Autostrade per l’Italia: 18 diplomati nel terzo Master in “Ingegneria e gestione integrata delle reti”

Autostrade per l'Italia: 18 diplomati nel terzo Master in "Ingegneria e gestione integrata delle reti"

Con la consegna dei diplomi si è chiusa la terza edizione del Master universitario di secondo livello in “Ingegneria e gestione integrata delle reti autostradali” e si apre la nuova edizione del percorso di formazione dedicato a ingegneri under 30, esperti delle infrastrutture stradali con competenze nel settore digitale e tech. I 18 neodiplomati, che vedono confermata l’assunzione a tempo indeterminato nel Gruppo di Autostrade per l’Italia dopo i due anni di inserimento in apprendistato di Alta Formazione, potranno, sin da subito, contribuire alla crescita dell’azienda e partecipare da protagonisti alla strategia per una mobilità sempre più sostenibile. Il master è nato grazie alla partnership tra ASPI e quattro eccellenze universitarie, il Politecnico di Milano, il POLIMI Graduate School of Management, il Politecnico di Torino, la Scuola Master e Formazione Permanente del Politecnico di Torino.

In totale sono 75 i partecipanti per le 4 edizioni del master. Nella terza sono stati formati principalmente ingegneri civili, ambientali, esperti nei sistemi di trasporto e dei sistemi edilizi e di mobility Engineering. Nella quarta edizione, invece, altri 17 studenti inizieranno il nuovo percorso formativo. 

I ragazzi e le ragazze, in questi due anni di formazione e apprendistato, hanno alternato momenti di studio in aula con altri di preparazione sul campo, entrando direttamente a contatto con le diverse realtà del Gruppo ASPI, dalle Società controllate alle Direzioni di Tronco, e confrontandosi così con le varie situazioni che quotidianamente popolano l’attività della vita autostradale.

Inoltre, sono stati formati nella ricerca e attuazione di soluzioni innovative nell’ambito della gestione integrata delle reti autostradali, grazie a un programma teso a rafforzare competenze ingegneristiche di progettazione, gestione trasportistica, manutenzione e controllo delle infrastrutture stradali, competenze digitali applicate all’infrastruttura (Monitoraggio IoT, Infrastrutture Smart Mobility), oltre a competenze manageriali di project management.

Nei prossimi 24 mesi i nuovi studenti si alterneranno tra lezioni in aula ed esperienze dirette lungo la rete autostradale: dal Traforo del Monte Bianco passando per le Direzioni di Tronco di Udine e Bari. La volontà è quella di mettere a fattor comune gli aspetti più moderni legati all’innovazione tecnologica con quelli del mondo dell’infrastruttura. Una vera e propria scuola d’eccellenza, dove la teoria resta costantemente allineata alla pratica. 

L’iniziativa nasce in seno ad Autostrade Next Generation, framework che raccoglie tutti i progetti strutturati di formazione e inserimento in azienda, nato nell’ambito del più vasto programma di Autostrade del Sapere, avviato dal Gruppo ASPI attraverso una fitta rete di sinergie con scuole, Università e centri di ricerca finalizzata a produrre “saperi” in grado di far fronte alle grandi sfide nel mondo della mobilità.

Dati ISTAT sugli incidenti: “Cultura della sicurezza stradale da rafforzare”

Dati ISTAT sugli incidenti: "Cultura della sicurezza stradale da rafforzare”
di Toni Purcaro, presidente di DEKRA Italia
 
I dati Istat relativi al 2024 evidenziano una situazione preoccupante: il numero di morti in incidenti stradali si mantiene a 3.030, con un lieve calo rispetto al 2023, ma aumenta il numero delle vittime tra i giovani di età compresa tra i 20 e i 29 anni, mentre tra le donne le fasce più colpite sono quelle delle over 70. Crescono sia il numero dei feriti, saliti a 233.853 (+4,1%), sia quello degli incidenti stradali, che raggiungono quota 173.364 (+4,1%).

