Spendere meno carburante ogni mese: le abitudini che fanno la differenza

Spendere meno carburante ogni mese: le abitudini che fanno la differenza

Il carburante continua a essere una delle voci di costo più pesanti per chi utilizza l’auto ogni giorno. Tra spostamenti urbani, traffico e percorrenze extraurbane, il pieno può incidere in modo significativo sul budget familiare, soprattutto in una fase in cui benzina e Diesel restano soggetti a oscillazioni costanti. Molti automobilisti pensano che per consumare meno sia necessario cambiare veicolo o passare a una motorizzazione diversa. In realtà, esistono strategie semplici che permettono di ridurre gli sprechi anche con l’auto che si utilizza quotidianamente. La differenza non dipende soltanto dalla cilindrata o dalla tecnologia del motore. Spesso sono le abitudini alla guida, unite a una manutenzione corretta, a incidere sul consumo reale.

 

Risparmiare carburante, la guida incide più di quanto si pensi

Uno dei fattori più importanti riguarda il comportamento al volante. Accelerazioni improvvise, frenate frequenti e velocità irregolare costringono il motore a lavorare in condizioni meno efficienti. Adottare una guida regolare permette di limitare i consumi senza modificare drasticamente i tempi di percorrenza. Mantenere un ritmo costante, anticipare il traffico e ridurre le ripartenze aggressive aiuta il veicolo a utilizzare meno energia. In città questo aspetto è ancora più evidente. Le continue soste ai semafori e gli stop-and-go possono far aumentare i consumi in modo significativo. Anche mantenere una distanza corretta dagli altri veicoli contribuisce a evitare frenate improvvise, migliorando fluidità e comfort di guida.

 

Velocità costante e marce corrette

Molti automobilisti sottovalutano l’importanza del rapporto tra velocità e regime motore. Viaggiare a giri troppo elevati aumenta inevitabilmente il consumo. Cambiare marcia al momento corretto consente di mantenere il motore in una fascia di funzionamento più efficiente. Nelle vetture moderne, il computer di bordo suggerisce spesso il momento ideale per salire di marcia. Seguire queste indicazioni può aiutare a contenere i consumi. Nei percorsi autostradali, mantenere una velocità costante rappresenta una scelta vantaggiosa. L’utilizzo del cruise control, quando disponibile, consente di evitare continue variazioni che incidono sul carburante.

 

Pneumatici e manutenzione: i dettagli che pesano sul pieno

Tra gli aspetti meno considerati c’è la pressione degli pneumatici. Gomme non gonfiate correttamente aumentano la resistenza al rotolamento e costringono il motore a uno sforzo maggiore. Controllare periodicamente la pressione è un gesto semplice che può avere effetti concreti. Le indicazioni fornite dal costruttore garantiscono il miglior equilibrio tra comfort, sicurezza e consumo. Anche la manutenzione generale influisce direttamente sull’efficienza. Filtri sporchi, olio degradato o piccoli malfunzionamenti possono peggiorare il rendimento del motore. Un’auto ben mantenuta non solo consuma meno, ma offre anche una maggiore affidabilità nel tempo.

 

Il peso influisce più del previsto

Molti automobilisti trasportano nel bagagliaio oggetti inutili che rimangono per settimane o mesi all’interno dell’auto. Ogni chilogrammo aggiuntivo richiede energia per essere spostato. Alleggerire il veicolo significa ridurre lo sforzo richiesto al motore. Anche elementi esterni come portapacchi o box da tetto influiscono sul consumo, soprattutto alle velocità elevate. La resistenza aerodinamica aumenta e il motore deve lavorare di più per mantenere la stessa andatura. Eliminare ciò che non serve rappresenta una delle strategie più immediate per migliorare l’efficienza.

