#FORUMAutoMotive anno 11: Roberto Giolito (Stellantis Heritage Italia)

#FORUMAutoMotive anno 11: Roberto Giolito (Stellantis Heritage Italia)

Dalla perfezione tecnologica alla perdita di imperfezioni che creavano emozione: il design automobilistico sta cambiando profondamente. Tra abitacolo sempre più centrale, interazione uomo-macchina e il valore dell’heritage, emerge una nuova visione dell’auto come spazio da vivere.

Intervista a Roberto Giolito, Responsabile Stellantis Heritage Italia.

Raffaella Donghi presidente SITEB: una nomina che segna il futuro delle infrastrutture

Raffaella Donghi presidente SITEB: una nomina che segna il futuro delle infrastrutture

C’è un elemento che più di altri emerge dalla nomina di Raffaella Donghi alla guida di SITEB: la volontà di accompagnare un comparto strategico come quello delle infrastrutture stradali in una fase di trasformazione profonda. L’assemblea delle aziende associate ha scelto all’unanimità la nuova presidente, che resterà in carica per il prossimo triennio, affidandole un ruolo chiave in un momento in cui il settore è chiamato a confrontarsi con sfide industriali, ambientali e normative sempre più articolate.

Donghi, oggi Chief Financial Officer di Sangalli SpA, rappresenta una figura trasversale all’interno del comparto: una manager con esperienza non solo finanziaria, ma anche operativa e strategica, maturata in ambiti come sostenibilità, appalti e innovazione. Succede ad Alessandro Pesaresi, che ha guidato l’associazione negli ultimi anni contribuendo al suo sviluppo e al rafforzamento del dialogo con le istituzioni.

 

Un settore strategico in evoluzione

Alla guida di SITEB, Donghi si troverà a gestire una fase cruciale per la filiera delle infrastrutture stradali. Il comparto, che comprende produzione di bitumi, costruzione e manutenzione delle strade e sistemi impermeabilizzanti, rappresenta uno degli asset fondamentali per la competitività del Paese. Nel suo primo intervento da presidente, Donghi ha sottolineato come il settore stia attraversando una fase di evoluzione complessa, in cui convivono esigenze diverse: crescita industriale, transizione ecologica e aggiornamento normativo. Un equilibrio non semplice, ma necessario per garantire uno sviluppo coerente e sostenibile.

L’obiettivo dichiarato è rafforzare ulteriormente la rappresentatività dell’associazione e consolidare il dialogo con istituzioni e stazioni appaltanti, sia a livello nazionale sia territoriale. Un passaggio fondamentale per contribuire alla definizione di strategie efficaci per la modernizzazione della rete infrastrutturale italiana.

 

PNRR e sviluppo infrastrutturale

Uno dei punti centrali del mandato sarà inevitabilmente legato alle opportunità offerte dal PNRR. Gli investimenti previsti rappresentano una leva importante per il rilancio delle infrastrutture, ma allo stesso tempo impongono una riflessione sulla necessità di rendere il quadro normativo più efficiente. Secondo Donghi, il ruolo di SITEB sarà quello di favorire soluzioni che consentano di accelerare lo sviluppo delle opere, mantenendo al centro qualità, sicurezza e sostenibilità. Un tema particolarmente rilevante in un contesto in cui la rapidità di esecuzione deve convivere con standard sempre più elevati.

 

La sostenibilità come leva industriale

Tra i temi più rilevanti del nuovo corso c’è senza dubbio quello della sostenibilità, che non viene più considerata un elemento accessorio, ma una leva strategica per l’intero settore. La filiera del bitume, spesso percepita come tradizionale, sta in realtà attraversando un percorso di innovazione significativo. L’obiettivo è ridurre l’impatto ambientale dei materiali, migliorare le performance delle infrastrutture e contribuire concretamente alla transizione ecologica. In questo scenario, SITEB si propone come interlocutore attivo per accompagnare il cambiamento, evitando approcci ideologici e puntando su soluzioni tecniche concrete.

È proprio su questo equilibrio tra sviluppo infrastrutturale e responsabilità ambientale che si giocherà il futuro del comparto, come sottolineato dalla stessa Donghi. Una posizione che difende il ruolo dell’industria, ma allo stesso tempo riconosce la necessità di evolvere.

 

Una prima volta significativa

La nomina di Raffaella Donghi rappresenta anche un passaggio simbolico importante: è la prima donna a ricoprire la carica di presidente di SITEB. Un segnale che riflette un cambiamento culturale all’interno del settore, tradizionalmente caratterizzato da una forte presenza maschile. Nel suo mandato sarà affiancata dal direttore Stefano Ravaioli e da un Consiglio Direttivo rinnovato, composto da rappresentanti delle principali realtà della filiera. Un team che avrà il compito di accompagnare l’associazione in un percorso di crescita e consolidamento.

