Priorità: ripristinare il Fondo automotive, per la filiera è ossigeno vitale

L'auto nel quadrimestre: solo il 12% dell'immatricolato è prodotto in Italia
di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA
 
A ottobre il mercato auto italiano si mostra nuovamente in importante ribasso (-9,1%) dopo due mesi consecutivi in calo a doppia cifra, proseguendo un trend che rischia di portare in rosso anche il consuntivo di fine anno.
La crisi della domanda in Italia e più in generale in Europa, con la conseguente contrazione dei volumi produttivi, hanno creato una situazione di gravissima difficoltà per la nostra filiera, alla quale si aggiungono costi di produzione – segnatamente dell’energia – in forte disparità rispetto al resto d’Europa ed effetti negativi sulla componentistica del rallentamento degli investimenti in nuove tecnologie della mobilità da parte delle case costruttrici. Senza dimenticare l’incertezza creata dagli obiettivi del Green Deal con le scadenze prossime.
 
Per affrontare un quadro così complesso come quello appena delineato, a nostro parere è assolutamente da ripristinare il fondo automotive pluriennale, le cui risorse sono ossigeno indispensabile per la nostra filiera. Richiediamo ulteriormente che, a partire
dal prossimo incontro del tavolo Sviluppo Automotive convocato presso il MIMIT per il 14 novembre, si metta mano all’agenda dei punti programmatici per il settore già approvati nei mesi scorsi.
Foto da ufficio stampa ANFIA

Multe e “ban” dei motori a combustione: fare retromarcia è un obbligo

Commissione UE: sull'auto la montagna ha partorito il topolino

di Isabella Tovaglieri, eurodeputata, componente della Commissione Industria del Parlamento UE

Davanti a un’adesione così ampia e trasversale, la Commissione UE dovrà ascoltare il nostro appello. Le sottoscrizioni alla mia interrogazione contro lo stop ai motori a combustione dal 2035 – che hanno raggiunto quota 54 eurodeputati di 13 Paesi, appartenenti a 5 gruppi parlamentari (PfE, ECR, PPE, ESN, NI) e 21 partiti nazionali – dimostrano chiaramente quanto siano sentite e diffuse le preoccupazioni in Europa per il futuro della nostra industria automobilistica a seguito delle folli politiche green imposte da Bruxelles.

 

La Commissione prenda atto di questo fronte pragmatico e coeso e faccia retromarcia sia sul ban motori sia sulle multe per le Case automobilistiche che non saranno in grado di ottemperare ai nuovi limiti di emissioni introdotti dal 2025 con il Regolamento 2019/631. Limiti che quasi nessuno, a cominciare da Stellantis, è in grado di rispettare, se non riducendo ulteriormente la produzione di auto tradizionali a vantaggio di quelle elettriche, che però restano invendute dopo che l’illusione dell’elettrico è andata in frantumi, bocciata senza appello dal mercato.

 

Un cortocircuito assurdo che impone una retromarcia immediata, come chiedo nell’interrogazione, per salvare gli stabilimenti che non hanno ancora chiuso, decine di migliaia di posti di lavoro, la stabilità sociale e l’autonomia strategica dell’Ue.

 

Foto ufficio stampa On Tovaglieri

Appello al Governo: finanziare l’Ecobonus e revocare il taglio del Fondo automotive

Transizione energetica: accelerare con misure concrete
di Michele Crisci, presidente di UNRAE
 
I risultati delle immatricolazioni a ottobre sono una chiara conferma della necessità di attenzione al percorso di transizione nel nostro Paese verso la sostenibilità. Emerge con chiarezza l’urgenza di rifinanziare l’Ecobonus per i prossimi anni. Risulta prioritario revocare la decisione di tagliare il Fondo automotive, ma anche individuare nuove misure che consentano di raggiungere gli sfidanti obiettivi fissati dall’UE per il settore.
 
UNRAE ribadisce, inoltre, con forza l’importanza strategica di una revisione della fiscalità delle auto aziendali per accelerare la diffusione dei veicoli a zero emissioni. È necessario modulare la detraibilità IVA e la deducibilità dei costi in funzione delle emissioni di CO2, e ridurre il periodo di ammortamento a tre anni. Il più veloce ricambio delle flotte garantirebbe un’offerta più ampia di veicoli ecologici a prezzi inferiori, favorendo il rinnovo del parco circolante con mezzi più virtuosi in termini ambientali e anche di sicurezza stradale.
 
