Sicilia, al via “Guida con gentilezza”: la campagna che vuole cambiare il traffico estivo

Sicilia, al via “Guida con gentilezza”: la campagna che vuole cambiare il traffico estivo

Le estati italiane, soprattutto al Sud, sono un banco di prova estremo per la sicurezza stradale. Strade affollate di turisti, traffico intenso, caldo asfissiante e nervi tesi: una combinazione che ogni anno produce troppe tragedie. Per questo, il Movimento Italiano per la Gentilezza (MIG), guidato da Natalia Re, ha deciso di portare la propria filosofia di rispetto reciproco anche in autostrada e nelle vie cittadine, lanciando la campagna “Guida con gentilezza – Estate Sicura”.

L’iniziativa, presentata il 29 luglio scorso, è sostenuta dall’assessorato regionale alla Mobilità e da una rete di partner che vanno dall’Osservatorio Italiano della Gentilezza al World Kindness Movement, fino al Fiat 500 Club Italia. L’obiettivo è chiaro: trasformare la cortesia in un vero e proprio dispositivo di prevenzione, perché non basta avere strade e infrastrutture migliori se chi guida continua a comportarsi in modo egoista o distratto.

 

Le quattro regole per un’estate senza incidenti

La campagna verrà diffusa tramite cartellonistica e messaggi visivi in città, sintetizzando il cuore del progetto in quattro principi chiave: Pazienza prima di tutto: un minuto in più al volante non vale una vita persa; Cortesia contagiosa: un sorpasso con un cenno di ringraziamento può cambiare l’umore di chi guida dietro di te; Protezione dei vulnerabili: pedoni, ciclisti e motociclisti hanno bisogno di più spazio e attenzione; No alle distrazioni: lo smartphone non è mai urgente quanto la sicurezza di chi viaggia. Quattro semplici frasi che, se prese sul serio, ridurrebbero drasticamente il numero di incidenti.

 

Un messaggio che parte dalla Sicilia e guarda al mondo

Quello del MIG non è un appello generico: la campagna, pur essendo nata in Sicilia, è già in rete con realtà internazionali. Grazie al contributo della Dr. Tristaca McCray, attivista statunitense del World Kindness Movement, il progetto approderà anche negli Stati Uniti, portando un messaggio educativo e inclusivo oltre oceano.

A sostenere la campagna anche realtà come Avis Comunale di Ciampino, il Coordinamento Imprenditori Area di Carini, il Centro Siciliano di Terapia della Famiglia, UGRI Servizi per l’Ambiente e Nerds Inc..

 

Le parole di chi l’ha voluta

“Abbiamo deciso di portare la gentilezza anche sulla strada – ha spiegato Natalia Re – perché ogni gesto, dal rallentare per far passare un pedone al rispettare la distanza di sicurezza, può salvare vite. In un’epoca in cui tutti hanno fretta, scegliere la lentezza e il rispetto è un atto rivoluzionario”.

 

Perché oggi è più urgente che mai

I dati ACI-ISTAT parlano chiaro: gran parte degli incidenti stradali è causata da distrazioni e comportamenti aggressivi. Nei mesi estivi la situazione peggiora, con il traffico turistico e l’aumento degli spostamenti. Una campagna come questa è un antidoto culturale prima ancora che tecnico: educare a una guida gentile significa abbassare la tensione sulle strade e ridurre il rischio di incidenti. La scommessa è trasformare questa iniziativa in un modello replicabile, facendo della Sicilia la capofila di un cambiamento che potrebbe (e dovrebbe) diventare nazionale.

 

Foto da ufficio stampa MIG

 

 

Rolfo e i suoi primi 140 anni: Made in Italy e famiglia al centro del successo

Rolfo e i suoi primi 140 anni: Made in Italy e famiglia al centro del successo

L’azienda Rolfo di Bra (Cuneo) compie quest’anno 140 anni di attività. Per cinque generazioni i membri della famiglia Rolfo hanno guidato un esempio importante di made in Italy, e lo hanno fatto puntando su resilienza e innovazione tecnologica. La società nasce dall’intuizione di Giorgio Rolfo, il quale apre per la prima volta, nel 1885 a Bra, una bottega di carradore per la costruzione di carri e carrozze.