 

Esperienza e visione industriale

Il profilo di Donghi si distingue per una visione ampia del settore. Oltre al ruolo di CFO, ricopre infatti anche quello di Innovation Manager in Sangalli SpA, guidando progetti che integrano tradizione industriale e nuove tecnologie. Nel corso della sua carriera ha maturato competenze in ambiti chiave come qualità, ambiente, sicurezza e sostenibilità, elementi sempre più centrali nella gestione delle infrastrutture moderne. Un background che potrebbe rivelarsi determinante in una fase in cui il settore è chiamato a rinnovarsi senza perdere la propria solidità. Guardando al futuro, la sfida sarà quella di trasformare le opportunità in risultati concreti, mantenendo saldo il ruolo della filiera come pilastro dello sviluppo economico italiano. In un momento storico in cui le infrastrutture tornano al centro del dibattito pubblico, la guida di SITEB assume un valore che va oltre i confini dell’associazione stessa.

 


Foto da ufficio stampa SITEB

Due ruote: si salveranno solo gli scooter

Due ruote: si salveranno solo gli scooter

di Pier Francesco Caliari, direttore generale dell’Associazione italiana concessionari moto

 
Il mercato moto italiano non è più un Paese in crescita. Si salveranno gli scooter. Lo so questa affermazione scatenerà un po’ di fastidi ma è il frutto di un’analisi, tutta mia, che non credo sarà smentita nel prossimo futuro. Ma analizziamo i fatti e le situazioni. Che i giovani non si stracciano più le vesti per le moto questo è un fatto assodato. E non dico tutti i giovani ma la gran parte, insomma quella parte che faceva i numeri e alimentava il mercato. Sono rimasti i meno giovani che diventeranno tra qualche anno anziani e gli anziani che tra un po’ passeranno al deambulatore.

Il potere d’acquisto degli italiani è ai minimi storici. Dopo averci truffato con la conversione della lira in euro che ha di fatto dimezzato stipendi e risparmi, gli stipendi non crescono da anni e il costo della vita è raddoppiato. Senza parlare del costo delle assicurazioni, carburanti e accesso alle due ruote ( patenti, abbigliamento, etc).

E la situazione internazionale senza controllo che non permette pianificazioni a lungo termine creando incertezza generale. Le moto sono diventate un lusso che pochi si possono permettere e chi può non è certamente un numero tale da garantire crescita e evoluzione. Solo i brand cinesi, che arrivano sul mercato con modelli a prezzi civili, potranno ancora battersi sul mercato raccimolando i resti. E ormai il cliente finale ha capito che le moto cinesi sono assolutamente comparabili se non meglio di molti prodotti del Vecchio continente.

Delle due ruote si salveranno solo gli scooter nelle loro svariate cilindrate grazie alla facilità di utilizzo, la congestione urbana, i costi limitati per i consumi. Quindi, in conclusione, il mercato italiano non sarà più un mercato di crescita, ma di tenuta dei numeri se tutto va bene. Magari ci saranno anni con incrementi minimali, ma sostanzialmente rimarrà sui numeri dello scorso anno con i vari marchi che si faranno guerra sui prezzi impoverendo i margini. E sfido chiunque a dirmi che vaneggio dopo questo specchietto della realtà.
 
 

Foto da Associazione italiana concessionari moto

#FORUMAutoMotive anno 11: Guglielmo Caviasso (CRF Stellantis)

#FORUMAutoMotive anno 11: Guglielmo Caviasso (CRF Stellantis)

Tra innovazione, integrazione e identità, emerge la strategia per il futuro dell’automotive europeo. Dalla sfida con la Cina al ruolo dell’intelligenza artificiale e delle partnership globali, fino al valore dell’heritage dei grandi brand: il futuro si costruisce oggi.

Intervista a Guglielmo Caviasso, Direttore Centro Ricerche CRF e Responsabile Globale Digital Engineering Stellantis.

Tecnologia predittiva e flotte: come prevenire gli incidenti e ridurre i costi fino a 65mila euro

Tecnologia predittiva e flotte: come prevenire gli incidenti e ridurre i costi fino a 65mila euro

Dalla gestione reattiva alla prevenzione intelligente: è questa la nuova frontiera della sicurezza nel settore flotte. Secondo Geotab, leader globale nelle soluzioni per veicoli connessi, l’utilizzo di tecnologie predittive basate su intelligenza artificiale può ridurre drasticamente il numero di incidenti, migliorando al tempo stesso efficienza operativa e sostenibilità economica. Un cambio di paradigma che si traduce in numeri concreti: ogni collisione può generare costi compresi tra 14.000 e 65.000 euro, anche quando non si registrano feriti.

