Lavoro: cercasi ingegneri meccatronici ed energetici, progettisti, specialisti in cyber-security e programmatori

Foto: Marco Filippo Martinengo, Head of HR Solutions di Vertus

 

Le aziende cercano profili altamente qualificati ma, in molti casi, faticano a trovarli perché mancano le competenze adatte. Ingegneri meccatronici ed energetici, progettisti di sistemi informatici, specialisti in cyber sicurezza, programmatori e business developer: sono questi i talenti di cui si continua a registrare la carenza per coprire le posizioni vacanti. Lo rivela un’analisi di Vertus, gruppo italiano di società di consulenza con servizi integrati a supporto della trasformazione di aziende, persone e processi.

L’indagine evidenzia come molte aziende siano disposte ad offrire, anche in ingresso, stipendi più elevati della media e contratti a tempo indeterminato. Ciononostante, è spesso complicato attrarre il giusto mix di competenze. Un esempio: si stanno investendo sempre più risorse nella cyber sicurezza e le aziende sono alla ricerca di professionisti altamente qualificati che possano aiutarle a prevenire attacchi dal web. Si tratta di profili con una professionalità composita e in costante evoluzione, difficili da reperire sul mercato.

Dopo oltre due anni caratterizzati dall’emergenza sanitaria ed economica, si iniziano peraltro a vedere segnali di ripresa e, in alcuni settori, per esempio quello tecnologico, l’offerta di lavoro addirittura supera la domanda.

Dallo studio di Vertus emerge, inoltre, che alcuni dei macro-trend osservati a partire dalla metà dell’anno precedente stanno registrando conferme anche per il 2023. Le opportunità lavorative si concentrano, in particolare, su tre verticali: IT, Engineering e Sales.

“Il mercato del lavoro, già in fermento da almeno una decade al traino della rivoluzione digitale, è sotto il tiro di trasformazioni sempre più repentine e disruptive, con accelerazioni evidenti post pandemia”, spiega Marco Filippo Martinengo, Head of HR Solutions di Vertus, “La workforce manifesta tutti i propri timori verso il cambiamento ed una sostanziale imprevedibilità dei comportamenti, alternando fasi di elevata attenzione all’offerta di lavoro e altre di ristagnamento o resistenza. Certo è che, se un’azienda non è in grado di offrire oggi progettualità di carriera che mettano al centro anche i needs e le aspettative di autorealizzazione delle persone, tenendo in ampia considerazione il bisogno crescente di essere orientate verso il futuro, i suoi candidati valuteranno con più facilità e frequenza di cercare prospettive altrove. Evidente il trend nelle fasce più giovani di popolazione – al centro del talent shortage e della cosiddetta great resignation del 2021 e 2022 – ma non solo: la tensione al miglioramento e la voglia di cambiamento paiono, oggi più che in passato, questioni d’impatto cross-generazionale. Al netto della seniority, saranno comunque senza dubbio i lavoratori più qualificati ad avere maggiori opportunità di crescita professionale”, continua l’Head of HR Solutions di Vertus.

Mobilità e transizione: si torni ai fondamentali

di Andrea Taschini, manager automotive
(da “Parts” di maggio)

Proseguiamo nell’analisi della transizione elettrica con un approfondimento sui vari punti di grande criticità a noi noti da tempo, ma che stanno emergendo man mano che i dati sulla fattibilità industriale del progetto europeo stanno venendo alla luce.

Il regime di scarsità energetica e di materie prime che ci si sta prospettando non fa presagire nulla di buono in termini di accrescimento del nostro benessere e di quello del sistema industriale.

Direi che sarebbe ora di tornare ai fondamentali e correggere i vari progetti imperniati sull’ideologia ambientalista che negli ultimi anni hanno imperversato in Europa e in quasi tutto il mondo occidentale.

Superbollo: addio alla tassa che ha penalizzato Erario e mercato

di Riccardo Augusto Marchetti, deputato

Grazie all’impegno della Lega e del ministro Matteo Salvini stiamo lavorando per raggiungere l’accordo con il ministero dell’Economia e delle Finanze per l’abolizione del superbollo. Già nel 2019 sono stato promotore di una Proposta di Legge che ne stabiliva la cancellazione, ma il Governo giallorosso non ha mai avviato l’iter per renderla effettiva. Ho ripresentato l’atto nel gennaio scorso e, anche attraverso un’interlocuzione costante sia con il ministero competente sia con le Case automobilistiche, si sta arrivando all’intesa che determinerà l’abolizione di questa tassa che non ha apportato alcun beneficio alle casse dello Stato.

