Dibattito il 28 novembre: proposta di Italia e Repubblica Ceca da condividere per salvare l’automotive in Europa

Sbloccato il DPCM automotive: sostegno per investimenti, a luglio nuove risorse
di Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy
 
Per il settore automotive il problema sta in Europa e nelle folli regole che ha imposto alle proprie imprese e al proprio lavoro. Ford ha intenzione di tagliare 4mila lavoratori in Europa, 3mila soltanto in Germania, mentre Volkswagen ha già annunciato che chiuderà 3 dei 10 stabilimenti in Germania.
 
Decine di migliaia di operai dipendenti, ingegneri, sono stati licenziati o saranno in procinto di essere licenziati nelle fabbriche europee. Proprio per questo abbiamodefinito con il Governo ceco un position paper che modifica la traiettoria confermando gli obiettivi sempre più difficili, ambiziosi e sfidanti del 2035.
 
Il paper sarà presentato il 28 novembre e ci auguriamo che sia condiviso. Altrimenti, le aziende del settore auto potrebbero incorrere in multe fino a 15 miliardi di euro, un macigno che schianterebbe il settore dell’auto europea.
Foto da ufficio stampa Min. Urso

Nuovo Codice della strada: patente sospesa e anche l’arresto per chi abbandona gli animali

Nuovo Codice della strada

La riforma del Codice della Strada introduce una serie di misure. Tra le novità più significative, spicca l’introduzione di pene severe per chi abbandona animali sulla carreggiata, con l’inasprimento delle sanzioni che mirano a prevenire incidenti e a proteggere gli esseri più vulnerabili.

 

Sospensione della patente

Una delle principali novità della riforma riguarda l’introduzione della sospensione della patente per chi abbandona animali sulla strada. Chiunque commetta questo gesto rischia una sospensione della patente da sei mesi a un anno. Una misura che, se approvata, avrà un impatto significativo nel disincentivare tali comportamenti pericolosi, che non solo mettono a rischio la vita degli animali, ma anche quella degli utenti della strada.

Il Codice della strada attualmente in vigore non prevede fattispecie che riguardano gli animali. Le norme che puniscono l’abbandono di cani e gatti sono contenute nell’articolo 727 del Codice Penale, l’abbandono è infatti un reato e non un semplice illecito amministrativo.

 

L’articolo nella nuova formulazione

Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze.

Inoltre, se l’abbandono di un animale causa un incidente mortale, il nuovo Codice prevede una pena detentiva che può arrivare fino a sette anni di reclusione. Questa pena si applica anche se l’incidente è causato da un animale abbandonato su strada o nelle relative pertinenze. Le stesse pene vengono estese anche in caso di incidenti che causano feriti gravi, con una reclusione da tre mesi a un anno.

La riforma del Codice della strada si inserisce in un quadro normativo che già prevede pene severe per l’abbandono di animali, ma ora aggiunge una dimensione importante: l’introduzione di sanzioni accessorie per chi compie questi atti su strada, integrando l’articolo 727 del Codice Penale. La legge in vigore punisce già l’abbandono con arresto fino a un anno o con multe fino a 10.000 euro, ma la riforma prevede anche che il reato commesso tramite veicolo comporti la sospensione della patente.

Foto di Chewy su Unsplash

L’auto arranca: non più rinviabile la revisione del Green Deal sul settore

Ora Elkann e De Meo criticano l'UE: il re è nudo

di Massimo Artusi, presidente di Federauto

L’industria europea automotive e le reti distributive sono in grave difficoltà per il mancato decollo delle vendite di auto elettriche e per le conseguenti pesanti multe per i mancati obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 dal terminale di scarico. Cresce – e non solo nel nostro Paese – il coro di quanti ritengono non più rinviabile una sostanziale correzione di rotta, nel segno del pragmatismo, dei regolamenti UE per la transizione verso la decarbonizzazione dei trasporti.

Di fronte alla crescente drammatica crisi del comparto Automotive innescata dalle imposizioni irrealistiche della normativa UE in materia di transizione tecnologica, i massimi stakeholder industriali e associativi hanno chiesto, all’unisono e dati alla mano, di dare concretezza a un processo di profonda revisione dell’intero pacchetto Fit-for-55, partendo dall’applicazione dell’art. 18.b del Regolamento 1610/2024 che impone alla Commissione di elaborare entro il 2025 una relazione per la promozione di biometano, e biocarburanti (creati da “economia circolare” e già ampiamente disponibili), le cui produzione e consumo sono carbon neutral, mentre l’energia elettrica, che – su scala UE – è notoriamente ottenuta da fonti fossili per una quota intorno al 55-60%, non lo è!

