Pensieri e parole… scritte: addio Green-deal!

Pensieri e parole… scritte: addio Green-deal!
di Mario Verna, manager automotive
Addio Green-deal! Il necrologio è condiviso da molti, anche se non si può dire: in troppi dovrebbero ammettere di aver sbagliato tutto.
Scopriamo che non potremo mai essere competitivi con la Cina per le batterie. Ci abbiamo messo qualche anno ma, vi assicuro, che si sarebbe potuto intuire già un po’ di tempo fa…
Armiamoci signori, dalla Francia opuscoli ai cittadini su come comportarsi in caso di guerra e in Germania si brinda all’uscita dall’austerità (per produrre cannoni però).
Date un occhio al sito di Volkswagen dove vi spiegano da dove arrivano le materie prime per la costruzione di batterie. L’azienda dice che trova inaccettabili le condizioni ambientali, sociali e di sicurezza in cui per esempio viene estratto il Cobalto in Congo, e che hanno aderito all’IRMA, ecc.
Davvero il nuovo mondo elettrico è a net-zero e sostenibile?
Intanto in Germania, mentre per l’auto produce devastazione su conti e occupazione, per armarsi sono pronte le deroghe a tutto.
Ci aspettano anni da circo, come se quelli trascorsi fossero stati diversi, meno male che arriveranno i taxi volanti.
 

Tartaruga d’Argento: UIGA premia Winkelmann (Lamborghini)

Tartaruga d'Argento: UIGA premia Winkelmann (Lamborghini)

Foto: Gaetano Cesarano e Paolo Artemi, rispettivamente presidente e vicepresidente UIGA, premiano Stephan Winkelmann

 

Il 2024 si chiude con un successo straordinario per Lamborghini, che ha registrato risultati finanziari e commerciali da record. Per la prima volta nella sua storia, la casa di Sant’Agata Bolognese ha superato il traguardo dei 3 miliardi di euro di fatturato, crescendo del 16,2% rispetto all’anno precedente. Anche il margine operativo ha segnato un aumento del 15,5%, raggiungendo gli 835 milioni di euro. Il numero di vetture consegnate ha toccato quota 10.687 unità (+5,7%), nonostante il settore delle auto di lusso abbia subito un calo del 10%.

Nel corso di un incontro riservato ai giornalisti UIGA, Paolo Rachetti, Product Line Director Temerario, ha sottolineato che questo risultato è il frutto di un attento equilibrio tra domanda e offerta, della crescente notorietà del marchio e di una gamma prodotti completamente rinnovata. Il lancio di Revuelto, Urus SE e Temerario contribuirà a consolidare il successo anche nei prossimi anni.

Il primo UIGA Day del 2025 ha permesso ai giornalisti accreditati di vedere le linee di montaggio di Revuelto e Temerario, a Sant’Agata Bolognese, un affascinante viaggio tra presente e futuro. Un’esperienza avvincente, che permette di immergersi nell’eccellenza manifatturiera Lamborghini. Gli operai specializzati assemblano ogni singolo componente con estrema precisione, combinando artigianalità e innovazione tecnologica. Ogni vettura prende forma lungo il percorso di produzione, passando attraverso avanzati processi di ingegneria, fino al collaudo finale. Il suono dei motori V12 e V8 ibridi accompagna virtualmente la visita, testimoniando l’anima pura di questi bolidi, mentre il rigore del controllo qualità inconfondibile garantisce l’eccezionale standard che contraddistingue ogni Lamborghini.

La delegazione UIGA è stata poi accolta da Giuliano Cassataro, Head of Service, Polo Storico e Club, presso il Polo Storico Lamborghini, il dipartimento dedicato alla tutela del patrimonio storico dell’azienda, nonché alla certificazione e al restauro delle vetture storiche del marchio, dal primo modello all’ultima versione della Diablo. Durante la visita, i giornalisti hanno potuto osservare da vicino alcuni dei reperti storici più significativi conservati nell’archivio aziendale, che contengono oltre 20.000 documenti. Tra questi, anche il disegno tecnico e stilistico in scala 1:1 della 350 GT, primo modello prodotto da Lamborghini e uno degli inserimenti più recenti nell’archivio del Polo Storico.