La maggiorazione avrebbe, infatti, dovuto generare entrate per oltre 160 milioni di euro,ma nello stesso anno 2012 ha determinato solo perdite in termini di minor gettito sia ai fini dell’Iva, -93 milioni di euro, sia ai fini dell’imposta di bollo sull’auto, -13 milioni di euro. A queste si aggiungono ulteriori perdite, pari a oltre 30 milioni di euro, a carico delle Regioni e delle Province, senza considerare il danno, difficilmente quantificabile, a tutto il comparto automobilistico nazionale, dalle CVase automobilistiche agli artigiani per gli interni alle imprese che producono la componentistica, compresi i dipendenti.

L’Italia è la terra dei motori e qui vengono realizzate automobili di grandissimo pregio che, a causa della maggiorazione sulla tassa automobilistica, hanno registrato una drastica diminuzione nelle vendite o l’immatricolazione tramite società di leasing in Paesi esteri. Il crollo del valore di questi veicoli compromette in modo considerevole il mercato dell’usato e scoraggia l’acquisto del nuovo. La Lega è sempre dalla parte delle aziende del nostro Paese e sta portando avanti questa battaglia di buonsenso non solo per sostenere il comparto dell’automotive, ma a vantaggio dell’intera economia nazionale.

Mobilità integrata: Itabus a braccetto con Italo

Sotto la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo, il consiglio di amministrazione di Italo – Nuovo Trasporto Viaggiatori SpA, ha deliberato l’acquisizione, e la conseguente integrazione industriale, di Itabus, compagnia privata di trasporto passeggeri su gomma a lunga percorrenza operativa da fine maggio 2021. Itabus collega l’Italia, Sicilia compresa, con 100 bus MAN (gruppo Volkswagen) e, dopo soli due anni di attività, nonostante le restrizioni del periodo pandemico, ha già superato i 2 milioni di viaggiatori. Con la nascita di Itabus è stato introdotto in Italia un servizio di qualità nel settore della gomma, con bus di ultimissima generazione dotati di wi-fi 4/5G gratuito, toilette e distributori automatici di snack e bevande. Mezzi bipiano (74 posti ognuno) con 2 ambienti di viaggio (Comfort+ e Top). Servizi sia diurni che notturni collegano grandi città, snodi infrastrutturali come aeroporti, stazioni e porti, ma anche piccole città e borghi a forte vocazione turistica.

L’integrazione Italo – Itabus darà vita ad un gruppo in grado di sviluppare un efficiente servizio di mobilità integrata, che, grazie alle sinergie che si realizzeranno, farà crescere il perimetro di copertura dell’intero territorio nazionale, Sud compreso: Sicilia, Puglia e Campania saranno le prime tre regioni a partire e diventeranno il modello di questa interconnessione e dei suoi vantaggi per i viaggiatori. Un servizio attivo h24, al quale si aggiungerà l’offerta efficiente ed efficace di chartering, per soddisfare le esigenze di scuole, società sportive, gruppi turistici e di ogni genere di comunità sia pubblica che privata.

Le due società, inoltre, condividono e credono negli stessi valori, primo tra tutti la cura e l’attenzione al cliente, ma anche la sostenibilità: Italo da sempre è un treno green per eccellenza costruito con materiali riciclabili al 98% e dotato di filtri HEPA per il ricambio costante di aria, Itabus grazie ai motori diesel Euro 6D (i meno inquinanti sul mercato) ed alla collaborazione con Eni (tutta la flotta viene alimentata con Eni diesel+, gasolio premium che riduce le emissioni di CO2 rispetto ai carburanti tradizionali) è best in class nel trasporto su gomma per attenzione verso l’ambiente.

Due realtà e due network sinergici fra loro: una volta completata l’integrazione, infatti, nasceranno interessanti connessioni tra stazioni ferroviarie ed aeroporti e porti, si svilupperà la rete di micromobilità urbana e mobilità integrata, offrendo una vasta scelta ai passeggeri, acquistabile da un’unica piattaforma multimodale e con la comodità di un singolo biglietto. Il servizio sarà operativo a partire dall’estate, le prime connessioni riguarderanno la Campania la Sicilia e la Puglia per poi espandersi in tutta Italia.