In merito alla modifica della tassazione dei fringe benefits prevista nel Disegno di Legge di Bilancio, la riduzione delle aliquote al 10 e 20% per i veicoli BEV e PHEV rappresenta certamente un passo avanti da leggere in modo positivo. Tuttavia, in ossequio al principio di neutralità tecnologica al quale è già ispirata la normativa vigente, sarebbe necessario applicare queste aliquote rispettivamente alle vetture con emissioni di CO2 pari a 0 e 1-60 g/km, anziché fare riferimento alle alimentazioni.
 
Riteniamo inoltre che l’aumento dell’aliquota al 50% per le vetture con emissioni tra 61 e 160 g/km sia eccessivamente penalizzante: la nostra proposta al Governo è quella di mantenere l’attuale aliquota del 30% almeno per il triennio 2025-2027.
Foto da ufficio stampa UNRAE

TikTok: ecco il nuovo showroom dell’auto

TikTok: ecco il nuovo showroom dell'auto
TikTok si sta affermando come il principale showroom per il settore automobilistico, dando vita a una vivace community di appassionati di auto che si connettono, apprendono e interagiscono con i brand automobilistici in modi innovativi e senza precedenti. È significativo notare che l’89% degli utenti di TikTok in Italia manifesta un interesse per le automobili, e il 61% prevede di acquistare un’auto nei prossimi due anni. In questo contesto, TikTok sta rivoluzionando il modo di comunicare nel settore automobilistico, plasmando il futuro dell’interazione tra utenti e marchi.
 
Il percorso di acquisto di un’automobile che muta pelle
Che siano stati spinti all’acquisto da cambiamenti nello stile di vita, dal desiderio di un’auto in grado di far fronte al futuro o dalla ricerca di una soluzione più premium, TikTok svolge un ruolo cruciale nel percorso decisionale degli utenti, accendendo l’ispirazione, incoraggiando la ricerca e, infine, guidandoli all’azione. Il 45% degli utenti di TikTok è disposto a provare un nuovo marchio mai posseduto in precedenza.
 
L’dentikit degli utenti della community auto
TikTok sta dando vita a una community vibrante di appassionati d'auto, dai cultori di lunga data a chi si avvicina per la prima volta al mondo della guida. Questo gruppo sta instaurando nuove connessioni, acquisendo conoscenze e interagendo con i marchi automobilistici in modalità mai viste prima. E il cambiamento sta avvenendo a ritmo consistente: la community automobilistica su TikTok sta infatti crescendo rapidamente sulla piattaforma.
 
L’hashtag #Car ha registrato un aumento del 25% in un anno (aprile 2023 vs. aprile 2024), segnalando l’interesse crescente di una community diversificata di appassionati di auto, un’opportunità che i brand possono cogliere puntando su contenuti esperienziali, innovazione tecnologica e sostenibilità per coinvolgere e fidelizzare nuovi clienti. Ma chi sono questi utenti e potenziali clienti e quali i consigli specifici per i brand? Scopriamolo insieme.
Upgraders: rappresentano una vasta gamma della community auto su TikTok in Italia (il 36%) e sono coloro che stanno valutando l’acquisto di una nuova auto nei
prossimi anni a causa di un cambiamento di vita, come avere un/a figlio/a, trasferirsi o ottenere un nuovo lavoro. È interessante notare che questi utenti sono molto più propensi a essere millennials e amano consumare contenuti di brand in grado di semplificare il proprio modello di vita, che si rendono riconoscibili e che offrono consigli pratici e quotidiani ai loro stili di vita mutevoli.
 
NewAgeMotorists: circa il 30% degli utenti TikTok della community auto è costituito da nuovi automobilisti, molto più inclini a interessarsi a fattori ambientali. Inoltre, tendono ad appartenere a una fascia di utenti più benestanti. Questa nuova sottocommunity ha un forte interesse per le auto elettriche ed è ben propensa a consumare contenuti di brand che sfatano eventuali miti in questo ambito.
 
