nuove linee tranviarie, dalle piste ciclabili alla forestazione urbana, fino alla riqualificazione degli edifici e ai rifugi climatici.  Dentro questo scenario anche l’industria automobilistica deve avere un ruolo da protagonista. Le Case stanno investendo risorse enormi in elettrificazione, software, connettività e sicurezza. Considerare l’auto soltanto come un problema significherebbe ignorare una parte fondamentale dell’innovazione che potrebbe contribuire alla trasformazione delle città.

La mobilità urbana del futuro, probabilmente, non avrà un unico vincitore. Avrà invece bisogno di tecnologie diverse e di libertà di scelta, infrastrutture adeguate e politiche capaci di accompagnare l’evoluzione senza scaricarne interamente costi e difficoltà sugli automobilisti.

 


ECOFestival_16settembre_2 – Foto da ufficio stampa