T&E sul Piano UE. T&E: grande concessione all’auto, deve essere l’ultima

T&E sul Piano UE. T&E: grande concessione all’auto, deve essere l'ultima
Il piano della Commissione UE include misure cruciali per stimolare la domanda di veicoli elettrici prodotti nell’UE, tra cui un’iniziativa legislativa per elettrificare le flotte aziendali. Tuttavia, la decisione di concedere due anni in più alle case automobilistiche per adeguarsi agli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO₂ previsti per il 2025 mette a repentaglio il principale stimolo per l’automotive europea a recuperare terreno nella corsa all’elettrificazione.
T&E ritiene che le misure positive, ma al momento generiche, previste nel piano per promuovere schemi di sussidi nazionali e il social leasing per i veicoli elettrici, verranno vanificate dall’indebolimento degli obiettivi di CO₂ per il 2025. L’allentamento di questi obiettivi porterebbe le case automobilistiche a vendere fino a 880.000 auto elettriche in meno tra il 2025 e il 2027 rispetto agli obiettivi attuali; verrebbe inoltre a mancare il necessario stimolo a produrre modelli di veicoli elettrici più economici.
T&E chiede che, in sede di revisione del regolamento, i legislatori resistano a ogni pressione per modificare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO₂ previsti per il 2030 e il 2035. Auto, furgoni, camion e autobus sono responsabili del 22% delle emissioni di gas serra nell’UE.
Andrea Boraschi, Direttore di T&E Italia, dichiara: “L’inchiostro con cui è scritto questo piano è ancora fresco e già l’industria automobilistica sta chiedendo ulteriori concessioni. Ma gli impatti dei dazi e delle crisi globali non saranno alleviati rallentando l’elettrificazione. Questo darà solo alla Cina un vantaggio ancora maggiore sulle auto elettriche. Questo piano dell’UE deve segnare una linea di non ritorno, se l’industria europea vuole finalmente recuperare terreno”.
La Commissione ha dichiarato che sta valutando la possibilità di sostenere la produzione di batterie nell’UE, nonché di introdurre requisiti sul contenuto locale dei materiali. Ma si tratterebbe di un intervento tardivo e insufficiente. Lo scorso anno sono stati cancellati progetti di produzione di batterie con una capacità complessiva di almeno 100 GWh, mentre i produttori europei faticano a competere con la concorrenza globale, i sussidi erogati in altre parti del mondo e la disparità di condizioni economiche e produttive. L’UE prenderà anche in considerazione il supporto finanziario alla filiera del riciclo delle batterie, un settore con u grande potenziale per ridurre le importazioni di minerali, ma che sta faticando a crescere in Europa.
T&E ha accolto positivamente l’annuncio che il sostegno alla produzione di batterie sarà subordinato al trasferimento di tecnologie e competenze a beneficio dell’industria domestica da parte degli investitori esteri – come le aziende europee sono state obbligate a fare in Cina per decenni. Ma l’annuncio sui requisiti di contenuto europeo per le celle e i componenti delle batterie appare vago e privo di quella determinazione e urgenza indispensabili per affrontare la sfida.
Boraschi: “L’ingenuità con cui sin qui abbiamo sostenuto l’insediamento dell’industria delle batterie cinesi in Europa deve volgere al termine. Se l’UE è seria riguardo alla produzione domestica di questa tecnologia pulita, incentivi finanziari focalizzati sulla crescita di un’economia di scala e requisiti di contenuto locale devono essere messi in campo ora. A tre anni dal varo dell’Inflation Reduction Act (IRA) statunitense, il tempo delle valutazioni è finito. Il sostegno economico dovrà essere garantito a tutti i produttori, ma alle aziende straniere va posta la condizione di condividere le loro conoscenze, proprio come i produttori europei hanno dovuto fare per anni fuori dal nostro continente”.
Secondo una comunicazione separata pubblicata il 5 marzo, la Commissione proporrà anche un’iniziativa legislativa per decarbonizzare le flotte aziendali. Un obiettivo di elettrificazione delle grandi flotte aumenterebbe la competitività dei produttori di auto europei, che già oggi vendono il 62% dei loro veicoli nel canale aziendale. Come evidenziato in una recente analisi di T&E, un target di vendita di sole auto zero emission a partire dal 2030, valido per le grandi flotte aziendali, potrebbe garantire ai carmaker europei una domanda pari a oltre 2 milioni di veicoli elettrici. Una quantità di auto a batteria, questa, equivalente alla metà delle vendite necessarie a raggiungere gli obiettivi di riduzione del 55% delle emissioni di CO₂ al 2030.
Le auto aziendali sono il più grande mercato automobilistico dell’UE, rappresentando circa il 60% delle nuove immatricolazioni. Nonostante il grande potenziale che rivestono per la transizione e per la crescita dell’industria automobilistica del blocco, le aziende in Europa stanno elettrificando a un ritmo quasi uguale a quello dei privati (14,3% rispetto al 13,6%). Una nuova legge UE, con obiettivi vincolanti per l’elettrificazione delle grandi flotte, potrebbe stimolare gli investimenti delle case automobilistiche europee e favorire l’ingresso di quasi 7 milioni di BEV sul mercato dell’usato entro il 2035.
Esther Marchetti, Clean Transport Advocacy Manager di T&E Italia: “Il fatto che l’UE proporrà quest’anno una legge per accelerare l’elettrificazione delle flotte di auto aziendali e del settore della logistica è un’ottima notizia non solo in chiave di una rapida riduzione delle emissioni, ma anche perché questa iniziativa rafforzerà la competitività dell’Europa e sosterrà le case automobilistiche nella transizione. È necessario che l’UE proponga un regolamento con obiettivi vincolanti per l’elettrificazione delle grandi flotte. Qualsiasi ritardo priverebbe i produttori di batterie e l’industria che sviluppa l’infrastruttura di ricarica delle necessarie garanzie di investimento di cui hanno bisogno nei prossimi anni”.

