Auto Europa 2024: vince la “Baby Jeep”

Foto: Andrea Gualano (ufficio stampa Jeep Italia), con il premio vinto dalla “Baby Jeep” Avenger

La Jeep Avenger è l’Auto Europa 2024. Il Suv compatto è stato scelto, tra le sette finaliste, dai soci dell’Unione Italiana Giornalisti dell’Automotive (UIGA), coadiuvati da una giuria di 150 opinion leader, e da una giuria popolare che ha espresso il proprio voto online.

La fase finale della 38ª edizione del premio Auto Europa, con le votazioni dei soci UIGA e gli ultimi test drive, si è svolta a Milano presso la sede di Bosch Italia, main sponsor dell’evento.

Jeep Avenger ha prevalso sulle altre sei finaliste: Audi Q8 e-tron, Bmw Serie 5, Dacia Jogger Hybrid, Fiat 600e, Peugeot 408 e Renault Austral. La scelta delle finaliste rispecchia le tendenze del mercato automotive: appartengono a segmenti e tipologie diverse, con netta prevalenza di Suv e crossover. L’elettrificazione si trova nei listini di tutti i modelli prescelti, dalle elettriche pure ai mild hybrid. Ma non mancano motori a benzina o a gasolio.

Il premio della Giuria Popolare è stato assegnato alla Fiat 600e, quello delle Giuria Opinion Leader è andato alla Peugeot 408. Per il Gruppo Stellantis un tris di riconoscimenti significativo.

Auto con la spina: il fascino del narcisismo radical-chic

Mercato dell'auto: piatto perché forzato

di Mario Verna, COO Automotive

 

Confondere l’innovazione con la geopolitica, è come considerare la quinoa un prodotto a chilometro zero. La narrazione futuristica dell’auto con la spina ha subìto il fascino del narcisismo eco-chic, delle frasi a effetto e della presunzione ideologica di immaginare il “nuovo” mondo senza se e senza ma. I risultati parlano sempre. E rinvii, slittamenti, correzioni, rilanci e moniti, goffi millenarismi e nervosismi fanno da padroni.

Nel frattempo, un fiume di denari che avremmo potuto spendere in una lista di interventi forse un pelino più prioritari (sanità, scuola, infrastrutture, terza età… ), perché i soldi sono quelli, se li spendi per cose inutili poi non bastano per quelle urgenti. Quello che è successo nel panorama automotive europeo negli ultimi anni è un bel paradigma di presunzione e inefficienza, peccato.

Le politiche suicide di Bruxelles hanno distrutto un comparto che vale il 10% del PIL. I prezzi aumentano, il mercato crolla e 3 milioni di occupati sono a rischio, Ma i motori a scoppio producono solo lo 0,9% della CO2.

Auto e Moto d’Epoca: a Bologna per un emozionante nuovo inizio

La 40º edizione di “Auto e Moto d’Epoca” si terrà dal 26 al 29 novembre, per la prima volta, negli spazi espositivi di BolognaFiere, nel cuore della Motor Valley, terra dei miti e della passione per i motori. “Questo è un anno molto importante per Auto e Moto d’Epoca – commenta Mario Carlo Baccaglini, Ceo di Intermeeting – Dopo l’ultima edizione da record a Padova, festeggiamo quarant’anni di storia, cultura e passione in una nuova sede, con più spazi espositivi, 235.000 mq a disposizione, nuovi settori e tante novità. I nuovi spazi di BolognaFiere ci consentono di realizzare tutte le potenzialità del mondo del classic. A Bologna gli appassionati delle auto e moto d’epoca potranno immergersi nel passato, viverne le emozioni, toccare con mano il presente e immaginare il futuro. Sarà una grande festa per tutti: espositori, collezionisti, visitatori, giornalisti da più di 40 Paesi nel mondo!”.

Sono proprio tante le novità di questa edizione bolognese, che segna uno spartiacque nella lunga storia della fiera Classic italiana. Uguale a se stessa per la qualità e l’emozione che è in grado di regalare, ma nuova nel look, nei servizi e nella narrazione. Un nuovo inizio. A partire dagli spazi espositivi, 235.000 mq – distribuiti in 11 padiglioni e 4 porte di accesso, oltre a più di 14.500 posti auto coperti per visitatori ed espositori – che registrano il tutto esaurito, grazie alla partecipazione dei più importanti player internazionali del motorismo storico, delle case produttrici, dei dealer e commercianti più importanti del settore. Sono tante le new entry che vogliono far parte dell’edizione 2023. New entry anche per il padiglione interamente dedicato alle due ruote, 15.000 mq per un vero Salone dedicato a tutti gli appassionati delle moto storiche. Per gli appassionati di motociclette un patrimonio culturale mai visto prima riunito assieme. Tra le presenze, una moto del mondo delle corse firmata HONDA esposta in anteprima mondiale con la partecipazione del pluripremiato Lucio Cecchinello Racing Team e la storica 750 HONDA K0; un focus speciale sulla storia BMW Motorrad per i 100 anni del brand; e diversi esemplari dell’importante Collezione Battilani di Imola, una tra le più rinomate in Italia per la qualità e la quantità delle sue moto (300) e, in particolare, per gli esemplari italiani dalle origini agli anni 40.

