Carburanti rinnovabili per l’ambiente: Lombardia in prima linea

Foto: A destra, l’assessore allo Sviluppo Economico della Lombardia, Guido Guidesi , promotore dell’iniziativa

Non solo l’elettrico, che rimane un’alternativa, ma la possibilità di raggiungere gli obiettivi in tema di sostenibilità ambientale imposti dalla Commissione Europea e che il “sistema lombardo” condivide pienamente, attraverso tutte le possibilità scientificamente certificate, come i carburanti rinnovabili; in due parole: neutralità tecnologica; stiamo parlando ovviamente di automotive ed è proprio dal principio della neutralità tecnologica che la Lombardia nel marzo 2022 ha iniziato un percorso in difesa della filiera dell’automotive che oggi vede il suo punto massimo nell’elaborazione di un apposito studio che conferma la forza e le grandi potenzialità dei carburanti rinnovabili, in grado da subito di abbattere le emissioni.

Dati analizzati dalla filiera del settore che comprende il Cluster Lombardo della Mobilità, le università, i centri di ricerca e le associazioni di categoria, con la Regione a fare da coordinamento; la prima Istituzione a credere in una battaglia che, se giocata solamente in difesa, vedrebbe la perdita di circa 15mila posti di lavoro solo nella locomotiva d’Italia e 70mila in tutto il Paese. Lo stop del motore endotermico provocherebbe dunque l’interruzione di molte attività per l’impossibilità di gestire una riconversione repentina con il conseguente crollo dell’intera filiera automotive ed il rischio di una perdita di competitività del settore produttivo europeo nello scenario globale, anche a vantaggio di altri continenti.

La Lombardia per scongiurare una tempesta economica e sociale ha voluto confermarsi capofila nella difesa e nel sostegno alle imprese, grazie al lavoro di sistema che rende più ‘autorevoli’ le istanze presentate alle istituzioni sovraregionali; ed è proprio in questa logica che arriva forte la richiesta del “sistema lombardo” alle istituzioni sovraregionali affinché “l’aggiornamento del manifesto lombardo possa dare un’accelerazione alla riduzione dell’impatto ambientale attraverso la messa in rete dei carburanti rinnovabili sul maggior numero di autoveicoli attualmente in circolazione”. Una sfida certamente complessa ma che fino a due anni fa sembrava impossibile e che ora trova sempre più consensi e conferme scientifiche.

Il confronto in questi mesi ha coinvolto tutti i soggetti interessati: istituzioni regionali, mondo industriale, associazioni imprenditoriali, università e centri di ricerca, con l’obiettivo di creare le condizioni per una graduale e razionale transizione contraddistinta dalla neutralità tecnologica, evitando inopportune accelerazioni che determinerebbero per il nostro continente la perdita di una leadership conquistata in cento anni di ricerca, innovazione e scelte imprenditoriali.

Tutti i soggetti interessati dopo una serie di interlocuzioni hanno sottoscritto un Manifesto con proposte concrete e adottabili basate sul concetto di neutralità tecnologica e in grado di dare continuità al motore endotermico attraverso l’utilizzo di nuovi carburanti eco-compatibili che consentano di raggiungere gli obiettivi comunitari in tema di sostenibilità ambientale e, allo stesso tempo, di attenuare le ricadute occupazionali, sociali ed economiche.

I risultati del metodo contenuto nella prima versione del Manifesto sono stati evidenti, con il coinvolgimento sia del governo Draghi che di quello attuale, creando una sinergia con i parlamentari europei competenti in materia e, infine, con un’apertura al dialogo per modifiche normative. Un documento presentato a Lispia in occasione della sottoscrizione dell’Alleanza delle Regioni Automotive, diventato anche la posizione di tutte le regioni italiane appartenenti all’Alleanza.

Proseguendo in questo percorso, Regione Lombardia, ha affidato al Cluster Lombardo della Mobilità la definizione di uno studio sui carburanti rinnovabili. Il focus del lavoro, che ha visto la partecipazione e contributo di molti soggetti aderenti al Manifesto aggiornato, è stato dunque l’analisi di diverse fonti energetiche, mettendo a confronto la pluralità di soluzioni disponibili nel breve, medio e lungo periodo, con riguardo all’intero ciclo di vita del veicolo e del carburante/vettore energetico impiegato.

