L’auto elettrica e Italia: recuperare i ritardi si può

NASO

di Francesco Naso, segretario generale di Motus-E

In Italia stiamo registrando la migliore annata di sempre in termini di immatricolazioni elettriche, eppure restiamo molto lontani dai livelli di market share dei Paesi con cui ambiamo a competere.

Rivedendo le politiche incentivanti e fiscali dedicate all’elettrico per privati e flotte, e mettendo a terra i fondi del PNRR dedicati alle infrastrutture di ricarica ad alta potenza, potremo recuperare il ritardo rispetto a Paesi come Francia e Germania. Il Governo è sensibile e attivo su queste tematiche e l’industria è a completa disposizione per supportarlo nella sua azione.

“forumautomotive – diario dal mondo della mobilità”: un anno di battaglie e di “visioni” concrete

Un anno fa, lo scorso giugno 2022, “forumautomotive – diario” faceva il suo esordio andando ad arricchire il panorama dei tanti magazine online che trattano i problemi della mobilità e del mondo automotive. Ebbene, più o meno un anno dopo, il bilancio di “forumautomotive – diario” è più che positivo. Ci siamo distinti, innanzitutto, per l’indipendenza e l’impegno a offrire, a chi ci segue, la realtà dei fatti, senza mai cadere nel tranello dell’ideologia e di un’informazione “pilotata” e a senso unico.

 

Essere per la realtà dei fatti, privilegiare il pluralismo e battersi contro il pensiero unico (e qui mi riferisco alla nostra battaglia, che comincia a dare i suoi frutti, in relazione alle decisioni prese dalla Commissione UE: il “tutto elettrico” tout court dal 2035), insieme a un atteggiamento democratico rispetto alle diverse soluzioni green che il mercato offre e offrirà: ci siamo sempre mossi in questa direzione, riuscendo anche a prevedere, nei nostri due eventi pubblici annuali (#FORUMAutoMotive), quello che poi è realmente accaduto e diventato il tema portante di tutti i dibattiti.

 

Insomma, a “forumautomotive – diario” vanno riconosciuti il coraggio e la forza di procedere “controcorrente”, facendo così emergere contraddizioni e criticità di chi, a Bruxelles (ma non solo), strumentalizza i temi dell’ambiente – che ci sono, bisogna affrontare e porvi rimedio – per il puro consenso politico, finendo anche per andare contro gli interessi del Continente (l’avanzata cinese)  che invece ha il dovere di difendere e sviluppare.

 

È vero che il settore sta investendo miliardi su miliardi nella svolta elettrica, ma è anche vero che in ACEA (Associazione europea dei costruttori di veicoli) si comincia ad accorgersi dei problemi e delle non poche incongruità.

 

Peccato che dubbi e timori vengono palesati solo ora, a giochi quasi fatti, anche se le elezioni europee del 2024 potrebbero portare – in caso di cambiamento radicale di rotta – alla revisione di un piano UE che fa acqua da tutte le parti.

 

Prevedere i temi al centro dell’attenzione, sollecitare la discussione, combattere l’ideologia, privilegiare la correttezza dell’informazione (non è vero che siamo contro l’auto elettrica, ma è invece vero che siamo per ogni soluzione concreta green, insieme ovviamente all’elettrico): questa la linea d’azione che “forumautomotive – diario” ha adottato per primo, riuscendo via via a dare forza a chi la pensa allo stesso modo.

 

Ambiente, dunque, ma anche sicurezza stradale (da anni ripetiamo la necessità di inserire l‘educazione stradale come materie scolastica); micromobilità da regolamentare seriamente; difesa della passione e dei valori del settore automotive: questi i nodi che animano i nostri interventi e che vengono affrontati e sviscerati nei due #FORUMAutomotive pubblici annuali.

 

Ci riempie di soddisfazione, infine, assistere alla presa d’atto da parte del Governo che ha annunciato, attraverso i ministeri competenti, di volersi occupare proprio di questi argomenti, gli stessi che “#FORUMAutomotive” ha fatto propri anni fa.

 

Seguiteci nella nostra battaglia. Noi andiamo avanti.