 

I costi invisibili degli incidenti nelle flotte

Un incidente stradale, anche di lieve entità, non è mai un evento isolato. Le conseguenze si estendono ben oltre il danno materiale al veicolo, impattando sull’intera catena operativa. Alle spese dirette, come riparazioni e sostituzioni, si sommano infatti ritardi nelle consegne, interruzioni del servizio e possibili reclami da parte dei clienti. A questi elementi si aggiungono ulteriori criticità: aumento dei premi assicurativi, rischi legali e difficoltà nel mantenere elevati standard di affidabilità aziendale.Quando entrano in gioco le persone, poi, il quadro si complica ulteriormente. Infortuni e incidenti incidono sulla continuità operativa e generano un impatto umano significativo, con ripercussioni su morale, produttività e benessere dei dipendenti.

 

Dalla reazione alla prevenzione: il ruolo dei dati

Secondo le analisi di Geotab, il 50% degli incidenti con responsabilità è attribuibile al 25% dei conducenti con comportamenti di guida più rischiosi. Un dato che evidenzia quanto sia possibile intervenire in modo mirato attraverso strumenti di monitoraggio e analisi. L’approccio tradizionale, basato su report post-incidente, lascia spazio a una strategia più evoluta: utilizzare i dati per prevedere e prevenire. L’integrazione di intelligenza artificiale e machine learning consente infatti di analizzare comportamenti, individuare pattern di rischio e anticipare situazioni potenzialmente critiche.

 

I quattro vantaggi della tecnologia predittiva

I sistemi avanzati di alert permettono di intervenire tempestivamente in caso di incidente, ma soprattutto di prevenire situazioni di rischio. Attraverso l’analisi del comportamento del conducente, è possibile rilevare distrazioni, stanchezza o utilizzo improprio del cellulare, inviando avvisi in tempo reale per correggere la guida prima che si verifichi un evento critico.

 

Analisi precisa grazie all’intelligenza artificiale

Le soluzioni telematiche più evolute classificano con precisione gli incidenti, distinguendo tra eventi minori e collisioni più gravi. Questo consente una gestione più efficace delle emergenze e, al tempo stesso, alimenta modelli predittivi in grado di migliorare la prevenzione futura.

 

Efficienza operativa e riduzione dei costi

La disponibilità di dati dettagliati permette alle aziende di pianificare in modo più efficace, riducendo i tempi di inattività dei veicoli e ottimizzando le risorse. Il risultato è una maggiore continuità operativa e un impatto positivo sui costi complessivi della flotta.

 

Scalabilità per ogni tipo di flotta

Le tecnologie predittive si adattano a flotte di qualsiasi dimensione, dalle piccole realtà alle grandi organizzazioni. Questa flessibilità consente di mantenere elevati standard di sicurezza indipendentemente dal numero di veicoli o dalla complessità operativa.

 

Una nuova visione della mobilità aziendale

“Dare priorità alla sicurezza significa guardare oltre i dati storici e utilizzare strumenti capaci di prevedere ciò che potrebbe accadere”, ha dichiarato Franco Viganò, responsabile EMEA di Geotab. Un approccio che non solo migliora la sicurezza, ma contribuisce anche a proteggere il valore più importante per ogni azienda: le persone. In un contesto in cui efficienza e sostenibilità sono sempre più centrali, la tecnologia predittiva si conferma come uno strumento strategico per trasformare la gestione delle flotte, passando da una logica di emergenza a una cultura della prevenzione.

 


Geotab_SafetyCenter – Foto da ufficio stampa Geotab

Errori e maxi svalutazioni sui piani EV: come è stato possibile?

Volkswagen: 16 miliardi per diventare più piccoli

di Mario Verna, manager automotive

 
Le pepite sembravano oro ma erano pietre. La “trappola Tesla” svelata dal “Corriere”: 90 miliardi di svalutazioni sui progetti EV per giganti come Stellantis (26 miliardi di dollari), Ford (19,5), Honda (15), ecc… Ma come è stato possibile che giganti di questa storia e dimensione sbagliassero previsioni e investimenti in questo modo marchiano? 