 

Aria condizionata e comfort: trovare il giusto equilibrio

L’uso del climatizzatore può incidere sul consumo, soprattutto durante la stagione estiva. Il sistema di raffreddamento richiede energia al motore e può aumentare il fabbisogno di carburante. Questo non significa rinunciare al comfort, ma utilizzare l’aria condizionata in modo intelligente. Temperature troppo basse rispetto all’esterno aumentano il lavoro del compressore. Impostazioni moderate aiutano a mantenere l’abitacolo confortevole limitando l’impatto sui consumi. Alle basse velocità, soprattutto in città, aprire leggermente i finestrini può rappresentare un’alternativa valida.

 

Traffico urbano, perché scegliere l’orario giusto aiuta

Il traffico è uno dei principali nemici dell’efficienza. Restare fermi in coda, accelerare e frenare continuamente porta a consumare più carburante. Quando possibile, scegliere orari meno congestionati può fare una differenza concreta. Le fasce di punta, tipiche degli ingressi e delle uscite lavorative, sono spesso quelle meno favorevoli. Anche l’utilizzo delle app di navigazione può aiutare a evitare zone congestionate e percorsi rallentati. Una strada leggermente più lunga, ma scorrevole, può risultare più conveniente rispetto a un tragitto breve ma pieno di traffico.

 

Organizzare meglio gli spostamenti

Un altro aspetto importante riguarda la pianificazione. Effettuare più commissioni in un solo viaggio consente di ridurre le partenze a freddo. Il motore raggiunge infatti la massima efficienza solo dopo alcuni chilometri. I tragitti brevi, ripetuti più volte nella giornata, risultano generalmente più dispendiosi.Organizzare gli spostamenti permette quindi di ottimizzare tempo e carburante. Per chi percorre spesso strade extraurbane, mantenere velocità regolari e limitare i rallentamenti inutili può fare una grande differenza.

 

Consumare meno è una questione di abitudini

Ridurre il consumo di carburante non significa rinunciare all’auto, ma imparare a utilizzarla meglio. Molte delle strategie più efficaci non richiedono costi aggiuntivi. Bastano attenzione, manutenzione e una guida più rilassata. In un momento in cui benzina e diesel continuano a incidere sulle spese quotidiane, migliorare l’efficienza del proprio veicolo diventa una scelta intelligente. Piccoli gesti ripetuti nel tempo possono trasformarsi in un risparmio concreto, migliorando anche la qualità della guida.

 


Foto da ufficio stampa CarVertical

“Pet safety days by Tavo”: a Milano per viaggiare sicuri con il 4 zampe

“Pet safety days by Tavo": a Milano per viaggiare sicuri con il 4 zampe

Pronti a partire? In attesa delle vacanze, Tavo – il brand per la sicurezza e il comfort degli animali da compagnia in viaggio, con i suoi trasportini dotati di sistema Isofix e crash testati – presenta i Pet Safety Days by Tavo, un evento dedicato al viaggio con i propri pet che si svolgerà il 7 e 8 maggio al GUD Milano CityLife. Nel cuore del Parco di Tre Torri prende vita una due-giorni che unisce momenti di svago e gioco a momenti di informazione, con l’obiettivo di promuovere una cultura del viaggio consapevole e serena in compagnia dei propri animali. 

A partire dalle ore 15 di giovedì 7 maggio si potrà accedere alla Tavo Pets Fun Zone, uno spazio interamente dedicato agli amanti di cani e gatti, dove ogni attività è pensata per coinvolgere e sorprendere. Tra questi, la photo opportunity “La Strada della Sicurezza”, un percorso tematico che permetterà ai pet di diventare protagonisti di scatti memorabili, mentre i loro umani potranno portare a casa un ricordo originale. Non mancherà un tocco di gioco, con la ruota della fortuna a tema sicurezza stradale per mettersi alla prova, vincere premi esclusivi e scoprire, in modo divertente, come proteggere al meglio i propri animali durante ogni spostamento. 