“Grazie a questa operazione i viaggiatori avranno a disposizione un servizio reale di mobilità integrata, un progetto in cui Italo crede e che studia da anni per facilitare gli spostamenti sul territorio”, dichiara Gianbattista La Rocca, amministratore delegato di Italo. “Con una flotta per ora di 51 treni e 100 bus, ma che potrà crescere nei prossimi anni, connetteremo tutta l’Italia, servendo 24 ore su 24 grandi città, borghi turistici e snodi infrastrutturali come porti ed aeroporti”.

Mercato Italia: accelerare sulla rimodulazione degli incentivi

Paolo Scudieri, Anfia

di Paolo Scudieri, presidente di ANFIA

Ad aprile 2023, il mercato auto italiano realizza la quarta crescita mensile consecutiva a doppia cifra (+29,2%), anche grazie al confronto con un aprile 2022 che aveva chiuso in forte calo (-33%) a causa dell’attesa dell’effettiva entrata in vigore delle misure di incentivazione.

A proposito di “effetto attesa”, onde evitarlo nei prossimi mesi, chiediamo di accelerare la rimodulazione degli incentivi attualmente in vigore per l’acquisto di vetture a bassissime e zero emissioni e di provvedere alla riallocazione degli oltre 250 milioni di euro avanzati dall’ecobonus 2022 per l’incentivazione delle fasce 0-20, per supportare la ripresa e la crescita del mercato delle auto elettriche (BEV), anche aumentandone l’incentivo unitario, e 61-135 g/km di CO2.

Alle buone performance del mercato di questo inizio 2023 ha probabilmente contribuito anche lo sblocco degli ordini rimasti inevasi nei mesi precedenti a causa dei rallentamenti nella catena di fornitura.

Polizia e Autostrade per l’Italia: ecco il primo “Safety Point”

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Prosegue la collaborazione tra la Polizia di Stato e Autostrade per l’Italia nel segno della sicurezza stradale. L’ultimo progetto è l’apertura al pubblico del primo Safety Point nell’area di servizio Casilina est (A1 Cassino), luogo dedicato alla divulgazione e alla condivisione di temi legati alla sicurezza su strada e per promuovere comportamenti di guida corretti. All’inaugurazione erano presenti il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ,Matteo Salvini, il capo della Polizia-direttore generale della Pubblica Sicurezza, Lamberto Giannini, la presidente di Aspi Elisabetta Oliveri e l’amministratore delegato Roberto Tomasi.

 

Il “Safety Point” in area di servizio è una sperimentazione che mira a essere replicata in altri punti strategici della rete autostradale. Il piano proseguirà con l’apertura, entro quest’anno, di altri 3 corner nelle aree di servizio di San Pelagio est (A13 – Padova); Secchia Ovest (A1 – Modena) e La Pioppa Ovest (A14 – Bologna). Ogni locale all’interno del corner è stato allestito per accogliere al meglio i viaggiatori, con desk e sedute riservate al confronto e al dialogo tra il personale della Polizia di Stato e gli utenti.

 

Questo spazio ospita un totem multimediale che, attraverso un nuovo software e il potenziamento della rete IP Aspi, permetterà il collegamento in videochiamata con la Polizia di Stato, e la consultazione di materiali audio-video sulla sicurezza stradale: il totem sarà connesso con la Polizia Stradale tramite i tablet, messi a disposizione da Aspi, che verranno utilizzati dagli operatori della Polizia, per ricevere le videochiamate dei viaggiatori, e garantire quindi la continuità del servizio tutti i giorni con assistenza h24.

 

Inoltre, per sensibilizzare i più piccoli sul tema della sicurezza stradale e del rispetto dei limiti di velocità nel corner, è a disposizione uno spazio “gioco” dedicato; sarà presente anche un monitor per promuovere le campagne di comunicazione e trasmettere i video sulla sicurezza stradale, mentre l’intero allestimento è stato realizzato con grafiche della Campagna sulla Sicurezza Stradale di Aspi e Polizia “Ci sono limiti da superare, altri da rispettare”, con una testimonial d’eccezione: l’atleta paralimpica Ambra Sabatini. A giugno, in concomitanza con l’esodo estivo, Aspi avvierà una nuova campagna di comunicazione sulla sicurezza stradale dedicata ai più giovani con iniziative specifiche nelle scuole a partire dal prossimo anno scolastico.