Tra il 2023 e il 2024, incidenti e feriti risultano in aumento su tutte le tipologie di strade, con una crescita particolarmente significativa sulle autostrade, dove gli incidenti aumentano del 6,9% e i feriti del 7,0%. 
Questi dati sottolineano quanto i comportamenti alla guida incidanoconcretamente sulla vita delle persone: ogni utente della strada è chiamato a una condotta etica e responsabile. È ormai indispensabile promuovere campagne di prevenzione efficaci, rinnovare il parco veicoli con mezzi più sicuri e moderni e investire in infrastrutture che riducano i rischi per tutti.
DEKRA conferma il proprio impegno per una cultura della ‘Vision Zero’ con l’obiettivo di azzerare vittime e incidenti. In questa prospettiva, è fondamentale che istituzioni, cittadini, inclusi i più giovani, e settore privato collaborino attivamente per garantire una formazione continua e favorire la diffusione delle tecnologie più avanzate. Solo attraverso un impegno condiviso sarà possibile invertire la tendenza attuale e porre davvero la sicurezza delle persone al centro della mobilità.
Foto da ufficio stampa DEKRA

Auto elettriche: cresce la rete di ricarica lungo la viabilità nazionale

Crisi di Hormuz e carburanti alle stelle: si applichi la clausola di salvaguardia nazionale

La rete di ricarica italiana per le auto elettriche cresce ancora e sulle autostrade quasi la metà delle aree di servizio è dotata di colonnine. È quanto emerge dal monitoraggio trimestrale delle infrastrutture di Motus-E secondo cui al 30 giugno 2025 risultano 67.561 punti di ricarica a uso pubblico installati nella Penisola, in aumento di 10.569 unità nei 12 mesi e di 1.569 unità solo nel secondo trimestre dell’anno. Per quanto riguarda il sistema autostradale, più in dettaglio, i punti di ricarica si attestano a quota 1.159 (49 sono in fase di attivazione), di cui l’85% è di tipo veloce in corrente continua e il 62% supera i 150 kW di potenza.  Si tratta di una crescita significativa rispetto ai 963 punti attivi a giugno 2024 e ai 657 di giugno 2023.

Ne consegue che oggi il 45% delle aree di servizio sulla grande viabilità è dotato di infrastrutture per la ricarica ed entro 3 km dalle uscite autostradali sono installati ulteriori 2.527 punti (di cui il 59% è di tipo veloce in corrente continua e il 41% ha una potenza superiore a 150 kW). “Grazie all’impegno degli operatori, l’infrastruttura di ricarica italiana continua a espandersi e, in particolare, la situazione in autostrada è notevolmente migliorata, permettendo oggi di viaggiare in elettrico in modo sempre più sereno lungo le principali arterie del Paese”, commenta Fabio Pressi, presidente di Motus-E.

“Ciò non toglie – prosegue Pressi – che ci sia ancora un importante lavoro da fare per migliorare la capillarità, soprattutto nel Mezzogiorno, e sulla grande viabilità è fondamentale che vengano lanciate quanto prima le gare per l’assegnazione dei servizi di ricarica sulle tratte rimaste indietro nel processo di infrastrutturazione. Di fronte a una sfida strategica per la competitività del sistema Paese serve l’impegno di tutti, a partire da una visione condivisa dello stato dell’arte. In quest’ottica auspichiamo che la Piattaforma Unica Nazionale (PUN), promossa dal MASE e realizzata da GSE e RSE con il contributo di Motus-E, venga pienamente valorizzata e posta al centro dell’atteso aggiornamento del Piano Nazionale Infrastrutturale per la Ricarica dei veicoli Elettrici (PNIRE), che dovrebbe rappresentare il punto di riferimento normativo unificato per il settore”.

Il PNIRE, per essere realmente efficace, dovrebbe inoltre dialogare in modo coerente con il PNIEC – il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima – che fissa obiettivi ambiziosi per lo sviluppo della mobilità elettrica. Un ulteriore segnale positivo riguarda la riduzione dei punti installati ma non ancora connessi alla rete elettrica da parte dei distributori locali: questa quota è scesa al 14,5%, rispetto al 17,9% dello scorso anno. Un miglioramento che testimonia un passo avanti nella giusta direzione, ma rimane urgente semplificare gli iter autorizzativi e rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato, per accelerare ulteriormente il processo di elettrificazione.