Nello studio, si mettono a confronto i seguenti carburanti rinnovabili: Biometano e Bio GLN, HVO (olio vegetale idrotrattato), E-fuels (electrofuels), Idrogeno, Bio-GPL, DME-rinnovabile.

Vengono analizzati sia i vantaggi in termini di emissioni durante il consumo sia la capacità attuale di produzione, le quantità in dotazione, il potere energetico, il costo di produzione, la scalabilità industriale, in un approccio tecnologicamente neutrale e razionale, sulla base di una omogenea comparazione dei dati. Le grandezze considerate sono: il potere calorifico espresso in kWh per ogni chilogrammo di carburante, le emissioni conseguenti (considerando sia il veicolo in esercizio che il suo intero ciclo di vita), i volumi disponibili nel tempo, il costo al chilogrammo, l’esistenza delle reti di distribuzione, le competenze attuali e necessarie lungo l’intera filiera, la normativa e gli incentivi per l’innovazione, la produzione e i consumi.

Le conclusioni sono confortanti, i carburanti rinnovabili danno un contributo significativo alle necessità ambientali, a parità di motore. È necessario promuovere misure concrete a sostegno della filiera e delle attività di ricerca e produzione, perché queste potrebbero colmare, strada facendo, la distanza che c’è ancora in termini di disponibilità o di costi e di facilità nel reperimento e nella distribuzione; ed è proprio questa la strada che l’assessore allo Sviluppo Economico della Lombardia, Guido Guidesi, con la collaborazione di tutto il “sistema lombardo”, ha deciso di coinvolgere le istituzioni sovraregionali.

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Viaggi “in elettrico” d’estate: vademecum per non restare a piedi

Le alte temperature estive non rappresentano una sfida solo per le persone, ma mettono a dura prova anche le batterie delle auto elettriche, che, a causa del termometro in salita, rischiano di perdere autonomia, rendendo meno agevole il loro utilizzo durante la bella stagione. “Per favorire l’utilizzo dei veicoli elettrici è importante individuarne le peculiarità rispetto alle auto a combustione e adattare di conseguenza le proprie abitudini di guida”, spiega Franco Viganò, Country Manager Italia e Director Strategic Channel Development di Geotab.

“La mobilità del futuro – prosegue – sarà sempre più orientata verso un modello sostenibile e per questo motivo riteniamo importante supportare aziende e conducenti nella transizione all’elettrico, fornendo loro tutte le informazioni necessarie per comprendere come sfruttare a pieno le opportunità offerte dai trasporti a zero emissioni, anche quando le temperature esterne possono essere sfavorevoli“.

Forte di una solida storia di innovazione e di una profonda esperienza nell’ambito dell’elettrificazione, Geotab, leader globale nell’ambito della tecnologia per i veicoli connessi, ha identificato, quindi i cinque errori più comuni da evitare in estate per viaggiare sempre in piena tranquillità. Eccoli.

1 – Pianificare gli itinerari e come durante le altre stagioni. Generalmente le auto elettriche attualmente disponibili hanno un’autonomia inferiore rispetto ai veicoli a combustione interna e la ricarica richiede un tempo maggiore rispetto al rifornimento di benzina. Di conseguenza, sarà necessario dedicare più tempo alla pianificazione degli itinerari. Inoltre, non tenere conto delle alte temperature in questa fase potrebbe essere un errore: il caldo, infatti, causa inevitabilmente una perdita di capacità e quindi di autonomia. I fleet manager e gli utenti di veicoli elettrici devono quindi calcolare l’autonomia dei propri veicoli in modo diverso rispetto alla temperatura ideale di 21,5°C. Ad esempio, il tool di Geotab per valutare l’impatto della temperatura e della velocità sull’autonomia dei veicoli elettrici può rappresentare un utile alleato.

