di Domenico De Rosa, CEO del Gruppo SMET
La fine di Nikola, come sempre detto, non è solo il tramonto di un’ennesima bolla finanziaria, ma la prova definitiva che l’industria automobilistica non si reinventa con slide patinate e promesse futuristiche. WallStreet ha creduto che bastasse un CEO carismatico e qualche prototipo per sfidare un settore che vive di ingegneria, capitali e catene di fornitura colossali. Ma c’è di più.
Questo fallimento è anche il segnale che l’elettrificazione forzata è stata una gigantesca illusione di mercato. Si è venduta l’idea che l’auto elettrica potesse rimpiazzare in blocco la termica, ignorando costi, infrastrutture inadeguate e resistenze culturali.
Ora, finalmente direi, mentre le startup gonfiate si sgretolano e i grandi gruppi rivedono le strategie, la realtà torna a imporsi. Senza una domanda reale e sostenibile, l’industria dell’auto non segue le ideologie, ma l’economia

L’obbligo UE dell’auto elettrica: peccato che mancavano tutti i presupposti