Un’emozione altrettanto intensa i giornalisti UIGA l’hanno vissuta nel Museo Lamborghini, un viaggio nella storia del marchio che ha rivoluzionato il mondo delle supercar. Qui si possono ammirare modelli iconici come la Miura, la Countach e la Diablo, affiancati dalle più recenti creazioni della casa del Toro. Il percorso espositivo racconta l’evoluzione del design e della tecnologia, mettendo in mostra prototipi unici e vetture da competizione che hanno fatto la storia dell’automobilismo. Ogni angolo del museo è una celebrazione dell’ingegno e della passione italiana, lasciando ogni visitatore con il cuore accelerato, proprio come il rombo di un motore Lamborghini.

Al termine della giornata l’incontro con Stephan Winkelmann, presidente e amministratore delegato di Automobili Lamborghini. L’occasione per consegnare al manager, che ha nel suo curriculum esperienze anche in Audi Sport e Bugatti, la Tartaruga d’Argento, il riconoscimento che i giornalisti UIGA assegnano ai personaggi che hanno influenzato nella storia dell’auto con questa menzione:

“La Tartaruga, l’animale più lento, portafortuna del pilota più esplosivo, Tazio Nuvolari, a Stephan Winkelmann, èresidente e CEO Lamborghini. Visionario e autentico ambasciatore del lusso e della performance, Stephan Winkelmann ha scritto alcune delle pagine più entusiasmanti nella storia di Lamborghini. Sotto la sua guida, il marchio di Sant’Agata Bolognese ha raggiunto traguardi straordinari, trasformandosi in un simbolo globale di eccellenza, esclusività e avanguardia tecnologica. Con una leadership carismatica e una visione strategica impeccabile, ha saputo coniugare tradizione e innovazione, portando Lamborghini a livelli di successo mai visti prima”.

 

Foto da archivio UIGA

FORUMAutoMotive fa 10 anni: impegno ripagato, ma guai mollare

FORUMAutoMotive fa 10 anni: impegno ripagato, ma guai mollare
Dieci anni di FORUMAutoMotive e dieci anni con alla guida Pierluigi Bonora, giornalista e promotore del Movimento d’opinione: “Un lungo percorso ricco di soddisfazioni, in quanto abbiamo tenuto la barra dritta su tutte le problematiche riguardanti il settore automotive”, le sue parole.
“#FORUMAutoMotive – ricorda Bonora – è nato nel 2015, un momento in cui molte amministrazioni comunali attaccavano l’auto come mezzo poco utile, anzi disturbatore, pericoloso, super inquinante, senza considerare il fatto che l’automobile è il simbolo vero della libertà di movimento. E n/oi siamo nati proprio per difenderne i valori, come la passione, la libertà di movimento e non solo“.

Lancia e le donne: insieme per proteggere

Lancia e le donne: insieme per proteggere
Un evento per sensibilizzare sulla violenza di genere: il magazine “Grazia”, Lancia e Differenza Donna, hanno animato un dibattito presso Villa Necchi Campiglio, luogo simbolo di indipendenza e modernità femminile.
Il talk è stato moderato da Silvia Grilli, direttrice di “Grazia”, con relatori Elisa Ercoli, presidente di Differenza Donna, Luca Napolitano, CEO di Lancia, Roberta Di Mario, pianista e compositrice e la partecipazione attiva dell’attrice Cristiana Capotondi.
L’evento ha permesso di scoprire la nuova campagna di sensibilizzazione realizzata da Lancia – declinata sui canali digital e OOH -per far conoscere il numero 1522 della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Luca Napolitano, CEO di Lancia, ha sottolineato l’impegno del brand nella lotta contro la violenza di genere, ribadendo che la protezione e il sostegno alle donne devono tradursi in azioni concrete e non solo in parole.
All’evento seguiranno altre iniziative di Lancia e Differenza Donna, che coinvolgeranno i 160 esclusivi showroom Case Lancia in Italia, amplificando così il messaggio di sensibilizzazione contro la violenza di genere.

