Flotte aziendali di camion e bus: incentivi per rinnovare il circolante

Flotte aziendali di camion e bus

Le discussioni attuali su una potenziale iniziativa dell’UE per legiferare sulle flotte aziendali per aumentare la domanda di veicoli a zero emissioni (ZEV) si concentrano in gran parte sulle auto, ignorando il segmento dei veicoli pesanti in cui questa iniziativa potrebbe apportare importanti benefici e dare impulso al mercato. Con l’attuale quota di mercato ZEV di appena il 2,3% (autocarri pesanti >3,5t) e il 15,6% (autobus urbani/pullman), il trasporto pesante su strada ha urgente bisogno di incentivi per accelerare il rinnovo della flotta.

 

Il punto di vista espresso in una nota da ACEA: mentre l’aumento della quota di auto a zero emissioni nelle flotte aziendali può essere facilmente ottenuto modificando i regimi fiscali a livello nazionale, il segmento dei veicoli pesanti richiede un approccio mirato e azioni non solo a livello dell’UE ma anche degli Stati membri.

 

  • Dare priorità a camion e autobus a zero emissioni per veicoli e servizi di trasporto appaltati dal settore pubblico. La direttiva sui veicoli puliti dovrebbe essere rivista e allineata agli ambiziosi obiettivi di riduzione della CO2. Una disposizione sulla “catena del valore europea” dovrebbe sottolineare l’importanza delle tecnologie a zero emissioni per rafforzare la base industriale europea e sostenere la prosperità economica in questo segmento.
  • Obbligare gli spedizionieri e gli acquirenti di servizi di trasporto ad aumentare progressivamente la quota delle loro spedizioni gestite da veicoli a emissioni zero.
  • Utilizzare i meccanismi di finanziamento dell’UE, come il Fondo per l’innovazione o il Fondo sociale per il clima, per sostenere investimenti tempestivi e duraturi nei veicoli a zero emissioni per gli operatori del trasporto commerciale su strada.
  • Implementare tariffe stradali basate sulla CO2 in tutti gli Stati membri. Garantire un’implementazione rapida e coerente della direttiva Eurovignette ed estendere le esenzioni complete dal pedaggio per i veicoli a zero emissioni fino al 2030 per migliorare la loro competitività in termini di costi.
  • Attuare un quadro coerente per la politica dei trasporti sia a livello europeo che degli Stati membri, per inviare segnali coerenti e accelerare il passaggio ai veicoli a emissioni zero.

 

La transizione del trasporto commerciale su strada  – afferma ACEA – dipende dalla capacità dell’Europa di creare business case sostenibili per gli operatori del trasporto, poiché il costo totale di proprietà (TCO) dei veicoli è il fattore più importante per questo settore.

 

Mentre i produttori di veicoli stanno consegnando veicoli a emissioni zero – conclude la nota di ACEA – la transizione richiede anche un allineamento tra le catene del valore dell’automotive, dei trasporti, della logistica e dell’energia. Le misure di carbon pricing, in particolare, svolgono un ruolo fondamentale nell’abilitare e accelerare il passaggio a zero emissioni in questo mercato B2B in cui è essenziale creare business case sostenibili per gli operatori dei trasporti. Senza la capacità di gestire ZEV in modo redditizio, la transizione mancherà di slancio guidato dal mercato e gli operatori dei trasporti saranno lenti o non investiranno in veicoli a zero emissioni.

 

 

Cupra Leon VZ e Leon VZ TCR: due auto, unico animo racing

Cupra Leon VZ e Leon VZ TCR: due auto, unico animo racing
di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)
Nonostante una sia una vettura stradale e l’altra sia un’auto da competizione, la Cupra Leon VZ e la Cupra Leon VZ TCR hanno in comune molto di più di quello che potrebbe sembrare. Del resto il modello di serie della Leon VZ, che porta su strada la sportività e il dinamismo derivanti dalla spinta dei 333 cv erogati dal motore di 2 litri che troviamo sotto il cofano, fa da base tecnica e meccanica della Leon VZ TCR progettata per dominare le corse alle quali prende parte.

La condivisione del DNA puramente racing delle due vetture di Cupra si esprime in una serie di elementi in comune, come potenza, telaio, dinamica di guida e design, che fanno della Leon VZ stradale e della Leon VZ TCR due declinazione della stessa intenzione progettuale.