Manutenzione e riparazione: nel 2022 spesi in Italia 35,3 miliardi

Nel 2022 in Italia sono stati spesi 35,3 miliardi di euro per la manutenzione e la riparazione delle autovetture. Rispetto al 2021, quando l’esborso era stato di 28,6 miliardi, la spesa sostenuta dagli italiani per manutenere e riparare le proprie auto è cresciuta del 23,4%. I dati citati emergono da uno studio realizzato dall’Osservatorio Autopromotec, struttura di ricerca di Autopromotec, la più specializzata rassegna espositiva internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico. Nel 2022 la spesa per la manutenzione e la riparazione delle autovetture è cresciuta significativamente rispetto ai due anni precedenti, spinta dalla ripresa delle attività di officina (+17% rispetto a quelle effettuate nel 2021) e dall’inflazione: secondo dati Istat, nel 2022 i prezzi per le attività di manutenzione e riparazione dei mezzi sono cresciuti del 4,1% su base annua.

In minima parte, la spesa è stata influenzata anche dalla lieve crescita del parco circolante di autovetture, appena l’1% su base annua. Dopo il 2020 e il 2021, annate in cui, a causa della situazione sanitaria, la spesa per la manutenzione e la riparazione auto era crollata rispettivamente a 27,1 e 28,6 miliardi di euro, l’esborso di 35,3 miliardi stimato dall’Osservatorio Autopromotec per il 2022 riporta la spesa per la manutenzione e la riparazione auto a un livello perfino superiore a quello registrato nel 2019, quando fu di 33,4 miliardi.

Fiat Topolino, il ritorno di un’icona nei panni da microcar elettrica

di Gaetano Scavuzzo

La Fiat Topolino è tornata, anche se con una formula completamente diversa rispetto alla sua iconica antenata dalla quale riprende il nome. Del resto i tempi sono notevolmente cambiati da quando sulle strade italiane girava la prima Fiat 500, soprannominata appunto Topolino, prodotta dalla Casa torinese dal 1936 al 1955.

Con lo stesso spirito innovatore e sbarazzino di quasi un secolo fa, la nuova Fiat Topolino punta a rafforzare la strategia del brand di Stellantis nel mondo della mobilità elettrica urbana. In vista della presentazione ufficiale, attesa a breve, e durante la quale saranno svelate le caratteristiche tecniche, sono bastate le prime immagini della nuova Fiat Topolino per accendere la curiosità e far salire l’attesa del pubblico.

Chi si aspettava una city-car nel senso più classico e tradizionale del termine probabilmente è rimasto deluso nell’apprendere che la nuova Fiat Topolino è una microcar, un quadriciclo leggero a due posti che può essere guidato a partire dai 14 anni. Quest’ultimo aspetto è uno dei più significativi, chiarendo in modo netto il target al quale intende principalmente rivolgersi Fiat con questo modello: la platea dei giovani e dei giovanissimi.

La nuova Fiat Topolino è strettamente imparentata con la Citroen Ami, come è facilmente intuibile guardandone l’aspetto complessivo. In attesa di scoprire i suoi dettagli tecnici, è probabile che la moderna Fiat Topolino abbia le stesse dimensioni della cugina francese, che misura 241 cm in lunghezza, 139 cm in larghezza e 153 cm in altezza. Così come è ipotizzabile che anche la dotazione meccanica della Topolino sia la stessa della Citroen Ami che monta un motore elettrico da 8 cv alimentato da una batteria da 5,5 kWh capace di assicurare un’autonomia in città di circa 70 chilometri.

Al di là della condivisione di diversi elementi con la Citroen Ami, la nuova Fiat Topolino ha uno stile tutto suo a partire dalla configurazione tipo spiaggina, vale a dire con carrozzeria aperta lateralmente, priva di portiere, e con tetto in tela (che potrebbero essere offerti in optional). Ulteriore elemento distintivo della nuova Fiat Topolino, svelata con esterni in tinta verde pastello, è il design dal gusto retrò espresso attraverso una serie di richiami alla Dolce Vita degli anni ’60, come i cerchi in lega “pieni”, la plancia rivestita con tessuto dalla trama a righe e le corde che delimitano l’accesso in auto.

Car Influencer per un giorno: Ford Mustang GT Special California 5.0 V8

a cura di Safe-Drive

La rubrica “Car Influencer per un giorno” ritorna per un nuovo appuntamento, il quarto della stagione di programmazione 2023. Questa volta a essere messa alla prova è una top car “a stelle e strisce”, la Ford Mustang GT Special California. La denominazione è ispirata al prototipo della coupé Shleby Gt del 1968.

Tratti distintivi sono la mascherina nera con i badge GT/CS in rosso, le fiancate connotate da una striscia nera mentre i cerchi sono a cinque razze e da 19”. Ma la vera anima di questo bolide è il motore V8, 5 litri, da 450 cv e 529 Nm di coppia massima. L’accelerazione da 0 a 100 km/h è coperta in 4 secondi e mezzo e la velocità massima tocca i 250 km/h.