Ok il Governo sui tagli: l’agitazione di alcune associazioni rileva solo la loro agitazione

Autotrasporto: solo ora le associazioni si accorgono della crisi
di Cinzia Franchini presidente di Ruote Libere
Totale insoddisfazione per l’esito dell’incontro al ministero dei Trasporti”, “riunione con forti momenti di tensione”, “nessuna risposta concreta alle problematiche già discusse”. Sono dichiarazioni barricadiere quelle rilasciate da UNATRAS, (il coordinamento unitario che raggruppa CNA-Fita, Conftrasporto-FAI, Confartigianato Trasporti) all’indomani dell’incontro tenutosi al MIT sui nodi irrisolti dell’autotrasporto. Dichiarazioni che, a una prima lettura, lasciano intendere un improvviso e inaspettato risveglio delle vecchie associazioni della rappresentanza del settore, sinora sempre così benevole col Governo.
Eppure a una lettura più approfondita risulta chiaro il motivo di tanta vis polemica: la conferma del taglio dei 12 milioni rispetto alle risorse, pari a circa 240 milioni, stanziate ogni anno dall’Esecutivo per l’autotrasporto. Tutto qua: le associazioni protestano perché il Governo tocca i privilegi di cui indirettamente anche loro beneficiano.
Lo ribadiamo, bene ha fatto il Governo a tagliare quei fondi destinati agli sconti sui pedaggi autostradali e in parte alla formazione; risorse a cui possono attingere gli operatori del settore attraverso meccanismi dei quali beneficiano parecchio di enti di rappresentanza e molto meno le migliaia di medie e piccole imprese del settore.
 
Occorre avere il coraggio di scardinare l’assurdo sistema che ancora oggi porta lo Stato a pagare, con risorse pubbliche, gli sconti autostradali dovuti agli autotrasportatori attraverso i Consorzi di servizi, molti dei quali sono di emanazione o fanno diretto riferimento alle stesse associazioni che attualmente protestano; occorre procedere sulla strada dei tagli, in questo caso virtuosi e sacrosanti.
 
Le tecnologie già in uso da tempo consentono di fare arrivare gli sconti sui pedaggi direttamente agli utilizzatori senza alcuna costosa intermediazione. Sanare questa stortura significherebbe mettere in campo una rivoluzione copernicana che consentirebbe di liberare risorse per i problemi veri del settore e non a quelli legati alla sopravvivenza delle associazioni.
Penso al tema della deprofessionalizzazione, a quello della concorrenza selvaggia, ai problemi della rete infrastrutturale e al radicamento mafioso. Su questi macro temi, ben noti a chi ogni giorno viaggia sulle strade italiane, non ricordiamo prese di posizione giacobine da parte delle associazioni impegnate oggi a indire stati di agitazione che rivelano solamente l’agitazione di chi vede traballare il proprio recinto di potere.

Furti d’auto in crescita: come evitare l’acquisto di una vettura rubata

Furti d’auto in crescita: come evitare l'acquisto di una vettura rubata

In Italia i furti d’auto sono un fenomeno significativo e gli acquirenti di auto usate corrono il rischio di comprare un veicolo rubato senza saperlo. Nel peggiore dei casi, ciò comporterebbe non solo la perdita dell’auto acquistata, ma anche difficoltà a ottenere un risarcimento, causando la perdita del denaro speso.

CarVertical, società leader nella raccolta di dati per il settore automobilistico, ha analizzato lo scenario dei furti d’auto in Italia e ha condotto una ricerca per verificare all’interno della propria piattaforma quali modelli sono i più gettonati per i ladri di veicoli a quattro ruote.

La percentuale di auto rubate in Italia è tra le più alte d’Europa. Alcuni veicoli rubati vengono venduti ad acquirenti fidati, mentre altri vengono smantellati e venduti per singoli pezzi di ricambio sia nella Penisola sia all’estero.

Se dal 2017 si era evidenziato un calo del numero di veicoli rubati in Italia, i furti hanno ricominciato a crescere nel 2021, anno in cui è iniziata la ripresa dopo il Coronavirus: dopo mesi di quarantena, in cui la maggior parte delle auto è rimasta chiusa in garage, gli italiani sono tornati a bordo dei propri veicoli alimentando l’interesse dei ladri sia per le auto di lusso sia per quelle economiche.

