Bonarelli (PR Dongfeng Italia) a #FORUMAutoMotive: “Già 45 concessionari e post vendita di primo livello”

Bonarelli (PR Dongfeng Italia) a #FORUMAutoMotive: "Già 45 concessionari e post vendita di primo livello"

Green Deal atto secondo: dal “tutto elettrico” alla neutralità tecnologica. Sarà proprio così? Se ne è discusso a #FORUMAutoMotive, durante il secondo talk.

Parola a Guido Bonarelli, direttore comunicazione e marketing di Dongfeng Italia: “A dicembre contiamo di arrivare a una rete di 45 concessionari, anche grazie a partnership con primari dealer sul territorio nazionale. Il post vendita ha un ruolo essenziale per una maggiore diffusione di questi veicoli. I marchi cinesi hanno appreso molto bene come si fanno le auto e oggi presentano un prodotto di elevata qualità con un’ottima tecnologia”.

Al dibattito pubblico è interventito Bruno Mafrici, amministratore delegato di Dongfeng Italia. Nel video potete ascoltare l’intervista integrale

Ma quale sfida della transizione: la madre del disastro è proprio questa transizione ecologica imposta dall’UE

Incentivi esauriti: per l'auto elettrica brusca frenata
di Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia
 
Ha fatto scalpore la notizia del taglio dei Fondi all’automotive, con tutti i principali attori della filiera stupiti per la, cito testualmente la voce dei sindacati metalmeccanici, Fim, Fiom e Uilm, “…fin qui ottima collaborazione tra la filiera e il governo”. Stiamo parlando dell’80% in meno, da 4,55 a 1,2 miliardi, ricollocando risorse soprattutto nell’area della difesa. È vero che l’automotive ha un disperato bisogno di aiuto, quello che non condivido è che l’aiuto viene chiesto sotto forma di sussidi per “affrontare la sfida della transizione” (cit. Ministro Adolfo Urso), senza mai mettere in discussione la madre del disastro che stiamo affrontando: la stessa transizione ecologica così come impostata dalle regole UE.
 
Sono quindi contento di questo segnale forte, bene ha fatto il Governo a spostare risorse dove c’è mercato (chiediamoci perché oggi è la difesa), togliendole dove il mercato non risponde (facciamoci la stessa domanda sul bisogno assoluto dell’auto elettrica), dopo aver buttato altre centinaia di milioni di euro in incentivi senza realizzare alcuna crescita, anzi, col rischio di chiudere l’anno con un segno meno. Sono l’impianto normativo e le relative multe a dover essere cancellati, al più presto.
 
Non mi spiego come mai, ancora, persone di livello, esperienza e competenze si comportino come mendicanti alla corte dei miracoli. Sono scossoni come questo utili a dare una svegliata a tutti quanti, in modo che si capisca che il mondo non sta andando nella direzione dei virtuosismi ecologici europei, ma in quello di guerre economiche e territoriali che rischiano di distruggere i valori che ci hanno portato a creare un benessere invidiato dal resto del mondo.

L’UE riveda i piani sull’auto: la catastrofe è dietro l’angolo

L'auto in Europa: aprile con una forte "scossa"
di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor
 
Nuova caduta del mercato italiano dell’auto. In ottobre sono state immatricolate 126.488 autovetture con un calo del 9,05% sullo stesso mese del 2023. Grazie alla modesta crescita accumulata nella prima parte dell’anno, il 2024 dovrebbe chiudere con un livello di immatricolazioni dell’ordine di 1.600.000 unità. Un livello che è comunque infimo se si considera che all’inizio del secolo e per l’esattezza nel 2001 in Italia vennero immatricolate 2.418.226 e su questo livello il mercato si mantenne poi fino al 2007 quando le immatricolazioni furono 2.494.115.
 
Con il fallimento di Lehman Brothers e la crisi economica globale che ne seguì le immatricolazioni in Italia arrivarono a toccare un minimo di 1.304.842 nel 2013 per tornare a sfiorare i 2.000.000 nel 2016 e attestarsi a 1.917.106 nel 2019, cioè nell’anno che ha preceduto la pandemia. Il volume di immatricolazioni del 2024 si collocherà poi al di sotto del livello ante-crisi del -16,5%. E non conforta certo il fatto che la situazione non è molto diversa da quella degli altri paesi dell’Unione Europea da cui arrivano notizie da bollettino di guerra.

In questo quadro non stupisce che dall’inchiesta congiunturale mensile condotta dal Centro Studi Promotor a fine ottobre emergano valutazioni estremamente preoccupate dei concessionari per il futuro prossimo e meno prossimo. Secondo l’inchiesta, il 69% dei concessionari lamenta in ottobre una insoddisfacente raccolta di ordini, il 48% segnala un alto livello di giacenze di auto nuove invendute e questo dopo che le scorte di invenduto erano state estremamente basse negli anni precedenti il 2024 per effetto delle difficoltà di produzione legate alle carenze di importanti componenti. E ancora, il 65% di concessionari segnala un basso livello di visitatori nelle show room, mentre il 61% si attende vendite in calo nei prossimi tre mesi.