2 – Ignorare gli adattamenti necessari al processo di ricarica. Un altro errore comune è non tenere conto del fatto che in
estate i veicoli elettrici devono essere ricaricati più lentamente e con maggiore frequenza durante la stagione più calda dell’anno. Per evitare il sovraccarico la potenza massima di ricarica viene regolata automaticamente dal veicolo, abbassandola, e, possibilmente, la ricarica rapida dovrebbe essere evitata del tutto. Inoltre, in ambienti caldi la maggior parte delle batterie raggiunge le prestazioni ottimali a circa l’80% della carica. Pertanto, potrebbe essere opportuno non caricare completamente le batterie. In aggiunta, è raccomandabile rinfrescare l’interno del veicolo con l’aria condizionata durante la carica. In questo modo, da un lato i conducenti potranno beneficiare di temperature gradevoli, dall’altro la batteria verrà preservata, aumentandone l’autonomia.ù

3 – Guidare in maniera frenetica. Come regola generale, anche per motivi di sicurezza, i conducenti dovrebbero guidare nel modo più fluido possibile, evitando accelerazioni e frenate brusche. A temperature elevate adottare una guida fluida delle auto elettriche è ancora più importante, in quanto una forte accelerazione potrebbe provocare il surriscaldamento della batteria. Di conseguenza, si renderà necessario un maggiore utilizzo di energia elettrica per il raffreddamento, con un impatto negativo sull’autonomia.

4 – Parcheggiare sotto al sole.
 Quando si è di fretta si spera di trovare velocemente un parcheggio, possibilmente vicino alla propria destinazione. Ma per chi guida un’auto elettrica, utilizzare il primo parcheggio disponibile può rivelarsi un errore. Infatti, per quanto possa sembrare banale, i conducenti di veicoli elettrici dovrebbero preferire i parcheggi all’ombra, come ad esempio in un garage sotterraneo, in un atrio o sotto gli alberi. In questo modo si evita il surriscaldamento della batteria, richiedendo meno energia per il raffreddamento e aumentando di conseguenza l’autonomia.

5 – Sollecitare eccessivamente l’auto. Alcune abitudini di viaggio possono avere un impatto negativo sull’autonomia delle batterie, soprattutto in estate. Non apportare piccoli accorgimenti al proprio stile di guida abituale può quindi essere un errore per i conducenti. L’esempio migliore è quello dell’aria condizionata, che contribuisce al maggior consumo energetico del veicolo e che sarebbe quindi meglio evitare, laddove possibile. In alternativa, è possibile climatizzare il veicolo prima di iniziare il viaggio, facendo sempre attenzione a non impostare al massimo l’aria. Anche le altre apparecchiature elettriche dell’auto dovrebbero essere utilizzate con la massima parsimonia: infatti, la ricarica del cellulare tramite USB, l’illuminazione interna, la radio e il sistema di navigazione contribuiscono al consumo energetico complessivo. Infine, è opportuno evitare un carico supplementare in termini di peso dell’automobile, eliminando dal bagagliaio gli oggetti non necessari. Infatti, ogni chilo in più trasportato ha un effetto negativo sull’autonomia.

Bio-Fuels “carburanti CO2 neutri”: ora si percorra la strada sino in fondo

Decarbonizzazione

di Massimo Artusi, vicepresidente di Federauto con delega ai Trucks&Van 

La decisione del Parlamento europeo di prevedere per la prima volta una definizione formale di “carburanti CO2 neutri”, inclusivi di tutti i biocarburanti rinnovabili, è un successo del buon senso, della ragione, della concretezza ed è una sconfitta dell’approccio ideologico (sicuramente non pragmatico) al problema della transizione, sostenuto da chi si illude di poter ottenere la decarbonizzazione con la sola alimentazione elettrica e ignorando il principio della neutralità tecnologica.  

Abbiamo sempre sostenuto, e spesso come una voce fuori dal coro, che le difficoltà della necessaria transizione green dei trasporti non potevano che essere risolte attraverso un mix di soluzioni capaci di garantire la sostenibilità ambientale, economica e sociale, le adozioni della Commissione parlamentare industria rappresentano la strada idonea per arrivare a raggiungere concretamente il risultato di una effettiva neutralità carbonica alla quale tutti vogliamo arrivare, ma anche quella neutralità economica e sociale che la scelta della mono-tecnologia elettrica rischia di far saltare. 

