Electra: 338 nuovi punti di ricarica e debutto in autostrada

Electra: 338 nuovi punti di ricarica e debutto in autostrada

Electra accelera sulla ricarica ultraveloce in Italia grazie a circa 7 milioni di euro di fondi PNRR. Tra l’inizio del 2025 e il 30 giugno 2026 la società ha realizzato 169 colonnine, equivalenti a 338 punti di ricarica ultrafast, distribuiti in 11 regioni. Ma il passaggio forse più significativo deve ancora arrivare: entro la prima metà del 2027 il network entrerà direttamente sulla rete autostradale italiana, con infrastrutture capaci di arrivare fino a 600 kW per colonnina.

Una crescita infrastrutturale che accompagna quella delle auto elettriche. I dati riportati dalla società indicano 444.863 BEV circolanti in Italia e 84.564 punti di ricarica. Ad agosto 2026 sono state immatricolate 4.377 elettriche, il 33,8% in più rispetto allo stesso mese del 2025. Da gennaio le immatricolazioni hanno raggiunto quota 90.381, pari all’8% del mercato.

 

Con il PNRR 169 colonnine ultrafast in 56 siti

Le risorse del PNRR hanno consentito a Electra di intervenire su 28 lotti regionali e 56 siti. Le nuove colonnine offrono potenze comprese tra 300 e 600 kW.

La rete interessa 11 regioni: nove lotti si trovano in Emilia-Romagna, cinque in Lombardia, tre in Toscana, due rispettivamente in Lazio, Marche e Piemonte e uno in Puglia, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Umbria e Veneto.

Interessante soprattutto la distribuzione geografica: 27 dei 28 lotti riguardano aree extraurbane, mentre l’unico intervento urbano è quello di Milano. Una scelta che tocca uno dei nodi centrali per la crescita dell’elettrico: rendere la ricarica ad alta potenza disponibile non soltanto nelle grandi città, ma anche lungo gli itinerari utilizzati per gli spostamenti a medio e lungo raggio.

«Il PNRR ha rappresentato per Electra un’importante leva per accelerare lo sviluppo della nostra rete di ricarica ultraveloce in Italia, consentendoci di rafforzare la presenza sul territorio», ha spiegato Eugenio Sapora, General Manager Electra Italia.

 

Sulle autostrade arrivano colonnine fino a 600 kW

Il prossimo passo porta direttamente in autostrada. Electra si è aggiudicata tre bandi per altrettante stazioni: Novara Sud, sulla direttrice della A4 Milano-Torino, e Valleggia Nord e Borsana Sud, lungo la A10 Genova-Ventimiglia.

Ogni area avrà due colonnine e quattro punti di ricarica, per un totale di sei colonnine e 12 punti. Il completamento è previsto entro la prima metà del 2027.

La potenza potrà raggiungere 600 kW per singola colonnina e, secondo Electra, in condizioni ottimali sarà possibile portare una batteria all’80% in circa 10 minuti. Un dato che dipende naturalmente anche dalle caratteristiche e dalla potenza di ricarica accettata dall’auto.

Il salto tecnologico era già stato anticipato a Peschiera del Garda, dove Electra ha recentemente inaugurato la sua prima infrastruttura italiana da 1.000 kW.

 

Ricaricare velocemente è decisivo per i lunghi viaggi

L’ingresso nelle autostrade rappresenta qualcosa di più dell’apertura di tre nuove stazioni. Se l’auto elettrica vuole diventare un’alternativa realmente utilizzabile su larga scala, tempi, disponibilità e posizione delle colonnine diventano importanti quasi quanto l’autonomia della vettura.

È proprio sui lunghi viaggi che l’infrastruttura può fare la differenza. Ridurre i tempi delle soste e aumentare la presenza di ricariche ultrafast sui grandi assi stradali significa affrontare uno degli ostacoli pratici che ancora condizionano la scelta di una BEV.

La rete Electra conta attualmente 82 stazioni di ricarica ultraveloce in Italia, ma rimane fortemente sbilanciata geograficamente: l’85,4% è al Nord, l’11% al Centro e appena il 3,7% al Sud e nelle Isole. La crescita dell’infrastruttura, quindi, dovrà essere accompagnata anche da una maggiore capillarità territoriale.

 

Electra non vuole più essere soltanto un gestore di colonnine

Arrivata in Italia nel 2023, Electra sta parallelamente modificando il proprio modello. Da CPO, Charge Point Operator, concentrato sulla realizzazione e gestione delle stazioni, sta evolvendo verso il ruolo di eMSP, eMobility Service Provider.

La strategia comprende l’ingresso nella Charge League, l’abbonamento Electra+ e servizi digitali integrati nell’app. Tra questi c’è il “route planner” per individuare le soste lungo il viaggio, oltre alla gestione di ricerca, attivazione e pagamento della ricarica.

Il punto, però, rimane l’infrastruttura fisica. Incentivare l’acquisto delle auto elettriche senza sviluppare parallelamente una rete di ricarica veloce, affidabile e distribuita sulle principali direttrici rischia di lasciare incompleta la transizione. I 338 nuovi punti finanziati anche attraverso il PNRR e l’ingresso sulle autostrade vanno esattamente nella direzione di colmare questa distanza.

 


Stazioni di ricarica ultraveloce Electra Treviso – Foto da Electra

L’automotive e il futuro: c’è spazio per tutti? L’Europa rischia

L'automotive e il futuro: c'è spazio per tutti? L'Europa rischia

di Valerio Berruti, giornalista

 
Il gruppo cinese Geely ha appena festeggiato un anno in Italia: 3mila contratti, due modelli ma soprattutto un’idea di impresa. Cinesi sì ma radicati sul territorio. Cinesi sì ma anche protagonisti del rinascimento tecnologico, di una tecnologia a misura d’uomo. Con loro e prima di loro altri marchi automobilistici cinesi sono sbarcati in Italia e altri arriveranno ancora. Cosa accadrà? Semplice, nuovi competitor e nuovi scenari mescoleranno la scena.
 
Quello che prima per l’industria europea era una certezza ora rischia di diventare un dubbio. Lo spazio si restringe e ci sono altri pronti a occuparlo. È molto più semplice di quanto possa sembrare. Bisogna cambiare insieme al mondo che cambia. Altrimenti si resta indietro e spesso si sparisce pure. È una regola che vale per tutti.
 
Dieci anni fa (non un secolo) c’era solo (o quasi) Toyota Motor Corporation a dominare il mercato delle full hybrid, oggi sono arrivate altre case europee e i cinesi. Eppure la Toyota non si è certo fermata. Guarda avanti e trova soluzioni. È un esempio ma ce ne sono altri. Tutto cambia anche con una certa velocità, l’importante è non pensare di fermare il cambiamento o di rallentarlo. Accade oggi con l’auto elettrica, domani con quella a idrogeno. C’è spazio per tutti? No purtroppo e qualcuno resterà indietro. Speriamo solo che non sia l’Europa…
 
 

FOTO FORNITA DA VALERIO BERRUTI