Come è stato possibile che un settore che ha da sempre avuto il polso del mercato e dei clienti chiudesse gli occhi per un lancio onirico nel vuoto? Come è stato possibile che colossi così potenti per presenza concreta (PIL, investimenti, filiere, occupazioni) nei più importanti Paesi del mondo non siano riusciti a condizionare con iniezioni di buon senso le farneticazioni legislative di certi politici fricchettoni?

Perché queste cifre sono bestiali e lo sono ancor di più in un settore già sofferente, per natura (pesante, gigantesco impegno di denaro e bassi margini) e per contesto (concorrenza, costi energetici, legislazioni). In questo baccanale dove la fretta ideologica senza dati di mercato è stata la peggiore trappola per i leader, quanto sarà difficile correggere la rotta?

La situazione è complicatissima e tutti gli attori sono in sofferenza da troppo tempo. Muoversi e decidere, ricominciare da umiltà strategica: ibridi, dati reali e ascolto del cliente, non sogni borsistici e vernissage salvamondo. O no?

Dossier UE sull’auto: in Commissione Industria incarico a Tovaglieri

Dossier UE sull'auto: in Commissione Industria incarico a Tovaglieri

La componente della Commissione Industria del Parlamento europeo, Isabella Tovaglieri, sarà la relatrice ombra della revisione del Regolamento sulle emissioni di CO2 dei veicoli leggeri per il gruppo dei Patrioti.

“Farò tutto il possibile – ha subito commentato – perché questo dossier esca migliorato dal lavoro che porterò avanti in Commissione Industria”.

 


Foto da pagina Facebook dell’On. Tovaglieri (utilizzo autorizzato)

Caro energia e bitume, allarme nei cantieri stradali: costi in aumento fino al 50%

Caro energia e bitume, allarme nei cantieri stradali: costi in aumento fino al 50%

Il settore delle infrastrutture stradali italiane si trova davanti a una nuova emergenza economica. L’impennata dei costi delle materie prime e dell’energia, registrata nelle ultime settimane, sta mettendo sotto pressione imprese e cantieri, con conseguenze potenzialmente rilevanti per l’intero sistema dei lavori pubblici. A lanciare l’allarme è SITEB – Associazione Strade italiane e bitumi, che ha inviato una lettera al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, chiedendo interventi urgenti.

Secondo quanto riportato dall’associazione, negli ultimi giorni il costo del bitume ha registrato aumenti fino al +47%, arrivando a toccare i 200 euro a tonnellata. Parallelamente, il costo dell’energia necessaria alla produzione dell’asfalto è quasi raddoppiato. Una dinamica che rischia di compromettere la sostenibilità economica dei lavori già programmati e in corso.

 

Il peso del caro energia sulla filiera delle costruzioni

Alla base di questa situazione c’è un fattore chiave: il forte aumento dei costi energetici. In particolare, il gas metano, indispensabile per la produzione del conglomerato bituminoso, ha subito un incremento significativo in pochi giorni, passando da 2–3 euro a tonnellata a 6–7 euro. Questo si traduce in un’incidenza che può arrivare fino a 12–14 euro per metro cubo prodotto.

Il risultato è un aumento complessivo dei costi che molte imprese non sono in grado di assorbire. Il settore delle costruzioni stradali, già caratterizzato da margini ridotti e forte dipendenza dai prezzi delle materie prime, si trova così esposto a una pressione economica senza precedenti recenti. Il rischio concreto è che diversi operatori siano costretti a rallentare o addirittura fermare le attività.

 

Bitume, materia prima strategica e vulnerabile

Il bitume rappresenta un elemento essenziale per la realizzazione e la manutenzione delle infrastrutture stradali, ma anche per il comparto delle impermeabilizzazioni. Essendo un derivato del petrolio, il suo prezzo è fortemente legato alle dinamiche energetiche globali. Questo rende il settore particolarmente vulnerabile a oscillazioni improvvise come quelle registrate nelle ultime settimane.

L’aumento fino al 50% in un arco temporale così ristretto evidenzia quanto il mercato sia esposto a tensioni internazionali e quanto sia difficile per le imprese pianificare investimenti e attività produttive in un contesto così instabile.

 

Il rischio paralisi per cantieri e occupazione

Nella lettera inviata al Governo, il presidente di SITEB, Alessandro Pesaresi, sottolinea come il comparto delle infrastrutture viarie rappresenti uno degli assi portanti del rilancio economico del Paese. Tuttavia, senza strumenti adeguati per compensare gli aumenti dei costi, l’intera filiera rischia di entrare in crisi. Le conseguenze potrebbero essere rilevanti: rallentamenti nei cantieri, difficoltà nel rispettare le tempistiche dei lavori pubblici, possibili fermate degli impianti produttivi e impatti diretti sull’occupazione. Un effetto domino che potrebbe incidere anche sull’attuazione dei piani infrastrutturali e sugli investimenti pubblici già programmati.