 
Alla fine degli anni ’40, il figlio Antonio, trasforma la bottega in officina, dove lavora nelle riparazioni di autocarri per conto di cooperative e clienti locali. È in questo periodo che nascono i primi allestimenti prodotti dalle officine Rolfo che, nel giro di poco tempo, rappresenteranno un’ampia gamma di veicoli destinati al trasporto su strada delle merci più diverse.
 
Nel corso degli anni ’60 inizia la produzione delle bisarche, mezzi per il trasporto di autovetture, le quali diventano con il tempo il segmento principale dell’attività produttiva dell’azienda. Nei decenni successivi l’azienda conosce una forte espansione sia nel mercato italiano sia in quello estero.
 
Negli anni ’90 l’azienda continua la sua fase di espansione e apre i suoi primi stabilimenti fuori dai confini nazionali in Francia ed Argentina. Negli anni 2000 l’azienda implementa i suoi investimenti in ambito tecnologico passando da una produzione a “isola” alla “Lean Manufacturing”, filosofia produttiva incentrata sull’eliminazione degli sprechi, sulla semplificazione dei processi e sull’adeguamento della produzione alle richieste del mercato. Questo porta a incrementare la produzione e le esportazioni.
 
Con la crisi del 2009 l’azienda cambia ancora e oltre a investimenti punta su nuovi mercati, come quello indiano, e a nuove opportunità di business attraverso la diversificazione propria gamma di prodotti. Oggi l’azienda conta 15mila impiegati diretti e che producono 65mila veicoli esportati in 40 Paesi.

Ok i colorifici grazie all’automotive: innovazione e strategia per lo sviluppo sostenibile

Ok i colorifici grazie all’automotive: innovazione e strategia per lo sviluppo sostenibile
Foto: Dromo Faffa, Founder di Methodos Consulting

 

In occasione di Autopromotec 2025 – la principale manifestazione italiana dedicata all’aftermarket automobilistico e alle innovazioni del settore – il Centro Studi Methodos Consulting ha presentato un’analisi aggiornata sullo stato del comparto dei colorifici, con particolare attenzione al segmento automotive. Il report fotografa un settore in rapida evoluzione, sospinto da megatrend globali e nuove strategie competitive.

Il settore dei colorifici sta vivendo una fase di evoluzione profonda, spinta da megatrend globali che stanno
ridisegnando I’intera catena del valore: sostenibilità ambientale, trasformazione digitale, consulenza
personalizzata e innovazione tecnologica
stanno diventando fattori determinanti per la competitività e la
redditività delle aziende.

“Ci troviamo in un momento storico in cui la trasformazione non è più una possibilità, ma una necessità. I
colorifici che sapranno adattarsi, integrando digitalizzazione, sostenibilità e nuovi modelli formativi,
consolideranno il proprio ruolo nella filiera automotive e potranno cogliere con successo le opportunità di
crescita futura”, ha dichiarato Dromo Faffa, Founder di Methodos Consulting.

A livello internazionale, il comparto delle vernici per l'automotive – uno dei principali driver del settore –
mostra segnali di crescita robusta: nel 2025, il mercato globale supera i 10 miliardi di dollari, con previsioni
di crescita fino a 18 miliardi entro il 2037
. Questa espansione € sostenuta dalla domanda di veicoli elettrici,
dalla personalizzazione cromatica, dall’evoluzione delle tecnologie di rivestimento e da una maggiore
attenzione verso prodotti ecologici, compatibili con le normative ambientali e i sistemi di guida autonoma.

In Italia, il mercato delle vernici ha registrato un aumento di fatturato, pur a fronte di una lieve contrazione nei volumi. Il rallentamento del settore edile, legato alla fine degli incentivi fiscali per il residenziale, è stato parzialmente compensato dalla performance positiva del comparto automotive. Quest’ultimo rappresenta circa il 25% del mercato nazionale e beneficia sia della richiesta di vernici sempre più complesse per la produzione di nuovi modelli, sia della vivacità dell’aftermarket, sostenuta da un parco circolante di oltre 40 milioni di veicoli.

