di Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A
A2A ha presentato un nuovo Piano industriale che traguarda il 2035, anno chiave in Europa per la transizione ecologica. Il Gruppo ha dimostrato la capacità di raggiungere importanti obiettivi industriali ed economici, in anticipo rispetto a quanto previsto nel primo Piano decennale presentato nel gennaio del 2021. Forti di questi risultati abbiamo scelto un orizzonte più ampio, per definire un traguardo intermedio rispetto al net zero del Continente al 2050.
Abbiamo aumentato gli investimenti a 22 miliardi, di cui il 44% destinati a business con bassa volatilità, per infrastrutture dedicate all’Economia circolare e alla Transizione energetica che si confermano i pilastri della nostra strategia.
Il nostro obiettivo è continuare a contribuire al processo di decarbonizzazione del Paese attraverso investimenti concreti per sostenere l’elettrificazione dei consumi, lo sviluppo delle rinnovabili, la chiusura del ciclo dei rifiuti e migliorare l’efficienza del ciclo idrico. In questo contesto di lungo periodo si inquadra anche l’operazione straordinaria da 1,2 miliardi di euro per l’ampliamento della rete elettrica, che consentirà di raggiungere una RAB di 3,4 miliardi nel 2035 consolidando la nostra posizione come secondo operatore italiano e tra i primi in Europa per energia elettrica distribuita. Saremo in grado di creare valore sostenibile assicurando solidità finanziaria e rendimenti ai nostri azionisti.
Foto: da sinistra: Marco Ferrari, Niccolò Bellazzini e Marco Rogano
All’inizio della nuova stagione tricolore 2024 è stato presentato il rinnovo dell’accordo tra ACI Sport e Sparco, azienda italiana leader in componenti, accessori e abbigliamento tecnico per il motorsport che ha voluto confermarsi al fianco della Federazione Automobilistica Italiana e del suo promoter per un ulteriore triennio di successi. Questa nuova stretta di mano arriva infatti puntuale a rilanciare un percorso d’affiancamento intrapreso già dal 2021, quando il nome di Sparco si affiancò per la prima volta alla massima serie rallistica nazionale, ponendo le basi per l’attualità.
In diretta su ACI Sport TV per esporre la rinsaldata sinergia sono intervenuti il presidente dell’Automobile Club d’Italia,Angelo Sticchi Damiani, il Brand Manager di Sparco, Niccolò Bellazzini, il direttore centrale per la Direzione Sport Automobilistico di ACI, Marco Ferrari, e il direttore generale di ACI Sport, Marco Rogano.
In particolare, così come hanno illustrato i relatori, Sparco sarà ancora a fianco di ACI Sport come “title sponsor” del Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco, sarà “partner ufficiale” del Rally Italia Sardegna e supporterà anche come “sponsor” il Campionato Italiano Gran Turismo. A completare la sinergia si rinnova anche l’attività di co-branding con il marchio Targa Florio, altra eccellenza firmata ACI, relativamente ai prodotti leisure già commercializzati e distribuiti da Sparco, molto apprezzati dai concorrenti della classica nel 2023 ACI Sport, in cambio del supporto fornito dal brand piemontese – che ribadisce la sua passione motoristica e ritiene proficuo acquisire visibilità nel motorsport, attraverso i Campionati e l’appuntamento del World Rally Championship – si impegnerà a promuovere e valorizzare il marchio Sparco attraverso la sua visibilità nazionale e internazionale.
Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia: “L’impegno costante ed il lavoro di ACI anche per questa nuova stagione hanno consentito di dare delle risposte molto concrete che hanno portato l’Italia nei Gran Premi e nei Rally Mondiali. Nella nostra lunga storia sportiva è importante avere a fianco un marchio come Sparco, un punto di riferimento nel motorsport e mi fa molto piacere celebrare questa rinnovata collaborazione. Per l’Automobile Club d’Italia avere un marchio di risonanza così internazionale, è un binomio di assoluta rilevanza”.
