di Geronimo La Russa, presidente eletto ACI
(dall’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”)
Dobbiamo pensare a un ACI che oltre a federazione sportiva si configuri come un ente sussidiario allo Stato in grado di offrire servizi a tutti i cittadini, non soltanto agli automobilisti. Ci chiamiamo Automobile Club perché la nostra storia è legata all’universo dell’auto, ma dobbiamo adottare l’ottica di altri grandi automobil club nel mondo, cioè diventare dei “mobility club”. Ci dobbiamo rivolgere a tutti i cittadini che cercano risposta a una domanda di mobilità integrata tra rete ferroviaria, auto, micro mobilità fino ad arrivare ai pedoni. Il tutto nel modo più facile, veloce ed ecosostenibile.
Questo obiettivo in buona parte è declinato nel mio programma elettorale che ha ottenuto il 78% delle preferenze e si intitola “Innovazione nella tradizione”. L’ACI ha una storia gloriosa, ma deve guardare al futuro e innovare i servizi che lo Stato ci delega, come il Pubblico registro automobilistico. Un altro compito sarà utilizzare e rielaborare al meglio i dati sulla mobilità in modo da fornire più informazioni e assistenza. Aggiungo che sulla mobilita integrata mi piacerebbe introdurre una tessera con i nostri servizi e quelli, ad esempio, di Ferrovie.
Foto da ufficio stampa ACI

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