Venendo alle classifiche, la Lombardia si riafferma al primo posto tra le Regioni con più punti di ricarica installati (13.763 punti di ricarica, +2.861 negli ultimi 12 mesi), seguita da Lazio (7.142 punti, +1.501 nei 12 mesi), Piemonte (6.561 punti, +786 nei 12 mesi), Veneto (6.176 punti, +668 nei 12 mesi) ed Emilia-Romagna (5.282, +562 nei 12 mesi). Tra le Province, Roma si attesta nuovamente al primo posto per punti di ricarica installati (5.644 punti, +1.193 nei 12 mesi), seguita da Milano (4.604 punti, +986 nei 12 mesi), Napoli (3.092 punti, +253 nei 12 mesi), Torino (2.963 punti, +322 nei 12 mesi) e Brescia (1.892 punti, +211 nei 12 mesi).

 

Foto da ufficio stampa

 

 

Carburanti in Italia: la mobilità sostiene i consumi di giugno

Carburanti in Italia: la mobilità sostiene i consumi di giugno

A giugno tornano a crescere le vendite al mercato di prodotti petroliferi, che mostrano un progresso dello 0,4% (+16.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese dello scorso anno, grazie all’andamento positivo di tutti i prodotti per la mobilità, ad eccezione dell’olio combustibile per il bunker marina. Lo riferisce una nota di UNEM, Unione nazionale energie per la mobilità.
A influire è stato in parte il lungo weekend del 2 giugno – caduto di lunedì a differenza dello scorso anno che venne di domenica – e il clima caldo e poco piovoso che hanno favorito gli spostamenti.


In questo contesto, la benzina si conferma sempre più protagonista con un progresso di quasi il 9% (+63.000 tonnellate) e volumi ai massimi dal 2011, ben superiori a quelli del periodo pre-Covid (+17,5%). Una conferma della tendenza al rafforzamento di questo prodotto vista la continua crescita delle immatricolazioni di auto ibride a benzina, prima scelta dei consumatori con una quota intorno al 45%.

Torna positivo anche il gasolio motori che mostra un progresso dell’1% (+19.000 tonnellate) grazie al buon andamento del canale rete (+2,8%, il miglior dato del 2025), a fronte di un calo dell’1,7% del canale extra-rete. Conferma anche per il jet fuel che aumenta del 2,9%(+14.000 tonnellate) continuando a rimanere su livelli ben oltre quelli pre-Covid (+6%). 
Tornano a crescere il GPL autotrazione (+0,8%) e i lubrificanti (+4,9%), sia quelli
impiegati nell’industria (+5,8%) che nei motori (+4,2%).

Per quanto riguarda i consumi petroliferi totali, che comprendono anche le attività industriali, va rilevato un progresso del 2% (+95.000 tonnellate) imputabile in larga parte alla ripresa delle attività di raffinazione (+28%) considerata la decisa flessione della petrolchimica (-27,3%).

Quanto alla dinamica dei prezzi al consumo, in media la benzina a giugno è stata pari a 1,705 euro/litro, mentre il gasolio a 1,606, entrambi superiori di appena 1 centesimo rispetto a maggio. Un aumento ben inferiore di quelli registrati sui mercati internazionali spinti in alto da tutte le vicende belliche che hanno caratterizzato il mese di giugno. Rispetto allo stesso mese di un anno fa la benzina presenta prezzi inferiori di
circa 15 centesimi euro/litro, mentre il gasolio di 10.

 
A livello di prezzo industriale (al netto delle tasse), sia la benzina sia il gasolio si confermano inferiori di oltre 2 centesimi euro/litro rispetto alla media dell’area euro. Relativamente al primo semestre del 2025, che sconta tre giorni lavorativi in meno rispetto allo stesso periodo del 2024, le vendite al mercato sono state pari a circa 25 milioni di tonnellate, pari ad un calo dell’1,4% (-351.000 tonnellate) rispetto allo stesso
periodo dello scorso anno. In particolare, si rafforzano i consumi totali di benzina, che superano i 4,2 milioni di tonnellate (+3,8%, +154.000 tonnellate), e quelli del jet fuel (+3,9%, +89.000 tonnellate), che insieme hanno quasi compensato il calo del gasolio motori (-2,4%, -272.000 tonnellate).