I modelli Alfa Romeo, Land Rover e Fiat i più a rischio

Scoprire se un’auto usata è stata rubata può essere difficile, ma gli acquirenti più attenti limitano il rischio di accaparrarsi un veicolo rubato controllando il suo storico. I servizi di verifica del numero di telaio (VIN) sono diventati infatti sempre più popolari negli ultimi anni, permettendo di conoscere il passato di un’auto.

Visto che i report sullo storico del veicolo raccolgono dati da varie fonti, comprese le forze dell’ordine, possono essere un utile strumento per verificare se un’auto è stata rubata. Secondo carVertical, l’Alfa Romeo Giulietta è stata l’auto più rubata in Italia lo scorso anno, seguita da Range RoverFiat 500Fiat Panda e BMW X5. Questo dato si riferisce ai controlli del VIN effettuati dagli utenti italiani e non riflette necessariamente la situazione generale del Paese, ma può fornire uno scenario relativo alle auto più gettonate tra i ladri automobilistici della Penisola.

I dati dell’azienda rivelano che il numero di auto rubate identificate in Italia per il 2024 è superiore rispetto al 2023 (646 vs. 281). Questo aumento si può spiegare attraverso l’integrazione di ulteriori fonti di dati e l’aumento dell’utilizzo della piattaforma, che si traduce in un costante miglioramento dei report storici evidenziando un problema potenzialmente crescente di furti di auto.

“La collaborazione tra le forze dell’ordine, i fornitori di dati e i marketplace online è essenziale per identificare e rimuovere le inserzioni di veicoli rubati. Il rischio di acquistare inconsapevolmente un’auto rubata rimane una seria preoccupazione per i consumatori italiani e le persone dovrebbero sapere quali misure adottare per evitare perdite finanziarie”, spiega Matas Buzelis, esperto del settore automobilistico di carVertical.

 

Buzelis sottolinea anche che l’Italia esporta un importante numero di auto usate in Europa, il che significa che alcune auto ricercate dalle autorità italiane possono essere considerate come delle buone offerte in paesi stranieri.

La storia di Andy Popescu: dall’acquisto di un’auto rubata alla vittoria del processo

Quando si scopre di aver acquistato un’auto rubata, si avvia un processo legale lungo e costoso. Ne è testimone Andy Popescu, uno YouTuber e imprenditore romeno appassionato di automobili che ha raccontato la sua storia a carVertical.

Quattro anni fa, Popescu ha acquistato una Mercedes-Benz GLE Coupé da 50.000 €, che ben presto si è purtroppo rivelata essere una brutta sorpresa. Dopo solo 2 settimane, infatti, la polizia locale gli ha ritirato l’auto, spiegando che il veicolo era stato recentemente rubato in Italia.

Popescu ha fatto causa alla persona che gli aveva venduto l’auto e ha vinto il processo dopo aver affrontato 4 anni di battaglie legali. La polizia gli ha poi restituito il veicolo per poterlo finalmente immatricolare. Tuttavia, il valore di quest’auto nel corso degli anni del processo è diminuito notevolmente: oggi vale circa 25.000 €, anche se con soli 30.000 km sul contachilometri.

I consigli di carVertical

Molti veicoli rubati scompaiono nel mercato nero, rendendo difficile tracciare la reale portata del problema. Per questo motivo le aziende che forniscono report sullo storico dei veicoli riescono a mostrare solo una parte di questa situazione: è quindi consigliato prendere ulteriori precauzioni.

“Molto spesso le auto rubate hanno prezzi allettanti e gli acquirenti sono spinti a prendere una decisione di pancia, ma gli acquirenti dovrebbero sempre controllare la storia dell’auto per verificare che non sia stata rubata e ispezionare attentamente i documenti di immatricolazione,” spiega Buzelis.

Quando si acquista un’auto usata, è importante ispezionare anche il sistema di accensione, le serrature e il cruscotto per individuare eventuali segni di effrazione. Inoltre, è bene verificare che la targa corrisponda ai dati di immatricolazione per assicurarsi che non sia stata sostituita.