 

Le leve strategiche per lo sviluppo

Secondo l’analisi del Centro Studi Methodos Consulting, le aziende del comparto possono orientare il
proprio sviluppo attraverso quattro direttrici principali:
Digitalizzazione dei processi – L’adozione di strumenti digitali per la gestione delle commesse, dei magazzini e dei canali B2B consente un incremento significativo dell'efficienza operativa.
Formazione come asset strategico – La crescente carenza di manodopera specializzata spinge molte realtà a dotarsi di proprie Academy interne, capaci di formare risorse interne e partner commerciali, trasformando la formazione in leva di business.
Evoluzione dei modelli di business – L’integrazione di servizi, la diversificazione e le strategie di aggregazione (fusioni, acquisizioni, partnership) sono fondamentali per raggiungere una massa critica e rafforzare il posizionamento competitivo.

Controllo di gestione e monitoraggio dei KPI – La governance dei risultati economici attraverso sistemi di
controllo avanzati e strumenti di analisi predittiva consente alle imprese di prendere decisioni rapide e fondate.
In un contesto internazionale in rapida evoluzione, le imprese del settore che riusciranno ad anticipare i
cambiamenti e investire in innovazione, capitale umano e gestione efficiente
si troveranno nelle condizioni
migliori per affrontare il mercato del prossimo decennio. 


Foto da ufficio stampa


Gli incentivi per le auto elettriche: di urgente c’era altro

Incentivi esauriti: per l'auto elettrica brusca frenata

di Salvatore Saladino, country manager di Dataforce Italia

 

In questi giorni il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha annunciato che gli incentivi all’acquisto torneranno a settembre, ma soltanto per le BEV, e dureranno fino al 30 giugno 2026. I fondi disponibili saranno di circa 600 milioni di euro, destinati ai privati residenti nelle “aree urbane funzionali”(vale a dire in aree urbane e nelle zone limitrofe di pendolarismo) e alle microimprese che acquisiranno un veicolo commerciale a zero emissioni.

Per i privati l’ecobonus sarà di 11.000 euro (se l’ISEE familiare non supera i 30.000 euro) o di 9.000 euro (se il limite dell’ISEE è compreso tra 30.000 e 40.000 euro). Per le microimprese, invece, il contributo è calcolato in ragione del 30% sul prezzo d’acquisto con un limite massimo di 20.000 euro. Per il ministro Pichetto Fratin l’obiettivo del Governo è agevolare l’acquisto di circa 40.000 unità di BEV.

Secondo Dataforce, il Governo si è focalizzato sull’aspetto meno importante in questo momento e cioè incentivi solo per chi ha ISEE fino a 40.000 euro, ossia automobilisti che in questo momento hanno tutt’altri pensieri che cambiare l’automobile, meno che mai per passare a una BEV, invece di potenziare le infrastrutture di ricarica e soprattutto cercare di equiparare il più possibile il prezzo della ricarica pubblica a quello dei Paesi vicini.

 

Foto da ufficio stampa Dataforce Italia

Autostrade per l’Italia difende gli automobilisti: ecco il Simulatore AR contro i pericoli dei cantieri

Autostrade per l’Italia difende gli automobilisti: ecco il Simulatore AR contro i pericoli dei cantieri

Autostrade per l’Italia ha presentato quello che potrebbe essere un vero spartiacque nella sicurezza stradale: il progetto Driver Behaviour Analysis, un simulatore di guida a realtà aumentata che sfrutta droni e intelligenza artificiale per studiare, capire e prevenire i comportamenti a rischio nei pressi dei cantieri autostradali  . Questo non è marketing digitale, è tecnologia al servizio di chi guida e di chi lavora lungo la rete.

 

Contesti ricreati con tecnologia realistica

Movyon, la tech company del gruppo ASPI, ha raccolto immagini e traiettorie dei veicoli attraverso droni attivi sul campo nei pressi dei cantieri autostradali. Questi dati consentono di costruire un digital twin fedelissimo del tratto A26 tra Borgomanero e Novara, riprodotto in un ambiente di guida immersivo  . Lo scenario è familiare, reale: la segnaletica temporanea tradizionale e un’alternativa studiata per migliorare l’orientamento e la percezione del rischio.