UNEM sul Piano d’azione UE: la politica dello struzzo

Accise sui carburanti: approvato il decreto di riordino
di Gianni Murano, presidente di UNEM
Il tanto atteso “Piano d’azione” sull’automotive presentato il 5 marzo dalla Commissione europea, seppure con qualche segnale di timido cambiamento, non riesce a centrare il vero limite dell’attuale politica europea sulla transizione energetica per l’automotive che è ancora basata su una monocrazia tecnologica – l’elettrico – escludendo di fatto tutte le altre alternative in grado di dare un contributo immediato e concreto alla riduzione delle emissioni di CO2, a partire dai biocarburanti e in futuro gli e-fuels.

Se l’obiettivo è quello del Net Zero Emissions non si capisce perché nel Piano non venga spesa una parola anche per i carburanti rinnovabili e a basso contenuto di carbonio, come biocarburanti e gli e-fuels. La decarbonizzazione è possibile sfruttando tutte le tecnologie che insieme ad un elettrico, che ci si augura possa essere sempre più prodotto da fonti rinnovabili – oggi solo al 42% in Europa – potranno contribuire a raggiungere gli obiettivi europei.
Pluralità e neutralità tecnologica devono essere al centro del processo di transizione che deve essere sgombrato da politiche troppo evidentemente sbilanciate verso
un’unica tecnologia. Come abbiamo già evidenziato nelle osservazioni al documento preparatorio messo in consultazione dalla Commission, l’inclusione de carburanti rinnovabili nel Piano renderebbe il quadro normativo comunitario più inclusivo e tecnologicamente neutrale nel percorso di decarbonizzazione.

I biofuels e i motori a combustione interna (ICE) possono svolgere, affiancati ai veicoli elettrici, un ruolo cruciale per una transizione sostenibile ed equilibrata, favoriti da motorizzazioni sempre più digitali ed efficienti, con una significativa componente elettrica, come nelle vetture ibride. Una politica fatta di incentivi e sussidi non è la soluzione per supportare l’auspicata rincorsa del settore per riguadagnare una competitività perduta né per rendere socialmente sostenibile la mobilità elettrica. Analogamente forzare le flotte aziendali verso una mobilità elettrica – che non appare funzionale alle esigenze degli automobilisti – corre il rischio di mettere in crisi anche altri settori.