Altro segno che potrebbe smascherare un venditore che offre un’auto rubata è la modalità di pagamento: se affidabile, dovrebbe essere disposto ad accettare il pagamento tramite bonifico bancario o altri metodi tracciabili.

Buzelis sottolinea inoltre che, quando il prezzo dell’auto sembra troppo bello per essere vero, gli acquirenti dovrebbero essere estremamente cauti. Consiglia di assicurarsi che il numero VIN del veicolo corrisponda a quello riportato nei documenti e di verificare l’identità del venditore. In caso contrario, perdite finanziarie, stress emotivo e cause legali potrebbero diventare inevitabili.

 

 

Foto da ufficio stampa CarVertical

Tavolo #FORUMAutoMotive: quella barra tenuta sempre dritta

1Tavolo #FORUMAutoMotive: quella barra tenuta sempre dritta
#FORUMAutoMotive ha dunque celebrato con successo il suo decimo anniversaria con questa constatazione, condivisa con chi ha partecipato al primo appuntamento del 2015: molti dei problemi rilevati allora, si stanno riproponendo, come quello dell’esigenza di svecchiare il parco circolante e quello della razionalizzazione della fiscalità.
 
A tutto questo, complice la lunga pausa causata dalla pandemia, si sono aggiunti seri problemi di carattere ideologico che hanno condizionato importanti scelte politiche in Europa, purtroppo con il colpevole silenzio di buona parte dei costruttori.
 
Noi di #FORUMAutoMotive abbiamo messo subito in guardia sui rischi e sulle pesanti conseguenze che ne sarebbero derivati e che puntualmente si sono manifestati in tutta la loro drammaticità soprattutto occupazionale. Ed eccoci ora a discutere su come rimediare e rilanciare il sistema automobilistico UE anche alla luce delle attuali discutibili volontà di riconvertire la filiera nella produzione di materiale bellico allo scopo di rafforzare militarmente l’Europa.
 
Questi i temi dibattuti nel Tavolo #FORUMAutoMotive del 17 marzo con presenti, oltre a numerosi giornalisti, politici, eurodeputati, sindacati e tutti i rappresentanti delle associazioni del settore.
 
Da sin: Marco Rizzo – Isabella Tovaglieri – David Giudici – Pierluigi Bonora – Umberto Zapelloni – Rocco Palombella – Stefano Boschini – Samuele Lodi

Motor Valley Development: Pontremoli (Dallara) nuovo presidente

Motor Valley Development

Andrea Pontremoli, amministratore delegato del Gruppo Dallara, è il nuovo presidente per il biennio 2025-2027 di Motor Valley Development, l’Associazione che riunisce i principali brand a due e quattro ruote della “Terra dei Motori” emiliano-romagnola. La sua nomina è avvenuta durante l’assemblea dei soci tenutasi giovedì 27 febbraio 2025. Pontremoli subentra quindi a Claudio Domenicali, amministratore delegato di Ducati, che ha ricoperto il ruolo di presidente dell’Associazione dal 2019.

 

Riconfermato vicepresidente Andrea Albani, managing director del Misano World Circuit “Marco Simoncelli” di Misano Adriatico (Rimini). Oggi l’associazione rappresenta la Motor Valley, un distretto industriale d’eccellenza unico al mondo con 16.500 imprese del territorio con brand noti in tutto il mondo, come Ferrari, Automobili Lamborghini, Dallara, Ducati, Pagani, Maserati ed Energica, con 14 musei, un circuito di 18 collezioni private, 11 piste da karting e 4 autodromi regionali (Autodromo Internazionale “Enzo e Dino Ferrari” di Imola, Misano World Circuit “Marco Simoncelli” di Misano Adriatico, Autodromo di Modena e Autodromo Varano de’ Melegari “Riccardo Paletti”).

 

“È per me un grande onore assumere il ruolo di presidente di Motor Valley Development, una realtà che rappresenta la passione e l’innovazione del nostro territorio. Assumo questo ruolo con spirito di servizio, portando avanti il lavoro che ha fatto Claudio Domenicali che ringrazio – ha detto il neo presidente Pontremoli -. Il mio impegno sarà quello di valorizzare il patrimonio che abbiamo guardando al futuro con la stessa determinazione e visione che hanno sempre contraddistinto le aziende del nostro territorio. Insieme, continueremo a fare della Motor Valley un punto di riferimento globale per le due e quattro ruote con l’obiettivo di restare all’avanguardia sia dal punto di vista tecnico che come sistema sociale sapendo che la nostra forza sarà l’ecosistema che riusciremo a costruire e mantenere”. 