Altra importante novità: la presenza delle più importanti collezioni museali al mondo. È la rete costituita dai più prestigiosi musei europei dedicati all’automobile, a partire dal MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile che, a Bologna, proseguirà i festeggiamenti per i 90 anni dalla sua fondazione esponendo 8 vetture della collezione. Tra le anteprime una Ferrari 312 T5 1981, una Monaco-Trossi 1935 e una Lancia Lambda “Weymann” 1929. Insieme al MAUTO saranno per la prima volta presenti a Auto e Moto d’Epoca con delle auto rappresentative: Autoworld Brussels (Belgio), il Louwman Museum (Paesi Bassi), il Musée National de l’Automobile di Mulhouse (Francia), il National Motor Museum di Beaulieu (UK), il Musée National de la Voiture | Château de Compiègne (Francia).

 

Anche la Motor Valley dell’Emilia-Romagna (a cui Auto e Moto d’Epoca ha aderito), distretto unico al mondo per concentrazione di brand e vocazione motoristica (con 188 team sportivi, 13 musei specializzati, 18 collezioni private, 4 autodromi e 11 piste da karting) sarà presente a Bologna. Nel padiglione 32 in mostra le eccellenze a due e quattro ruote di Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati, Pagani e Dallara. Presenti anche i 4 autodromi della “Terra dei Motori” (Varano de’ Melegari, Autodromo di Modena, Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola, Misano World Circuit Marco Simoncelli), assieme a scuderie, collezioni private e raduni. Realtà che, insieme, ogni anno richiamano oltre 2 milioni di visitatori e appassionati.

 

Alla continuità tra passato e futuro è saldamente legata la partecipazione di importanti marchi automobilistici che, ad Auto e Moto d’Epoca, si rivolgono ad un pubblico di appassionati mettendo in risalto il filo rosso che unisce le auto storiche ai nuovi modelli immessi sul mercato e all’innovazione e tecnologia che li accompagna. Hanno confermato la loro partecipazione alla 40º edizione di Auto e Moto d’Epoca: Volvo Cars Italia, Toyota Motor Italia, FCA Stellantis Heritage, Mercedes Benz Italia, Alpine, Bentley, McLaren, BMW Motorrad, Carrozzeria Touring Superleggera.

 

Presenti anche l’Automobile Club Italiano e l’ACI Storico nell’ampia area che ospiterà autentici gioielli delle quattro ruote oltre a un ricco calendario di eventi e talk dedicati grazie anche alla presenza di ACI Radio con le sue dirette Confermata anche l’esperienza della Piazzetta Lancia, un’area espositiva dedicata a tutti i club della grande marca italiana. Prima assoluta per il neonato Club Cayenne che porterà a cinque il numero dei club Porsche presenti ad Auto e Moto d’Epoca 2023. Tra gli anniversari non mancheranno i festeggiamenti per i 70 anni dell’Autodelta e i 100 anni del Quadrifoglio Alfa Romeo. E ancora la collezione Marazzato che unirà gli esemplari di camion d’epoca all’esperienza VR di guida sulle strade degli anni ‘50. Tanti i raduni che, grazie ai grandi spazi scoperti di BolognaFiere, potranno essere organizzati all’interno del quartiere fieristico.

 

E ancora: restauro, materiali e manutenzione. Tutto ciò che è riconducibile all’amore e alla cura dell’auto sarà racchiuso nel grande MALL della Fiera. Partecipano le migliori aziende italiane che mettono insieme tecnologia all’avanguardia, tradizione e cura: l’artigianato al servizio di collezionisti ed appassionati.

A sottolineare il legame profondo che lega passato e futuro dell’Automotive e il passaggio di valori e cultura dell’innovazione dai veicoli storici ai nuovi modelli che entrano nel mercato si terrà a Bologna anche il Fiva Heritage Workshop, uno degli appuntamenti più importanti nel calendario delle istituzioni motoristiche internazionali. Con gli attori più importanti del Classic internazionale – e i vertici delle case automobilistiche – si parlerà di futuro dell’auto d’epoca, rapporto con l’Automotive contemporaneo e crescita delle nuove generazioni di appassionati.

 

Il mercato Classic di Auto e Moto d’Epoca rimane il più grande e variegato d’Europa e lo spostamento alla fiera di Bologna, meglio conosciuta e più connessa a livello infrastrutturale, ha contribuito ad incrementare le prenotazioni sia di espositori che visitatori internazionali. Tra le anteprime segnaliamo una collezione di modelli unici come: una Ferrari 250 GT Spider California, una Ferrari 250 SWB, una Ferrari 250 Spider Pininfarina, una De Tomaso Mangusta, una Iso Grifo, una Maserati Mistral Spider 3500cc e una Ferrari 330. Perché Auto e Moto d’Epoca è tutto questo e molto di più. È l’emozione di condividere l’atmosfera e tutte le sfaccettature del Classic con appassionati provenienti da più di 40 Paesi nel mondo. Un tratto distintivo che ha reso il salone unico nel panorama delle fiere internazionali.