Naturalmente a questi dati si accompagna una situazione di forte preoccupazione per i concessionari in cui si inserisce con effetto dirompente la recente decisione del Governo italiano di cancellare quanto rimaneva (4,6 miliardi) del fondo istituito nel 2022 dal Governo Draghi per sostenere il settore dell’auto. D’altra parte, va anche segnalato che diventa sempre più critico l’atteggiamento dei concessionari nei confronti dell’auto elettrica. Sempre dalla rilevazione del CSP emerge che tra le soluzioni ecologiche nel 2020 i concessionari ponevano al primo posto l’auto elettrica. Oggi l’auto elettrica è scivolata al 7% delle indicazioni contro il 45% delle ibride (HEV), il 29% delle ibride plug-in (PHEV) e il 19% dell’idrogeno.

In questa situazione appare sempre più urgente che l’Unione Europea rompa gli indugi nel rivedere le sue posizioni sulla transizione energetica dell’auto. Essere prima della classe nel mondo su questo terreno sta già generando forti perdite al settore europeo dell’auto e all’economia dell’Unione. Proseguendo su questa strada la catastrofe è dietro l’angolo e le notizie da bollettino di guerra che giungono dall’Unione lo dimostrano.

Museo Nicolis di Verona: “Premio Eccellenza 2024” per la promozione del motorismo storico

Museo Nicolis di Verona

Il Museo Nicolis di Villafranca di Verona ha ricevuto il prestigioso Premio Eccellenza 2024 da ACI Storico, un’onorificenza che riconosce l’impegno straordinario nella promozione del motorismo storico in Italia e all’estero. La cerimonia si è svolta a Bologna, nell’ambito della fiera Auto e Moto d’Epoca, uno dei più importanti eventi del settore in Europa. Alla premiazione, il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, ha consegnato il premio alla Presidente del Museo, Silvia Nicolis, confermando l’importanza del lavoro svolto dal museo per preservare e raccontare la storia dell’automobilismo.

Un premio per la valorizzazione della cultura automobilistica

Il riconoscimento conferito al Museo Nicolis è frutto di un progetto culturale ampio, che punta a preservare e promuovere il patrimonio automobilistico italiano, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva nel mondo dei motori. Il Museo, fondato nel 2000 da Luciano Nicolis, rappresenta oggi uno dei punti di riferimento per gli appassionati di auto d’epoca e di tecnologia del XX secolo. Silvia Nicolis, figlia del fondatore e attuale presidente, ha affermato: “È un orgoglio immenso vedere riconosciuto a livello nazionale il nostro lavoro di valorizzazione culturale e promozione del territorio. Questo premio è il risultato di alleanze strategiche con altre istituzioni, in un’ottica di bene comune e di relazioni virtuose”.

La presenza del Museo Nicolis ad “Auto e Moto d’Epoca”

Durante l’evento di Bologna, il Museo Nicolis ha esposto quattro iconiche Maserati per celebrare i “110 anni di Maserati” in collaborazione con ACI Storico.L’esposizione, che ha attirato appassionati e curiosi, è stata solo uno dei numerosi eventi attraverso cui il Museo si è impegnato a condividere la storia dell’automobilismo. Quest’anno, insieme al Museo Nicolis, sono stati premiati altri quattro istituti di rilevanza nazionale nel settore: il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, il Museo Mille Miglia, il Museo Fratelli Cozzi e la Fondazione Gino Macaluso.

Il valore di una rete culturale per il motorismo storico

Questi cinque musei, tutti parte della rete di ACI Storico, sono stati celebrati per il loro impegno comune nella promozione della cultura del motorismo. La giuria del premio ha dichiarato che le rappresentanti delle istituzioni premiate sono “figure sensibili, colte e appassionate, che hanno messo a fattor comune le competenze e le eccellenze individuali in un’alleanza di grande valore sociale e culturale”. Una collaborazione che ha permesso di dare vita alla mostra 1000 Miglia by Mailander, un’esposizione diffusa nel nord Italia dedicata agli scatti storici di Rodolfo Mailander, fotografo ufficiale della Mille Miglia tra il 1951 e il 1954.

Il Museo Nicolis: una realtà internazionale del motorismo

Il Museo Nicolis è molto più di una collezione di automobili d’epoca. Situato in uno spazio espositivo di 6.000 mq, il museo ospita dieci collezioni tematiche che raccontano la storia dell’innovazione e del design del Novecento attraverso automobili, motociclette, biciclette, strumenti musicali, macchine da scrivere e molto altro. La struttura è diventata un punto di riferimento per appassionati e studiosi da tutto il mondo, che trovano qui un patrimonio storico di inestimabile valore.