Ora, però, sarebbe un errore illudersi che tutto sia stato risolto. Molta strada c’è ancora da fare perché i carburanti biologici acquistino il formale diritto di essere utilizzati anche dopo le varie scadenze regolate a livello europeo, al pari dei cosiddetti “zero-emission”. Ma certamente il passo compiuto dai parlamentari europei ci incoraggia a continuare ad impegnarci e a vigilare perché questa strada sia percorsa fino in fondo, nell’interesse non solo di una lobby di parte ma, nell’interesse di tutti.

Scout Vintage: difesa LoJack per auto classiche su “Portobello Car”

LoJack Italia, società leader nelle soluzioni telematiche per la mobilità e nel recupero dei veicoli rubati, ha avviato una partnership con Portobello Car, il portale di riferimento per gli appassionati delle auto storiche, per proteggere le auto d’epoca dall’incubo del furto. Per la numerosa community che ogni giorno naviga tra le pagine del marketplace è ora disponibile Scout Vintage, un sistema di protezione in caso di furto unico al mondo, realizzato da LoJack appositamente per i veicoli storici.

Scout Vintage combina le tecnologie di radiofrequenza e telematica per aumentare significativamente le possibilità di recupero di questi veicoli storici che spesso hanno valori elevati, difficilmente assicurabili con le normali polizze.

In caso di furto la tecnologia in radiofrequenza permette di superare anche le barriere fisiche come container metallici, costruzioni in cemento armato, parcheggi e garage sotterranei, nei quali vengono spesso nascosti i veicoli rubati, e ha un elevato livello di precisione nell’indicare l’esatta posizione del veicolo. La combinazione con la componente telematica, poi, migliora ulteriormente la capacità e la precisione di tracciamento. In caso di furto, i proprietari possono, inoltre, contare su un Team Sicurezza LoJack, una squadra di esperti impegnati sul territorio nelle attività di ricerca e recupero dei veicoli rubati, al fianco delle Forze dell’Ordine fino al momento del recupero e della restituzione.

I sistemi LoJack hanno dimensioni ridotte, perfette per le auto classiche, che consentono l’installazione in oltre 20 differenti posizioni all’interno del veicolo e in punti diversi da quelli solitamente utilizzati dai tradizionali sistemi di antifurto satellitari, senza segnali esterni visibili.

Altri importanti vantaggi della soluzione sono rappresentati dall’autoalimentazione del sistema, che non deve essere collegato all’impianto elettrico dell’auto storica e dalla resistenza ad attacchi effettuati con apparecchiature elettroniche che disturbano la trasmissione del segnale (jammer). Il sistema si attiva solo nel momento in cui viene attivato dalla Centrale Operativa LoJack, operativa 24/7, a seguito di una conferma del furto, garantendo così anche piena tutela della privacy.

GIMS Qatar: 30 brand e numerose anteprime a Doha

Qatar Tourism e il Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra (GIMS) sono lieti di accogliere 30 marchi automobilistici che operano su scala globale, alla prima edizione di  GIMS Qatar, che si terrà a Doha dal 5 al 14 ottobre 2023. La forte adesione da parte degli espositori premia la scelta di offrire un concept innovativo da parte di GIMS, il primo nel suo genere, che sta definendo nuovi standard per i Saloni automobilistici transcontinentali e naturalmente integra le strategie di marketing dei principali  costruttori automobilistici  e dei loro fornitori.

Gli appassionati di auto che visiteranno  il Salone,  avranno l’opportunità di essere i primi a vedere 10 nuovi modelli assolutamente rivoluzionari e innovativi, che saranno svelati dai 30 brand presenti. Oltre ad una struttura pluripremiata ed architettonicamente all’avanguardia come il Doha Exhibition and Convention Center (DECC), altre quattro aree importanti offriranno un’esperienza diversa e immersiva, coinvolgente per visitatori e ospiti. GIMS inizierà ora il processo di assegnazione degli spazi agli espositori, una volta chiuse le iscrizioni.

