UNEM sul Piano d’azione UE: la politica dello struzzo
Se l’obiettivo è quello del Net Zero Emissions non si capisce perché nel Piano non venga spesa una parola anche per i carburanti rinnovabili e a basso contenuto di carbonio, come biocarburanti e gli e-fuels. La decarbonizzazione è possibile sfruttando tutte le tecnologie che insieme ad un elettrico, che ci si augura possa essere sempre più prodotto da fonti rinnovabili – oggi solo al 42% in Europa – potranno contribuire a raggiungere gli obiettivi europei.
un’unica tecnologia. Come abbiamo già evidenziato nelle osservazioni al documento preparatorio messo in consultazione dalla Commission, l’inclusione de carburanti rinnovabili nel Piano renderebbe il quadro normativo comunitario più inclusivo e tecnologicamente neutrale nel percorso di decarbonizzazione.
I biofuels e i motori a combustione interna (ICE) possono svolgere, affiancati ai veicoli elettrici, un ruolo cruciale per una transizione sostenibile ed equilibrata, favoriti da motorizzazioni sempre più digitali ed efficienti, con una significativa componente elettrica, come nelle vetture ibride. Una politica fatta di incentivi e sussidi non è la soluzione per supportare l’auspicata rincorsa del settore per riguadagnare una competitività perduta né per rendere socialmente sostenibile la mobilità elettrica. Analogamente forzare le flotte aziendali verso una mobilità elettrica – che non appare funzionale alle esigenze degli automobilisti – corre il rischio di mettere in crisi anche altri settori.
Un Piano che peraltro non tiene conto delle indicazioni contenute nel Rapporto Draghi, indicato dalla stessa Ursula von der Leyen come la stella polare della nuova legislatura europea, che tra i punti cardine ha inserito il tema della neutralità tecnologica in materia di mobilità.
Moto: febbraio pesante, ecco perché
Con il -20,8% delle vendite registrato a febbraio siamo di fronte a un prevedibile “effetto fine serie” dettato dall’entrata in vigore a inizio anno dello standard Euro 5+ per i motocicli di nuova immatricolazione.
ACEA sul Piano automotive: essenziale un’azione solida per rimettere in carreggiata la transizione
Foto Sigrid de Vries, direttore generale di ACEA
L’industria automobilistica europea – si legge in una nota di ACEA – riconosce la svolta pragmatica del piano d’azione della Commissione nel contesto delle turbolenze del mercato globale, ma avverte che mancano ancora elementi chiave.
I produttori di veicoli europei sono impegnati nella mobilità a zero emissioni, avendo già investito centinaia di miliardi di euro nella transizione. Tuttavia, come dimostrano i dati di mercato, i produttori da soli non possono far sì che la transizione avvenga al ritmo richiesto dalla legge UE. Sono necessarie azioni ambiziose per potenziare le infrastrutture, incentivi alla domanda e misure per ridurre i costi di produzione per auto, furgoni, camion e autobus.
“Il piano d’azione identifica molti campi chiave in cui è necessario un lavoro immediato. La flessibilità proposta per soddisfare gli obiettivi di CO2 nei prossimi anni è un gradito primo passo verso un approccio più pragmatico alla decarbonizzazione dettato dalle realtà geopolitiche e di mercato. Promette un po’ di respiro per i produttori di auto e furgoni, a patto che la domanda tanto necessaria e le misure infrastrutturali di ricarica ora entrino effettivamente in azione”, ha affermato Sigrid de Vries, direttore generale dell’Associazione europea dei costruttori di automobili (ACEA).
“Tuttavia, nonostante siano state delineate diverse misure promettenti per promuovere l’implementazione delle infrastrutture e l’adozione di veicoli pesanti a zero emissioni, questo segmento di veicoli non ha ancora un impegno esplicito per avviare la revisione degli standard di CO2 nel 2025, inclusa una valutazione urgente delle condizioni abilitanti”, ha aggiunto de Vries.
L’ACEA accoglie con favore il riconoscimento, da parte del piano d’azione, della necessità di snellire la regolamentazione, lavorare sulla semplificazione normativa e adottare misure per migliorare il vantaggio competitivo dell’Europa in altri settori, come la guida autonoma.
L’ACEA è pronta a proseguire il dialogo con la Commissione Europea per definire una strategia globale di decarbonizzazione a lungo termine e garantire un’industria automobilistica europea più resiliente, competitiva e sostenibile.
Foto fornita da uff stampa ACEA
Piano d’azione UE per l’auto: esposto il “von der Leyen” pensiero
Foto: la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen
Foto acquistata da Shutterstock-Press,Statement,By,Ursula,Von,Der,Leyen,,President,Of,The
Stellantis? Puntare sull’elettrico si è rivelato fallimentare
Volkswagen ID.Every1: piccola, elettrica e accessibile
di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)
Lunga 3,88 metri, fino a 250 km d’autonomia
Design raffinato e forme robuste
Confermando il look inedito che segna un cambio d’approccio stilistico rispetto al design Volkswagen dei più recenti modelli, la ID.Every1 mostra un aspetto robusto, quasi da crossover, con linee moderne ed eleganti che la rendono quasi più premium di quanto ci si potrebbe aspettare da un’auto destinata ad essere la futura entry-level della gamma elettrica di Volkswagen. Dotata di cerchi da 19 pollici, la vettura enfatizza la solidità delle forme con parafanghi scolpiti che rendono ancora più muscolose le sue proporzioni.