 

Il guidatore osservato e analizzato

Nel simulatore situato al Politecnico di Milano, il conducente affronta scenari critici in realtà aumentata. L’obiettivo è osservare in tempo reale le reazioni, i punti di debolezza, l’efficacia delle soluzioni alternative . Il comportamento umano è posto al centro: si valutano traiettorie, velocità, scostamenti, identificando i fattori di rischio più frequenti.

 

Le università protagoniste della ricerca

Eccole: Politecnico di Milano: sede delle sessioni di guida immersive; Università Federico II di Napoli: analizza velocità e traiettorie per creare indicatori di sicurezza surrogate; Università Cattolica del Sacro Cuore: studia la percezione di sicurezza e l’effetto della segnaletica sui profili dei conducenti; Università di Firenze: interpreta le immagini raccolte dai droni con algoritmi IA per individuare anomalie e comportamenti critici  .

Autostrade per l’Italia non ha scelto di reagire semplicemente alle emergenze, ma di anticipare e prevenire. Questo simulatore AR con droni e IA non va considerato come un esercizio accademico: è una risposta concreta a un problema reale che mette a rischio vite ogni giorno nei cantieri. Il fatto che questa tecnologia provenga da eccellenze italiane mostra che possiamo difendere i cittadini con strumenti domestici di qualità, non usare scuse per ritardi o inefficienze.

Il progetto DBA fa parte di una campagna integrata di sicurezza stradale promossa insieme al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e alla Polizia di Stato, volta a far capire agli automobilisti che una guida responsabile salva vite, soprattutto dove operano i lavoratori autostradali.

 

Foto ufficio stampa Autostrade

 

L’ACI del futuro? Noi, come dei “mobility club”

Motorsport: difenderemo il ruolo internazionale dell'ItaliaN

di Geronimo La Russa, presidente eletto ACI
(dall’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”)

 
Dobbiamo pensare a un ACI che oltre a federazione sportiva si configuri come un ente sussidiario allo Stato in grado di offrire servizi a tutti i cittadini, non soltanto agli automobilisti. Ci chiamiamo Automobile Club perché la nostra storia è legata all’universo dell’auto, ma dobbiamo adottare l’ottica di altri grandi automobil club nel mondo, cioè diventare dei “mobility club”. Ci dobbiamo rivolgere a tutti i cittadini che cercano risposta a una domanda di mobilità integrata tra rete ferroviaria, auto, micro mobilità fino ad arrivare ai pedoni. Il tutto nel modo più facile, veloce ed ecosostenibile.
 
Questo obiettivo in buona parte è declinato nel mio programma elettorale che ha ottenuto il 78% delle preferenze e si intitola “Innovazione nella tradizione”. L’ACI ha una storia gloriosa, ma deve guardare al futuro e innovare i servizi che lo Stato ci delega, come il Pubblico registro automobilistico. Un altro compito sarà utilizzare e rielaborare al meglio i dati sulla mobilità in modo da fornire più informazioni e assistenza. Aggiungo che sulla mobilita integrata mi piacerebbe introdurre una tessera con i nostri servizi e quelli, ad esempio, di Ferrovie.


Foto da ufficio stampa ACI

Estate 2025 on the road: il boom dei “van-lifer” secondo Subito Motori

Estate 2025 on the road: il boom dei “van-lifer” secondo Subito Motori

L’estate 2025 ha un protagonista indiscusso: il camper. Non è più soltanto un mezzo per le vacanze, ma un vero e proprio stile di vita, scelto da chi cerca libertà, autonomia e un contatto diretto con la natura. A confermarlo sono i dati di Subito Motori, la sezione dedicata ai motori della piattaforma di re‑commerce Subito, che nei primi sei mesi dell’anno ha registrato oltre un milione di ricerche per la parola “camper” nella categoria Caravan e Camper.

Il termine, già nel 2024, era entrato tra le cinque parole più cercate su un totale di quasi tre miliardi di query, segno di un interesse crescente che va oltre la moda passeggera.