In compagnia della “padrona di casa”, Elena Giaveri, incontriamo in questa occasione Angelo dell’Utri, imprenditore, che ispirato dalla sua straordinaria passione per le auto, la guida e la velocità ci ha raggiunto addirittura dalla Sicilia.

Nel 2030 con 4 milioni di auto elettriche in strada? Una chimera

Effetto annunci: ci risiamo

di Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto

Il risultato delle immatricolazioni di maggio è un segnale incoraggiante, ma non dimentichiamo che il confronto avviene sempre sui volumi depressi realizzati nel primo semestre 2022. Piuttosto, il tempo passa e le vendite di veicoli a zero e bassissime emissioni, fondamentali per raggiungere gli obiettivi in termini di CO2 a partire dal 2035 decisi da Bruxelles, restano sempre marginali, non riuscendo a contribuire in modo determinante alla riduzione delle emissioni e al rinnovo del parco circolante autovetture.

L’ecobonus, con le risorse che vengono impiegate con il contagocce nelle fasce 0-20 e 21-60 g/Km di CO2 e sono azzerate da tempo per la fascia 61-135 g/Km di CO2, fatica a imprimere quell’accelerazione indispensabile a convogliare le preferenze di acquisto degli italiani verso le motorizzazioni elettriche e plug-in. Come condiviso con il ministro Matteo Salvini, in occasione dell’Automotive Dealer Day 2023, attendiamo il riavvio del Tavolo Automotive presso il MIMIT così da poter ridefinire la strategia di sostegno per una transizione ecologica efficace e sostenibile per i soggetti investiti dalla rivoluzione elettrica, senza perdere ulteriore terreno rispetto agli altri grandi mercati europei, in cui le immatricolazioni di auto a zero emissioni raggiungono già quote di rappresentatività a doppia cifra.

Nel nostro Paese, l’impatto ambientale dell’elettrico è ancora estremamente basso, ma con una serie di immediate azioni correttive all’ecobonus, in linea con il principio della neutralità tecnologica, e la revisione strutturale della fiscalità sugli autoveicoli, questa lenta progressione potrebbe accelerare, riducendo la pressione economica su cittadini e imprese – che operano oltretutto ancora in un contesto di elevata inflazione – abbattendo simultaneamente le emissioni di CO2 e rinnovando il vetusto parco italiano. A tal proposito, le recenti dichiarazioni del Ministro Urso fanno ben sperare per un rilancio più pragmatico del piano incentivi per la domanda automotive.

Sul fronte infrastrutture di ricarica elettrica apprezziamo l’avvio dei bandi pubblici per la presentazione di progetti di installazione nei centri urbani e superstrade e la definizione delle modalità e funzionamento della Piattaforma unica nazionale (PUN) dei punti di ricarica, che però richiede ancora ulteriori adempimenti tecnici per essere pienamente operativa. Tuttavia, l’obiettivo fissato dal PNIEC di 6 milioni di auto circolanti al 2030 alimentate ad energia elettrica (di cui 4 milioni di BEV), con gli attuali volumi, resta una chimera: i contributi per le colonnine installate da professionisti e imprese previsti dal DM 25 agosto 2021 restano non fruibili così come quelli destinati alle utenze private e ai condomini ex DPCM 4 agosto 2022. In tale ambito il quadro regolatorio deve trovare una più rapida attuazione.

Una Bmw? XM, basta la sigla

di Roberta Pasero

Le grand bleu, driving to Portofino. Tra blu cielo e blu mare il blu di XM, la Bmw più potente di sempre: 653 cavalli, da 0 a 100 in 4.3 secondi, 8 cilindri, ibrida, 5.11 metri di extreme luxury con un design estroverso, che ama farsi notare, fuori e dentro con vintage leather e sedili posteriori che diventano una M lounge allungati sulle portiere e un cielo Alcantara a prisma con 100 led multicolor.

 

Attenzione ai movimenti,  perché basta un gesto per cambiar canale o alzare il volume. Un’auto che si presenta soltanto con il nome di battesimo, perché per la prima volta il brand tedesco lancia un’auto senza il logo Bmw. Dunque XM, XM e basta. Da 181.500 euro.