Niccolò Bellazzini, Brand Manager di SPARCO: “La partnership tra Sparco ed Aci Sport continua per un altro triennio e si consolida. Siamo lieti di associare il nostro brand ai due più importanti campionati nazionali e alla tappa mondiale in Sardegna del WRC. La vitalità del motorsport tricolore, anche in chiave internazionale, si manifesta grazie alla lungimiranza dell’ACI (in primis del suo presidente, Angelo Sticchi Damiani) ed alla presenza di aziende italiane che vi gravitano attorno che rendono l’Italia la culla di questa disciplina. Tra queste figura a pieno titolo anche Sparco, presente su tutti i campionati mondiali, a partire dalla F1 con le partnership tecniche con RedBull e McLaren, fornendo a piloti e team soluzioni di equipaggiamento tecnico che costituiscono la perfetta sintesi tra sicurezza e tecnologia al servizio della performance”.
Marco Ferrari, direttore centrale per la Direzione Sport Automobilistico ACI: “Sparco ed ACI Sport condividono gli stessi obbiettivi in termini di sicurezza ed eccellenza, diventando così insieme un baluardo dell’italianità nel mondo. Dietro all’immagine esterna di queste due realtà c’è il lavoro di tanti professionisti uniti dalla passione per il motorsport, una passione che permette di avere in Italia tappe di tutti i più importanti campionati internazionali, una passione che valorizza in tutte le sfaccettature i grandi rappresentanti del nostro Paese nel mondo. Siamo sicuri che nei prossimi tre anni nuove sinergie potranno essere attivate a sostegno del motorsport nazionale, in cui la Federazione e Sparco non ha mai smesso di investire e credere.”
Marco Rogano, direttore generale di ACI Sport: “Un progetto voluto fortemente e che si affaccia verso un altro importante triennio, suggellato con una azienda importante che continuerà a qualificare le nostre gare e i nostri appuntamenti di spicco. In pista come sponsor del Campionato Italiano GT, nei rally come title sponsor del Campionato Italiano Rally e al fianco di grandi eventi come il Rally Italia Sardegna e la Targa Florio. Questo accordo conferma gli investimenti volti ad ampliare la copertura mediatica e la promozione dei nostri campionati che si preparano a partire con dei numeri alti, come dimostrano le adesioni a questa edizione del Rally del Ciocco”.
L’evento nell’evento: “Cuore & Motori” ha rappresentato la parte di #FORUMAutoMotive del 26 marzo scorso, a Milano, dedicata interamente al rapporto tra il mondo automotive e le persone disabili, in particolare come il settore va sempre più incontro alle loro esigenze di mobilita’. Tra i relatori, anche Niccolò Bellazzini, Brand Manager del Gruppo Sparco.
“Siamo partner di molti piloti disabili e abbiamo esteso il campo con attività di ausilio tecnico per far progredire ricerca per tutte patologie che affliggono disabili e che potranno essere risolte nel futuro. Stiamo sfruttando l’impresa di 3.000 km percorsi in handbike da un professore universitario con lesione al midollo per estrarre dati da far elaborare a istituti scientifici”, ha affermato il manager.
Sparco è una società italiana specializzata nella produzione e distribuzione di componenti automobilistici e abbigliamento tecnico utilizzati nelle maggiori competizioni automobilistiche al mondo, tra cui spiccano la Formula 1 e il Campionato Mondiale Rally.
Il rallentamento del mercato continua ed è tale da apparire incoerente rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione che si è imposta l’Europa. A marzo si conferma, infatti, quanto già emerso nei mesi precedenti ovvero che in Italia la spinta verso l’elettrificazione su larga scala è ancora tutta da costruire e, per rilanciare gli acquisti di auto a basse emissioni inquinanti, soprattutto quelli legati alle alimentazioni elettriche e plug-in, occorre un’accelerazione sul fronte del DPCM Ecobonus 2024, atteso da mesi, ora al vaglio contabile della Corte dei Conti e i cui tempi di attivazione della piattaforma di prenotazione curata da Invitalia sono ancora difficili da prevedere.