Accanto al divertimento, un’attenzione particolare sarà dedicata all’informazione. Viaggiare con un pet richiede consapevolezza: il viaggio parte ben prima di salire in auto e ogni dettaglio contribuisce al benessere dell’animale e alla sicurezza di tutti i passeggeri. Per questo, sarà presente nella Tavo Pets Fun Zone la dottoressa Zita Talamonti, medico veterinario esperto in comportamento animale, che nel pomeriggio di venerdì 8 maggio terrà un incontro aperto al pubblico, restando a disposizione per consigli ai pet-viaggiatori

“Come brand focalizzato sulla sicurezza degli animali in viaggio abbiamo voluto creare un appuntamento capace di unire divertimento e contenuti utili”. spiega Matteo Troncarelli, Marketing Manager di Tavo in Italia. “L’obiettivo è quello di aumentare la consapevolezza sull’importanza della sicurezza stradale quando a bordo ci sono anche i pet e, al tempo stesso, presentare le nostre soluzioni, progettate per garantire comfort e protezione. Le nostre ricerche internazionali ci dicono quanto questo tema sia ancora sottovalutato: per questo vogliamo essere promotori di una cultura del viaggio più attenta e responsabile”.

 

Foto da ufficio stampa Pet Safety Days by Tavo_cane – Foto da Tavo in Italia

Motus-E: il presidente Pressi ricevuto dal Capo dello Stato

L'auto in Italia: elettriche in crescita, serve un piano d'azione

Il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, è stato ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a cui ha delineato un quadro della situazione dell’industria automotive italiana e delle prospettive della transizione verso l’elettrico in atto nel settore a livello globale.


Pressi si è soffermato, in particolare, sull’importanza di costruire in Italia una cornice
normativa che aiuti le imprese a muoversi sulle frontiere dell’innovazione, per preservare la competitività di una filiera essenziale per il Paese, chiamata a
misurarsi con un contesto che non lascia margini di attesa.
 
“Già oggi, infatti – riporta una nota di Motus-E – nel mondo un’auto nuova venduta ogni cinque è 100% elettrica. Il presidente di Motus-E ha illustrato inoltre al Capo dello Stato i notevoli avanzamenti messi a segno in Italia sul fronte dell’infrastruttura al servizio della mobilità elettrica, ponendo l’accento al tempo stesso sul valore di dare tranquillità ai cittadini e di orientare con visione strategica lo sviluppo del mercato auto nazionale, per minimizzare l’impatto sociale di shock petroliferi come quello derivante dalla chiusura dello Stretto di Hormuz”.

Rimarcate, infine, da
Pressi le opportunità di sviluppo economico e occupazionale connesse alla diffusione dei veicoli elettrici. Una diffusione che per raggiungere in Italia i livelli degli altri grandi Paesi europei necessita, secondo Pressi, di una regia che guidi l’evoluzione infrastrutturale e di un indirizzo di politica industriale che accompagni la riconversione produttiva – guardando soprattutto a settori chiave come quello delle batterie – stimolando contestualmente la domanda attraverso strumenti di supporto chiari e prevedibili a beneficio delle famiglie e delle loro scelte d’acquisto.
 
 
 

 

Foto da ufficio stampa Motus-E


Come far ripartire l’automotive: stop agli interessi di bottega

Come far ripartire l'automotive: stop agli interessi di bottega
di Mario Verna, manager automotive
 

Sono stati anni faticosi per tutto il sistema automotive. Anni nei quali tra opportunità perse e illusioni inseguite tutti abbiamo accumulato tossine difficili da smaltire. I big hanno svalutato, per ora, 90 miliardi, le filiere tra produzione e logistica hanno bruciato stabilimenti e posti di lavoro, le reti di vendita sono arrivate al limite di equilibrio.

La torta si riduce, aumentano i prezzi, si moltiplicano brand e player, qualcuno resterà senza sedia, non c’è posto per far star comodi tutti. Intanto la “politica” si è persa tra tanta ideologia e poche idee e le condizioni di contesto geopolitico aggravano le incertezze di chi non vuole scegliere. Non resta che cercare una strada comune e ridare forza ad un settore che, con orgoglio, rivendica Pil e occupazione, sviluppo e professionalità, con coraggio, senza timori.

Mettere da parte gli interessi di bottega è l’unica via per “provare” ad uscire dal pantano. E va fatto velocemente. Ne abbiamo discusso al recente #FORUMAutoMotive.