Un Piano che peraltro non tiene conto delle indicazioni contenute nel Rapporto Draghi, indicato dalla stessa Ursula von der Leyen come la stella polare della nuova legislatura europea, che tra i punti cardine ha inserito il tema della neutralità tecnologica in materia di mobilità.

L’unica nota positiva è l’accelerazione, sollecitata più volte dal Governo italiano, sulla possibile revisione degli standard di emissione per auto e van che si spera apra finalmente all’uso dei biocarburanti per fornire ai produttori di veicoli e ai consumatori soluzioni immediate, sostenibili e realmente accessibili. Su questo fronte continueremo a far sentire la nostra voce per un processo di decarbonizzazione che non faccia rima con deindustrializzazione.

Moto: febbraio pesante, ecco perché

Due ruote: confermato il ruolo centrale in svago, sport e turismo
di Mariano Roman, presidente di Confindustria ANCMA

Con il -20,8% delle vendite registrato a febbraio siamo di fronte a un prevedibile “effetto fine serie” dettato dall’entrata in vigore a inizio anno dello standard Euro 5+ per i motocicli di nuova immatricolazione.

 
Questo fenomeno ha portato a un surplus di vendite a dicembre 2024 e continuerà verosimilmente a influire sull’andamento del mercato nei primi mesi dell’anno.

ACEA sul Piano automotive: essenziale un’azione solida per rimettere in carreggiata la transizione

“Pacchetto Automotive”: serve un'azione urgente sulla flessibilità per auto e furgoni

Foto Sigrid de Vries, direttore generale di ACEA

 

L’industria automobilistica europea – si legge in una nota di ACEA – riconosce la svolta pragmatica del piano d’azione della Commissione nel contesto delle turbolenze del mercato globale, ma avverte che mancano ancora elementi chiave.

 

I produttori di veicoli europei sono impegnati nella mobilità a zero emissioni, avendo già investito centinaia di miliardi di euro nella transizione. Tuttavia, come dimostrano i dati di mercato, i produttori da soli non possono far sì che la transizione avvenga al ritmo richiesto dalla legge UE. Sono necessarie azioni ambiziose per potenziare le infrastrutture, incentivi alla domanda e misure per ridurre i costi di produzione per auto, furgoni, camion e autobus.

 

“Il piano d’azione identifica molti campi chiave in cui è necessario un lavoro immediato. La flessibilità proposta per soddisfare gli obiettivi di CO2 nei prossimi anni è un gradito primo passo verso un approccio più pragmatico alla decarbonizzazione dettato dalle realtà geopolitiche e di mercato. Promette un po’ di respiro per i produttori di auto e furgoni, a patto che la domanda tanto necessaria e le misure infrastrutturali di ricarica ora entrino effettivamente in azione”, ha affermato Sigrid de Vries, direttore generale dell’Associazione europea dei costruttori di automobili (ACEA).

 

“Tuttavia, nonostante siano state delineate diverse misure promettenti per promuovere l’implementazione delle infrastrutture e l’adozione di veicoli pesanti a zero emissioni, questo segmento di veicoli non ha ancora un impegno esplicito per avviare la revisione degli standard di CO2 nel 2025, inclusa una valutazione urgente delle condizioni abilitanti”, ha aggiunto de Vries.

 

L’ACEA accoglie con favore il riconoscimento, da parte del piano d’azione, della necessità di snellire la regolamentazione, lavorare sulla semplificazione normativa e adottare misure per migliorare il vantaggio competitivo dell’Europa in altri settori, come la guida autonoma.

 

L’ACEA è pronta a proseguire il dialogo con la Commissione Europea per definire una strategia globale di decarbonizzazione a lungo termine e garantire un’industria automobilistica europea più resiliente, competitiva e sostenibile.

