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L’automotive e il futuro: c’è spazio per tutti? L’Europa rischia

L'automotive e il futuro: c'è spazio per tutti? L'Europa rischia

di Valerio Berruti, giornalista

 
Il gruppo cinese Geely ha appena festeggiato un anno in Italia: 3mila contratti, due modelli ma soprattutto un’idea di impresa. Cinesi sì ma radicati sul territorio. Cinesi sì ma anche protagonisti del rinascimento tecnologico, di una tecnologia a misura d’uomo. Con loro e prima di loro altri marchi automobilistici cinesi sono sbarcati in Italia e altri arriveranno ancora. Cosa accadrà? Semplice, nuovi competitor e nuovi scenari mescoleranno la scena.
 
Quello che prima per l’industria europea era una certezza ora rischia di diventare un dubbio. Lo spazio si restringe e ci sono altri pronti a occuparlo. È molto più semplice di quanto possa sembrare. Bisogna cambiare insieme al mondo che cambia. Altrimenti si resta indietro e spesso si sparisce pure. È una regola che vale per tutti.
 
Dieci anni fa (non un secolo) c’era solo (o quasi) Toyota Motor Corporation a dominare il mercato delle full hybrid, oggi sono arrivate altre case europee e i cinesi. Eppure la Toyota non si è certo fermata. Guarda avanti e trova soluzioni. È un esempio ma ce ne sono altri. Tutto cambia anche con una certa velocità, l’importante è non pensare di fermare il cambiamento o di rallentarlo. Accade oggi con l’auto elettrica, domani con quella a idrogeno. C’è spazio per tutti? No purtroppo e qualcuno resterà indietro. Speriamo solo che non sia l’Europa…
 
 

FOTO FORNITA DA VALERIO BERRUTI