Safe-Drive su #FORUMAutoMotive anno 11: ospiti il promotore Bonora e l’opinionista Taschini

Safe-Drive su #FORUMAutoMotive anno 11: ospiti il promotore Bonora e l'opinionista Taschini
In onda sui canali tv di riferimento, ecco la parte della puntata di Safe-Drive, disponibile anche sulla piattaforma SKY, che commenta la recente edizione di #FORUMAutoMotive, evento giunto al suo 11° anno,
 
Ospiti in studio con Michele Fontana, il promotore Pierluigi Bonora e l’opinionista Andrea Taschini. Nel servizio anche le interviste ad alcuni dei protagonisti dell’edizione che si è svolta il 23 e 24 marzo scorsi all’Enterprise di Milano.

Il Terzetto di #FORUMAutoMotive: si va avanti di crisi in crisi, Europa alle corde

Il Terzetto di #FORUMAutoMotive: si avanti di crisi in crisi, Europa alle corde
Nuovo Terzetto per “Camera on” con il confronto tra il promotore di #FORUMAutoMotive, Pierluigi Bonora, il direttore del Centro studi Fleet & Mobility, Pier Luigi del Viscovo, e Andrea Taschini, opinionista, advisor e manager automotive. Temi in discussione, la debolezza colpevole dell’UE la cui strategia ha visto (e vede ancora) prevalere l’ideologia rispetto ai problemi reali presenti e futuri.
 
E in mezzo c’è il settore automotive tra crisi energetica, speculazioni e strumentalizzazioni alla luce – ahinoi – proprio della situazione in atto. Intanto i cinesi avanzano imperterriti mentre c’è chi pensa a limitare o proibire affissioni pubblicitarie che riguardano prodotti fossili. 

Incidenti casa-lavoro: cresce il rischio sulla strada

Incidenti casa-lavoro: cresce il rischio sulla strada

La sicurezza sul lavoro sta cambiando volto e, sempre più spesso, il rischio si sposta fuori dai luoghi tradizionali. Secondo i più recenti dati di INAIL, gli incidenti lungo il tragitto casa-lavoro rappresentano ormai una componente strutturale del fenomeno, con numeri in crescita che impongono una riflessione anche dal punto di vista della mobilità.

 

Incidenti in itinere: il peso crescente della mobilità quotidiana

Nel 2026 emerge un dato chiaro: mentre gli infortuni durante l’attività lavorativa restano sostanzialmente stabili (+0,5%) e i decessi diminuiscono leggermente (-0,6%), la componente legata agli spostamenti registra un incremento significativo. Gli incidenti in itinere, ovvero quelli che avvengono nel percorso tra casa e lavoro, segnano infatti un aumento del +3,2%, mentre i decessi crescono del +4,6%. In termini assoluti, si contano 293 vittime sulla strada, con 13 casi in più rispetto all’anno precedente, contro una diminuzione di 5 morti nei luoghi di lavoro (792 totali).

Un dato ancora più significativo riguarda il peso percentuale: oggi gli incidenti in itinere rappresentano circa il 27% dei decessi complessivi legati al lavoro. Una quota che evidenzia come il rischio non sia più confinato agli ambienti produttivi, ma si distribuisca lungo le direttrici della mobilità quotidiana.

 

Una trasformazione strutturale del rischio

L’aumento degli incidenti lungo il tragitto casa-lavoro non è un fenomeno episodico. Già dal 2019 si osserva una crescita costante: nel 2025, le denunce di infortunio in itinere hanno raggiunto il 19,3% del totale, mentre i casi mortali hanno toccato appunto il 27%. Si tratta di una trasformazione legata a più fattori. Da un lato, l’incremento degli spostamenti quotidiani e la crescente pressione su infrastrutture e traffico. Dall’altro, il ruolo sempre più centrale di settori come trasporti e logistica, dove la mobilità è parte integrante dell’attività lavorativa.

Questo scenario apre una riflessione anche per il settore automotive: la sicurezza non riguarda più solo il veicolo in sé, ma l’intero ecosistema della mobilità, dalla qualità delle strade ai comportamenti di guida.