ANT Insieme: i 45 anni della Fondazione

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Foto: prof. Franco Pannuti

 

Ogni compleanno merita di essere festeggiato, ma 45 anni di vita, nell’esistenza di una realtà del Terzo Settore, sono un traguardo particolarmente importante perché significa aver trasformato un’idea in una realtà concreta, che si è rivelata sostenibile e replicabile nello spazio e nel tempo. Così è successo a Fondazione ANT, nata dalla felice intuizione del prof. Franco Pannuti, datata al lontano 1978, e diventata oggi il più grande ente italiano nell’ambito dell’assistenza medica, domiciliare e gratuita ai malati di tumore e della prevenzione oncologica. La Fondazione, tra l’altro. è partner etico di #FORUMAutoMotive.

Dobbiamo essere orgogliosi del fatto che, nella memoria e sotto la guida costante di mio padre, siamo riusciti ad attraversare una terribile pandemia e adesso stiamo affrontando una guerra che ha portato a una crisi energetica senza precedenti – ha sottolineato Raffaella Pannuti, presidente di ANT -. Dobbiamo essere altrettanto orgogliosi per aver portato avanti il progetto di ANT, che egli aveva immaginato, anche senza di lui, ma vedendo in ogni nostro nuovo assistito gli occhi del prof, la sua umiltà e la sua tenacia. Ti voglio bene diceva spesso e noi lo ripetiamo ogni giorno con i nostri gesti e la nostra operosità. Mentre volontari o operatori mantengono ben chiaro dentro di sé il concetto di Eubiosia come dignità della vita, guardando ad ANT come a una storia che continua”.

Transizione delle motorizzazioni: sull’elettrico un taglio ideologico

Decarbonizzazione

di Massimo Artusi, vicepresidente di Federauto, con delega Trucks&Van

 

È impossibile non constatare come a ogni passo in avanti fatto in Europa verso la neutralità tecnologica e quindi all’uso (anche dopo il 2035) dei biocarburanti a zero emissioni, corrisponda una parallela massiccia controffensiva mediatica a favore del full electric, improntata da un taglio ideologico più che a oggettivi elementi utili a una decisione valida che porti ad un percorso virtuoso.

Dopo le dichiarazioni della Commissaria europea all’Energia, la lituana Karim Simson, che si è detta pronta a riaprire la trattativa sui biocarburanti e dopo la presa di posizione del G7 di Sapporo che ha rilanciato il ruolo di questi nella decarbonizzazione (appaiandoli ai già consentiti e-fuel), ma soprattutto dopo il documento del Parlamento europeo che sdogana di fatto i biocarburanti (chiamandoli, tra l’altro, “carburanti sostenibili”) quanto meno nel trasporto stradale pesante, si è aperto il prevedibile fuoco di fila di dichiarazioni, analisi e inchieste promosse da movimenti e organizzazioni a sostegno del full electric, nelle quali ciascuno porta la sua visione settoriale, come un ex-voto all’altare del monoteismo elettrico.

E allora vediamo che alcune associazioni di consumatori parlano (solo) dei minori costi di rifornimento di un’automobile elettrica (magari riferendosi ai prezzi di 3 anni fa), altre sbandierano record di crescita dei punti di ricarica (senza precisarne l’accessibilità) e alcune organizzazioni ambientaliste bocciano senza appello i biocarburanti puntando il dito anche contro la (parziale e congetturata) non neutralità del ciclo di vita, ma liquidando lo stesso problema per l’elettrico con l’argomento fideistico che, secondo i piani, entro il 2030/2035 tutta l’elettricità, compresa quella per il trasporto, sarà generata da fonti rinnovabili.

Questa polarizzazione radicale, priva di dubbi sull’effettiva realizzabilità delle previsioni (che peraltro tutti definiscono da sempre “ambiziose” che, al di fuori delle edulcorazioni, significa “difficile che si realizzino”) e altrettanto sicura dell’impraticabilità delle alternative alla trazione elettrica, non è il modo giusto per affrontare un tema decisivo come quello della decarbonizzazione dei trasporti.

Così come sarebbe sciocco negare l’importanza che in determinati ambiti potrà avere l’alimentazione elettrica, lo è altrettanto riservare a questa il monopolio dell’autotrazione a fronte di altre soluzioni che, soprattutto nel ciclo completo di vita e da subito, si presentano meno impattanti sul clima e sulle persone e che, in particolare, si dimostrano idonee soprattutto per il settore dei veicoli più pesanti, come certificato da tutti gli studi indipendenti sul tema, a partire da quello recentissimo del Cluster Trasporti.

Entrambe le strade sono ancora lunghe, percorrerle tutte e due è solo una questione di buonsenso e nella speranza che a queste se ne possano affiancare anche di nuove, oggi sconosciute, verso le quali sarà necessario essere neutrali e “aperti” nel valutarne l’impatto.