 

 

Foto fornita da uff stampa ACEA

Piano d’azione UE per l’auto: esposto il “von der Leyen” pensiero

Piano d'azione UE per l'auto: esposto il "von der Leyen" pensiero

Foto: la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen

 

Il settore automobilistico europeo – recita il comunicato stampa della Commissione UE– si trova a un punto di svolta critico, messo alla prova dai rapidi cambiamenti tecnologici e dalla crescente concorrenza. Per affrontare i cambiamenti futuri, a gennaio la presidente von der Leyen ha avviato un dialogo strategico sul futuro dell’industria automobilistica europea, un processo collaborativo e inclusivo concepito per affrontare le sfide più
urgenti del settore. La Commissione presenta ora un piano d’azione, che si basa sul dialogo strategico, e presenta azioni concrete che garantiranno un settore automobilistico solido e sostenibile e contribuiranno a liberare il suo potere innovativo.
 
Per mantenere una solida base produttiva ed evitare dipendenze strategiche – continua la nota –  metteremo a disposizione 1,8 miliardi di euro per creare una
catena di approvvigionamento sicura e competitiva per le materie prime delle batterie, che contribuirà a sostenere la crescita dell’industria automobilistica europea.
 
La presidente della Commissione, Ursula Von der Leyen, ha dichiarato: “C’è così tanto potenziale inutilizzato sul mercato globale, quando si tratta di innovazione e soluzioni pulite. Voglio che la nostra industria automobilistica europea assuma un ruolo guida. Promuoveremo la produzione interna per evitare dipendenze strategiche, in particolare per la produzione di batterie.
Ci atterremo ai nostri obiettivi concordati in materia di emissioni, ma con un approccio pragmatico e flessibile. Il nostro obiettivo comune è un’industria automobilistica sostenibile, competitiva e innovativa in Europa a vantaggio dei nostri cittadini, della nostra economia e del nostro ambiente.”
 
Accelerare l’innovazione e la transizione verso una mobilità pulita
 
Le aziende automobilistiche dell’UE sono in ritardo sulle tecnologie chiave. Per aiutare l’industria a guidare la transizione verso veicoli alimentati dall’IA, connessi e automatizzati, il piano d’azione presenta un cambio di marcia. Un’alleanza europea dedicata ai veicoli connessi e autonomi
riunirà le parti interessate del settore automobilistico europeo per plasmare lo sviluppo di veicoli di prossima generazione e contribuire a sviluppare il software condiviso e l’hardware digitale necessari per dare vita a questa tecnologia.
 
I banchi di prova su larga scala e le “sandbox” normative forniranno agli innovatori la libertà di testare e perfezionare le loro tecnologie per i veicoli autonomi. La Commissione svilupperà ulteriormente il quadro normativo per i veicoli autonomi. Tali azioni saranno sostenute da investimenti congiunti pubblico-privato per circa 1 miliardo sostenuti dal programma Orizzonte Europa nel periodo 2025-2027.
 
Il piano d’azione è accompagnato dalla comunicazione sulla decarbonizzazione delle flotte aziendali, che mette in evidenza gli esempi di migliori pratiche e incoraggia gli Stati membri ad adottare ulteriori azioni a favore delle flotte aziendali verdi, che rappresentano circa il 60 % delle
nuove immatricolazioni di autovetture.
 
Maggiore flessibilità per la conformità agli standard CO2
 
La Commissione ha preso atto della chiara richiesta di maggiore flessibilità in relazione agli obiettivi in materia di CO2 e si è impegnata ad affrontare la questione in modo equilibrato ed equo. La Commissione proporrà una modifica mirata del regolamento sulle norme in materia di emissioni di CO2 per autovetture e furgoni questo mese. L’emendamento, se adottato, consentirebbe ai costruttori di automobili di conseguire i loro obiettivi di conformità calcolando la media delle loro prestazioni su un periodo di tre anni (2025-2027), consentendo loro di compensare eventuali carenze in uno o due anni con risultati in eccesso negli altri anni, mantenendo nel contempo l’ambizione generale sugli obiettivi per il 2025.
 