 

“Il Safety Point – spiega la presidente di Autostrade per l’Italia, Elisabetta Oliveri – è uno spazio condiviso che non solo consentirà ai viaggiatori di mettersi in contatto direttamente con gli agenti della Polizia stradale, ma che intende inoltre richiamare tutti gli automobilisti al rispetto del codice della strada e sensibilizzare anche i più giovani sull’importanza della sicurezza stradale. Una presenza fissa che progressivamente diventerà un importante punto di riferimento sulle nostre autostrade. In tema di sicurezza, in questa occasione non possiamo che confermare il nostro massimo impegno a proseguire negli investimenti per l’ammodernamento e il potenziamento dell’infrastruttura autostradale in un’ottica di miglioramento continuo della circolazione e con la massima attenzione anche alla sicurezza nei cantieri”.

 

La sinergia tra Aspi e Polizia dello Stato da anni si concretizza sulle autostrade con molteplici iniziative a supporto dei viaggiatori, campagne di comunicazione e interventi dedicati. A supporto di questa collaborazione, strumenti e tecnologie diffusi sulla rete autostradale: dal sistema Tutor – esteso su 1.500 km di infrastruttura – ai 2mila pannelli a messaggio variabile e 4mila telecamere.  

 

“La collaborazione tra Aspi e la Polizia stradale ha una lunga storia alle spalle – afferma l’amministratore delegato di Aspi, Roberto Tomasi – che siamo orgogliosi di portare avanti attraverso una nuova iniziativa radicata sul territorio e vicina alle persone. Quella sulla sicurezza è la nostra prima sfida, intesa come sicurezza stradale, sicurezza nei cantieri, sicurezza delle infrastrutture. In questo contesto la tecnologia risulta un alleato prezioso”

 

Le innovazioni hi-tech riguardano tutta la rete autostradale e incidono in più settori.  “Piattaforme come Argo – aggiunge Tomasi – per monitorare lo stato delle infrastrutture ci supportano in questo percorso, come del resto i sistemi sempre più sofisticati per la previsione dei flussi di traffico, fondamentali per poter pianificare i cantieri e orientare gli utenti nelle loro scelte di tragitto”.

 

“Gli obiettivi di sicurezza – spiega l’ad – si perseguono anche con l’ausilio di infrastrutture sempre più smart, in grado di dialogare con il veicolo e mandare alert in caso di ostacoli sulla tratta; luci ‘intelligenti’ in galleria, capaci di variare d’intensità a seconda delle condizioni meteo; asfalto drenante su quasi il 100% della rete. Inoltre, la sospensione e la rimozione dei cantieri nei weekend e festivi, ovvero nei momenti di maggiore concentrazione di traffico, in accordo con le autorità locali sono fondamentali in questa partita. Infine, le molteplici campagne di comunicazione avviate sono una leva imprescindibile per sensibilizzare gli utenti al rispetto delle regole della strada e a prestare sempre la massima attenzione alla guida. Il nostro piano di potenziamento infrastrutturale, tecnologico e comunicativo ha permesso una riduzione dei tassi di incidentalità e un consolidamento degli standard di sicurezza. Ma si può e si deve fare di più. Con circa 3mila km di rete autostradale, la più estesa in Europa e la seconda al mondo per complessità morfologica del territorio, per Aspi è prioritario portare avanti tutte le azioni possibili per minimizzare i rischi, nel segno di una mobilità sempre più sostenibile”.

Ecoincentivi in Lombardia: ACI Milano plaude

Foto: Il presidente di ACI MIlano, Geronimo La Russa

“Un importante provvedimento che va nella direzione segnata da tempo dall’Automobile Club di Milano: avanti con le politiche che guardano a una circolazione e a una mobilità sostenibile”.

Così Geronimo La Russa, presidente di ACI di Milano, commenta la notizia di un nuovo bando della Regione Lombardia che mette a disposizione dei cittadini circa  12 milioni di euro per acquistare mezzi a basso impatto ambientale.

“Regione Lombardia, con il presidente Attilio Fontana – aggiunge Geronimo La Russa – torna a offrire contributi concreti per rinnovare il parco veicolare. Un modello che, in linea con corrette politiche di sostenibilità ambientali, non penalizza chi decide o in certi casi è costretto a utilizzare l’auto come mezzo di trasporto”.

“Da parte nostra – conclude Geronimo La Russa – faremo tutto il possibile per dare evidenza e far conoscere questa positiva opportunità”

Motor Valley: proprio una terra speciale

di Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna

All’estero basta dire di essere della Regione di Maserati, Ferrari, Ducati, Lamborghini, Dallara, Pagani e tutti capiscono che si tratta di una terra speciale, che in pochi chilometri racchiude marchi che hanno fatto la storia dell’automobilismo e del motociclismo e che continueranno a scriverla.