Motore EA888 2.0 per entrambe
Un legame che il modello di serie e quello da competizione concretizzano condividendo lo stesso motore. Entrambe le vetture infatti montano il propulsore EA888 a benzina da 2.0 litri che eroga una potenza di 333 cv sulla vettura stradale e di 340 cv sulla TCR, un incremento ottenuto intervenendo sulla regolazione di alcuni parametri nel software della centralina del motore, che è l’unica modifica apportata al motore rispetto alla configurazione di serie.

Il punto di connessione tra la Cupra Leon VZ e la Leon VZ TCR va oltre la condivisione del motore, coinvolgendo le performance di dinamica di guida, molto simili tra le due auto, così come il design, con le caratteristiche stilistiche del modello stradale che, nei termini del possibile e dei necessari accorgimenti ai fini delle competizioni, sono ripresi in toto nella Leon VZ da corsa.

Modifiche strutturali e interni spogliati per le corse
Pur condividendo lo stesso telaio, la Cupra Leon VZ TCR è cresciuta in lunghezza e in larghezza, oltre a diventare più bassa. Notevole anche l’intervento di alleggerimento di peso, con la versione da corsa che ha visto trasformarsi nell’abitacolo dove sono stati rimossi i sedili, lasciando solo quello del pilota, che hanno lasciato posto a tutta una serie di elementi di sicurezza previsti dalle normative
della Federazione Internazionale.

La Cupra Leon VZ TCR è pronta per andare a caccia di nuovi successi nella stagione sportiva 2025, che sarà segnata anche dal debutto della vettura nell’IMSA Michelin Pilot Challenge e nel TCR China Touring Car Championship.
Foto ufficiale Cupra
 

Produttori e fornitori UE: come essere campioni mondiali di ricerca e sviluppo

“Pacchetto Automotive”: serve un'azione urgente sulla flessibilità per auto e furgoni

Sigrid de Vries, direttore generale di ACEA

Per oltre un secolo – si legge in una nota di ACEA e CLEPA – i produttori di veicoli e i fornitori automobilistici europei sono stati pionieri della tecnologia. Ma la burocrazia gravosa li sta mettendo a rischio di restare indietro rispetto ai concorrenti globali, poiché la tecnologia digitale sta diventando una parte sempre più importante dei nostri veicoli.

 

Nel workshop di dialogo strategico avuto con il Commissario europeo Henna Virkkunen, abbiamo esortato l’UE ad abbattere gli ostacoli amministrativi e a ridurre gli eccessivi requisiti di conformità per liberare il potenziale innovativo del settore automobilistico europeo.

 

“I produttori e i fornitori di veicoli europei sono potenze di R&S all’avanguardia nel loro campo. Godono – sottolineano ACEA e CLEPA – di una reputazione invidiabile in tutto il mondo per l’innovazione. Ad esempio, il nostro settore sta progredendo costantemente nello sviluppo di veicoli automatizzati. Auto che si parcheggiano da sole, camion che si guidano da soli nei piazzali merci: queste applicazioni sono già una realtà”.

 

“Abbiamo bisogno che l’UE incentivi, non ostacoli il nostro vantaggio comparativo. I veicoli automatizzati sono la prossima frontiera e un campo in cui possiamo essere leader. Ma per farlo abbiamo bisogno di condizioni che favoriscano la creazione di una solida base industriale digitale”, ha affermato Sigrid de Vries, direttore generale dell’Associazione europea dei costruttori di automobili (ACEA). “È anche sconcertante che in un momento in cui la Commissione sta avendo un dialogo strategico con l’industria per migliorare la sua competitività, stia effettivamente ritirando la proposta sui brevetti essenziali standard che sono essenziali per la competitività e la leadership automobilistica dell’UE nella guida semi-autonoma e autonoma senza alcuna consultazione o discussione preventiva con l’industria”.

 

“Gli Stati Uniti e altri stanno investendo massicciamente in tecnologie chiave come l’intelligenza artificiale, il cloud computing e sono all’avanguardia quando si tratta di mercati digitali. L’Europa deve rispondere con un approccio audace per garantire un mercato fiorente per i servizi di mobilità digitale e per garantire investimenti sufficienti affinché la prossima generazione di veicoli connessi e automatizzati venga sviluppata qui”, ha affermato Benjamin Krieger, Segretario generale di CLEPA, l’Associazione europea dei fornitori automobilistici. “L’UE deve rafforzare il suo ecosistema di semiconduttori ed elettronica automobilistica, promuovere la R&S e promuovere partnership globali e un mercato unificato per i veicoli autonomi. Per guidare la mobilità sostenibile e la digitalizzazione, un finanziamento FP10 equilibrato e un forte supporto del settore sono essenziali”.