Sostanzialmente stabili i lubrificanti (-0,7%) e il GPL (+0,5%), ma con il canale autotrazione diminuito del 2,1%. Quanto ai consumi petroliferi totali, la flessione nel semestre è stata del 2,3% rispetto allo stesso periodo 2024, soprattutto per la riduzione dei consumi di olio combustibile per il bunker marina (-25%) e dei consumi delle raffinerie (-4,9%) dovuti alle fermate programmate nella prima parte dell’anno.
Foto di Dawn McDonald su Unsplash

Marcegaglia Oskar: l’impegno per “I Bambini delle Fate”

Marcegaglia Oskar: l'impegno per “I Bambini delle Fate”

Marcegaglia Oskar, realtà di riferimento nella progettazione e produzione di componentistica tubolare in acciaio, ha avviato una collaborazione con l’impresa sociale “I Bambini delle Fate”, rafforzando il proprio impegno in progetti ad alto impatto sociale a favore dell’inclusione e del sostegno alle famiglie.

L’iniziativa si inserisce in un percorso di responsabilità sociale d’impresa che Marcegaglia Oskar porta avanti con determinazione, orientando il proprio operato non solo alla qualità e all’innovazione, ma anche al valore umano e comunitario.

Attraverso il sostegno continuativo a “i Bambini delle Fate”, l’azienda contribuirà concretamente al finanziamento di programmi territoriali destinati a bambini e ragazzi con disturbi dello spettro autistico e disabilità, oltre che alle loro famiglie.

“Crediamo fortemente che le aziende abbiano il dovere – e l’onore – di restituire valore al territorio e alle persone che lo abitano,” ha dichiarato Francesco Castagnoli,  General Manager di Marcegaglia Oskar. “Questa collaborazione rappresenta per noi un modo tangibile per promuovere una cultura dell’inclusione e costruire un futuro più equo e partecipativo”.

“I Bambini delle Fate”, fondata da Franco e Andrea Antonello, è una realtà che da quasi vent’anni si impegna a coinvolgere il mondo imprenditoriale in un modello di sostegno sostenibile e trasparente, che consente di finanziare progetti educativi e sociali in tutta Italia.

Il loro approccio prevede il coinvolgimento diretto delle imprese in programmi territoriali specifici, in modo che ogni contributo abbia un impatto diretto e misurabile.

Con questa iniziativa, Marcegaglia Oskar si unisce a una rete di oltre 900 imprenditori che credono in un modo nuovo di fare impresa: non solo orientata al profitto, ma anche alla costruzione di valore sociale.

 

foto-marcegaglia-oskar-i-bambini-delle-fate – Da Associazione

Stellantis e lo stop all’idrogeno: meglio scelte coraggiose oggi che un disastro domani

L'obbligo UE dell'auto elettrica: peccato che mancavano tutti i presupposti

di Domenico De Rosa, CEO di SMET Group

Il tonfo in Borsa di Stellantis è il simbolo di un ritorno inevitabile al principio di realtà: dopo anni di slogan e visioni utopiche, l’industria inizia a fare i conti con ciò che davvero funziona. La notizia è chiara: il colosso automobilistico ha deciso di abbandonare lo sviluppo delle fuel cell a idrogeno, segnando uno stop netto a una delle narrazioni più acclamate della transizione energetica.
 
L’idrogeno era stato dipinto come la panacea, ma oggi Stellantis prende atto di costi insostenibili, infrastrutture inesistenti e una domanda che resta solo sulla carta. Anche la finanza, come certa politica, preferisce le favole ai bilanci. Meglio un crollo oggi, per scelte coraggiose e realistiche, che un disastro domani, fatto di illusioni svanite e filiere in ginocchio.
 