Gli interni della Volkswagen ID.Every1 sono caratterizzata da un design minimal nel quale però modernità e funzionalità convivono attraverso la presenza di un ampio cruscotto piatto che integra uno stretto quadro strumenti digitale che troviamo dietro un volante squadrato a due razze e con diversi comandi fisici integrati. A dominare la plancia c’è un grande display touch, dotato del nuovo software Volkswagen, che permette di gestire l’infotainment e tutte le relative funzionalità connesse, potente beneficiare anche degli aggiornamenti software post-produzione.
Accordo UNEM-Motus E: insieme per potenziare le ricariche nei distributori di carburante
Foto – Da sinistra, Gianni Murano e Fabio Pressi
La transizione verso una mobilità sostenibile in Italia compie un significativo passo avanti grazie all’accordo tra Motus-E e UNEM. Le due associazioni hanno sottoscritto un protocollo d’intesa volto a facilitare l’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici all’interno delle stazioni di servizio tradizionali. L’intesa prevede la costituzione di un tavolo tecnico composto da rappresentanti di entrambe le organizzazioni. Questo organismo avrà il compito di fornire supporto tecnico alle aziende associate, alle istituzioni e agli enti competenti, al fine di agevolare l’implementazione delle infrastrutture di ricarica sia su strade urbane che autostradali.
Dichiarazioni dei protagonisti
Gianni Murano, presidente di UNEM, ha sottolineato l’importanza di promuovere una mobilità sempre più decarbonizzata, evidenziando come le stazioni di servizio rappresentino luoghi strategici per l’installazione delle colonnine di ricarica. Ha inoltre affermato che questa iniziativa offrirà l’opportunità di riqualificare gli impianti esistenti, ampliando l’offerta energetica per i consumatori.
Fabio Pressi, presidente di Motus E, ha evidenziato come questo protocollo rappresenti un esempio concreto di collaborazione pragmatica, mirata a valorizzare la transizione tecnologica nel settore della mobilità. Ha inoltre sottolineato la necessità di superare contrasti ideologici per supportare l’innovazione e le infrastrutture necessarie a rilanciare la competitività italiana ed europea.
Implicazioni per il futuro
L’accordo tra Motus-E e UNEM segna un passo significativo verso la creazione di una rete capillare e accessibile di punti di ricarica per veicoli elettrici in Italia. Integrando le infrastrutture di ricarica nelle stazioni di servizio esistenti, si facilita la transizione verso una mobilità sostenibile, offrendo ai consumatori una gamma completa di opzioni energetiche.
Conclusione
La collaborazione tra Motus-E e UNEM rappresenta un esempio virtuoso di come sinergie tra diversi settori possano accelerare l’adozione di soluzioni sostenibili. Questo protocollo d’intesa non solo favorisce lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica, ma contribuisce anche alla modernizzazione delle stazioni di servizio, rendendole protagoniste nella transizione verso una mobilità più verde.
Foto da ufficio stampa Unem
Piano auto UE: urgente integrare il principio di neutralità tecnologica
Piano d’azione UE: bene i possibili bonus “green” paneuropei
di Andrea Cardinali, direttore generale di UNRAE
Apprezziamo la disponibilità della Commissione a introdurre margini di flessibilità sulle sanzioni ai Costruttori, in considerazione della ancora bassa diffusione dei veicoli elettrici e delle inadeguatezze nei fattori abilitanti. Inoltre, è un dato positivo che si stia valutando la possibilità di introdurre incentivi paneuropei per sostenere la transizione ecologica, anziché affidarsi a misure nazionali frammentarie, scoordinate e di portata limitata.
iniziative chiave, con le relative tempistiche, raccolte in 3 pilastri (“Colmare il divario nell’innovazione”, “Conciliare competitività e decarbonizzazione”, “Ridurre le dipendenze dal resto del mondo”), oltre a un quarto pilastro di azioni abilitanti. Il documento, insieme al piano d’azione per l’industria automobilistica, include fra l’altro il Clean Industrial Deal, l’European Innovation Act e il Circular Economy Act.
A livello nazionale, UNRAE ribadirà la necessità di istituire un piano pluriennale di sostegno alla domanda di veicoli a zero o bassissime emissioni, di accelerare lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica e di rifornimento dell’idrogeno, e di intervenire finalmente sul regime fiscale delle auto aziendali, inadeguato e penalizzante rispetto al resto d’Europa.