Come era stato previsto da molti operatori del comparto, la disarmonia normativa e le tensioni sui prezzi dei veicoli green si traducono in comportamenti di acquisto estremamente prudenti da parte della clientela, con una difficoltà permanente nella domanda di veicoli compresi nelle fasce di emissione 0-20 e 21-60 g/km di CO2. In tale contesto, il rinnovato Ecobonus 2024 contribuirà a fornire un indirizzo piuttosto chiaro in termini di gradimento del mercato verso le diverse alimentazioni e ricavarne elementi utili per preparare i futuri passi da compiere sulla accidentata strada della decarbonizzazione.
Sono convinto che il meccanismo degli incentivi rappresenti un supporto importante per il mercato in generale e in particolare per i veicoli elettrificati, ma da solo e in una logica di contingenza normativa e di continua sperimentazione, risulta poco funzionale al sentiment della domanda, rallentando il passaggio a modelli più puliti ed ecologici che, invece, potrebbe essere favorito anche dall’adozione di una riforma fiscale davvero innovativa sul fronte dei veicoli nuovi.
Dunque, in questa fase la priorità, più che inseguire chimere ideologiche di lungo periodo, è ridurre l’impatto ambientale in termini di inquinanti e di climalteranti tenendo conto di tutti i cicli che generano emissioni, senza dimenticare il contemporaneo miglioramento della sicurezza che un parco circolante più moderno genera sulla circolazione stradale, mettendo in campo un quadro efficace di soluzioni strutturali per agevolare davvero la decarbonizzazione del nostro settore.
Come sta la mobilità elettrica? E soprattutto, quale futuro?A #FORUMAutoMotive 2024 del 26 marzo scorso è intervenuto Fabio Pressi, amministratore delegato di A2A e-Mobility. “Intanto – la sua opinione – è un settore complicato, perché è un settore che non coinvolge solo l’automotive, ma coinvolge l’energy, coinvolge il cliente finale. E quindi è un settore che va accompagnato in una transizione, una transizione appunto non veloce, ma una transizione lenta. Lo stiamo vedendo, le auto elettriche crescono con un numero diverso dal resto dell’Europa, però una crescita che comunque è innegabile perché è un cambiamento di tecnologia”.
“L’automobile elettrica – ha aggiunto Pressi – necessita di un cambiamento, un cambiamento solamente di programmazione. Poi, chi è veramente già un utilizzatore lo sa: bisogna prevedere un po’ il viaggio, capire i consumi; però oggi se pensiamo ai nostri viaggi sono tutti compatibili con le autonomie attuali delle auto elettriche, soprattutto la rete di ricarica. E questo è un dibattito interessante, si dice sempre che non c’è l’infrastruttura di ricarica, ma oggi l’Italia è uno dei Paesi in cui l’infrastruttura è più presente in termini numerici, ci sono più di 50.000 punti pubblici“.
di Toni Purcaro, Executive Vice President DEKRA Group e Presidente DEKRA Italia
In un’epoca in cui la mobilità è in costante evoluzione e le tecnologie avanzano a un ritmo senza precedenti, DEKRA, leader nel settore della sicurezza e della qualità, riconosce l’importanza di adattarsi ai cambiamenti per soddisfare le esigenze sempre crescenti dei nostri clienti e del mercato in generale. La sicurezza stradale e la sostenibilità, intesa come gestione responsabile dell’azienda, devono assumere un ruolo centrale nella discussione sulla mobilità innovativa, specialmente riguardo alla micromobilità e all’utilizzo di mezzi in sharing.