 

Viaggiare senza vincoli: un cambiamento culturale

L’esplosione della “van life” è il frutto di una trasformazione che parte da lontano e che la pandemia ha accelerato: l’auto‑sufficienza nei viaggi, la sicurezza sanitaria e la possibilità di lavorare da remoto hanno spinto sempre più persone a considerare il camper come alternativa stabile alle vacanze tradizionali.

Non si tratta solo di turismo: il camper incarna la voglia di spostarsi seguendo i propri ritmi, senza prenotazioni obbligate o itinerari rigidi. Dallo smart working in mobilità al turismo lento, passando per l’esplorazione di luoghi fuori dai circuiti di massa, la filosofia è chiara: la strada è casa.

 

I modelli più desiderati dagli italiani

Dall’analisi di Subito Motori emerge una top 3 che rispecchia esigenze e stili di viaggio differenti: Motorhome, in pole position per chi affronta itinerari lunghi e vuole portare con sé il massimo comfort, senza rinunciare all’indipendenza totale; Van, seconda scelta, amata dai viaggiatori dinamici e creativi che vogliono un mezzo compatto e personalizzabile; Semintegrali, terzo posto per il compromesso perfetto tra abitabilità e facilità di manovra, adatto a chi alterna città e natura.

L’estate, in particolare, è il momento ideale per usare questi mezzi alla scoperta di mete insolite, lontane dalle folle e dall’over tourism, contribuendo a un turismo più sostenibile.

 

Marchi simbolo e dettagli che fanno la differenza

La scelta del brand rivela gusti precisi: Laika, sinonimo di design e funzionalità Made in Italy, con standard abitativi elevati; Hymer, il comfort tedesco e l’affidabilità tecnica che rassicurano anche nei viaggi più lunghi; Wingamm, compattezza e agilità, unite alla cura artigianale dei dettagli.

Ma l’attenzione non si ferma al veicolo: gli accessori sono parte integrante dell’esperienza. Dai tendalini per creare zone d’ombra a ogni sosta, ai portamoto per vivere anche su due ruote, chi sceglie il camper sa che ogni dettaglio contribuisce a personalizzare il proprio modo di viaggiare.

 

Subito Motori, il mercato sempre aggiornato

Con milioni di utenti ogni mese e un’offerta in continua evoluzione, Subito Motori si conferma un punto di riferimento per chi cerca un veicolo ricreazionale o un allestimento su misura. Qui trovano spazio sia i neofiti alla prima esperienza, sia i viaggiatori esperti che vivono la “van life” tutto l’anno.

Il fenomeno è chiaro: il camper non è più un lusso di pochi, ma una scelta consapevole di molti. Un simbolo di indipendenza che, nell’estate 2025, continua a guadagnare strada e consenso.

 

Follie UE: trasporto e agricoltura uniti nella protesta

Follie UE: trasporto e agricoltura uniti nella protesta
di Paolo Uggé, presidente di FAI-Conftrasporto
 
Nella giornata del 16 luglio scorso si è svolta a Bruxelles la protesta degli agricoltori contro il taglio del 20% delle risorse della PAC come proposto dalla Commissione Von der Leyen nel nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028-20234. Comprendiamo e sosteniamo la loro protesta perché il mondo dell’autotrasporto vive la stessa situazione con continui tagli e barriere. L’emendamento al Regolamento sulle emissioni di CO2 per le auto e per i van, che prevede l’introduzione di flessibilità per il calcolo delle emissioni dei veicoli, sorprendentemente esclude i camion. Perchè ci deve essere questo differente trattamento tra auto e veicoli pesanti?
 
Ci chiediamo, quindi, fino a dove vogliamo esasperare gli imprenditori dell’autotrasporto e della logistica con continue barriere e continui accordi politici per limitare la libera attività imprenditoriale con la scusa di proteggere l’ambiente? Quando sarà riconosciuto finalmente il principio della neutralità tecnologica senza interpretazioni rigide che riconoscono solo i carburanti sintetici?
 