Il distretto della Motor Valley non è fatto solo di grandi brand, ma di oltre 16mila piccole e medie imprese, soprattutto artigiane, che danno lavoro a oltre 70mila persone. La transizione ecologica è necessaria, ma bisogna fare un patto con l’Unione Europea, per evitare che il passaggio all’elettrico e all’idrogeno vada a danneggiare una filiera così straordinaria.

Mercato Italia: sempre lontani i livelli ante-crisi (2019)

di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor

Continua la serie positiva per il mercato dell’auto italiano. In aprile si è registrata la nona crescita consecutiva per le immatricolazioni, che hanno messo a segno una  crescita rispetto allo stesso mese del 2022 di ben il 29,21%. Anche il consuntivo dei  primi quattro mesi chiude in positivo con un incremento del 26,89% sullo stesso periodo del 2022, anno che è stato però particolarmente negativo per il mercato dell’auto per un complesso di fattori che vanno dagli effetti della pandemia all’impatto  psicologico e concreto della guerra in Ucraina, al riaffacciarsi dell’inflazione, alla  crescita dei tassi di interesse e del costo dell’energia e anche per le difficoltà di  produzione delle case automobilistiche dovute a carenza di componenti essenziali  come microchip, cavi ed altri prodotti.

La ripresa è in atto da agosto 2022 in Italia e, come nell’Unione Europea, è dovuta  proprio al venire meno di gran parte delle difficoltà legate alla carenza di componenti  e quindi di auto da consegnare ai clienti. Persistono, tuttavia, tutti gli altri fattori di freno della domanda citati e così il mercato dell’auto italiano è ancora ben lontano dai livelli  precedenti la crisi innescata dall’epidemia di coronavirus, cioè dai livelli del 2019. Le  immatricolazioni del primo quadrimestre del 2023 accusano infatti un calo di ben il 22,5% sullo stesso periodo del 2019.

La gravità della situazione del mercato italiano appare comunque in tutta la sua  drammaticità se si considera che, proiettando i dati del primo quadrimestre sull’intero  2023 tenendo conto della stagionalità, si ottiene un volume di immatricolazioni di 1.417.564 unità che, se la tendenza in atto continuerà, è destinato a crescere nei prossimi mesi ma in ogni caso si può escludere che il 2023 possa chiudere su livelli comparabili con quelli del 2019, quando le immatricolazioni furono 1.916.951.  

La situazione dl mercato italiano è comunque allineata a quella del mercato dell’Unione  Europea, con però una importante differenza nella composizione delle  immatricolazioni. In tutta l’Unione cresce la quota delle auto elettriche che nei  principali Paesi è già da tempo a due cifre, mentre in Italia siamo ancora ben lontani  da questa situazione. Il Governo ha dichiarato di voler rivedere il sistema degli  incentivi in vigore che sta dando risultati molto modesti proprio per le auto elettriche e  dintorni, ma a tutt’oggi alle parole non sono ancora seguiti i fatti.

E tra l’altro va  segnalato che tra le intenzioni dichiarate dal Governo vi è anche quella di rifinanziare  gli incentivi per l’acquisto di autovetture tradizionali (con emissioni comunque  contenute) con l’obiettivo di accelerare la sostituzione del parco circolante italiano, che è il più vecchio d’Europa, con tutto quello che ne consegue in termini di sicurezza della circolazione di inquinamento. Sostituire le auto più vecchie con soluzioni verdi  fa certamente bene all’ambiente, ma fa bene all’ambiente e  alla sicurezza della circolazione anche rottamare vetture ante Euro 4 e sostituirle con  nuove auto Euro 6.  

Mini Cooper D Clubman: la “familiare” della gamma

a cura di Safe-Drive

 

Ormai da qualche anno, la versione Clubman della Mini ha abbandonato le forme compatte e raccolte di un tempo. Oggi questo modello, che ha raggiunto i 4 metri e 25 cm di lunghezza, può a tutti gli effetti essere ritenuto come una vera “familiare”.

 

Rimangono però inalterati alcuni dei classici stilemi Mini ,quali i fari ovali, il tetto piatto e le fiancate alte. Sotto il cofano palpita un motore diesel da 150 cv supportato dal cambio automatico a 8 marce. E’ disponibile un Driving Modes sviluppato su tre diversi livelli di guida.