Il Qatar vanta una solida e crescente esperienza nell’ospitare grandi eventi e conferenze. All’inizio di quest’anno, a marzo, ha ospitato il 9° Annual Destination Wedding Planners Congress, il più grande evento B2B al mondo nel settore delle destinazioni per matrimoni.  Inoltre a febbraio il DECC, proprio il luogo  in cui si svolgerà GIMS Qatar, ha ospitato il Doha Jewellery and Watches Exhibition, l’unico evento B2B e B2C del suo genere nella regione mediorientale, che ha visto la partecipazione di oltre 500 marchi locali, regionali ed internazionali.

Sandro Mesquita, Ceo del Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra, ha dichiarato: “Cresce l’entusiasmo per questa prima edizione del Salone in Qatar, a Doha, ora che mancano solo pochi mesi all’inaugurazione. Siamo sulla buona strada per rendere questo evento il nuovo riferimento di alto livello per il Medio Oriente, colmando la distanza che separa le grandi industrie automobilistiche del mondo orientale ed occidentale. Qatar Tourism, noi di GIMS e i nostri partner, siamo tutti estremamente soddisfatti dell’eccezionale supporto ricevuto dai principali marchi automobilistici globali. Questo fatto è per noi indicativo dell’alto grado di fiducia e lealtà che hanno nei confronti del modello GIMS. Uno dei nostri espositori ha partecipato a tutte le edizioni del Salone di Ginevra dal 1924 ed è altrettanto entusiasta di unirsi a noi a Doha”.

A partire dall’esclusiva cerimonia di apertura con cena di gala il 5 ottobre, GIMS Qatar accoglierà i media di tutto il mondo il 6 ottobre, prima di aprire al pubblico dal 7 al 14 ottobre. L’evento è stato organizzato in concomitanza con il Formula 1 Qatar Airways Qatar Grand Prix 2023, che si disputerà sempre a  Doha dal 6 all’8 ottobre. Le attività includeranno un forum sul futuro del design automobilistico, che avrà luogo presso il Museo Nazionale del Qatar. Sono previste anche esperienze in fuoristrada nel Sealine Desert e sessioni di prove in pista nel Circuito Internazionale di Lusail, con la possibilità di visitare una collezione privata di auto classiche di grande interesse storico.

Guardando al 2024, sono aperte ufficialmente le iscrizioni per esporre in occasione del prossimo Salone di Ginevra. Dal 26 febbraio al 3 marzo 2024, i visitatori saranno testimoni della storia, dal momento che l’evento celebrerà l’importante ricorrenza del 100° Anniversario quale Salone internazionale dal 1924. Anche se la mostra rifletterà sul suo passato, l’attenzione è fortemente rivolta al panorama della mobilità in continua evoluzione. Per questo il Salone ha scelto lo slogan ”Auto. Futuro. Adesso” per affermare il ruolo del GIMS come sostenitore dell’innovazione automobilistica. I rappresentanti dei media sono invitati al GIMS il 26 febbraio per un’anteprima esclusiva del Salone, mentre il VIP Day avrà luogo il 27 febbraio. Le porte apriranno al pubblico dal 28 febbraio al 3 marzo.

Auto ecologiche: circolante “alternativo” vicino al 14%

In Italia circolano 5.587.133 autovetture alimentate grazie a propulsioni e carburanti alternativi. Di queste 2.900.799 (7,21% del totale circolante) sono a doppia alimentazione benzina – GPL, 971.583 (2,42%) a doppia alimentazione benzina – metano, 1.384.340 (3,44%) sono ibride benzina, 172.280 (0,43%) ibride gasolio e infine 158.131 (0,39%) elettriche.

Tutte insieme rappresentano il 13,89% del circolante autovetture, che ha superato quota 40 milioni (40.213.061 unità). In crescita rispetto al 2021, quando su 39.822.723 unità, le alternative valevano il 12,35%, mentre nel 2020 si fermavano al 10,71%. I dati, di fonte ACI e aggiornati al 31 dicembre 2022, sono stati diffusi da BRC Gas Equipment, gruppo Westport Fuel Systems, in occasione dell’annuncio dell’adesione in qualità di sponsor al 1° Roma Eco Race, gara di regolarità della categoria ecorally riservata alle propulsioni alternative nata con l’obiettivo di promuovere e diffondere tecnologie e vantaggi della mobilità ecocompatibile.