Mi appello ai Parlamentari italiani eletti al Parlamento Europeo affinché possano comprendere che manca poco alla chiusura delle imprese italiane della logistica, un modello di eccellenza in tutto il mondo, composto da piccole e medie imprese che permettono al “Sistema Italia” di poter essere competitivo nel mondo. Il tempo per le discussioni e i ragionamenti e terminato, ora aspettiamo solo risposte sensate da Bruxelles. 
Foto ufficio stampa FAI-Conftrasporto

Auto: come la scelgono gli italiani

Auto: come la scelgono gli italiani

Estetica? Prestazioni? Dimensioni? Autorevolezza del marchio? Quali sono i criteri che spingono gli automobilisti italiani a comprare una macchina rispetto ad un’altra? Per rispondere a questo dubbio Facile.it ha incaricato l’istituto di ricerca mUp Research di intervistare un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta. Ecco i risultati, fra conferme e qualche sorpresa.

 

I criteri di scelta

Al primo posto nei criteri di scelta degli italiani alle prese con l’acquisto di un’auto nuova c’è il prezzo (65,5%), opzione indicata da 24,4 milioni di individui. Questo parametro raccoglie percentuali sostanzialmente identiche anche se si divide il campione fra acquirenti uomini (65,6%) e donne (65,4%), ma arriva a superare il 70% nella fascia di rispondenti con età compresa fra i 55 ed i 64 anni e nel Centro Italia (71,9%).

Alle spalle del prezzo, troviamo il tipo di alimentazione (benzina, diesel, ibrida o elettrica). Se a livello nazionale questa è la motivazione indicata dal 48,6% dei rispondenti, è nelle fasce anagrafiche più alte che diventa criterio estremamente rilevante, arrivando a superare il 52% tra gli over 55.

Medaglia di bronzo, se così possiamo dire, per un altro elemento economico, i costi di gestione (manutenzione, prezzo RC auto, consumi…) indicati dal 38,6% del campione totale, ma addirittura dal 42% se isoliamo i soli rispondenti residenti nel Sud o nelle Isole e dal 44,5% tra i 45-54enni.

Appena fuori dal podio un altro parametro importante, soprattutto se ci si deve muovere tra vicoli e strade strette o, anche, se si deve parcheggiare in luoghi affollati: le dimensioni del veicolo. Più di un automobilista su quattro (27,9%) indica questa come ragione della scelta, ma probabilmente proprio per le motivazioni che abbiamo appena evidenziato, la percentuale sale al 30,4% nelle grandi città (dove spesso trovare un parcheggio è piuttosto complicato) e al 32,1% nei centri urbani con meno di 10.000 abitanti dove vicoli e strade strette mal si adattano alle grandi dimensioni di alcuni veicoli.

 

Come scelgono gli uomini e come scelgono le donne

Continuando a scorrere i risultati dell’indagine, saltano agli occhi differenze interessanti suddividendo il campione, questa volta, fra uomini e donne. Confrontando le risposte date, si scopre che se esiste una sostanziale uguaglianza, ad esempio, nel valutare la reputazione del brand come parametro per l’acquisto dell’auto (20,2% sia fra gli uomini sia fra le donne), i primi sono molto più interessati delle seconde alle prestazioni del veicolo (24,3% vs 20,4%) e, curiosamente, all’estetica (19,8% vs 15,4%).

Facilità di guida e maneggevolezza, invece, sono fondamentali nella scelta per più di una automobilista su cinque (21,5%), mentre fra gli uomini è considerato parametro importante da appena il 13,8% del campione intervistato.

In ultimo, dai dati emerge chiaramente come, per avere l’automobile che ci piace, siamo disposti ad aspettare. Appena il 3,1% dei rispondenti, infatti, indica fra le ragioni di scelta i tempi brevi della consegna.

 

Foto di Obi su Unsplash

L’accordo sui dazi: ecco come le imprese italiane possono affrontare le tariffe

L'accordo sui dazi: ecco come le imprese italiane possono affrontare le tariffe

di Pier Paolo Ghetti, Partner e Global Trade Advisory Leader di Deloitte Italia 

Le tensioni commerciali e le politiche protezionistiche stanno cambiando in modo significativo il panorama del commercio globale. Nonostante gli accordi commerciali in corso di definizione, la tariffa doganale media applicata al momento dell’importazione si colloca a un livello significativamente superiore rispetto a quanto previsto solo qualche mese fa. Le misure adottate da Stati Uniti, Cina, Unione Europea e altri Paesi obbligano le imprese a rivedere le proprie strategie su mercati internazionali e a confrontarsi con normative sempre più tecniche e complesse.