 

Prevenzione e formazione: le leve decisive

A sottolineare l’importanza di un approccio sistemico è Paolo Carminati, presidente di AiFOS, che evidenzia la necessità di una governance integrata tra istituzioni, imprese e società civile. Secondo Carminati, «la prevenzione e una formazione realmente efficace devono restare al centro delle politiche aziendali e di sistema». Un messaggio che assume ancora più rilevanza alla luce dei nuovi dati, che mostrano come la sicurezza debba essere affrontata in modo trasversale.

In questo contesto, assume un ruolo strategico il Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro, obbligatorio per aziende e pubbliche amministrazioni con oltre 100 dipendenti nei centri urbani sopra i 50 mila abitanti. Non si tratta di un semplice adempimento, ma di uno strumento concreto per ridurre l’uso dell’auto privata, migliorare la sicurezza e contenere lo stress legato alla guida.

 

Sicurezza stradale: una questione culturale

Accanto alle politiche organizzative, resta centrale il tema della formazione individuale. La sicurezza stradale, infatti, non inizia al momento dell’incidente, ma molto prima. La corretta posizione di guida, l’attenzione alla strada, la gestione dello stress e della fatica sono elementi spesso sottovalutati, ma determinanti nella prevenzione. Come sintetizzato efficacemente dagli esperti del settore, «la sicurezza alla guida inizia a macchina ferma».

Un principio che richiama anche il ruolo della tecnologia: dai sistemi di assistenza alla guida (ADAS) fino alle soluzioni di mobilità intelligente, l’innovazione può contribuire a ridurre il rischio, ma solo se accompagnata da comportamenti responsabili.

 

Mobilità e lavoro: una sfida per il futuro

Il quadro che emerge dai dati 2026 è chiaro: la sicurezza sul lavoro non può più essere analizzata senza considerare la mobilità. Il tragitto casa-lavoro diventa uno spazio critico, dove si concentrano rischi spesso invisibili ma sempre più rilevanti. Per il settore automotive, questo rappresenta una sfida ma anche un’opportunità: sviluppare veicoli più sicuri, promuovere una guida consapevole e integrarsi con sistemi di mobilità sostenibile.

 


aaron-doucett-za6VUsCoSBA-unsplash – Foto da ufficio stampa AiFOS

Messaggio all’Europa: l’energia non è una variabile teorica

Messaggio all'Europa: l'energia non è una variabile teorica

di Domenico De Rosa, CEO del Gruppo SMET

 
Cancellare 20mila voli non è certo un incidente di percorso, ma il segnale di un sistema che ha smesso di distinguere tra obiettivi politici e realtà industriale. Quando manca il cherosene, o quando il suo costo e la sua disponibilità diventano un fattore critico, il problema non riguarda solo le compagnie aeree. Riguarda l’intera economia e significa persone ferme, merci rallentate, connessioni interrotte, programmazione saltata, costi che si propagano lungo tutta la catena del valore.

Ed è qui che l’Europa continua a mostrare il suo limite più grave. Vuole ancora guidare la transizione con pacchetti, vincoli e scadenze, ma troppo spesso lo fa senza avere prima messo in sicurezza la base industriale ed energetica che dovrebbe reggere quella stessa transizione. È un grave errore di metodo prima ancora che di merito.

Un imprenditore sa che non si governa un sistema imponendo nuovi obblighi, mentre la materia prima scarseggia, i costi salgono e la competitività arretra. Prima si garantisce continuità, poi si accompagna il cambiamento. Prima si protegge l’operatività, poi si costruisce l’evoluzione. Fare il contrario significa trasformare la sostenibilità in instabilità.

Il trasporto aereo, come tutta la logistica, vive di equilibrio tra tempi, costi e affidabilità. Se una di queste tre variabili salta, il danno non resta confinato in un settore. Si trasferisce su turismo, industria, commercio, export e fiducia del mercato. La verità è semplice. L’Europa non può continuare solo a legiferare e iper normare come se l’energia fosse una variabile teorica. Non lo è e adesso lo scoprono. È la condizione materiale che tiene in piedi la mobilità, la produzione e la competitività del continente.