Senza concretezza, senza un’industria che cammina sulle proprie gambe, la transizione rischia di diventare solo una fiaba costosa. Noi che viviamo ogni giorno le complessità della logistica – flotte, rifornimenti, costi operativi – sappiamo bene che le utopie non pagano i conti. E senza conti in ordine, non c’è futuro sostenibile.
Domenico De Rosa – Foto da ufficio stampa SMET Group

Barengo celebra la Fiat 500: inaugurato il primo monumento dedicato al “Cinquino”

Barengo celebra la Fiat 500: inaugurato il primo monumento dedicato al “Cinquino”

Sabato 12 luglio 2025 resterà una data memorabile per gli appassionati della Fiat 500. Nel comune di Barengo (NO)è stato ufficialmente inaugurato il primo Monumento Fiat 500 Club Italia 500NovaraLaghi, un’opera unica nel suo genere che celebra l’iconico “Cinquino”, simbolo dell’Italia del boom economico e della motorizzazione di massa.

L’iniziativa, nata nel 2016 dal Coordinamento Fiat 500 Club Italia Novara-Laghi, è frutto di anni di passione, determinazione e lavoro collettivo. A guidare il progetto è stato Marco Leonardi, fiduciario del Coordinamento, con il sostegno fondamentale del sindaco di Barengo, Fabio Maggeni,, che ha creduto sin dall’inizio nel valore culturale e sociale dell’impresa.

Un’opera che racconta l’Italia attraverso la sua auto più amata

Il monumento, posizionato accanto al Municipio e alla piazza principale del paese, è stato realizzato utilizzando due metà autentiche di Fiat 500, donate da due fratelli appassionati. I pezzi sono stati restaurati e trasformati in opera d’arte dal “Maestro” Gaudenzio Fortina, artigiano locale e figura storica del club.

La scelta dei materiali e dei colori non è casuale: la ruggine naturale evoca i mezzi agricoli e il lavoro nei campi, in perfetta armonia con il contesto rurale del borgo. Le ruote tassellate d’epoca rappresentano il legame tra l’uomo, la macchina e la terra. L’installazione è dunque un ponte tra memoria, identità territoriale e cultura popolare, un racconto per immagini e metallo che parla a tutte le generazioni.

Un esempio di come la passione può valorizzare un territorio

In un’epoca in cui spesso si parla di auto solo in termini di tecnologia e sostenibilità, questo monumento ricorda l’importanza del legame emotivo tra le persone e i veicoli. La Fiat 500, nata nel 1957, è molto più di un’auto: è un’icona culturale, un pezzo di memoria collettiva, capace di unire nonni e nipoti, restauratori e giovani appassionati.

Il Comune di Barengo, con questo progetto, si candida a diventare una tappa obbligata per i cinquecentisti e gli amanti delle auto d’epoca, aggiungendo un elemento di richiamo culturale e turistico che non potrà che far bene all’intera area.

 

Foto da ufficio stampa

 

 

Opel Mokka GSE 2025: debutta il crossover elettrico da 280 cv ispirato al rally

Opel Mokka GSE 2025: debutta il crossover elettrico da 280 cv ispirato al rally

di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)

La gamma della Opel Mokka si arricchisce con la nuova GSE, ovvero la variante più sportiva e performante del crossover tedesco. Dotata di alimentazione 100% elettrica, la Opel Mokka GSE, come le cugine Stellantis nate sulla medesima piattaforma (Alfa Romeo Junior Veloce, Abarth 600e, Lancia Ypsilon HF e Peugeot e-208 GTI), fa affidamento sulla spinta di un motore elettrico che sviluppa 280 CV e 345 Nm di coppia massima, abbinati a trazione anteriore e differenziale autobloccante meccanico Torsen.

Estetica ispirata al rally 

Pronta a debuttare in pubblico a settembre al Salone di Monaco, con l’arrivo in concessionaria previsto per la fine del 2025, la Opel Mokka GSE si presenta con un assetto che promette più grinta, con un’altezza ridotta di 1 cm rispetto alla Mokka standard, e un look ispirato, in modo discreto, al mondo del rally, con paraurti specifici e cerchi in lega da 20 pollici che montano pneumatici Michelin Pilot Sport EV. Mentre, a richiesta, è disponibile il cofano nero a contrasto, un tocco di colore glielo dà il giallo delle pinze freno dell’impianto frenante sviluppato dalla specialista Alcon.