PremiumPurchasers: sono gli acquirenti di fascia alta che rappresentano il 12% della community auto in cerca di un’auto e disposti a spendere almeno 50.000 euro. Sono interessati a hashtag come #luxurycars e hanno una forte passione per i brand auto di alta gamma di cui apprezzano contenuti esclusivi o #DietroLeQuinte.
 
NeedForSpeed: sono coloro che hanno una grande passione per le auto e per lo sport legato a esse. Quasi un quarto degli amanti delle auto su TikTok sono appassionati di velocità; quindi, adorano restare aggiornati sui più recenti sport motoristici, come la F1. I contenuti di motorsport, come video dietro le quinte dei piloti, clip delle gare e la storia delle auto, riscuotono grande successo con questo pubblico.

Incentivi auto: capitolo chiuso

Sbloccato il DPCM automotive: sostegno per investimenti, a luglio nuove risorse

di Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy

 

È finito il tempo dei bonus. Gli incentivi destinati all’acquisto non hanno avuto effetti positivi sulla produzione. Dobbiamo prenderne atto e concentrare le risorse sugli investimenti.

Ho firmato un provvedimento che prevede l’apertura del nuovo sportello dei contratti di sviluppo, finanziato con risorse del Pnrr, dedicato alle filiere strategiche nazionali, includendo il settore auto. La dotazione finanziaria da 500 milioni potrà essere integrata per far fronte alle esigenze del settore nel prossimo biennio 2025-2027.

La crisi del settore non riguarda solo l’Italia e Stellantis, ma l’intera industria europea, come dimostrano i drammatici annunci di chiusura degli stabilimenti produttivi e di licenziamenti in massa.

È urgente un intervento dell’Europa, che riveda le regole del Green Deal. Abbiamo quindi concordato con la Repubblica Ceca un non paper per anticipare a inizio 2025 la clausola di revisione del regolamento sulle emissioni di CO2 per i veicoli leggeri, che ho personalmente illustrato agli altri colleghi europei. Il documento non mette in discussione l’obiettivo di decarbonizzazione al 2035, ma chiede che si raggiunga con un approccio di neutralità tecnologica.

 

Foto da ufficio stampa Min. Urso

 

“Pensieri e parole… scritte”: la rassegna stampa di Mario Verna

"Pensieri e parole... scritte": la rassegna stampa di Mario Verna

Libertà!!! Tanto Stato quanto è necessario, perché l’invadenza di norme, balzelli, regolamenti, leggi e indicazioni fa male. Lo ha dimostrato il Novecento. In America stra-vince Trump e… Tesla, ha vinto la neutralità tecnologica. La libertà insomma, di proporre al mercato prodotti e servizi, di accettarne il responso, di essere insomma attori del cambiamento e non marionette.

 

Quella di Tesla è una storia americana, nel vero senso della parola, della libertà di innovare, di conquistare mercati con le regole del mercato. Ah, vero, Tesla produce auto elettriche.

Già, non ha avuto bisogno di leggi liberticide per esserci e diventare leader.

Giù il mercato italiano (ed europeo) in numeri e percentuali, giù l’elettrico, giù i conti economici dei costruttori, giù l’occupazione, giù le quotazioni di Borsa, giù … Mentre tra meeting e vernissage, lassù in Europa c’è ancora chi pensa che “avanti!!! Senza se e senza ma”. Bisognerebbe chiedere i danni. La Cina chiama il WTO per reclamare giustizia per i dazi e contrattacca.

 

Intanto, i clienti stanno a guardare e passano oltre.

Trump, Musk e transizione ecologica: quali scenari?

Trump, Musk e transizione ecologica: quali scenari?

di Francesco Naso, segretario generale di Motus-E
(dall’intervista a “Eurofocus”)

A prescindere dall’elezione di Donald Trump, gli Stati Uniti comprendono in modo piuttosto trasversale la portata della transizione ecologica. Tant’è che circa il 70% delle risorse dell‘Inflation Reduction Act, varato da Joe Biden per fare degli Usa una superpotenza dell’auto elettrica, sono stati spesi in Stati a guida repubblicana.
E’ difficile capire a caldo i riflessi delle elezioni Usa sull’industria della mobilità elettrica. Nonostante le preferenze di Trump per i settori ad alta intensità carbonica , non si può certo ignorare il ruolo che sembra profilarsi per Elon Musk, patron di Tesla, nella squadra di governo.