La Commissione accelererà, inoltre, i lavori per la preparazione del previsto riesame del regolamento sulle norme in materia di emissioni di CO2 per autovetture e furgoni. Parallelamente, la Commissione sta lavorando a modi per stimolare la domanda di veicoli europei a emissioni zero. Il piano d’azione comprende misure che forniranno incentivi per passare a veicoli a emissioni zero e rafforzeranno la fiducia dei consumatori attraverso misure concrete, come il miglioramento della salute e della riparabilità delle batterie.
 
La Commissione collaborerà attivamente con gli Stati membri per ottimizzare questi sistemi di incentivi per i consumatori. Sostenere la resilienza della catena di approvvigionamento e i lavoratori nel settore.
È fondamentale che l’Europa realizzi una produzione di celle dell’UE competitiva in termini di costi che copra gran parte della fornitura di batterie e generi valore aggiunto europeo lungo la catena di approvvigionamento. La Commissione sosterrà ulteriormente l’industria delle batterie dell’UE e l’aiuterà a mantenere una solida base di produzione europea, con finanziamenti a titolo del Fondo per l’innovazione.
 
La Commissione esaminerà inoltre il sostegno diretto alla produzione per le imprese che producono batterie e i criteri diversi dal prezzo per componenti quali i requisiti di resilienza.
Per aiutare il settore automobilistico dell’UE ad affrontare le sfide connesse alla carenza di competenze, agli squilibri tra domanda e offerta e all’invecchiamento della forza lavoro, l’Osservatorio europeo per una transizione equa, lanciato con il Clean Industrial Deal, svilupperà e raccoglierà
dati per contribuire a individuare i futuri “punti critici” delle dislocazioni occupazionali e delle carenze di competenze.
 
La Commissione – si legge sempre nel comunicato di Bruxelles – amplierà il sostegno del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori espulsi dal lavoro (FEG) per renderlo più rapido e più ampio, consentendo alle imprese di attivare il sostegno e sostenere i lavoratori minacciati di licenziamento immediato. Inoltre, la Commissione collaborerà con le parti sociali e gli Stati membri per aumentare i finanziamenti del Fondo sociale europeo Plus (FSE+) per il settore automobilistico, sostenendo i lavoratori che desiderano riqualificarsi e cercare nuove opportunità di lavoro.
 
La Commissione utilizzerà inoltre la revisione intermedia del FSE+ per incentivare gli Stati membri a riprogrammare maggiori finanziamenti per il settore automobilistico. Inoltre, come annunciato nel patto per le competenze, la Commissione proporrà un’iniziativa rafforzata per sostenere i
lavoratori in settori strategici come l’industria automobilistica, concentrandosi sui programmi di
miglioramento del livello delle competenze e di riqualificazione.
 
Aumentare la resilienza del settore per competere con successo su un palcoscenico globale
 
Per rendere l’industria automobilistica dell’UE più resiliente all’agguerrita concorrenza proveniente dall’estero, la Commissione garantirà condizioni di parità utilizzando strumenti di difesa commerciale, come le misure anti sovvenzioni, per proteggere le imprese europee dalla
concorrenza sleale. Allo stesso tempo, proseguiranno i negoziati con i paesi partner per migliorare l’accesso al mercato e le opportunità di approvvigionamento per l’industria automobilistica. La Commissione proporrà, inoltre, misure volte a garantire che gli investimenti esteri nel settore automobilistico dell’UE contribuiscano alla competitività a lungo termine dell’industria, adoperandosi nel contempo per ridurre gli oneri amministrativi a carico delle case automobilistiche europee attraverso la semplificazione normativa.
Questo piano d’azione – conclude la nota della Commissione UE – è il risultato di un processo inclusivo e collaborativo, che ha comportato molteplici discussioni e il coinvolgimento delle parti interessate avviate attraverso il dialogo strategico sul futuro dell’industria automobilistica avviato dalla presidente Ursula Von der Leyen il 30 gennaio 2025. Il piano si è inoltre basato sulle conclusioni di una consultazione pubblica aperta sul futuro dell’industria automobilistica europea, nonché sui lavori di diversi gruppi di lavoro guidati dai commissari Šefčovič, Hoekstra, Séjourné, Virkkunen, Mînzatu e Tzizikostas.