L’Italia e l’auto elettrica: c’è una resistenza quasi ideologica

Trump, Musk e transizione ecologica: quali scenari?

di Francesco Naso, segretario generale di Motus-E

Lo scorso mese di settembre ha confermato l’anomalia italiana sulle auto elettriche. Ma perché il nostro Paese sta perdendo il treno degli altri big europei? Ci sono più cause su cui è urgente aprire un confronto. Sicuramente il sistema di incentivi ereditato dai precedenti Governi non funziona, ma sono sufficienti pochi aggiustamenti a parità di risorse per renderlo più efficace: alzare il “cap” di prezzo per accedere alle agevolazioni, estenderle in forma integrale ad aziende e noleggi – anche per alimentare il mercato dell’usato – e rivedere in chiave green la fiscalità sulle flotte.

Agire sui bonus, tuttavia, è una condizione necessaria ma non sufficiente per recuperare. È utile per farsi un’idea osservare anche la correlazione tra le immatricolazioni elettriche e variabili come la diffusione delle colonnine o il reddito medio della popolazione. L’Italia ha una rete di ricarica più densa rispetto ai competitor in rapporto alle BEV circolanti e dall’incrocio dei dati di mercato con le rilevazioni Istat e OCSE sui redditi emergono evidenze interessanti. Colpisce, ad esempio, il confronto tra Nord Italia e Francia, che pur a fronte di redditi medi paragonabili mostrano market share dell’elettrico molto diverse (4% vs 15,4% negli 8 mesi).

In Italia si è innescata una resistenza quasi ideologica all’elettrico, figlia di informazioni fuorvianti e di incertezza sul quadro normativo. In un panorama globale chiaramente rivolto alla mobilità elettrica, rimanere indietro può essere fatale per l’industria nazionale. Per questo è indispensabile che il dibattito su questi temi segua direttrici economiche, scientifiche e sociali, senza deragliare sotto la spinta di falsi miti che rischiano di causare un danno incalcolabile al Paese.

UNASCA: Film Festival “scolastico” sulla sicurezza stradale

Una iniziativa promossa da UNASCA per coinvolgere e sensibilizzare i giovani su questo delicato tema: nasce, così,  il “Film Festival italiano sulla sicurezza stradale”, dopo una prima edizione sperimentale, svoltasi in primavera a Milano presso l’Istituto Emanuela Setti Carraro Dalla Chiesa.


Ideatore di questa iniziativa è Manuel Picardi, segretario generale di EFA (la Federazione Europea di Autoscuole) e membro della Segreteria Nazionale UNASCA (Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica), il quale sulla scia dell’esperienza maturata con progetti internazionali, racconta come ha portato a compimento il progetto: “Parlare di sicurezza stradale agli adolescenti non è semplice. Il modo migliore per farlo? Lasciar parlare loro. Noi li abbiamo messi nella condizione di farlo con lo strumento che conoscono meglio, lo smartphone. Da genitore
ho cercato di spiegare loro che fuori dall’universo contenuto nello schermo dello smartphone, c’è un mondo reale che vale la pena scoprire e di essere vissuto. È bastato organizzare una discussione su specifici argomenti riguardanti la problematica della sicurezza stradale nel mondo, seguita da un breve chiacchierata con esperti di comunicazione video per fornire ai giovani gli strumenti adatti a creare dei cortometraggi che potessero esprimere il loro punto di vista della situazione
(spesso di utenti deboli) e poter lanciare un messaggio reale al mondo virtuale.
Il resto – conclude Picardi – lo hanno fatto loro nel tempo libero: hanno scelto i temi e hanno dato vita ai loro video progetti, passando del tempo insieme, recitando, mettendosi in discussione e facendo qualcosa di utile”.

Una commissione composta dai professori della scuola e dagli esperti di comunicazione ha votato il video migliore, in termini di idea, messaggio e realizzazione. E grazie al contributo di UNASCA, come premio è stata offerta la possibilità ai ragazzi di rigirare il video, con una casa di produzione ufficiale, la RKH Studio di Torino. Ora, il video vincitore verrà presentato al prossimo Film Festival mondiale della sicurezza stradale, che si terrà a Carcassone, in Francia, nella primavera del 2024.


Tutti i video prodotti dai ragazzi, comunque potranno essere caricati sul portale della Carta Europea della Sicurezza Stradal, la piattaforma digitale della Commissione Europea, che periodicamente pubblica le migliori iniziative locali nel campo della sicurezza stradale. Il video vincitore nel 2023 è scaricabile qui. Le scuole, gli istituti di formazione e gli altri soggetti che intendono partecipare alle prossime edizioni del progetto possono contattare direttamente UNASCA all’indirizzo progetti@unasca.it.