Le vetture BRC Gas Equipment in gara

BRC Gas Equipment, marchio storicamente votato alla diffusione delle alimentazioni alternative, ha confermato il sostegno alla manifestazione, alla quale partecipa anche con alcune vetture. Già confermata la presenza di una Ford Puma, la 1.0 EcoBoost Hybrid con allestimento Titanium e kit GPL Sequent Maestro specifico per la trasformazione di auto a iniezione diretta di benzina.

Il serbatoio GPL da 42 litri lordi, 33,6 netti sufficienti per autonomie intorno ai 500 km, è alloggiato sotto il piano di carico del baule. Commutando a GPL, il sistema ad iniezione diretta replica in modo efficace i parametri della centralina originale e calibra con precisione il gas da iniettare per avere anche a GPL le medesime prestazioni del funzionamento a benzina.

Non è necessario ricaricare la batteria: il sistema si ricarica da solo perché recupera energia durante le fasi di decelerazione e frenata per una guida confortevole, urbana ed extra-urbana, garantendo più rispetto per l’ambiente e risparmio.

La Fiat 500 1.0 Hybrid è invece trasformata con il sistema Sequent 32, dotato di iniettori IN03 MY09, destinato all’alimentazione a GPL di motori ad accensione comandata fino a 4 cilindri. Progettato per garantire eccellenti performance di funzionamento, il kit conserva le caratteristiche essenziali dei sistemi di iniezione gassosa BRC, garantendo un alto livello di guidabilità e affidabilità.

La grande novità del sistema è il software della centralina a GPL Sequent 32, che interagisce sia con la parte ibrida che con la parte benzina. Emissioni di CO2 inferiori del 10%, PM10 praticamente azzerati ed un taglio dei costi che si aggira intorno al 45%.

La 1° Roma Eco Race

La manifestazione, valida per il Trofeo dedicato alle energie alternative Green Challenge Cup di Aci Sport, si svolge all’insegna della neutralità tecnologica e con il preciso intento di coinvolgere tutte le alimentazioni alternative, il 16 e il 17 settembre prossimi su un percorso di oltre 100 chilometri. Tutti possono partecipare, purché a bordo di un mezzo ecologico: elettrico, ibrido, mono, bifuel e dual fuel gassoso (GPL, metano e biometano).

Teatro della partenza e della cerimonia di premiazione il club Solum Roma, in via Appia Antica 16, polmone verde all’insegna del biologico al confine con il Parco della Caffarella. Sabato 16 settembre, dopo le verifiche tecniche e amministrative, gli equipaggi partono alla distanza di un minuto l’uno dall’altro per arrivare fino ai Castelli Romani. Domenica 17 i partecipanti, dopo il taglio del traguardo ad Albano Laziale, fanno ritorno a Roma per le premiazioni e la conclusione della manifestazione.

Le vetture ammesse, che devono essere omologate per la circolazione stradale nell’UE, sono divise in tre categorie. Categoria Elettriche: BEV – Battery Electric Vehicles; categoria Ibride: HEV – Hybrid Electric Vehicles, PHEV – Plug in Hybrid Electric Vehicles, EREV – Extended Range Electric Vehicles; categoria GPL ICE Internal Combustion Engine: Bi-fuel/Dual-fuel GPL; categoria CNG ICE Internal Combustion Engine: Bi-fuel/Dual-fuel CNG. Eventuali vetture della Categoria Ibride con impianti retrofit GPL/CNG concorreranno nelle rispettive categorie GPL/CNG.

È possibile pre-iscriversi

In linea con gli obiettivi di promozione della sostenibilità ambientale, la competizione prevede anche una gara riservata ai giornalisti e ai media del settore automotive, la 1° Roma Eco Race Press – Memorial Fiammetta La Guidara.

Automobile Club Roma e Punto Gas, che organizzano la manifestazione motoristica, ricordano che la competizione è aperta anche ai prototipi, purché regolarmente targati e comunque omologati per la circolazione su strade aperte al pubblico. Da sempre, spiegano, le manifestazioni dello sport dell’automobile, per loro natura innovative, consentono di testare nuove tecnologie.