 

 

Foto acquistata da Shutterstock-Press,Statement,By,Ursula,Von,Der,Leyen,,President,Of,The

Stellantis? Puntare sull’elettrico si è rivelato fallimentare

Stellantis e l'Italia: ancora solo annunci, ci vuole il polo Ferrari-Maserati
di Rocco Palombella, segretario generale UILM
 
I risultati disastrosi di Stellantis nel 2024 dimostrano che la strada intrapresa richiede una rapida correzione, poiché l’idea di puntare esclusivamente e frettolosamente sull’elettrico si è rivelata fallimentare. Dobbiamo invertire l’attuale dinamica che sta riducendo ai minimi termini la produzione e quasi fermando del tutto alcuni stabilimenti, comeCassino e Modena. Per intervenire efficacemente occorrono a nostro giudizio tre azioni fondamentali: Stellantis deve lanciare al più presto una gamma competitiva di vetture non solo elettriche ma anche ibride, l’Unione europea deve cancellare il sistema perverso delle multe e accettare la libertà di scelta dei consumatori, il Governo italiano deve sgravare il costo dell’energia che oramai è una vera e propria zavorra per la nostra manifattura.
 
Oltre il tavolo automotive fissato il giorno 11 marzo al MIMIT, ribadiamo la necessità di un confronto anche alla Presidenza del Consiglio. I pessimi risultati di bilancio inevitabilmente si ripercuoteranno anche sul premio dirisultato annuo, ma chiediamo a Stellantis di erogare in ogni caso una somma che ripaghi i lavoratori dei loro sacrifici e dei loro sforzi.
Foto da ufficio stampa UILM

Volkswagen ID.Every1: piccola, elettrica e accessibile

Volkswagen ID.Every1: piccola, elettrica e accessibile

di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)

La Volkswagen ID.Every1 svelata ufficialmente nelle scorse ore è il concept tanto atteso che ci offre un’anticipazione sulla compatta city car elettrica che la casa tedesca lancerà sul mercato nel 2027 e che proverà a “democratizzare” il più possibile la mobilità EV, puntando sull’accessibilità economica con un prezzo d’attacco di circa 20.000 euro.

Lunga 3,88 metri, fino a 250 km d’autonomia
La Volkswagen ID.Every1 è lunga meno di 4 metri, arrivando a 3,88 metri, posizionandosi per dimensioni tra la Up! e la Polo, con un bagagliaio in grado di offrire 305 litri di capacità. Costruita sulla nuova piattaforma MEB a trazione anteriore, la piccola EV tedesca dispone di un motore elettrico anteriore da 94 cv, per una velocità di punta di 130 km/h. Grazie ad una batteria inferiore a 40 kWh, la ID.Every1 ha un’autonomia massima dichiarata di 250 chilometri.

Design raffinato e forme robuste
Confermando il look inedito che segna un cambio d’approccio stilistico rispetto al design Volkswagen dei più recenti modelli, la ID.Every1 mostra un aspetto robusto, quasi da crossover, con linee moderne ed eleganti che la rendono quasi più premium di quanto ci si potrebbe aspettare da un’auto destinata ad essere la futura entry-level della gamma elettrica di Volkswagen. Dotata di cerchi da 19 pollici, la vettura enfatizza la solidità delle forme con parafanghi scolpiti che rendono ancora più muscolose le sue proporzioni.
Abitacolo pratico, funzionale e tecnologico
Gli interni della Volkswagen ID.Every1 sono caratterizzata da un design minimal nel quale però modernità e funzionalità convivono attraverso la presenza di un ampio cruscotto piatto che integra uno stretto quadro strumenti digitale che troviamo dietro un volante squadrato a due razze e con diversi comandi fisici integrati. A dominare la plancia c’è un grande display touch, dotato del nuovo software Volkswagen, che permette di gestire l’infotainment e tutte le relative funzionalità connesse, potente beneficiare anche degli aggiornamenti software post-produzione.
A bordo sono presenti anche soluzioni pensate per il comfort e la praticità, come la console centrale scorrevole con ripiani estensibili e la possibilità di ripiegare i sedili anteriori e posteriori per adattarli alle proprie esigenze di viaggio. Come anticipato, la Volkswagen ID.Every1 diventerà un modello di serie tra circa due anni, un periodo durante il quale la piccola elettrica economica proseguirà il suo sviluppo per arrivare nel migliore dei modi all’impegnativa sfida di mercato che la attende.
Foto da ufficio stampa Volkswagen.