Industria dell’auto: scenario altamento sfidante

Pirelli e la Cina
di Marco Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivo di Pirelli
Lo scenario che si sta delineando per il settore è altamente sfidante. Le tensioni commerciali tra Nord America, Cina ed Europa rischiano di impattare sulla crescita economica e, più in particolare, sull’industria dell’auto.
I principali produttori di auto europei e americani stanno affrontando una fase di ristrutturazione e una revisione dei piani di sviluppo dell’elettrico e dell’ibrido, mentre aumenta la competizione da parte dei nuovi player cinesi.

Sulle strade: in Italia solo un’auto su 4 ha meno di 5 anni

Sulle strade: in Italia solo un’auto su 4 ha meno di 5 anni
In Italia solo il 24,8% delle auto in circolazione è stato immatricolato da meno di cinque anni; di conseguenza, il restante 75,2% rappresenta vetture che sono in strada da prima del 2018. I dati citati emergono da un’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec su informazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

In Germania la quota è del 32,2%, nei Paesi Bassi del 29,2% e in Francia del 25%, a un livello di poco superiore a quello italiano, dove le auto immatricolate da meno di cinque anni sono circa una su quattro. Nonostante la quota di auto di recente immatricolazione sia in Italia superiore a quella rilevata in altri importanti mercati auto, come quello del Regno Unito (19,5%), quello ceco (19%) e quello spagnolo (17,7%), l’arretratezza del parco circolante italiano è oggettiva: l’età media delle autovetture in Italia è di 12,5 anni, tra le più alte in Europa e ben superiore a quelle di Francia (11 anni), Germania (10,1) e Regno Unito (8,6).
L’arretratezza del parco circolante porta a conseguenze negative sull’impatto ambientale e sulla sicurezza della mobilità. In Italia c’è quindi la necessità, ancor più che in altri Paesi, di una manutenzione puntuale ed efficiente dei veicoli in circolazione.  Di questi temi, ma non solo, si parlerà ad Autopromotec, la più specializzata rassegna internazionale dedicata all’aftermarket automobilistico, in programma a Bologna dal 21 al 24 maggio 2025.

 

Foto di Edwin Petrus su Unsplash

Incidenti stradali: campagne di prevenzione per una guida sempre più responsabile

Sicurezza stradale: una strategia integrata per ridurre l'incidentalità
di Toni Purcaro, Executive Vice President DEKRA Group e Presidente DEKRA Italia
Il report realizzato da ACI-ISTAT scatta una fotografia poco confortante sugli incidenti stradali nel 2023. Sono 485 i pedoni deceduti (stesso numero dell’anno precedente) 212 ciclisti (+3,4%), di cui 12 su bici elettrica (-40%), e 21 conducenti di monopattino (+31,3%). Nella provincia di Roma è stato rilevato il più alto numero di pedoni deceduti (71), mentre nella provincia di Milano quello di ciclisti (11).
Ogni giorno contiamo 456 incidenti e una media di 8,3 morti, a causa di incidenti stradali, nella maggior parte dei casi evitabili. Una guida responsabile è un dovere del singolo ma anche una responsabilità collettiva. Ogni guidatore deve essere consapevole delle proprie azioni e del loro impatto. Riteniamo di fondamentale importanza incentivare al rispetto delle norme del Codice della strada, rimanendo concentrati alla guida e adottando comportamenti virtuosi.
È necessario che cittadini e Istituzioni collaborino per sviluppare strategie efficaci a partire dalla campagna di sensibilizzazione sui comportamenti di guida responsabili. La riforma del Codice della strada rappresenta certamente un perno fondamentale per andare nella giusta direzione. È prioritario al contempo, favorire l’ammodernamento del parco circolante e investire sulla formazione per invertire questo trend drammatico, contribuendo, così, a salvare delle vite umane come previsto dalla “Vision Zero”, che punta a ridurre a zero le vittime e gli incidenti stradali entro il 2050.
Foto da Ufficio stampa DEKRA