 

 

 

10 anni di #FORUMAutoMotive: riconosciute dai fatti le nostre battaglie

1Tavolo #FORUMAutoMotive: quella barra tenuta sempre dritta
Ci siamo. Quasi. Il 17 e 18 marzo prossimi si rinnova il primo dei due appuntamenti annuali con #FORUMAutoMotive. Valore aggiunto di questa edizione è che segna il decennale dell’iniziativa, un traguardo importante quello raggiunto e che ha portato sempre ad affrontare i numerosi dibattiti guardando al pragmatismo e ai comportamenti etici. L’evento del decennale, però, non vuole essere inteso come un’autocelebrazione, bensì punta a sottolineare come #FORUMAutoMotive, in tutti questi anni, abbia rappresentato un format nuovo e soprattutto di “rottura”, cambiando il paradigma, spesso lineare e appiattito, dei dibattiti relativi a questo mondo.
 
#FORUMAutoMotive si è sempre battuto a favore di una mobilità libera, esaltando i valori del settore e la sua capacità di anticipare le tendenze. Un occhio di riguardo, inoltre, lo si è costantemente dato alla filiera, alle associazioni del settore che abbiamo sempre cercato di mantenere unite, ma anche e soprattutto alle eccellenze italiane e a chi lavora nelle fabbriche.
 
#FORUMAutoMotive non si è fermato nemmeno durante il periodo più drammatico della pandemia, organizzando diversi webinar allo scopo di tenere alta l’attenzione sul settore – incluso quello dell’autotrasporto grazie al quale sono stati assicurati tutti i rifornimenti necessari – alle prese con uno stop inaspettato. Da qui l’idea di varare il claim #grazieautomotive visto il contributo fattivo di tutto il comparto anche nella realizzazione di mascherine e respiratori.
 
Ma la nostra maggiore soddisfazione deriva dal fatto di essere stati i primi a considerare altamente rischiosa la decisione ideologica dell’UE di dar vita a un green deal penalizzante per l’industria europea. Una linea coraggiosa che, alla fine, sta prevalendo nelle discussioni generali.
 
Un ringraziamento doveroso va, quindi, a tutti coloro che hanno sostenuto il nostro progetto e continuano a farlo. E un ringraziamento speciale e personale va a Donatella Tirinnanzi, project manager di #FORUMAutoMotive, da 10 anni impegnata dietro le quinte in questa non facile, ma appassionante missione. Vi aspettiamo.
Da sinistra: Marco Catino, Responsabile ufficio stampa – Pierluigi Bonora, Promotore #FORUMAutoMotive – Luca Talotta, Social media manager – Donatella Tirinnanzi, Project manager – Graziana Lanza, Assistente all’organizzazione

Produzione automotive in Italia: dicembre nerissimo (-36,6%)

Produzione automotive in Italia: tra numeri e attesa di decisione sensate da Bruxelles

di Gianmarco Giorda, direttore generale di ANFIA

 
A dicembre l’indice della produzione automotive italiana registra una flessione a doppia cifra per il decimo mese consecutivo (-36,6%), la più pesante dell’anno appena trascorso, In peggioramento a dicembre sia l’indice della fabbricazione di autoveicoli (-43,4%) – complice il forte decremento, -64,9%, registrato, secondo i dati preliminari di ANFIA dalla produzione di autovetture, che chiude il 2024 con una variazione negativa del 42,8% rispetto al 2023, per un totale di circa 310mila unità prodotte – sia l’indice della produzione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori (-33,5%).

Il crollo dei volumi produttivi, unitamente ai cali registrati dal mercato, rende necessario intervenire quanto prima definendo un piano di politica industriale con misure concrete e mirate a supporto delle imprese, riconoscendo anche un contributo al costo dell’energia e una semplificazione sostanziale dell’accesso ai crediti per R&S.
Foto da ufficio stampa ANFIA

Intergea con Proglio: partnership societaria strategica al via

Intergea con Proglio

Proglio Spa, storico dealer automotive di riferimento nella provincia di Cuneo per i marchi Volkswagen, Skoda e Opel, ha siglato un accordo societario strategico con il Gruppo Intergea, leader nella distribuzione auto e primo in Italia per numero di auto vendute.