Le numerose voci che si sono pronunciate, con estrema chiarezza e concretezza si sono concentrate sulla necessità di anticipare al prossimo anno la revisione prevista dagli stessi regolamenti sui target CO2 e di rimuovere le euromulte dal 2025, confermando, la richiesta strategica per un impegno basato su tre pilastri: la neutralità tecnologica nei processi di decarbonizzazione, definendo l’obiettivo, ma lasciando i singoli paesi la scelta della tecnologia per raggiungerli; la coerenza normativa nella decarbonizzazione rispetto ai parametri definiti dalla Direttiva RED III; una diversificazione dei vettori energetici che consenta, accanto all’elettrico, l’uso dei biocarburanti carbon neutral e dei “low carbon fuels”.

Auspichiamo che il confronto in corso a Bruxellessfoci al più presto in un accordo che dia piena esecutività all’organo di governo dell’Unione e porti alla scelta di un indirizzo meno ideologico e più pragmatico verso i complessi target di decarbonizzazione dei trasporti, come chiedono non solo tutti gli stakeholder del comparto Automotive, ma soprattutto i cittadini.

BMW Italia e Insuperabili: quando lo sport diventa sinonimo di inclusione e solidarietà

BMW Italia e Insuperabili: quando lo sport diventa sinonimo di inclusione e solidarietà
Dopo il successo dello scorso anno, torna “BMW in Tour”, l’iniziativa promossa da ACIB (Associazione Concessionari Italiani BMW) in collaborazione con la Fondazione Insuperabili, **BMW Italia** e AC Milan. L’obiettivo del progetto è chiaro: unire sport e solidarietà per abbattere le barriere e promuovere un messaggio di inclusione.

Presentato durante una conferenza stampa presso Casa Milan a Milano, l’evento ha visto la partecipazione di figure di spicco come Massimiliano Di Silvestre, presidente e amministratore delegato di BMW Italia; Enzo Zarattini, presidente di ACIB; Davide Leonardi, presidente della Fondazione Insuperabili; Daniele Massaro, Brand Ambassador di AC Milan.

Con un format ampliato, l’edizione 2024-2025 coinvolgerà 25 concessionarie BMW e farà tappa in 13 città italiane tra gennaio e giugno 2025, concludendosi con una finalissima in un centro sportivo di AC Milan.

“BMW in Tour – ha dichiarato Massimiliano Di Silvestre – rappresenta l’essenza del nostro impegno sociale attraverso il programma SpecialMente. Questo progetto non solo riflette i nostri valori, ma rafforza il nostro legame con la comunità e con partner prestigiosi come AC Milan”.

Ecco il calendario degli eventi: 22 gennaio 2025 Parabita (Emmeauto),  23 gennaio 2025 Roma (BMW Roma); 19 febbraio 2025 Caserta (M Car); 20 febbraio 2025 Firenze (Brandini);  13 marzo 2025 Chioggia (Ceccato Motors); 14 marzo 2025 Brescia (Bonera); 15 marzo 2025 Verona; (Fimauto); 5 aprile 2025 Cuneo (Gino Spa); 6 aprile 2025 Milano(Autovanti); 17 aprile 2025 Rovetta (Lario Bergauto); 6 maggio 2025 Torino (BiAuto); 9 maggio 2025 Milano (ByMyCar); 5-6 giugno 2025 Siracusa (AD Pugliese). La finalissima, prevista per giugno 2025, si terrà presso un centro sportivo di AC Milan, simbolo dell’impegno dello sport nella promozione dell’inclusione.

“Il coinvolgimento di AC Milan nel progetto sottolinea l’importanza dello sport come strumento di inclusione. Siamo orgogliosi di sostenere BMW in Tour per il secondo anno consecutivo – ha affermato Daniele Massaro -. Questo progetto dimostra come lo sport abbia il potere di abbattere barriere e unire le persone”.

Transizione “green”: ora la Commissione UE sposi la neutralità tecnologica

L'auto nel quadrimestre: solo il 12% dell'immatricolato è prodotto in Italia
di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA
 
Calma piatta ad ottobre 2024 per il mercato europeo dell’auto, che, dopo le flessioni di agosto (-16,5%) e settembre (-4,2%), risulta pressoché allineato ai livelli di un anno fa (+0,1%) . Nel mese, tre major market su cinque (incluso UK) registrano una performance negativa: –11,1% la Francia, -9,1% l’Italia e -6% il Regno Unito. Positivi, invece, i mercati di Spagna (+7,2%) e Germania, in recupero (+6%).
 
Dopo le poco edificanti trattative per comporre la Commissione europea, chiediamo fortemente che nei primi 100 giorni di lavoro della stessa venga approvato – mantenendo inalterati scadenza e obiettivi del 2035 – un piano di neutralità tecnologica riguardo ai vettori energetici. Solo la vera neutralità tecnologica, infatti, potrà ridare certezza e serenità ad un mercato pesantemente contrastato.
 
ANFIA, insieme alle altre Associazioni europee del settore, sollecita con fermezza l’implementazione di un piano di sostegno alla filiera automotive che possa aiutarla concretamente a superare questo momento critico sia per i Costruttori che per i componentisti.
Foto da ufficio stampa ANFIA