In tal senso, occorre mantenere una visione d’insieme dell’intera catena, promuovendo le innovazioni, assumendosi la responsabilità dei collaboratori e dell’ambiente, attraverso la promozione della sicurezza stradale. Queste tematiche sono determinanti per il lavoro di DEKRA, che esegue annualmente 28 milioni di revisioni in tutto il mondo e valuta gli standard di sicurezza fisica e digitale dei veicoli di ultima generazione. La mobilità del futuro ci porterà verso nuovi traguardi volti a migliorare la sicurezza dei veicoli tramite sistemi di assistenza alla guida automatica, connessa e autonoma.
Per essere al passo con la rivoluzione delle tecnologie per la mobilità, DEKRA adotta un approccio proattivo che si concentra su diversi ambiti chiave. Innanzitutto, investiamo consistenti risorse nella ricerca e nello sviluppo per comprendere appieno le nuove tecnologie emergenti nel settore della mobilità, dalla guida autonoma alla mobilità elettrica. In secondo luogo, DEKRA promuove l’adozione di standard e normative globali per garantire un’armonizzazione e una coerenza nell’implementazione delle tecnologie per la mobilità.
Inoltre, l’azienda investe nelle competenze e nella formazione dei propri dipendenti per garantire che siano pienamente preparati ad affrontare le sfide e cogliere le opportunità offerte dalla rivoluzione delle tecnologie per la mobilità. Per utilizzare in sicurezza le auto di nuova generazione e, più in generale, tutti i mezzi protagonisti della nuova mobilità come scooter, bici e monopattini elettrici è fondamentale educare i giovani a un utilizzo consapevole delle nuove tecnologie e dei nuovi mezzi, per guidarli in modo sicuro.
La Vision Zero rappresenta senza dubbio l’obiettivo primario per DEKRA, ovvero zero vittime sulle strade come responsabilità sociale condivisa da tutti. Sebbene la tecnologia, tra cui sistemi di assistenza alla guida come la frenata d’emergenza e il mantenimento di corsia, svolga un ruolo sempre più cruciale, non dobbiamo mai dimenticare l’importanza del comportamento umano.
Foto: Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A – Fabio Pressi, amministratore delegato di A2A E-Mobility
Il 2023 è stato un anno record per A2A, e ora il gruppo presenta il suo nuovo piano strategico 2024-2035, che pone al centro la transizione ecologica. Con un focus sui pilastri dell’economia circolare e della transizione energetica, il piano prevede investimenti ambiziosi per un totale di 22 miliardi nell’arco di dodici anni, mirati a infrastrutture, risorse umane, imprese e decarbonizzazione. In un’epoca in cui il cambiamento climatico, l’inquinamento e lo spreco di risorse influenzano sempre più la qualità della vita, l’obiettivo di A2A è rafforzare la leadership nell’elettrificazione dei consumi, nello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e nell’economia circolare.
Economia circolare e risorse idriche
Nel campo dell’economia circolare, il gruppo prevede di investire circa 6 miliardi, concentrati sul trattamento e sulla chiusura del ciclo dei rifiuti, sull’integrazione del ciclo idrico e sul teleriscaldamento. Questi investimenti mirano a potenziare l’infrastruttura per il trattamento dei rifiuti urbani e industriali, con l’obiettivo di gestire oltre 7 milioni di tonnellate di rifiuti entro il 2035. Un’altra priorità è la trasformazione dei rifiuti in prodotti End-of-Waste, contribuendo così alla riduzione dell’impatto ambientale. La tutela delle risorse idriche rimane un elemento centrale del piano, con investimenti significativi previsti per garantire la sostenibilità e la qualità dell’approvvigionamento idrico. Oltre il 70% degli investimenti previsti entro il 2030 è già in corso di realizzazione, dimostrando l’impegno concreto del gruppo verso la realizzazione degli obiettivi stabiliti.
Life company
In un contesto che vede il cambiamento climatico, l’inquinamento e lo spreco di risorse come fattori sempre più impattanti sulla qualità della vita, si rafforza la responsabilità e l’impegno di A2A come Life Company. Con l’obiettivo di contribuire al raggiungimento dei target nazionali e internazionali di decarbonizzazione, il Gruppo punta ad accrescere la leadership nell’elettrificazione dei consumi, nello sviluppo delle rinnovabili e nell’economia circolare.