Chi fa impresa lo sa bene e lo comprende immediatamente. Senza pragmatismo, la transizione non diventa moderna. Diventa solo più costosa, più fragile e più ingiusta, ahimè…

 

Domenico De Rosa – Foto da ufficio stampa SMET Group

Multe in Italia: incassi record e RC stabile

Multe in Italia: incassi record e RC stabile

Le multe auto in Italia continuano a rappresentare una voce sempre più rilevante nei bilanci pubblici locali. Secondo un’analisi di Facile.it su dati Siope, nel 2025 i Comuni italiani hanno incassato oltre 1,77 miliardi di euro da sanzioni per violazioni del Codice della Strada. Un dato in crescita dell’1% rispetto all’anno precedente, ma soprattutto del 23% rispetto al 2022, segno di una tendenza ormai consolidata.

Allo stesso tempo, arriva una notizia che interessa direttamente gli automobilisti: dopo mesi di aumenti, i premi RC auto si stabilizzano, segnando una pausa importante per i costi di gestione dell’auto.

 

Multe stradali: le città con più incassi

In cima alla classifica dei Comuni con i maggiori incassi da multe si conferma Milano, con 178,6 milioni di euro, nonostante un calo del 13% rispetto al 2024. Seguono Roma (132,8 milioni, -9%) e Firenze (73,3 milioni, +19%), che completa il podio. Subito dietro troviamo Torino (56 milioni) e Napoli (47 milioni), mentre la top 10 è completata da Genova, Palermo, Bologna, Padova e Verona.

Nel complesso, queste dieci città concentrano quasi 630 milioni di euro, ovvero oltre un terzo del totale nazionale. Un dato che evidenzia il peso delle grandi aree urbane, dove traffico, turismo e mobilità pendolare aumentano inevitabilmente il numero di sanzioni.

 

Multe pro capite: cambia la prospettiva

Se si guarda agli incassi rapportati al numero di abitanti, la classifica cambia radicalmente. In questo caso è Firenze a guidare la graduatoria, con una media di 202 euro per residente. Seguono Siena (180 euro) e Milano (130 euro), mentre ai piedi del podio si posizionano Padova e Rieti. Questo indicatore, pur con tutti i limiti (le multe non riguardano solo i residenti), offre una chiave di lettura interessante: nelle città più turistiche o con centri storici complessi, il peso delle sanzioni è decisamente più elevato.

 

Piccoli comuni, grandi incassi

Ancora più sorprendente è il dato relativo ai piccoli centri. Tra i Comuni con meno di 1.000 abitanti, in testa troviamo Carrodano, con quasi 770mila euro di incassi a fronte di appena 465 residenti. Seguono Pettoranello del Molise (oltre 641mila euro) e Colle Santa Lucia (circa 628mila euro). Chiudono la top 5 Rionero Sannitico e Poggio San Lorenzo. Numeri che spesso accendono il dibattito sull’utilizzo degli strumenti di controllo, come Autovelox e sistemi di rilevazione automatica, soprattutto lungo le arterie più trafficate.

 

RC auto: finalmente una tregua sui prezzi

Dopo mesi di rincari, arriva però una notizia positiva per gli automobilisti. Secondo l’Osservatorio RC auto di Facile.it, a marzo 2026 il premio medio per assicurare un’auto si è attestato a 643,97 euro, in linea con lo stesso periodo del 2025. Una stabilizzazione che potrebbe rappresentare un primo segnale di equilibrio in un mercato che negli ultimi anni ha visto aumenti significativi, legati a inflazione, costi dei sinistri e dinamiche assicurative sempre più complesse.