Accordo UNEM-Motus E: insieme per potenziare le ricariche nei distributori di carburante

Accordo UNEM-Motus E

Foto – Da sinistra, Gianni Murano e Fabio Pressi

 

La transizione verso una mobilità sostenibile in Italia compie un significativo passo avanti grazie all’accordo tra Motus-E e UNEM. Le due associazioni hanno sottoscritto un protocollo d’intesa volto a facilitare l’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici all’interno delle stazioni di servizio tradizionali.  L’intesa prevede la costituzione di un tavolo tecnico composto da rappresentanti di entrambe le organizzazioni. Questo organismo avrà il compito di fornire supporto tecnico alle aziende associate, alle istituzioni e agli enti competenti, al fine di agevolare l’implementazione delle infrastrutture di ricarica sia su strade urbane che autostradali.

 

Dichiarazioni dei protagonisti

Gianni Murano, presidente di UNEM, ha sottolineato l’importanza di promuovere una mobilità sempre più decarbonizzata, evidenziando come le stazioni di servizio rappresentino luoghi strategici per l’installazione delle colonnine di ricarica. Ha inoltre affermato che questa iniziativa offrirà l’opportunità di riqualificare gli impianti esistenti, ampliando l’offerta energetica per i consumatori.

Fabio Pressi, presidente di Motus E, ha evidenziato come questo protocollo rappresenti un esempio concreto di collaborazione pragmatica, mirata a valorizzare la transizione tecnologica nel settore della mobilità. Ha inoltre sottolineato la necessità di superare contrasti ideologici per supportare l’innovazione e le infrastrutture necessarie a rilanciare la competitività italiana ed europea.

 

Implicazioni per il futuro

L’accordo tra Motus-E e UNEM segna un passo significativo verso la creazione di una rete capillare e accessibile di punti di ricarica per veicoli elettrici in Italia. Integrando le infrastrutture di ricarica nelle stazioni di servizio esistenti, si facilita la transizione verso una mobilità sostenibile, offrendo ai consumatori una gamma completa di opzioni energetiche.

 

Conclusione

La collaborazione tra Motus-E e UNEM rappresenta un esempio virtuoso di come sinergie tra diversi settori possano accelerare l’adozione di soluzioni sostenibili. Questo protocollo d’intesa non solo favorisce lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica, ma contribuisce anche alla modernizzazione delle stazioni di servizio, rendendole protagoniste nella transizione verso una mobilità più verde.

 

 

Foto da ufficio stampa Unem

Piano auto UE: urgente integrare il principio di neutralità tecnologica

Decreto sugli incentivi al retrofit a gas. Assogasliquidi plaude
di Matteo Cimenti, presidente di Assogasliquidi-Federchimica
 