Il Museo è stato insignito nel 2021 del prestigioso titolo di Museum of the Year agli Historic Motoring Awards di Londra e del Best in Classic di Ruoteclassiche. Villafranca di Verona, sede del museo, è inoltre parte del circuito Città dei Motori, una rete di comuni italiani legati alla tradizione motoristica e che include eccellenze internazionali come Ferrari, Lamborghini e Pagani.

La missione culturale di Silvia Nicolis

La guida del Museo è affidata a Silvia Nicolis, una figura di rilievo nel panorama culturale e imprenditoriale italiano. Impegnata nella valorizzazione del patrimonio industriale e culturale del nostro Paese, Silvia ricopre diversi ruoli istituzionali: è vicepresidente di Museimpresa, associazione che promuove i musei d’impresa in Italia, e membro di Confindustria, oltre che Commissario della Commissione Nazionale Storia e Musei ASI (Automotoclub Storico Italiano).

Silvia Nicolis ha portato il museo a raggiungere un’elevata visibilità internazionale, collaborando con istituzioni e promuovendo eventi culturali di ampio respiro. Il suo lavoro ha contribuito a consolidare il ruolo del Museo Nicolis come un’eccellenza del “Made in Italy” nel settore culturale e motoristico, un vero simbolo della passione italiana per la meccanica e la tecnologia.

Un simbolo della cultura d’impresa italiana

Il Museo Nicolis rappresenta un esempio di come la cultura d’impresa possa essere espressione di valori come la sostenibilità e la memoria storica. Luciano Nicolis, fondatore del museo, ha basato la sua vita e la sua attività imprenditoriale su concetti come “raccolta e riutilizzo”, valori che hanno guidato la crescita del Gruppo Lamacart e hanno permesso di costruire una collezione unica di veicoli e manufatti storici.

Conclusione

La recente assegnazione del Premio Eccellenza 2024 è solo l’ultimo riconoscimento di un percorso straordinario per il Museo Nicolis, che rimane una meta imprescindibile per chiunque desideri scoprire la storia dell’automobilismo e della meccanica italiana. L’impegno di Silvia Nicolis e del suo team continua a dare lustro al patrimonio motoristico del nostro Paese, rendendo il Museo Nicolis un simbolo di passione, innovazione e cultura d’impresa.

 

Foto ufficio stampa Museo Nicolis

Buongiardino (Federmotorizzazione) a #FORUMAutoMotive: “Purtroppo l’UE i danni li ha già fatti”

Buongiardino (Federmotorizzazione) a #FORUMAutoMotive

A #FORUMAutoMotive si è discusso del futuro dell’auto elettrica, tra imposizioni e speranze di cambiamento.

Simonpaolo Buongiardino, presidente di Federmotorizzazione: “Oggi siamo entrati in una diversa consapevolezza, i danni però purtroppo sono stati fatti. L’Europa non ha scelto per la decarbonizzazione, ma che tutto debba passare attraverso una modalità elettrica; e questo è l’errore di fondo. Ciò che si deve invece valutare è la neutralità tecnologica”. Nel video potete ascoltare l’intervista integrale

Fondo automotive: con il taglio è a rischio il rinnovo del parco circolante

Ora Elkann e De Meo criticano l'UE: il re è nudo
di Massimo Artusi, presidente di Federauto
 
Il nuovo calo delle immatricolazioni ad ottobre (-9,1%) desta forte preoccupazione e mostra le avvisaglie di una tendenza negativa che probabilmente coinvolgerà anche il canale dei privati, dopo i chiari segni di rallentamento degli altri canali di vendita, in particolare del noleggio, che ha espresso una marcata flessione. Senza le auto immatricolazioni da parte dei dealer è difficile che il mercato possa restare a galla e questo lascia presagire una chiusura a dicembre complicata, in cui saranno forti le pressioni delle Case anche a causa dello stallo mostrato dai dati sulle BEV.
Il tono di preoccupazione per il futuro non cambia in funzione della percezione negativa da parte del mercato del taglio previsto sul Fondo Automotive dalla manovra finanziaria per il 2025, in assenza di indicazioni da parte del Governo su come possa essere affrontata la sfida della Transizione Automotive: è di tutta evidenza che il mercato non ha le forze necessarie a generare un input di rinnovo del parco e che queste forze non le possiedono neanche gli operatori.
Il Governo, a nostro avviso, deve rapidamente definire una politica chiara perché il taglio di oltre 4 miliardi sull’Automotive offre una prospettiva di decrescita. Se non si vuole proseguire nella logica dei bonus, si investano le risorse in un piano triennale di riforma della fiscalità che avrebbe connotazioni fortemente positive per le piccole e medie imprese italiane e ricadute estremamente interessanti per gli acquisti di auto usate “fresche” da parte delle famiglie.
Foto da ufficio stampa Federauto