Decarbonizzazione
La sostenibilità continua a indirizzare la strategia anche del nuovo Piano, con l’obiettivo di generare valore, dal punto di vista ambientale, sociale ed economico-finanziario. In tale ottica, uno dei punti chiave è quello di realizzare infrastrutture sui territori per coinvolgere e supportare persone e imprese nella Transizione energetica e in modelli virtuosi di Economia circolare. La decarbonizzazione caratterizza l’intero Piano: viene confermato l’obiettivo al 2030 dichiarato nel primo Piano decennale (2021-2030) e rafforzato il target al 2035, con una previsione di riduzione del fattore emissivo complessivo di Gruppo del 65% rispetto al valore del 2017. Un risultato raggiungibile grazie ad azioni concrete, come ad esempio la diminuzione della generazione da cicli combinati (CCGT), l’avvio di un impianto di Carbon Capture e l’azzeramento delle emissioni per l’acquisto di energia. Il terzo elemento chiave del Piano è lo sviluppo in logica future-fit, che allinea gli investimenti ai principali macrotrend di mercato e ottimizza il rischio-rendimento, puntando sui business che guideranno il futuro del settore. Circa il 90% dei CAPEX cumulati previsti nel nuovo Piano sono concentrati su attività future-fit che al 2035 genereranno il 90% dell’EBITDA del Gruppo.
Auto elettriche e incentivi: velocizzare il nuovo piano pluriennale -Foto Ufficio Stampa a2a
Elettrificazione dei consumi e un’energia più verde
L’impegno di A2A per la Transizione energetica si concretizza con 16 miliardi di euro di investimenti per favorire l’elettrificazione dei consumi e lo sviluppo della rete di distribuzione elettrica, delle rinnovabili e dell’energia flessibile. Nel comparto della distribuzione elettrica, A2A concretizzerà un’importante crescita dimensionale attraverso un’operazione straordinaria da ca. 1,2 miliardi di euro, per l’acquisizione di gran parte della rete della provincia di Milano e, nel Bresciano, della Valtrompia: 17mila chilometri di rete elettrica, su cui sono dislocati 800 mila POD e 60 cabine primarie. L’operazione risulta particolarmente strategica per il Gruppo, in quanto focalizzata su asset future-fit in linea con la Tassonomia UE, in territori contigui a quelli già gestiti e in cui è possibile attivare sinergie operative. L’operazione permetterà, inoltre, di realizzare maggiori investimenti per circa 1,4 miliardi di euro entro il 2035 sulla rete di distribuzione elettrica.
Questa acquisizione si inserisce nella strategia generale di sviluppo delle reti elettriche che prevede 4 miliardi di euro di CAPEX in arco piano, che permetterà ad A2A di generare 500 milioni di euro di EBITDA al 2035 e di consolidare il proprio posizionamento come secondo operatore italiano e tra i primi 20 in Europa per energia elettrica distribuita. Il nuovo perimetro delineato e gli importanti investimenti associati consentiranno di accrescere la RAB da 1 miliardo di euro nel 2023 a 3,4 miliardi nel 2035.
Il contributo del Gruppo alla Transizione energetica e alla decarbonizzazione del Paese si concretizza, inoltre, con 4,6 miliardi di euro di CAPEX dedicati allo sviluppo di un portafoglio FER da 5,7 GW nel 2035, in crescita di 3,1 GW rispetto al 2023, grazie al quale saranno prodotti oltre 10 TWh di energia verde al 2035. A supporto della crescita pianificata, A2A può contare su una pipeline di impianti eolici e solari da oltre 1,8 GW, di cui l’83% composto da progetti sviluppati internamente.