L’intesa prevede l’ingresso del Gruppo Intergea nel capitale della Proglio e rappresenta un importante passo avanti per il rafforzamento delle rispettive posizioni sul mercato e per l’ottimizzazione dei servizi alla mobilità.

Nata trentacinque anni fa dalla visione di Franco Proglio, azionista di riferimento, Proglio Spa è oggi una realtà dinamica e consolidata, occupa circa cento addetti e si è affermata tra i principali dealer a livello nazionale del marchio Opel, oltre essere una delle maggiori concessionarie per numero di auto vendute in provincia di Cuneo.

Questa intesa, da un lato, permetterà alla Proglio di potenziare la sua operatività nell’area dei servizi alla mobilità, beneficiando del rapporto sinergico con un partner di eccellenza; dall’altro, consentirà a Intergea di ampliare la propria presenza nel territorio cuneese.

L’accordo stipulato non comporterà modifiche agli attuali assetti organizzativi della Proglio e il suo perfezionamento è subordinato all’approvazione da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Lo Studio Antoniotti & Partners ha assistito il Gruppo Intergea nell’operazione con un team coordinato dalla dott.ssa Sabrina Filiberto. Lo Studio Barile ha assistito la famiglia Proglio nell’operazione con un team coordinato da Bruno Barile.

 

Foto da ufficio stampa Proglio

Incubo dazi Trump: l’UE scongiuri la guerra commerciale

Veicoli industriali: quadro negativo, possibili impatti sull'occupazione
di Paolo Starace, presidente di UNRAE Veicoli Industriali
 

Coerentemente con le previsioni annunciate alla fine dello scorso anno, il primo mese del 2025 conferma il trend negativo che si protrae da ormai sei mesi, con difficoltà trasversali per tutti i segmenti. Particolarmente preoccupante è il calo del 10,1% nel segmento dei mezzi pesanti sopra le 16 tonnellate, che rappresenta l’89% dei volumi complessivi, con una flessione ancor più marcata del 17,1% per i trattori stradali.


Il risultato di mercato non sorprende, riflettendo un contesto economico già complesso, ulteriormente aggravato dalla preoccupazione per le recenti dichiarazioni del nuovo presidente degli Stati Uniti. Gli USA, infatti, rappresentano uno dei principali mercati di sbocco per l’export italiano, e l’eventuale introduzione di dazi potrebbe provocare un drastico calo della produzione industriale, con impatti rilevantissimi sull’economia
nazionale e, di conseguenza, sulla domanda di trasporto.

Pertanto, è fondamentale che l’Unione Europea scongiuri il rischio di una guerra commerciale, promuovendo un dialogo costruttivo con i partner d’Oltreoceano e, al contempo, rafforzando la crescita economica degli Stati membri. Solo così potrà aumentare la propria forza negoziale a livello internazionale e ridurre la dipendenza economica. In questo senso, la direzione da seguire è quella delineata dal Report Draghi dello scorso settembre, che sottolinea l’urgenza di interventi tempestivi e di ampia portata a livello
paneuropeo.

Foto da ufficio stampa UNRAE

BMW Italia e SciAbile: da 22 anni insieme per i disabili sulle piste di Salice d’Ulzio

BMW Italia e SciAbile

Il progetto BMW SciAbile ha compiuto 22 anni e, come da tradizione, BMW Italia e la scuola di Sauze d’Oulx hanno invitato i media italiani a vivere un’esperienza sulle piste per immergersi nel progetto e vivere insieme un’esperienza unica.

All’iniziativa hanno partecipato la testimonial da sempre del progetto, Carlotta Visconti insieme al papà Davide, Emiliano Malagoli, pilota di moto e fondatore dell’associazione Diversamente Disabili, e per la prima volta, lo street artist FLYCAT. Lo chef stellato Gianfranco Pascucci e il pastry chef Fabrizio Fiorani hanno ideato un percorso sensoriale per la cena, in modo da far riflettere sul tema dell’utilizzo dei cinque sensi.