Dalla lettura dell’Industrial Action Plan della Commissione UE per l’automotive emergono ancora di più la necessità e l’urgenza di un nuovo percorso verso la mobilità decarbonizzata che integri il principio della neutralità tecnologica.
Sono ormai a tutti evidenti le difficoltà nel raggiungere gli obiettivi del 2035 e successivi. In questo contesto, la Commissione si è impegnata ad accelerare la revisione del regolamento CO₂ per le auto, che partirà da un’analisi dei dati, di tutti gli sviluppi tecnologici rilevanti e dell’importanza di una transizione economicamente sostenibile e socialmente equa.
Ci aspettiamo, quindi, che le Istituzioni comunitarie (a cominciare dal Parlamento europeo) rivedano il bando relativo ai motori a combustione interna e riconoscano tutte le tecnologie capaci di contribuire alla decarbonizzazione del trasporto, inclusi i biocarburanti. I prodotti gassosi anche nella loro versione bio e rinnovabile si distinguono come soluzioni concrete e immediate per ridurre le emissioni di CO₂.
Incomprensibile la chiusura sul fronte del trasporto pesante, dove il GNL ed il bioGNL rappresentano già oggi la soluzione più pronta e disponibile. Nel Piano non è prevista alcuna apertura per giungere alla revisione del Regolamento sulle emissioni di CO₂ dei veicoli pesanti.
La nostra richiesta e il nostro auspicio è che nella fase attuativa del Piano appena presentato, le Istituzioni europee lavorino anche su questo fronte nella direzione auspicata, l’unica in grado di coniugare sviluppo industriale competitivo, raggiungimento degli obiettivi ambientali e attenzione ai consumatori.
Foto ufficio stampa Assogasliquidi-Federchimica

Piano d’azione UE: bene i possibili bonus “green” paneuropei

Elettrificazione UE: bene una nuova strategia e le misure incentivanti per le flotte

di Andrea Cardinali, direttore generale di UNRAE

Nel settore vi è grande attesa per il “Piano d’Azione” che dovrebbe essere presentato dalla Commissione Europea il prossimo 5 marzo, come risultato delDialogo strategico sul futuro dell’industria automotive europea”, avviato lo scorso 30 gennaio. Questo piano dovrà fornire misure concrete per rendere il settore maggiormente competitivo e affrontare con efficacia la transizione verso la decarbonizzazione, coinvolgendo tutti gli stakeholder dell’ecosistema.
Il “Clean Industrial Deal” non contiene alcuna misura per il settore auto, contrariamente a quanto anticipato a metà gennaio dal vicepresidente esecutivo Stéphane Séjourné, che aveva assicurato entro 40 giorni “soluzioni efficaci con l’obiettivo di stimolare la domanda di auto pulite, fra le altre cose con una strategia legata al rinnovo delle flotte aziendali”.

Apprezziamo la disponibilità della Commissione a introdurre margini di flessibilità sulle sanzioni ai Costruttori, in considerazione della ancora bassa diffusione dei veicoli elettrici e delle inadeguatezze nei fattori abilitanti. Inoltre, è un dato positivo che si stia valutando la possibilità di introdurre incentivi paneuropei per sostenere la transizione ecologica, anziché affidarsi a misure nazionali frammentarie, scoordinate e di portata limitata.

Essenziale, però, è che queste decisioni siano prese tempestivamente e con grande chiarezza, onde evitare ulteriori turbative del mercato. A tal fine, UNRAE auspica vivamente che esse siano già previste nel “Piano d’Azione” di imminente presentazione.
Il “Dialogo Strategico per l’Automotive” fa parte del “Competitiveness Compass”, strumento strategico per rafforzare in vari settori la competitività dell’UE nei prossimi 5 anni. Questo documento, ispirato al Rapporto Draghi sulla Competitività Europea, è articolato in 47
iniziative chiave, con le relative tempistiche, raccolte in 3 pilastri (“Colmare il divario nell’innovazione”, “Conciliare competitività e decarbonizzazione”, “Ridurre le dipendenze dal resto del mondo”), oltre a un quarto pilastro di azioni abilitanti. Il documento, insieme al piano d’azione per l’industria automobilistica, include fra l’altro il Clean Industrial Deal, l’European Innovation Act e il Circular Economy Act.

A livello nazionale, UNRAE ribadirà la necessità di istituire un piano pluriennale di sostegno alla domanda di veicoli a zero o bassissime emissioni, di accelerare lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica e di rifornimento dell’idrogeno, e di intervenire finalmente sul regime fiscale delle auto aziendali, inadeguato e penalizzante rispetto al resto d’Europa.
Foto da ufficio stampa Unrae