Tocchi racing nell’abitacolo

L’impronta racing è visibile anche nella rivisitazione degli interni, con l’abitacolo della Opel Mokka GSE che dispone di un nuovo volante con parte superiore e inferiore della corona appiattita, sedili sportivi in Alcantara con poggiatesta integrato e pedaliera in metallo. Il cruscotto propone due display, entrambi da 10 pollici, con la strumentazione che vanta una nuova grafica dedicata e l’infotainment arricchito da dati relativi a prestazioni e gestione della batteria.

Scatto da 0 a 100 km/h in 5,9 secondi

La Opel Mokka GSE, grazie alla spinta dei suoi 280 cv, è in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in 5,9 secondi e di raggiungere i 200 km/h di velocità massima. Dotata di batteria da 54 kWh, la vettura dichiara un’autonomia massima di 336 km ottenibile guidando in modalità Eco, che limita la potenza a 190 cv e la velocità massima a 150 km/h. Oltre alla Eco, sono impostabili altre due modalità di guida: Normal, con potenza limitata a 231 cv e velocità di punta di 180 km/h, e Sport, che permette di sfruttare tutti i 280 cv.

Foto da ufficio stampa Opel

 

Codice della strada: ACI sempre pronto a collaborare

Kimi leggendario: oltre il migliore dei sogni

di Geronimo La Russa, presidente eletto di ACI e presidente di ACI di Milano 

I dati che evidenziano gli importanti risultati ottenuti dall’entrata in vigore del nuovo Codice della strada ci fanno comprendere che quella imboccata sia la strada giusta. Da parte nostra massima collaborazione e piena disponibilità per affrontare insieme ogni iniziativa utile a fronteggiare la piaga degli incidenti stradali.

Il riferimento è ai primi sette mesi di applicazione del nuovo Codice (81 morti in meno, 958 feriti in meno e 1.034 incidenti in meno sulle strade italiane) resi noti dal ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini.

 

Foto da ufficio stampa ACI

Antimafia, controlli inalterati: ok la retromarcia del Governo

Autotrasporto: solo ora le associazioni si accorgono della crisi
di Cinzia Franchini, presidente di Ruote Libere
 
Una buona notizia per l’autotrasporto. Il Governo riconosce l’errore e fa retromarcia scongiurando così lo scenario che avrebbe visto la certificazione antimafia preclusa solo a quelle aziende colpite da comunicazione interdittiva prefettizia e non dalla “semplice” informazione prefettizia antimafia come avviene oggi. Con un contro-emendamento al DL Infrastrutture l’Esecutivo ha soppresso l’emendamento che era stato varato in Commissione Trasporti. L’ipotesi di restringere in modo significativo il campo dei controlli antimafia avrebbe spalancato ulteriormente le porte del trasporto merci alla criminalità organizzata, bene quindi l’inversione di rotta come da noi auspicato.
 
Il requisito dell’onorabilità, indispensabile alle aziende per l’iscrizione all’Albo dell’Autotrasporto e quindi per consentire loro di esercitare l’attività, deve essere attribuito alle realtà economiche sane e non a quelle colpite da informazione prefettizia e, quindi, concretamente a rischio di essere infiltrate dalla mafia. L’autotrasporto è un comparto dove il radicamento mafioso ha fortemente compromesso, nel corso di decenni, le più elementari regole della concorrenza del libero mercato, relegando spesso ai margini le aziende rispettose delle norme favorendo quelle in odore di mafia, dove l’attività dell’autotrasporto è marginale rispetto ad altri traffici ed utilità.
 
Le maglie dei controlli vanno strette e non certo allargate. Se il Governo ha capito di avere sbagliato è una buona notizia, la strada da percorrere resta lunghissima, ma questo cambio di rotta va nella direzione giusta. 
Foto da ufficio stampa