 

Tra sicurezza stradale e sostenibilità del sistema

L’aumento degli incassi da multe solleva inevitabilmente una riflessione più ampia. Da un lato, le sanzioni rappresentano uno strumento fondamentale per garantire la sicurezza stradale e il rispetto delle regole. Dall’altro, il loro peso crescente nei bilanci comunali alimenta il dibattito su un possibile utilizzo “strategico” delle multe. In questo contesto, il settore automotive si trova ancora una volta al centro di dinamiche complesse: tra normative sempre più stringenti, costi di gestione e transizione tecnologica, l’automobilista è chiamato a un livello di attenzione sempre più elevato.

La vera sfida, però, resta quella di trovare un equilibrio tra controllo, prevenzione e sostenibilità economica, senza trasformare la mobilità in un costo eccessivo per cittadini e imprese.

 


Foto da ufficio stampa Facile.it

Clima e città: 26 metropoli producono il 58% di CO2

Clima e città: 26 metropoli producono il 58% di CO2

La sfida climatica è prima di tutto urbana. Le prime 26 metropoli al mondo producono da sole il 58% delle emissioni globali di CO2. È quanto emerge dall’elaborazione 2026 di Resolglass, basata sulla ricerca internazionale “Keeping Track of Greenhouse Gas Emission Reduction Progress and Targets in 167 Cities Worldwide” della Sun Yat-sen University. In testa alla classifica globale c’è la città cinese di Handan con 200 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti annue, seguita da Shanghai (188 Mt), Suzhou (152 Mt) e Dalian (142 Mt). In Europa il primato spetta a Mosca (138 Mt), seguita da Istanbul (88 Mt) e San Pietroburgo (54 Mt).

In questo ranking, l’Italia compare con Torino, settima in Europa con 19 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, prima città italiana per impatto emissivo, Bologna (6,9 Mt) e quindi Piacenza (1,2 Mt). Ma qual è la situazione nelle altre città del nostro Paese? Resolglass, il marchio italiano specializzato nella progettazione e realizzazione di soluzioni architettoniche in vetro e acciaio su misura, ha esteso la ricerca a partire da alcuni dati storici, mettendo insieme le peggiori performance delle nostre città in base alle ultime medie annuali del PM10, del PM2,5 e dell’NO2.

Il dato chiave rimane non tanto la classifica, quanto la concentrazione geografica delle emissioni: la maggior parte della CO2 globale si genera nei grandi agglomerati urbani, dove si concentrano popolazione, infrastrutture, mobilità e – soprattutto –patrimonio edilizio.

«La transizione climatica si decide nelle città. Intervenire sull’efficienza del costruito significa incidere in modo strutturale sulle emissioni urbane», sottolinea Enrico Scozzari, ceo del Gruppo Resolfin a cui Resolglass fa capo. Ma vediamo come vanno le nostre città. In questa graduatoria che tiene conto delle emissioni, migliora la situazione di Piacenza e Bologna, così penalizzate dallo studio della Sun Yat-sen University. Ma Torino rimane al vertice della classifica. Ecco dunque (in una scala da 1 a 10) qual è la top-15 dell’inquinamento in Italia:

    1) Torino          10,0

    2) Milano           9,9

    3) Palermo        9,8

    4) Napoli           9,6

    5) Lodi               9,5

    6) Monza           9,3

    7) Cremona       9,1

    8) Verona          9,0

    9) Bergamo       8,9

    10) Brescia          8,8

    11) Bolzano         8,7

    12) Padova         8,6

    13) Alessandria   8,5

    14) Vicenza         8,1

    15) Piacenza       7,8

Secondo le analisi richiamate da Resolglass, raddoppiare il tasso di riqualificazione del patrimonio edilizio porterebbe a una riduzione del 14% delle emissioni complessive. Un risultato che passa soprattutto dall’involucro degli edifici: facciate evolute, sistemi vetrati ad alte prestazioni, contenimento delle dispersioni. Il vetro, in questo scenario, non è solo un elemento architettonico, ma una leva energetica. Migliorare l’efficienza degli edifici nelle grandi aree urbane significa agire direttamente sul cuore del problema climatico. «La partita, dunque, non si gioca nei numeri astratti, ma nella trasformazione concreta delle città», conclude Enrico Scozzari.

 


Foto di Matthias Heyde su Unsplash