 

Le richieste al Governo: misure straordinarie per evitare il blocco

Per affrontare l’emergenza, SITEB ha avanzato una serie di richieste concrete alle istituzioni. Tra le principali, l’introduzione di un contributo straordinario per compensare il caro energia, limitato alla durata dell’attuale fase economica e ai lavori già acquisiti. L’associazione chiede inoltre una revisione delle soglie di alea nei meccanismi di compensazione per il caro materiali, insieme a un aggiornamento più rapido ed efficace dei sistemi di revisione prezzi, in modo da renderli coerenti con l’andamento reale dei mercati. Un altro punto centrale riguarda il riconoscimento stabile degli oneri legati al conferimento e al trasporto dei rifiuti. Si tratta di un aspetto spesso sottovalutato ma cruciale per garantire la sostenibilità dei processi produttivi, soprattutto in un’ottica di transizione verso modelli più legati alla green economy.

 

Un settore strategico tra emergenza e trasformazione

La situazione attuale mette in evidenza una fragilità strutturale del comparto infrastrutturale: la forte dipendenza dai costi energetici e dalle materie prime. Allo stesso tempo, però, apre anche una riflessione più ampia sul futuro del settore. In un contesto in cui la transizione energetica e la sostenibilità stanno diventando centrali, il mondo delle costruzioni stradali è chiamato a innovarsi, ma senza strumenti adeguati rischia di trovarsi schiacciato tra costi crescenti e margini ridotti. Il nodo, dunque, non è solo emergenziale, ma strategico. Il confronto tra istituzioni e operatori sarà determinante per capire se il sistema riuscirà a reagire con tempestività. Perché, come evidenziato da SITEB, il rischio non riguarda soltanto le imprese, ma l’intera capacità del Paese di portare avanti le proprie infrastrutture in modo efficiente e continuo.

 


brett-jordan-5nCXtsF9lRg-unsplash – Foto da ufficio stampa SITEB

Crisi energetica e conseguenze: ci vogliono decisioni reali, pesanti e immediate

Bene difendere il clima: al tempo stesso si tuteli la capacità produttiva

di Domenico De Rosa, CEO del Gruppo SMET

 

Con il petrolio in forte tensione e con il rischio concreto di scarsità di prodotti raffinati come il Diesel, non siamo più davanti a una normale fase di difficoltà. Siamo davanti a un passaggio che impone decisioni vere, pesanti, immediate.

Per questo il Governo deve fare subito scelte importanti e avere il coraggio di evitare l’errore più tipico delle classi dirigenti deboli, quello di mettere insieme una sequenza di misure diverse, frammentate, di scarso impatto, utili forse a produrre qualche titolo ma incapaci di proteggere davvero famiglie e imprese.

In una fase come questa servono pochi interventi, netti, straordinari, capaci di trasferire liquidità, difesa e continuità operativa al sistema economico. Tutto il resto rischia di essere solo gestione della paura, mentre il problema cresce.

Lo stesso vale per l’Europa. Deve uscire immediatamente dalla gabbia dell’ordinario e capire che questa non è una stagione da regolamenti lenti, da vincoli astratti o da liturgie burocratiche. È una fase eccezionale e come tale va trattata. Bisogna sospendere subito il Patto di stabilità e consentire agli Stati membri di adottare misure straordinarie di sostegno, protezione e salvaguardia economica.

Oggi servono strumenti che rappresentino, in senso metaforico ma anche molto concreto, i sacchi alle finestre e le trincee di ogni singola famiglia e di ogni impresa. Perché quando il rischio non è più soltanto l’aumento dei prezzi, ma la possibile scarsità di beni essenziali, la priorità assoluta diventa difendere la tenuta sociale, produttiva e civile della nazione.

Chi continua a ragionare con categorie ordinarie dentro una crisi straordinaria sta già sbagliando. E il tempo, in queste condizioni, non corregge gli errori. Li aggrava.

 


Foto da ufficio stampa Gruppo SMET

#FORUMAutoMotive anno 11: Andrea Taschini (advisor e manager automotive)

Sistema auto euripeo: tre punti centrali per il suo futuro

Regole al posto dell’innovazione, elettrico imposto e mercato sempre più uniforme: una critica dura alle politiche europee sull’automotive. Tra margini in calo, dominio cinese sulle materie prime e strategie da rivedere, emerge uno scenario preoccupante per il futuro dell’industria.

Intervista a Andrea Taschini, advisor e manager automotive.