 

Foto da ufficio stampa Motor Valley Development

 

 

“Piano Ursula” per l’automotive: ennesima occasione persa

Rimodulare le multe UE non basta: serve rivoluzionare il "Green Deal"
di Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento Europeo e coordinatore dei Patrioti in Commissione ITRE
L’automotive europeo è un malato, ha una patologia seria. La risposta di questa Commissione Europea è stata un brodino tiepido, che non aiuterà a risollevare un settore fiaccato da concorrenza cinese, costi dell’energia enormi e transizione green imposta dall’alto. Mancano meno di 10 anni alla messa al bando del motore endotermico, ma le auto elettriche non arrivano al 2% del totale presente sulle strade dell’UE.
La regolamentazione ha avuto un impatto crescente sulla gamma di modelli offerti, ma non è stata in grado di condizionare gli orientamenti dei consumatori. Al di là di tutti questi aspetti, rimane il problema di come generare tutta l’energia elettrica necessaria per alimentare il parco  auto degli europei.
Questo piano avrebbe dovuto invertire la tendenza, creare fiducia tra case automobilistiche, piccole e medie imprese della filiera, consumatori. E invece non ha avuto il coraggio di riconoscere che l’approccio dell’Europa all’auto elettrica è fallimentare. Questo piano poteva essere il riscatto, invece è l’ennesima occasione persa.
On Borchia-Foto ufficio stampa Borchia

Mercato moto in Italia: vendite giù a febbraio, ma prospettive positive

Mercato moto in Italia: vendite giù a febbraio, ma prospettive positive

Il mercato delle due ruote a motore in Italia ha registrato un calo significativo a febbraio 2025, con un decremento del 20,87% rispetto allo stesso mese del 2024. Questo calo è in gran parte attribuibile all’effetto “fine serie” causato dall’introduzione della normativa Euro 5+ a gennaio 2025. Molti consumatori hanno anticipato l’acquisto di veicoli Euro 5 a dicembre 2024 per evitare i nuovi standard di emissione più stringenti, creando un surplus di vendite a fine anno e un conseguente rallentamento nei primi mesi del 2025.

Le moto hanno subito la flessione più marcata (-28,25%), seguite dagli scooter (-12,13%) e dai ciclomotori (-40,34%). Anche il mercato dei quadricicli ha subito una flessione del 25,37% a causa della sospensione degli incentivi.

“Il calo delle vendite è stato influenzato anche da un eccesso di moto e scooter a “km 0” presenti sul mercato, che offrono ai consumatori un’alternativa più economica rispetto ai veicoli nuovi – afferma Dromo Faffa,  Founder di Methodos Consulting, società di consulenza specializzata anche nel supporto alle reti di vendite delle due ruote . Nonostante il calo registrato a febbraio, le prospettive future per il mercato motociclistico italiano rimangono positive. Si prevede che il mercato globale delle motociclette crescerà a un tasso annuo composto dell’8,5% dal 2024 al 2032, trainato dalla crescita in Asia, Nord America ed Europa. In Italia, la passione per i motocicli, la crescente attenzione alla mobilità urbana e il turismo motociclistico contribuiranno a sostenere la domanda nei prossimi anni”.

L’innovazione tecnologica e la crescente offerta di veicoli elettrici rappresentano un’opportunità per il mercato italiano. Tuttavia, la mancata riattivazione del portale ministeriale per la gestione degli incentivi sta frenando la crescita del settore elettrico.

In conclusione, il mercato motociclistico italiano sta affrontando una fase di rallentamento dovuta a fattori congiunturali, ma le prospettive a lungo termine rimangono positive. La riattivazione degli incentivi, la stabilizzazione del mercato dopo l’introduzione della normativa Euro 5+ e l’innovazione tecnologica saranno fondamentali per la ripresa del settore.

 

 

Foto da archivio Lulop