Auto elettriche: quegli “eco-omicidi” che pagheremo carissimi

De Meo saluta l'auto e se ne va: forse ha capito che è tutto finito

di Cristiano Donelli, Policy Advisor – European Parliament

Ennesimo incendio catastrofico per una nave cargo che trasportava circa 3.000 automobili di diverse tipologie di motorizzazione, un gravissimo incidente di cui guarda caso poco si parla e che è pure accaduto nell’Europa della religione “green”, molto vicino alle coste olandesi. Occultare questa notizia nei polverosi meandri di una informazione spesso al soldo di legislatori senza visione è propedeutico al percorso considerato irreversibile dalle stesse sorde istituzioni europee che vogliono contestualmente imporre un proibitivo costo netto ai cittadini facendo pure pensare loro che se vanno con le macchina a benzina e diesel sono bassi e gretti.

Sminuire l’accaduto come fosse un necessario prezzo del biglietto della transizione ecologica sarebbe paradossale perché l’impatto al nostro Pianeta causato da queste pericolose mega batterie al litio risulta ampiamente negativo e sarebbe anche veramente irrispettoso per le vite spezzate o rovinate da questi incendi. Significativo anche che su 3.000 autovetture trasportate per essere poi vendute, meno di 30 (1% del totale) erano quelle elettriche e ne è bastata una sola per causare un “ecocidio” che ricordiamoci è pure omicidio, senza considerare poi il danno economico immane per il carico stesso rovinato, ma soprattutto per la sostenibilità futura dei costi da sostenere per questo tipo di prodotto modernista.

Già il secondo caso in Europa nell’ultimo anno di quelli su imbarcazioni, per non parlare dei tanti incendi che avvengono durante le ricariche alla colonna o addirittura quando la pila con le ruote è semplicemente parcheggiata col suo immane peso sul terreno. Sempre più cari saranno perciò i prezzi per gli automobilisti costretti ai nuovi tipi di mezzi a partire dal 2035, come se non bastasse il livello insostenibile già raggiunto oggigiorno, a causa dei costi assicurativi sempre più alti richiesti correttamente da compagnie che sono stufe di pagare risarcimenti alle stelle per coprire gli enormi danni della mania speculativa elettrica.

Tutti gli attori interessati dei più variegati come gestori di parcheggi, proprietari di colonnine, amministratori locali, compagnie di trasporto, produttori stessi delle vetture faranno nuovi ricarichi sul cliente facendo pagare la transizione ai soliti, quelli che teoricamente parlano solo nelle urne, ma poi si scordano di protestare perché addormentati dai racconti di estati troppo calde e giovani che piangono come viti tagliate.


Vedremo se qualche seria riflessione sarà fatta in attesa del prossimo disastro, dei prossimi morti e feriti, tutti ignari combattenti di una battaglia in cui quasi nessuno di loro ha deciso coscientemente di militare, così come i bambini che si sporcano le mani per garantire le voglie di politici immanicati e di trafficanti economici senza scrupoli.


Alleanza Globale per i bio-fuels: avanti sulla mobilità “green” di domani

di Gilberto Pichetto, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica

L’ Alleanza Globale per i biocarburanti rappresenterà un importante passo avanti nella strada della transizione ecologica e della sicurezza energetica. L’Italia, insieme ad altri Paesi tra cui USA, India e Brasile, è tra i promotori dell’iniziativa presentata a Goa, nel corso del G20-Energia. Al G20, con l’intervento della viceministro Vannia Gava, l’Italia ha ribadito la necessità di un approccio che sia al tempo stesso ambizioso e pragmatico, che tenga conto dei principi di neutralità tecnologica e di flessibilità nei tempi di attuazione delle misure. Si tratta dell’approccio che caratterizza anche il “Piano Nazionale Integrato Energia e Clima”.


In questo contesto assume particolare rilievo lo sviluppo dei biocarburanti che possono rappresentare un’importante occasione di diversificazione per la mobilità green del futuro come è stato peraltro già concordato nella riunione del G7 Energia, Clima e Ambiente di Sapporo nell’aprile scorso. L’Alleanza Globale per i biocarburanti costituirà quindi un’importante piattaforma per intensificare la collaborazione tra produttori, consumatori e paesi interessati anche per promuovere lo sviluppo in questo campo di standard comuni e in particolare di criteri di sostenibilità condivisi.