Il portafoglio di generazione, integrato e diversificato sia da un punto di vista tecnologico sia geografico, continua ad essere una caratteristica distintiva del Gruppo che consente di contenere il profilo di rischio e di sfruttare dinamicamente le opportunità offerte dal mercato, anche all’evolvere del contesto energetico. Grazie a queste leve distintive, l’energy management di A2A è riuscita negli ultimi 7 anni a ottenere un premio pari a circa il 10% sul PUN.
Clienti e colonnine di ricarica
Nell’ottica di accompagnare persone e imprese nel percorso di Transizione energetica, il Gruppo intende incrementare la base clienti, dai 3,5 milioni del 2023 ad oltre 5 milioni nel 2035, con un’offerta sempre più mirata all’elettrificazione dei consumi, anche grazie a VAS3 e PPA4 (B2B e mass market). A sostegno della crescita della base clienti, A2A può contare sul successo delle campagne acquisitive passate, su una strategia multicanale, su una consolidata notorietà e sulla soddisfazione dei clienti, elementi che consentiranno di ottenere una quota di mercato in aumento dal 6% del 2023 a oltre il 9% nel 2035.
Il Gruppo è impegnato anche nella decarbonizzazione dei trasporti, con circa 0,5 miliardi di euro di CAPEX per lo sviluppo della mobilità elettrica: la rete di ricarica crescerà da 2mila punti nel 2023 a 34mila nel 2035. La focalizzazione su location ad alto potenziale di saturazione e l’adozione di tecnologie evolute come le infrastrutture City Plug, consentiranno di raggiungere circa 200 milioni di euro di EBITDA in questo segmento al 2035.
Il 1° aprile, famigerata giornata del pesce d’aprile, è consuetudine imbattersi in notizie a dir poco fantasiose e al limite del surreale. Una tradizione, quella del Pesce d’aprile, alla quale anche quest’anno hanno partecipato diverse Case automobilistiche che hanno approfittato della giornata del 1° aprile per lanciare una serie di prodotti inediti e particolarmente creativi, andando così a caccia di creduloni o quantomeno strappare un sorriso in chi si è imbattuto in queste news.
Tra i costruttori auto che quest’anno hanno lanciato il loro amo da pesce d’aprile nel tentativo di far abboccare lettori e appassionati ci sono Mercedes, Honda e Volkswagen. Tutte e tre le Case nella giornata del 1° aprile hanno lanciato delle novità che hanno destato più di qualche sospetto sulla loro veridicità.
Mercedes e Honda hanno rivolto la loro attenzione ai nostri amici a quattro zampe, con due novità dedicate ai cani dei propri clienti. Il 1° aprile 2024 la Casa di Stoccarda ha lanciato MBUX Bark Assist, ovvero una nuova funzionalità che permette ai cani di utilizzare l’assistente vocale del sistema d’infotainment delle Mercedes, tecnologia che, grazie alla capacità di decodificare l’abbaiare del cane e di coglierne le esigenze, permetterà in futuro all’animale di azionare da solo alcune funzioni della vettura prima che il suo padrone metta in moto e parta.
Anche Honda ha dedicato il suo pesce d’aprile 2024 ai cani, proponendo la nuova tecnologia Paw-S, un particolare sensore con sistema wireless che permette ai nostri amici a quattro zampe di aprire in autonomia il bagagliaio dell’auto, avvicinandosi ad esso, potendo così accedere al vano bagagli da solo. Sensore Paw-S che, si legge nell’annuncio di Honda, fa il suo debutto sulla nuova e:Ny1, negli esemplari ordinati a partire dal 1° aprile 2024.
Pesce d’aprile dal sapore anni ’90 invece quello confezionato quest’anno da Volkswagen. La Casa tedesca ha annunciato la ID.3 Harlequin Edition, inedita versione multicolore dell’elettrica di Wolfsburg che richiama esteticamente la Polo Arlecchino di circa trent’anni fa. Così come allora, la Volkswagen ID.3 Harlequin si presenta con una carrozzeria composta da una serie di pannelli di quattro diversi colori (rosso, verde, giallo e blu), con l’aggiunta di una particolare vernice elettroluminescente che permetta ai pannelli colorati della carrozzeria di illuminarsi singolarmente ed in sincronia con le sonorità emesse dall’impianto audio della vettura.