“Per noi SciAbile ha un significato particolare – ha dichiarato Massimiliano Di Silvestre, presidente e amministratore delegato di BMW Italia – perché con questo progetto ha avuto inizio il nostro programma di Corporate Citizenship SpecialMente. Noi crediamo che un’azienda moderna, di successo e che vuole essere leader abbia il dovere di restituire valore alla società e iniziative come questa rappresentano davvero un esempio concreto di cosa si possa fare per contribuire ad affrontare tematiche come quelle della disabilità in modo costruttivo”.

“Quando parliamo di SciAbile – ha concluso Di Silvestre – non possiamo non pensare al nostro brand ambassador Alex Zanardi che ci ha ispirato in tutti questi anni e che è stato uno dei promotori di SciAbile e di tante iniziative che hanno arricchito il nostro programma di Corporate Citizenship. La sua figura resta di costante ispirazione per noi tutti i giorni”.

 

Foto da archivio LULOP

Auto, pensieri e parole… scritte: UE, il “Tavolo” del fallimento

Auto, pensieri e parole… scritte: UE, il “Tavolo” del fallimento
di Mario Verna, manager automotive
Molta gente potrebbe imparare dai propri errori, se non fosse troppo impegnata a negarlo. La road map 2035, quella del “tutto elettrico” in Europa, è stato un gigantesco errore.
In buona o cattiva fede (lo dirà la storia e la magistratura), di certo un errore. Un “tavolo” non basterà senza questa ammissione.
Proverà a salvare la faccia di qualcuno e i cavoli di qualcun altro, a
dire senza ammettere, a fare senza risolvere. Serve altro.

AVL “H-Demia”: il progetto per attrarre e assumere laureati

AVL “H-Demia”

AVL Italia, azienda specializzata in soluzioni tecnologiche e sistemi powertrain per la mobilità sostenibile, fa un bilancio di H-Demia, il progetto pensato su misura per costruire un solido ponte tra il mondo accademico e il mondo del lavoro.
H-Demia è attiva dal 2020, con due sessioni ogni anno e oltre venti esperti AVL coinvolti, per un totale di 3.600 ore di formazione finora erogate (360 per ogni edizione)

In dieci edizioni, sono state formate 48 persone in totale – ragazzi e ragazze in ambito STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) – di cui circa 25 assunte stabilmente in AVL e attualmente collocate presso i clienti
dell’azienda che hanno partecipato all’iniziativa (otto in totale, tutte dei settori automotive e trasporti). H-Demia, infatti, è un percorso formativo altamente qualificante, teorico e pratico, pensato da AVL Italia per favorire e accelerare l’inserimento di giovani profili a supporto delle attività svolte presso i clienti dell’azienda, che possono, così, accogliere persone già in grado di gestire la tecnologia che AVL offre.
“Questo progetto – commenta Dino Brancale, amministratore delegato di AVL Italia – è un’iniziativa che ci rende orgogliosi. H-Demia nasce dall’idea di mettere in contatto giovani talenti con il nostro ecosistema e la nostra filiera, che si compone di clienti e partner. Siamo in prima linea nel far avvicinare le nuove generazioni all’ambito STEM che, oltre a essere affascinante, offre anche delle straordinarie possibilità di carriera. I numeri di queste prime dieci edizioni ci dicono chiaramente che questa è un’iniziativa vincente, su cui continueremo a puntare”.
È appena partita l’undicesima edizione e si contano altre otto persone in formazione che stanno completando il percorso: inizialmente si svolge un periodo in aula con alcuni esperti AVL, che condividono il loro know-how attraverso un piano formativo consolidato. Gli argomenti trattati riguardano prevalentemente i sistemi di automazione e strumentazione, l’elettrificazione, i principali tool per l’elaborazione dei dati e per le metodologie di calibrazione e molto altro.

Le attività si svolgono nel centro tecnico di AVL Italia a Cavriago (Reggio Emilia), dove studenti e trainer hanno a disposizione simulatori, strumentazioni e sale prova complete. Al termine, viene effettuato un test di verifica, per valutare il grado di apprendimento di ciascun allievo rispetto agli argomenti trattati.
Conclusi i due mesi di formazione in aula, inizia la seconda fase, più pratica e della durata di ulteriori due mesi, dove i ragazzi vengono introdotti, affiancati dai colleghi senior, su progetti operativi selezionati, con i clienti AVL Italia che partecipano all’iniziativa. Anche in questa fase sono previste delle valutazioni periodiche, per tracciare la crescita professionale delle risorse insieme al cliente, per ottenere un suo diretto riscontro.
Foto da ufficio stampa AVL