L’aumento delle tariffe – in particolare quelle statunitensi – non determina solo un incremento dei costi, ma si traduce anche in maggiore incertezza dei flussi internazionali, portando le aziende a ripensare la gestione dei propri flussi. Per contenere e governare questi rischi, diventa strategico adottare una strategia di diversificazione dei mercati di vendita e dei paesi di approvvigionamento, riducendo l’esposizione da singole aree geografiche e attenuando così gli impatti negativi delle politiche tariffarie-volto dalla conoscenza e dalla gestione delle normative doganali. La capacità di gestire correttamente il diritto doganale non solo assicura la conformità normativa, ma rappresenta anche un’opportunità strategica che permette alle aziende di essere più flessibili e pronte ad adattarsi rapidamente ai cambiamenti-


Tra le azioni suggerite da Deloitte, vi è innanzitutto la mappatura dei Paesi di sourcing e mercati di destinazione, identificazione delle categorie di prodotto e analisi dei dati di classifica e origine doganale. In questo senso va ricordato che le amministrazioni doganali, in particolare quella statunitense, mettono a disposizione i dati delle dichiarazioni doganali permettendo una analisi granulare dei dati di valore ed esposizione daziaria per prodotto, categoria doganale, paese di origine e fornitore.

In parallelo serve una valutazione di scenario per il mercato USA e altri mercati interessati, considerando le nuove tariffe (in vigore e annunciate) e le potenziali misure di ritorsione. Importante anche la gestione e ottimizzazione dei dazi tramite l’analisi delle diverse opzioni di riduzione ed ottimizzazione del carico daziario. Infine, è importante adottare misure specifiche non solo in ambito doganale, ma in generale sulla supply chain, per consentire all’azienda di ridurre gli impatti conseguenti all’introduzione delle misure di politica commerciale.

Per implementare le azioni di mitigazione in modo efficace, è indispensabile, per le aziende, raccogliere e analizzare attentamente i dati doganali dei flussi di importazione ed esportazione, ed in particolare gli elementi presenti nelle dichiarazioni doganali quali la classificazione, l’origine e il valore delle merci. Questo perché il dazio si calcola normalmente sul valore di transazione, mentre la classificazione doganale determina l’aliquota applicabile in base alla categoria del prodotto. Allo stesso tempo, l’origine della merce può influire significativamente sulle tariffe, portando a riduzioni o aumenti a seconda degli accordi commerciali o delle misure in vigore.


Costruendo una pianificazione doganale attenta, le imprese possono adottare misure e strumenti che mitigano gli effetti dei dazi, come i meccanismi di rimborso del cosiddetto dazio “duty drawback”, la cosiddetta “first sale rule” o la riallocazione produttiva mirata. Ad esempio, un’azienda può, al ricorrere di determinate condizioni, ridurre il carico daziario utilizzando come valore tassabile in dogana il prezzo della prima vendita all’interno del circuito commerciale, anziché quello finale pagato dall’importatore. In alternativa, può trasferire parte della produzione in Paesi dove, svolgendo lavorazioni sostanziali, il bene acquisisce un’origine doganale per beneficiare di tariffe più vantaggiose. Inoltre, occorre valutare le opzioni per ridurre o differire il pagamento dei dazi, sfruttando anche regimi doganali speciali che offrono una leva ulteriore di ottimizzazione dei costi doganali.

Parallelamente, le imprese devono elaborare scenari che tengano conto sia dell’effetto delle tariffe in vigore sia di quelle potenzialmente in arrivo, così come l’esposizione ad eventuali misure di ritorsione commerciale. In conclusione, le tariffe doganali sono destinate a rimanere una realtà con cui le imprese dovranno confrontarsi. Questo rende indispensabile un processo di consapevolezza doganale per la reingegnerizzazione delle catene del valore globali in modo da garantire una maggiore flessibilità e resilienza, elementi chiave per contenere gli impatti negativi e preservare la competitività sui mercati internazionali.


Foto da ufficio stampa Deloitte Italia