Le modifiche all’ecobonus, con il rinnovo della misura per il 2024, sono attese da mesi e sono convinto che il mercato – così come i concessionari e i costruttori – utilizzeranno rapidamente queste risorse, il cui ritardo ha certamente frenato il rinnovo del parco circolante. Insisto su questo punto, perché in questa fase la priorità, più che inseguire chimere ideologiche di lungo periodo, è quella di ridurre OGGI l’impatto ambientale in termini di inquinanti e di climalteranti, senza dimenticare il contemporaneo miglioramento della sicurezza che un parco circolante più moderno genera sulla circolazione stradale.
Gli incentivi dell’ecobonus 2024, peraltro, sono attesi anche per comprendere il gradimento del mercato alle varie declinazioni delle alimentazioni e ricavarne un’indicazione per i futuri passi da compiere sull’accidentata strada della decarbonizzazione. Resta, tuttavia, evidente che un’incentivazione saltuaria, come quella in atto, è solo un perenne laboratorio di sperimentazioni, anziché il quadro di sostegni strutturali efficaci di cui ci sarebbe bisogno per accompagnare il mercato degli autoveicoli in questa difficile transizione.
Quello che è, infatti, necessario e urgente è l’avvio di una riforma fiscale che agevoli stabilmente le vendite di veicoli nuovi, ridando contemporaneamente spazio a un mercato dell’usato sul quale in questo modo verrebbero immessi veicoli di fabbricazione più recente e, dunque, contribuendo anche su quel versante a mgliorare le condizioni dell’ambiente e della sicurezza.
Per raggiungere effettivamente entrambi questi risultati, però, ci vogliono anche misure più coraggiose. Generalmente non ci piacciono le misure cosiddette “disincentivanti” che spesso rischiano di punire inutilmente il mercato. Ma di fronte alle sfide che ci si presentano davanti, è necessario anche scoraggiare la circolazione di mezzi troppo vecchi, inquinanti e insicuri. Mantenerli sulle strade non significa far risparmiare i loro proprietari, ma far pagare alla collettività il duro prezzo della loro sopravvivenza.
di Andrea Arzà, presidente di Assogasliquidi-Federchimica
Nel decreto Ecobonus confermati gli incentivi al retrofit per convertire le auto a GPL e metano. Negli ultimi anni non abbiamo mai smesso di segnalare alle istituzioni la necessità di sostenere il mercato delle trasformazioni a GPL e metano, credendo fortemente nell’utilità di questa iniziativa per i suoi risvolti ambientali, sociali ed economico-industriali.
Oggi ringraziamo il MIMIT per aver inserito una misura incentivante nell’ecobonus e ci auguriamo che il decreto possa essere presto operativo. I vantaggi di questo intervento saranno sia per i tanti consumatori che non possono permettersi l’acquisto di una nuova auto, nonostante gli incentivi per le nuove immatricolazioni, sia per l’industria italiana della componentistica e della distribuzione del Gpl che rappresentiamo e che è una eccellenza mondiale, sia infine per tutto l’indotto ossia le tantissime officine sparse in tutto il territorio nazionale.
Il decreto del ministero delle Imprese e del Made in Italy, che dopo la firma della presidenza del Consiglio dei Ministri e il vaglio della Corte dei Conti, dovrà essere pubblicato e accompagnato da atti amministrativi di attuazione con l’inserimento nella piattaforma Invitalia-Mimit, prevede un investimento pubblico di 10 milioni complessivi per introdurre incentivi per la trasformazione a GPL (400 euro) e metano (800 euro) di auto già circolanti a carburanti tradizionali con motorizzazioni dall’Euro 4 in su che andranno a esaurimento sino al termine del 2024.
Foto Andrea-Arzà_per-web da ufficio stampa Federchimica